Dio Offre, non impone.

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La scelta di Abramo e le sfide del presente.

«Dio ha preso un’iniziativa imprevedibile, chiamando un uomo per risvegliare il suo io, per farlo nascere» 



«Il Signore disse ad Abram: “Vattene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre verso il paese che io ti indicherò. Farò di te un grande popolo e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e diventerai una benedizione. Benedirò coloro che ti benediranno e coloro che ti malediranno maledirò e in te si diranno benedette tutte le famiglie della terra”» (Gen 12,1-3).

. «Balza agli occhi qui come il progetto più realistico sulla vita di Abramo sia non il suo, ma il progetto di un Altro. E questo, se si accetta nella sua manifestazione iniziale, lo si deve poi verificare nel tempo. Così Abramo proverà la familiarità con quella Presenza, che lo ha travolto e trascinato lontano da casa, nell’episodio del querceto di Mamre (Gen 18) in cui l’Essere misterioso sarà come ospite da nutrire e servire, all’ombra dell’albero “nell’ora più calda del giorno” (Luigi Giussani)




Al dibattito su questo tema c'erano varie persone influenti, riporto questo brano che mi pare abbastanza significativo per l'uomo e specialmente per i giovani di oggi.




WEILER. Io di mestiere sono professore di Giurisprudenza. Insegno negli Stati Uniti, in Europa, in Asia. Ovunque, mi sembra che ci sia un assetto comune. I giovani che vengono a seguire le mie lezioni di Diritto costituzionale sono ossessionati dalla parola diritti: «diritti dell’uomo», «diritti fondamentali», «dove sono i nostri diritti?»... Per carità, non vorrei vivere in una società che non rispetta i diritti dell’uomo, i diritti fondamentali, l’uguaglianza. Ma c’è una parola che non sento mai: responsabilità. Doveri. Nessuno, invece di chiedermi: «Professore, quali sono i nostri diritti fondamentali?», mi chiede: «Quali sono i nostri doveri fondamentali? E dov’è la nostra responsabilità?», invece di scaricare sugli altri la nostra responsabilità per quello che accade. «È terribile», dicono. È sempre responsabilità di qualcun altro. Questa è la riduzione dell’io, questo è il messaggio anti-abramitico. Lui è una persona che si è assunta la responsabilità dei suoi atti, della sua esistenza, di quello che accadeva accanto a lui. Se parliamo della riduzione è proprio questa la parola chiave: non diritti, ma responsabilità. Doveri.



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2 commenti:

  1. Buona domenica Lucia.
    Un abbraccio.

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    1. Grazie Gus. Il mio augurio è per la Buonanotte! Abbraccio

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Grazie amico/a mia. Grazie se hai letto tutto e ti decidi a scrivere un commento. qualunque sia la tua risposta, scrivi.
Però non amo gli insulti volgari o le parolacce
Arrivederci sarai sempre la benvenuta/o



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