Santuario Madonna del Bosco - Novara

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IL SANTUARIO DELLA MADONNA DEL BOSCO
 
Storia del Santuario e del Voto

La Vergine Addolorata che si venera in questo santuario è opera di
Edoardo Lenta, cittadino novarese nato nel 1844, che la scolpì in
adempimento ad un voto fatto nel 1859.
Nel giugno di quell'anno, si recava infatti con un amico sulle rive
dell'Agogna, poco lontano dalla cascina Santa Marta, dove erano
accampati gli Austriaci che controllavano la zona dopo lo scoppio della seconda guerra di indipendenza. I soldati, ritenendoli delle spie, li inseguirono sparando contro di loro ed il Lenta, che vide l'amico cadere ferito ad una coscia, si inoltrò nel vicino bosco nascondendosi su di un olmo.
In quel momento il giovane si affidò alla Madonna, promettendoLe di scolpire un'immagine su quella stessa pianta qualora avesse avuto la vita salva. Così accadde ed il giugno del 1867 ritornato nel bosco, in un solo giorno scolpì l'effigie di Maria Immacolata, che dopo essere stata deturpata e privata delle mani da atti vandalici, fu modificata dal Lenta alcuni giorni più tardi. Il giovane non poté più farla a mani giunte a causa del gesto vandalico, per cui optò di ricavarne l'immagine dell'attuale Madonna Addolorata.
L'inizio della devozione
L'immagine della Madonna suscitò subito la curiosità dei contadini della zona che affluirono numerosi per vedere la scultura. Dopo il primo interessamento, però, l'opera del Lenta venne dimenticata per qualche tempo, finché nel 1868 ebbe inizio una vera e propria devozione grazie alla riscoperta dell'olmo da parte degli Andenna, campari del bosco appartenente alla Marchesa Spinola: da questo momento incominciò il pellegrinaggio del popolo devoto alla Madonna del Bosco. In seguito si stabilì di festeggiare la Vergine Addolorata nella terza domenica di settembre. Su richiesta dei fedeli vennero allora sistemate nelle vicinanze alcune panchine e una pompa d'acqua. Nel 1881,a spese del canonico Durio e su disegno del Marietti, venne eretta una tettoia e venne posta sul capo di Maria una corona d'argento.
Le grazie della Madonna del Bosco

La devozione alla Madonna del Bosco si fece più intensa a motivo di alcuni episodi straordinari.
Nel 1875 la borghigiana Cristina Bruneri, che da tempo conviveva con un fonditore di origine tedesca, pregando la Vergine scolpita dal Lenta, riacquistò la vista che aveva quasi del tutto perduta da undici anni.
A seguito di questa grazia, ella decise di unirsi in matrimonio religioso con il suo compagno. Tre anni dopo una fortissima grandinata devastò i territori circostanti lasciando intatta soltanto la zona nei pressi dell'olmo. E ancora, nel maggio 1882 accadde un fatto che a quei tempi poteva a ragione essere considerato strepitoso: due sergenti, recatisi nel bosco per sostenere un duello, passando dinnanzi all'effigie di Maria si rappacificarono. Infine, in quello stesso anno,Martina Andenna si ruppe una gamba e i medici ne decretarono l'amputazione: la donna fu però salvata dalle preghiere del marito e della madre di lei che si affidarono per la sua guarigione proprio alla Madonna del Bosco.
Negli anni successivi le grazie si moltiplicarono e iniziarono dei veri e propri pellegrinaggi dalle diverse zone della città e dai pesi limitrofi.

La storia del santuario
Nel 1886 il bosco in cui si trovava l'olmo scolpito dal Lenta venne
abbattuto, ma la devozione alla Vergine Addolorata era ormai tanto
sentita che con una pubblica sottoscrizione si decise di sistemare
l'immagine in una edicola sacra nei pressi del ponte dell'Agogna, dove si trova il santuario odierno, anche al fine di facilitare la devozione dei fedeli.
L'inaugurazione di questa prima struttura avvenne il 16 maggio dello stesso anno ad opera dell'allora parroco di San Martino, don Giovanni Bellotti, il quale si fece anche promotore di un comitato per l'edificazione di una vera e propria chiesa nella quale sistemare la Madonna. Raccolti i fondi necessari, nel 1892 venne consacrata ed aperta al pubblico una chiesetta di forma ottagonale dotata di un piccolo campanile e di un timpano triangolare sotto il quale si trovava la scritta "Miracolosa Madonna del Bosco".
Negli anni successivi ci furono ulteriori lavori ed abbellimenti a cura del vicario don Vito Comoli. Nel 1922 venne costruita a lato della chiesa la casa del custode, mentre nel 1936 si ebbe un ampliamento della chiesetta grazie all'aggiunta della parte posteriore in cui venne collocato il tronco scolpito.
Nel 1950 il santuario passò sotto la parrocchia della Madonna Pellegrina, fondata in quell'anno ed affidata al parroco don Giacomo De Giuli. La fisionomia del santuario cambiò completamente con il restauro progettato dal Beldì su commissione del Comm.Doppieri nel 1969. In questa occasione la scultura della Vergine, che da tempo era stata dipinta, venne riportata al suo colore naturale. L'ultimo restauro della chiesa, iniziato nel gennaio 2001 grazie a mani benefiche su progetto dell'architetto Arlunno, è stato completato nel marzo 2002. La piazzetta antistante è stata dedicata a Pio IX, promulgatore del dogma dell'Immacolata Concezione e pontefice del tempo in cui venne scolpito l'olmo recante l'immagine della Madonna.

La devozione alla Madonna del Bosco oggi.
La devozione è giunta fino a noi: la terza domenica di settembre molte persone partecipano alla processione e alle funzioni che si celebrano nel santuario e si riversano poi nei tendoni, destinati alle cene e ai balli, allestiti dai giovani e dagli adulti della parrocchia della Madonna Pellegrina.
Se un tempo la tradizione voleva che si mangiassero cocomeri e anatra, oggi i piatti che caratterizzano le serate di settembre sono quelli tipicamente novaresi, come la paniscia e il gorgonzola. Anche i bambini non mancano di recarsi a pregare e festeggiare la Vergine Addolorata con le loro famiglie in occasione della chiusura delle attività di animazione estive.
Per mantenere viva la tradizione legata alla Madonna del Bosco, su iniziativa del parroco don Franco Belloni è stata costituita l'Associazione Edoardo Lenta, che si occupa del recupero della storia del Santuario; inoltre sono state fondate la confraternita maschile, dedicata al Cuore Immacolato di Maria e della Madonna del Bosco, e quella femminile, dell'Annunciazione, Fiat Voluntas Tua, legate alla parrocchia della Madonna Pellegrina. 

Una parte della casa del custode è stata adibita a museo: in essa è possibile vedere quanto è rimasto della storia del santuario, ricostruita attraverso una mostra, e soprattutto i numerosi ex-voto, testimonianze concrete delle grazie elargite dalla Vergine.
Da parecchie domeniche ho deciso, di ascoltare la S. Messa qui, proprio alla Madonna del Bosco. Primo: perché è più vicina a casa mia; poi perché la S. Messa è alle ore 9 e così inizio bene la giornata; Terzo punto, non indifferente i Sacerdoti sono dei bravi predicatori.
 Ed eccoci giunti all’ultima domenica prima di Natale… Ormai ci siamo… il mistero tanto atteso inizia ad essere intravisto, tant’è che il brano del Vangelo di Matteo che la Chiesa ci propone incomincia chiarendoci ciò che noi stavamo aspettando: «la nascita di Gesù Cristo». Afferma anche il desiderio di volercelo narrare: «Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo». È un passo davvero promettente… anche liturgicamente parlando: dopo queste settimane di attesa (di Avvento – appunto –), finalmente siamo arrivati a leggere e celebrare la Parola che chiaramente ci comunica cosa c’era da aspettare… E dunque? Ormai è chiaro che quanto dovevamo aspettare era una nascita…   Noto però che il Vangelo di Matteo è sì al cap. 1, ma al versetto 25… mentre il testo proclamato in chiesa si ferma al v. 24…
Ma allora di cosa è fatto quest’ultimo avvicinamento a Natale, se non c’è la nascita di Gesù, come ci avevano detto?
Noi conosciamo tutto. Sappiamo che Giuseppe ha degli incontri speciali con il Mistero che gli farà capire come amare Maria e continuare ad amarLa.

Il Canto d'ingresso dice:

Ti preghiam con viva fede, assetati siam di Te.
Nella gioia di chi crede vieni, amato Re dei re.
O Maria, dolce aurora, Tu che annunzi il Salvator,
rendi il cuore Sua dimora, cresca l'uomo nell'Amor.
T'invochiamo, Sol d'Oriente, trepidanti d'ansietà.
Vieni, o luce della mente, tutto il mondo attende già.
Rit. O Signore, Redentore, vieni, vieni, non tardar.
O Bambino, Re divino, dona pace ad ogni cuor.

Avevo un gran desiderio di farvi partecipi di momenti importanti della mia giornata. A tutti "dono la pace di Cristo Bambino Divino"



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4 commenti:

  1. Che bello vedere il santuario in cui io dissi il mio SI, per la vita a Lucio.
    Sono trascorsi 42 anni, ma tu hai rievocato in me ricordi indelebili. Come dimenticare che Lucio aspettandomi all'altare, quando lo raggiunsi al braccio del mio caro papà riuscì a dire, e per me inaspettate queste parole: "Come sei bella"!

    La Madonna del Bosco ha sempre tenuto la mano protettrice sulla mia famiglia.

    Grazie Lucy bella!!!
    Un abbraccio!♥
    Dani

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    Risposte
    1. Ciao Dani. Mi è piaciuto ripassare le origini di questo Santuario: mi piaceva di più com 'era anticamente! Buon Natale!

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  2. Il tuo desiderio della mia partecipazione alla tua giornata si è avverato.
    Ciao Lucia.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Gus! Sai il mio blog ha dei problemi...Dopo Natale ti metterò al corrente...se puoi! Un abbraccio

      Elimina

Grazie amico/a mia. Grazie se hai letto tutto e ti decidi a scrivere un commento. qualunque sia la tua risposta, scrivi.
Però non amo gli insulti volgari o le parolacce
Arrivederci sarai sempre la benvenuta/o



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