lunedì 15 aprile 2019

Maria


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Da quanti anni non ho più un nome?
Non lo ricordo più.
Mi chiamavo Maria. Forse.


Ho perso il nome
come si perde la strada:
dopo non sai più
come si torna indietro.
Col nome ho perso anche me stessa:
Chi sono?
E dove sono?

Le mie giornate sono notti
per dormire e per dimenticare
tutti quei corpi.
Lemie notti cono tutte uguali:
qualcuno mi cerca per comprarmi
mi tocca, mi prende
soddisfatto che io sia sua
ma è per pochi minuti
un altro poi e un altro ancora
e quando va bene
-per i miei guadagni-
avanti così fino a mattina.

Ognuno crede che io sia sua

 ma io non sono di nessuno
neppure di me stessa.
Mentre mi toccano io sono altrove
In quale luogo non so. 
Con chi mi piace anche solo un po'
del resto io sono altrove.

Io sono una peccatrice
come uno è paralitico
e un altro un lebbroso:
Il nostro male
è diventato la nostra identità:
un nome proprio:
la Peccatrice, il Lebbroso, il Paralitico.
Poco alla volta
-non so come -
questo nuovo nome
ha raschiato il mio
che ora non si legge più.

Io ho amato:
è stato prima che mi rubassero il nome
quando anzi - ora ricordo -
di nomi ne avevo due:
il mio e il sui.
Come fa male ricordare
ma quel nome -quei nomi-
quella parola rotonda che avevo in bocca

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4 commenti:

Gus O. ha detto...

Bello.
Bacio Lucia.

Tomaso ha detto...

Cara Lucia, meraviglioso, cara amica.
Ciao e buona settimana santa con un forte abbraccio e un sorriso:-)
Tomaso

Franco Battaglia ha detto...

E' sempre colpa nostra. A volte capiamo di aver sbagliato, ma con gran fatica...

Mr.Loto ha detto...

Buona Pasqua Lucia.