Bambole: accenni di storia

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Storia e origini della bambola


Le bambole sono molto antiche, fanno la loro comparsa nel 2000 a.C. in Egitto, questo si è scoperto grazie ai ritrovamenti avvenuti in alcune tombe egizie di bambini, questo sembrerebbe dimostrare che le bambole avessero senso ludico. Queste bambole erano in terracotta ed avevano braccia movibili.


A Pompei fu ritrovata anche una bambola di pezza.


La bambola entra definitivamente nel ruolo di giocattolo nel diciannovesimo secolo, abbandonando così ogni riferimento di oggetto feticcio o religioso che aveva in origine.


Il gioco ed i giocattoli dunque sono strumenti importantissimi necessari ai bambini per imparare a rapportarsi socialmente, sperimentare e comprendere in libertà i propri ruoli.

               1945 Elena ed io.

Vengo al dunque: io non ho mai posseduto una bambola. Una bambola tutta mia.

In questa fotografia : la povertà è presente nei nostri vestiti, ma non era importante.

Papà amava fermare certi momenti di vita, ma non possedeva una macchina fotografica. Ecco allora l'aiuto del fotografo ufficiale. Avevo il mio vestitino più bello. Era rosso. con la rosellina. Il fotografo decise che al quadro mancava qualcosa...ecco subito apparire un cestino ed una bambola.

Ne acque un grave bisticcio: Elena non mollava la bambola ed io non volevo quel brutto cestino!

Calmate le acque ma non i cuori, fu scattata l'istantanea: Elena serena ed io con il broncio.

Una bambola mia per un attimo, quello del passaggio dalla mia mano a quella di Elena.

Passarono pochi mesi e arrivò una bambola vera: mio fratello Ilario: attrezzato di carozzina e di pianti infiniti.

Mamma mi diceva "Ciccia, guarda tuo fratello, dondolalo che poi arrivo io!"

I dondolii non finivano mai. A volte impegnavano le mie intere giornate.....no, non era felicità, ma era il mio compito!!

Poi si scoprì che Ilario aveva la Broncopolmonite......curarlo con penicillina voleva dire esaurire i pochi risparmi che i miei avevano. Però piano piano Ilario guarì, e perchè non ci fossero ricadute, il braccio della mamma era la sua culla.

Io, che ero appena tornata dal paese, Friuli, della nonna materna, dove avevo trascorso un anno e poco più,vidi la mamma che mi rifaceva la valigia per ritornare a Milano con papà.

La speranza di un lavoro per papà.

La mano di papà mentre andavamo al treno era calda e forte e io non piansi mai, nè per il freddo, nè per il distacco dalla mamma e dai miei fratelli. Ilario era di mamma ma Elena era mia amica di giochi, di racconti inventati, era la mia compagna di letto in cui abbracciate ci addormentavamo e ci svegliavamo.

Mi accorgo che sto divagando. Torniamo alle bambole.

Trascorsero parecchi anni. Parecchi Natali: i regali ovviamente erano sempre oggetti utili, una sciarpa, i guanti, un astuccio.....mandarini e caramelle zuccherine.
Le caramelle zuccherine, che le troviamo ancora nei supermercati, hanno un racconto loro. Sarò veloce!

Quelle golosissime caramelle, venivano appese all'albero di Natale, che di notte, quando aprivamo la libreria-letto mia e di Elena, si trovava proprio accanto a me.

Ho detto che sarò veloce e quindi eccoci a Natale....."potete prendere le caramelle!" Diceva papà...sì ma c'erano solo le carte, ben rimodellate e il contenuto era nella mia pancina.....Nessun rimprovero solo risate e complimenti alla mia bravura nel rimodellarle.


Mentre scrivo i ricordi s'intrecciano e il tempo non ha più tempo.

Avevo 8 anni e Elena 6 quando un inverno papà ci iscrisse ad un soggiorno in montagna, nel mese di dicembre e gennaio, con il T.C.I.

Fu bellissimo.C'era anche la scuola al "Piambello!"

Venne Natale. Un maestoso albero troneggiava nella casa della refezione e dello svago. La punta toccava il tetto. Sui rami tanti pacchettini. Cosa ci sarebbe stato? Ma anche per me? Una curiosità che si univa all'attesa.....

Alla mezzanotte del 24 ci recammo tutte in fila attraverso il vialetto che dalla casa dormitorio ci portava là dove il nostro sogno sarebbe stato svelato... Gioia? Emozione? Attesa.

Ricordo che mentre camminavo su quella stradina, guardavo il cielo di un azzurro promessa e un vento che anche lui prometteva sogni, mi sferzava il naso e le mani intrecciate in quelle di Elena.

Attesa. Ora bisognava ascoltare la Messa. Tutte eravamo distratte e non poco.

Poi: " Ragazze nei pacchettini con il vostro nome c'è il vostro regalo di Natale che i vostri genitori vi hanno mandato.

E Via! Correre, guardare cercare.....trovai subito quello di Elena: una bella bambola con il viso di porcellana e un bel vestito rosso. Elena felice si stringeva la sua bambola al petto. Io le presi la mano e le dissi che dovevamo cercare il mio.

Trovai una bambola di stoffa. Delusione.....e non poca!

Però era la mia bambola, ma avrei voluto l'altra.

Con le bambole avevo iniziato e anche chiuso. Non mi piaceva.....non era quella la mia bambola!!



ecco il pacciarott e le sorelle










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2 commenti:

  1. Storia di vita...belli i ricordi, ma ti ritrovo triste nel ricordare, erano tempi duri, e forse essere la sorella maggiore era una posizione svantaggiata.
    Ma tu eri la più bella!!
    Un abbraccio e buonanotte|♥

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  2. E' proprio vero. Questi ricordi mi rendono triste anche se nella vita ero sempre briosa e sorridente. In prima elementare, arrivai a febbraio, le suore mi coccolavano sempre...quanti bacetti e abbracci!
    Io ero responsabile di Elena. Lei era più piccola ed io volevo proteggerla da tutto,anche se per avere la sua bambola le promettevo mari e monti!!!!
    E poi penso ai sacrifici di papà. Tanti. Proprio tanti. E non l'ho mai ringraziato come avrei voluto e dovuto. Ora da lassù legge il mio cuore e, forse, sorriderà!
    Baci Dani. Buonanotte.

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Però non amo gli insulti volgari o le parolacce
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