Profumo di pioggia

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La notte sta scendendo lentamente.Mi alzo dal divano e inizio il mio lavoro di sentinella: chiudere le luci, la porta d'entrata, abbassare le tapparelle... Mi fermo davanti alla finestra della mia camera. E guardo il cielo: non ci sono stelle tutto è grigio: c'è una promessa di pioggia.

Il vento scuotendo i rami degli alberi mi porta un profumo che conosco e che mi dice che la pioggia presto arriverà..

Ecco il primo tuono.


Amo la pioggia: amica curiosa che tutto accarezza, che riporta la vita e a volte nell'impeto di visitare ogni cosa, porta la paura e la distruzione.

I tuoni diventano più frequenti. Non ho parla dei tuoni, ma del lampi, che abbagliano gli occhi rischiarando per un attimo il cielo.

Ecco le prime gocce, rientro.


Sento che ora parla alle foglie, ai tetti, con un certo crepitio uguale e insistente, alla campagna, con una specie di lamento e, sommessamente, alle persone che sanno ascoltare!

Parla di mare e di montagne lontane e con voce seria afferma di essere l'unica ad averle conosciute!

Parla del suo amico vento con cui "combatte" gli alberi che vogliono nascondere i segreti di anni vissuti..ma solo "lei" riesce a raggiungere le loro radici e a scoprire passaggi segreti...a raggiungere l'anima e a provocare ad essa delizie e turbamenti al contempo...

...il suo profumo è inebriante: odore di terra smossa.

Questo tic, tac cadrà anche sulle rose del giardino e dissetandole le impregnerà di gioia.


Ecco, mentre m'infilo sotto le copete, sento nel cuore una strana nostalgia, nostalgia di troppe cose insieme. Nostalgia di cielo.

E' nostalgia di mani accolte per essere scaldate, di visi, di sorrisi...e mi accorgo che la nostalgia sta diventando preghiera.

Ritorna la pace, la speranza e mi accorgo di non essere più sola.

Buona notte a tutti. Buonanotte!
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7 commenti:

  1. Qualcosa che straordinariamente somiglia a D'Annunzio.

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    Risposte
    1. E' una poesia che amo molto da sempre! Grazie per averla postata. Di nuovo buonanotte. Ciao Gus!

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    2. La pineta che ha ispirato il Poeta non è quella di Pescara, ma una della Versilia, e mi dispiace.
      Buongiorno, Lucia.

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  2. Taci. Su le soglie
    del bosco non odo
    parole che dici
    umane; ma odo
    parole più nuove
    che parlano gocciole e foglie
    lontane.
    Ascolta. Piove
    dalle nuvole sparse.
    Piove su le tamerici
    salmastre ed arse,
    piove sui pini
    scagliosi ed irti,
    piove su i mirti
    divini,
    su le ginestre fulgenti
    di fiori accolti,
    su i ginepri folti
    di coccole aulenti,
    piove su i nostri volti
    silvani,
    piove su le nostre mani
    ignude,
    su i nostri vestimenti
    leggeri,
    su i freschi pensieri
    che l'anima schiude
    novella,
    su la favola bella
    che ieri
    t'illuse, che oggi m'illude,
    o Ermione.

    Odi? La pioggia cade
    su la solitaria
    verdura
    con un crepitio che dura
    e varia nell'aria secondo le fronde
    più rade, men rade.
    Ascolta. Risponde
    al pianto il canto
    delle cicale
    che il pianto australe
    non impaura,
    né il ciel cinerino.
    E il pino
    ha un suono, e il mirto
    altro suono, e il ginepro
    altro ancora, stromenti
    diversi
    sotto innumerevoli dita.
    E immensi
    noi siam nello spirito
    silvestre,
    d'arborea vita viventi;
    e il tuo volto ebro
    è molle di pioggia
    come una foglia,
    e le tue chiome
    auliscono come
    le chiare ginestre,
    o creatura terrestre
    che hai nome
    Ermione.

    Ascolta, Ascolta. L'accordo
    delle aeree cicale
    a poco a poco
    più sordo
    si fa sotto il pianto
    che cresce;
    ma un canto vi si mesce
    più roco
    che di laggiù sale,
    dall'umida ombra remota.
    Più sordo e più fioco
    s'allenta, si spegne.
    Sola una nota
    ancor trema, si spegne,
    risorge, trema, si spegne.
    Non s'ode su tutta la fronda
    crosciare
    l'argentea pioggia
    che monda,
    il croscio che varia
    secondo la fronda
    più folta, men folta.
    Ascolta.
    La figlia dell'aria
    è muta: ma la figlia
    del limo lontana,
    la rana,
    canta nell'ombra più fonda,
    chi sa dove, chi sa dove!
    E piove su le tue ciglia,
    Ermione.

    Piove su le tue ciglia nere
    sì che par tu pianga
    ma di piacere; non bianca
    ma quasi fatta virente,
    par da scorza tu esca.
    E tutta la vita è in noi fresca
    aulente,
    il cuor nel petto è come pesca
    intatta,
    tra le palpebre gli occhi
    son come polle tra l'erbe,
    i denti negli alveoli
    son come mandorle acerbe.
    E andiam di fratta in fratta,
    or congiunti or disciolti
    ( e il verde vigor rude
    ci allaccia i melleoli
    c'intrica i ginocchi)
    chi sa dove, chi sa dove!
    E piove su i nostri volti
    silvani,
    piove su le nostre mani

    ignude,
    su i nostri vestimenti
    leggeri,
    su i freschi pensieri
    che l'anima schiude
    novella,
    su la favola bella
    che ieri
    m'illuse, che oggi t'illude,
    o Ermione.


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  3. Io non amo molto la pioggia, ma tu descrivendola così fai ricordare quanto sia indispensabile per la crescita della vita.
    Ciao Lucy, buana giornata, un bacione.♥
    Dani

    Ps. Stanotte ti ho sognata, mi dicevi che avresti comprato una pista di rotaie con i trenini e l'avresti messo sul tavolo del soggiorno. Chissà cosa vorrà dire?

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  4. Dani mia cara....sarà la partenza per il mare...spero! Bacioni!

    RispondiElimina

Grazie amico/a mia. Grazie se hai letto tutto e ti decidi a scrivere un commento. qualunque sia la tua risposta, scrivi.
Però non amo gli insulti volgari o le parolacce
Arrivederci sarai sempre la benvenuta/o



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