Non bastano polizie, controlli e regole

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L'immigrazione è una sfida vertiginosa perché mettendo alla prova la capacità di un individuo e di una società di cimentarsi con il diverso li costringe a ri-decidere su cosa si fondano, qual è la loro consistenza ultima. La condizione fondamentale per incontrare l'altro è la consapevolezza della propria identità. Ma affermare un'identità non significa brandire un'arma contro l'invasore. E' piuttosto riconoscere ciò che rende capaci di relazionarsi con l'altro. Significa affermare un io capace di misurarsi con un tu che la storia ha portato sull'uscio di casa. Solo così diventa possibile costruire un nuovo noi. Le migrazioni di massa sono un dato ineliminabile della nostra epoca. Servono identità forti e aperte. Serve che la tentazione dello scontro lasci il posto alla logica di un incontro realista. Non bastano polizie, controlli e regole. l'immigrazione ha implicazioni di tipo culturale e sociale che esulano dalla sfera economica e che troppo spesso vengono dimenticate. Non si lascia la propria terra unicamente per un miglioramento economico o per la necessità di un lavoro, ma anche per poter godere di diritti fondamentali e spesso negati nel proprio Paese, come la pace, la democrazia, la libertà politica e religiosa, la parità tra uomo e donna. Le istituzioni devono valorizzare le esperienze maturate e dare consistenza alla parola sussidiarietà, molto evocata ma poco praticata. Il fatto è che, a differenza di quanto è accaduto nella maggior parte degli altri paesi europei, l'arrivo degli stranieri in Italia è stato un fenomeno tumultuoso con tassi di incremento annuo tra i più alti nel mondo, L'immigrazione ha portato con sé problemi socio-culturali e interrogativi lasciati marcire nei cassetti della politica e delle coscienze. Così, adesso molti italiani convivono con la paura di essere travolti da una realtà che per troppo tempo è stata poco o nulla governata.

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8 commenti:

  1. CI SI E' SEMPRE CHI ESTo, fin dagli INIZI, come avVIENE o COME avVERRA' il GIUdiZIO UNI-VERS'ALE di TUTTE le GENErAZIONI DEI anGELI CADUTI (tra morti VIVENTI e VIVI morenti).
    In VERITA' MOLTI non si a.C.cORGErANNO di essere stati SOTTO-POSTi allORO stesso GIU'd'..IZIO.

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  2. Nel Giudizio Universale finalmente si vedrà la faccia della Giustizia di Dio.

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    1. NO! Sarà diversamente da una shoah A.T.triBUIta ad un POPOLO o PERSONAGGIO. Anche i GIU'sti dubiteranno.
      SARA' come la FACCIA di una GIU'sTOZIA come quella del DIO di GIOBBE.

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  3. Io non vivo condizionata dal giudizio universale, ma vivo assaporando l'amore di Dio.
    Poche parole, le parole sono per chi non ha come operare. Le opere sono la concretezza della "Parola".
    Ciao amici !
    Dani

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  4. Grazie Gus. Oggi 13 maggio volevo parlare di Fatima e dei piccoli veggenti. Ma da ieri sera dopo aver sentito dei nostri fratelli morti per cercare una strada in cui vivere con più dignità, la dignità di essere uomo con lettere maiuscole, ho cambiato idea e il blog di Gus mi ha sorpreso piacevolmente.. Se camminiamo sulle orme di Cristo, ogni istante non può essere banale, ma come dice il Papa, dobbiamo imparare ad accorgerci che abbiamo dei fratelli da custodire. Il Papa parlava della Siria io di Lampedusa. Bob Dylan ha scritto molto sull'ingiustizia. Mi piacerebbe postare qui le parole di Blowin in the Wind oppure The Death of Emmett Till su You tube ci sono i testi; e poi daremo ragione a Gus e impareremo che è importante vivere con uno scopo, magari, se non ci è possibile fare altro, pregare per coloro per cui nessuno prega. Ciao Gus e ancora Grazie.

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    1. L'immigrazione è una sfida che stiamo perdendo.
      Così come stiamo perdendo tanti, troppi treni, verso la vera libertà.
      Se non ci sarà un risveglio delle coscienze obnubilate dal consumo e dai falsi valori, ci saranno tempi ancora più amari.
      Ciao Lucia.

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  5. Nostro Signore ci ha insegnato a volerci bene come fratelli, ad aiutarci a vicenda....peccato che in questo mondo mettere in pratica gli insegnamenti sia alquanto difficile. Un abbraccio

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    1. "Riconoscerò la tua fede dalle opere" Signore, non è difficile amare è difficile testimoniarTi in un mondo che non Ti connosce più. Ciao Simo un abbraccio.

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Grazie amico/a mia. Grazie se hai letto tutto e ti decidi a scrivere un commento. qualunque sia la tua risposta, scrivi.
Però non amo gli insulti volgari o le parolacce
Arrivederci sarai sempre la benvenuta/o



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