Alcune vetrate gotiche in Francia

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La sfortuna di trovarsi a Parigi, perché in qualsiasi altra città, sarebbe stata una delle attrazioni più visitate. Ma siamo a Parigi appunto, dove c’è da perdersi per seguire i propri desideri, i punti segnati sulla lista delle cose da vedere o su quella delle cose da fare. Se pensiamo ad un Museo, pensiamo al Louvre e all Orsay, se pensiamo ad un chiesa, pensiamo a Notre Dame e al Sacre Core.
Eppure c’è molto altro come la Sainte Chappelle, un capolavoro del gotico, secondo alcuni, custode delle vetrate colorate ed istoriate più belle del mondo. Santa Cappella sfortunata perché si trova troppo vicina a Notre Dame, troppo sfortunata perché troppo vicina al palazzo di Giustizia, e per questo, sottoposta a stretti controlli di sicurezza (se la visitate, cercate di arrivare leggeri, con poca “roba” addosso, se volete fare presto).
Consacrata nel 1248, voluta dal re Luigi IX per conservare le reliquie di proprietà della famiglia regnante, tra le quali la Corona di Spine, la cappella faceva parte del Palazzo dei Capetingi, dei quali è l’unica parte arrivata fino a noi. Gravemente danneggiata durante la rivoluzione francese, quando si persero, o furono distrutte molte delle reliquie custodite, la cappella è stata successivamente restaurata, anche se, secondo alcuni critici, i colori originali sarebbero stati più brillanti (il che è tutto dire).



Com'è noto, la Cattedrale di Chartres conserva il complesso di vetrate cloisonnées (ovvero mosaici di vetro collegati con il piombo fuso) più completo e meglio conservato d'Europa, dalle più antiche databili alla metà del XII secolo, che sono le tre della facciata, assieme alla celebre vetrata del deambulatorio destro, nota come “Notre Dame de la Belle Verrière”, che campeggia sul fondo blu oltremare, al rosone della facciata, che è del 1215 ed a seguire tutte le altre, splendenti di colori, che scandiscono l'intero edificio sacro, realizzate tra il XIII e XIV secolo. Perciò la cattedrale rappresenta veramente un “unicum” straordinario di fantasia, inventiva, tecnica costruttiva e luministica.Da questo insieme di vetrate entrano, infatti, nella chiesa fasci caleidoscopici di luci colorate che cambiano secondo le ore del giorno, annullando la pesantezza delle pareti; la poderosità della costruzione gotica si vanifica proprio grazie ad una sensazione di estrema leggerezza che l'architettura medioevale si prefigge di raggiungere attraverso i vuoti delle gallerie pensili, dei matronei e delle vetrate, appunto, divenendo così metafora della spiritualità e dell'ascesi mistica. Un raccoglimento interiore, una bellezza di forme e di colori che spinge al silenzio ed alla meditazione sugli episodi biblici e sui dogmi evangelici, riflesso artistico dei temi disquisiti nella celebre Università di Chartres. Anche il grande labirinto del 1200 (12,87 m. di diametro!) scolpito nel pavimento al centro della navata centrale, uno dei pochissimi esemplari esistenti, è il simbolo sacro del cammino terreno dell'uomo che tra molte difficoltà deve condurre verso la meta ultima della redenzione divina. 
Tre splendidi portali tripartiti adornano la chiesa, a cominciare da quello della facciata, il “Portale Reale”, il più antico, con la Maestà di Cristo tra la Natività e l'Ascensione, in cui gli scultori hanno creato figure rigide ed austere in un impeccabile stile romanico. Nella parete sud il magnifico portale gotico degli inizi del XIII secolo, al centro del quale un Cristo benedicente regge il libro dei Vangeli sovrastato dal Giudizio universale, mentre nel portale Nord attorno a Sant'Anna che tiene in braccio Maria, sono scolpite grandi figure bibliche, da Melchisedech a San Pietro. Se è vero che la chiesa gotica è un libro per immagini, in questa cattedrale ciò si compie perfettamente: non solo i profondi temi della fede cristiana vengono narrati e proposti al pubblico, ma anche la vita quotidiana, i diversi mestieri, le attività semplici dei contadini e dei popolani sono illustrati con dovizia di particolari e con vivacità immaginativa. Una vera summa è dunque questa Cattedrale francese ove vita e morte, valori trascendenti ed esistenza terrena, capacità ingegneristiche e doti artistiche si fondono in uno straordinario compendio di tutte le arti tese ad esprimere un'unica, complessa visione del Medioevo cristiano.

Da questo insieme di vetrate entrano, infatti, nella chiesa fasci caleidoscopici di luci colorate che camb
iano secondo le ore del giorno, annullando la pesantezza delle pareti; la poderosità della costruzione gotica si v


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4 commenti:

  1. Una meraviglia queste vetrate della cattedrale di Parigi. Grazie per questo interessante post. Le vetrate sono un po' la mia passione, nella chiesa di Bibione dove trascorro le mie vacanze ce ne sono delle belle, solo più moderne. Passa sul mio Blog c'è un regalino per te. ^_^ Baci

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    1. Come vedi le vetrate piacciono molto anche a me. Buona giornata Saray

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  2. Se Parigi tenesse lu mere sarebbe una piccola Beri.
    scherzo ovviamente.
    Ciao Lucia.

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