A volte succede....

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A volte mi sembra di parlare al vento... Ci sono due (o forse più) cose che ritengo inesorabilmente MIE. La borsa e il telefonino.
Ho ripetuto una infinità di volte, che non si guarda nella mia borsa e attualmente anche nel mio telefonino. Giù le mani!
Paolo non accetta questo mio senso di proprietà.
L'altro giorno è andato alla Vodaphon, naturalmente senza dirmi niente, e mi ha cambiato il programma (si chiama così?) insomma: "tu, Lucia, fai molti messaggi e meno telefonate, quindi per i messaggi (gratis) usi il tuo telefonino, quando devi telefonare usi il mio".
" Ma io voglio che il telefonino sia  mio per tutti gli usi!"
"ma così si risparmia!"
Stavo apparecchiando, lui continuava a non capire o forse ero io che non volevo capire, avevo in mano un piatto e l'ho scagliato con forza sul pavimento. Mille pezzi. Era l'ottavo di un servizio di dodici. Adesso sono sette.
C'è stato un momento di silenzio e di sguardi interrogativi. Io mi sono chinata e ho raccolto i cocci. In silenzio.
Paolo ha ripreso a leggere il giornale.
Dopo mi sono sentita leggera leggera. Un sorriso e il sole ha ripreso a splendere.
Oggi Paolo è andato dal dentista per l'igiene orale e sapete? E' uscito prendendo il mio telefonino!
Quando è rientrato...rideva!!
 
Quante volte capita che c'imbattiamo in Dio all'improvviso e qualunque ne sia la causa finisce sempre per essere un bell'incontro.

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8 commenti:

  1. non ho ben capito perchè rideva ...cosa c'era sul tuo telefonino? ....piatto rotto!!!??? proprio non mi aspettavo da te uno scatto di rabbia così.....:-O
    ma cmq ...tra moglie e marito non mettere il dito.....e io ho già detto abbastanza!!!! :-)

    ti comunico che per il candy sei il n. 21 ....se ti va leggi l'aggiornamento e se ripassi nei post dei compleanni avrai ulteriori numerini.... tra poco faccio gli abbinamenti swap noel gruppo c quindi aspettati posta per email !!! :-)

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    1. E' un periodo che non va. In senso fisico. E per ogni cosa debbo chiedere l'aiuto a Paolo. Se devo uscire, lui mi deve accompagnare. Primo: non guido più perché non mi sento sicura. Ah, dovrei farti l'elenco dei malanni e proprio non mi va! Paolo è proprio bravo e paziente, ma a volte mi sembra il professore con l'alunna. E l'altro giorno ero proprio malandata e quindi il mio grado di sopportazione: zero. Sai che quel gesto è stato proprio liberatorio? Chiedo umilmente perdono. L'ultima volta che ho fatto un gesto del genere avevo 18 anni e mia madre brontolava, brontolava, e poi schiaffete uno schiaffo ( io le rispondevo non troppo educatamente!) Poi me ne arrivato un altro. Ho rotto un portacenere....
      Sono già venuta sul tuo blog. Ho già preso contatto con Martina (dolcissima) Aspetto notizie.

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    2. Cara Lucia, ti dò ragione, il telefonino e la borsa sono privati. Mi dispiace che tu non stia così bene ed è forse per questa dipendenza da tuo marito che ti senti così scolaretta. Capita nella vita. Vedrai che il Signore ti aiuterà e trovarai la cura giusta. Ti sono vicina con affetto.
      Paola

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    3. Oh Paola cara sono gli anni che passano lasciando tracce inconfondibili. L'artrosi è una bella dolorante compagnia! Ora ho anche, da agosto, l'orticaria che ha deciso, nonostante gli antistaminici, di farmi compagnia. Ma il morale, a parte qualche giornata, vola alto! Ciao. Mi fa sempre piacere leggerti, vengo spesso da te- Buon fine settimana: siamo già a venerdì.

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  2. Beh sì, succede che ci si senta così, un po' non rispettati...

    Moz-

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    1. Era un piatto di un servizio che usiamo tutti i giorni. Ma era bello. Una buona ceramica. Ho chiesto scusa a me stessa, Paolo mi ha guardato tra lo sbalordito e il sorpreso....L'ha presa bene. Ciao Miki.

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  3. Ti ho letta perplesso. Felice per la risoluzione serena dell'equivoco, stranito per le re-azioni. Non so se mi abbia lasciato più di stucco lo spaccare un piatto in terra per un equivoco poi non troppo grave, od il continuare a leggere il giornale da parte di Paolo; ma anzi no, forse ottimo il suo sdrammatizzare... ma c'è una cosa che ancora non capisco: "ottavo di un servizio di dodici, ora sono sette". Erano otto piatti e quattro piattini? Ne avevi già spaccati quattro? Oppure erano dodici piatti coi numeri segnati sopra, come i calciatori, e adesso c'hai un buco tra il settimo ed il nono? Facce capì... p.s. comunque al Paolo dall'igienista dentale col tuo telefonino gli avrei fatto trovare la collezione di francobolli in fiamme.. cosi, giusto per mettere i puntini sulle i... ;))

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    1. Sono felice di leggerti. Allora: Quel servizio di piatti (12+12+12+12 tazzine con i relativi piattini) di ottima ceramica e dal disegno semplice e classico, mi era stato regalato da mia sorella Elena per il Natale di non so, ma 15 anni fa certamente. Lo usiamo tutti i giorni e...si è ridotto. Ora sono 7+5+10 e due tazzine. Loro hanno i piattini!)
      Paolo ritornando rideva perché cercava di farsi perdonare...Io sono la collezionista folle della famiglia. Lui solo libri e cappelli, perché li dimentica in giro...Ciao Lampur. Buona serata!

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Grazie amico/a mia. Grazie se hai letto tutto e ti decidi a scrivere un commento. qualunque sia la tua risposta, scrivi.
Però non amo gli insulti volgari o le parolacce
Arrivederci sarai sempre la benvenuta/o



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