lunedì 26 febbraio 2018

Colui di cui non parlo mai

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Nel Vento dello Spirito Santo

Oh Santo Vento,
testimone invisibile, ma certo,
del nostro futuro,

torna ancora, libero e liberatore,
a turbare il nostro presente,
magari con imprevedibili uragani,

perchè guardiamo fidenti
-con la Tua fantasia-
oltre gli orizzonti brevi
dei nostri piccoli sogni
e verso nuove primavere
Vieni Spirito Creatore... (D:M: Montagna)


Nell'Apocalisse che chiude la rivelazione, il fine della storia non è visto come un semplice ritorno al giardino dell'Eden, ma come la sorpresa di una nuova città che scende dal cielo, bella come una sposa pronta per l'incontro d'amore (cfr Ap. 21,2) Non dobbiamo tornare alle origini, ma costruire una nuova comunità.
Non dobbiamo restaurare, ma creare.

Non credo che la storia della salvezza  termini per caso con queste parole:"Lo Spirito e la sposa dicono "Vieni"!
Colui che attesta queste cose dice: "Sì, vengo!" (Ap. 22,17.20)

Non penso che questa sia la fantasia di qualcuno, questa è la favola di Dio.
Il mondo non finirà nel fuoco ma nell'abbraccio.


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Lo Spirito Santo che ci viene donato da Cristo, (nel giorno della Pentecoste)  svolge un' azione discreta, è presente nelle nostre vite, se impariamo ad invocarlo, come Spirito di Salvezza .
Egli danza con leggerezza fra gli spuntoni rocciosi delle nostre convinzioni, l’onda montante della rabbia repressa, l’ansia del riscatto, i principi inderogabili che sclerotizzano la nostra libertà. 
È un soffio come quello donato da Cristo agli apostoli (e a tutti noi): un soffio che perdona (Gv 20, 19-23) e nel quale  lo Spirito ci fa volare, fare lo slalom fra le diversità, danzare sull’orlo degli abissi che ci intimoriscono.

Ogni uomo può accoglierlo e lasciarsi guidare da Lui per produrre frutti destinati a trasformare l'umanità . 
Si può finalmente sognare una umanità che non sarà che amore, gioia, pace, pazienza, bontà, benevolenza, fede, umiltà e superamento del proprio io. 
Nel nostro mondo ferito dagli odi, lacerato dai conflitti, abbrutito dalla violenza, siamo certamente ancora lontani dalla realizzazione di quel progetto. Ma la fede ci dice che in coloro che si lasciano condurre dallo Spirito queste utopie diventano realtà,


Quando entri in una città ascolta
da ogni parte la fame inesauribile di rinascere.
Ascolta l'affetto della notte che libera forze segrete
e la pietà di Dio che veglia su ciò che dorme.
In questa Babilonia, luogo del respiro trattenuto,
ascolta come la melodia del vento non tace.

Quando entri in una città dona pace,
ci sono parole e gesti che scioglieranno i nodi,
tenerezze che apriranno i nodi delle case delle colombe,
frecce di sogni che cuciranno il vento alla luce,
un Amore che chiederà perdono alla Bellezza.
Sogno una città che accoglie, una città coraggiosa,
che riscaldi, che si commuova, che ispiri,
perchè qui cresce il pane della mia vita. (L. Verdi)


Fantasia, Città, Architettura