Maria, Rime di Neralco Pastore Arcade

sabato 20 maggio 2017

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MARIA PREDESTINATA
MADRE DI DIO ,
E SUA PURISSIMA CONCEZIONE. 




Spirto, che di spirare in me si degna, 
Nè so dove sen vada, onde derivi;
mostrommi un giorno ,
e dille scrivi di Lei , 
che Sovra ogn'altra è degna . 

Io , com'uom dentro cui virtù non regna 
Tanta, che basti, e alla gran meta arrivi, 
Pien di pensier ripiglio incerti , schivi : 
E chi tant 'alto a ragionar m'insègna? 


O chi mi fa di tanta grazia dono, 
Ch'io solievi il mio dir ; ficchè di Lei 
Degno poi sia delle mie rime il suono? 
Risponde : Oltre cercando andar non dei ; 


Io farò teco , Io che son quel che sono ,

E farò , che tu sia quel che non sei .  ’ 
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SONETTO II

Musa , non più d’amor ; non più di quelle 
Chiome d’or , ch’in obblìo per sempre io mando; 
Nè più degli occhj ingannator', che quando 
Mal conosceva il Ciel , parvero Stelle . 


Cantiam Maria, che colle luci belle , 
E co' bei crini il sòmmo Re piagando, 
Mise il Nemico della Terra in bando , 
E fece il Dio delle vendette imbelle . 

Cantiam Maria; nè ti smarrir, sè piume 
Io non ho da volare , ove mi porta 
L’alto, che sieguo inaccessibil lume; 
Ch’io tutto porto in Lei , che mi conforta , 
Benché fral per natura , e per costume ; 
E Chi può tutto alla grand’opra è scorta.

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SONETTO III.

 I Te lungi o Profani : Ecco, che aperto 
Il Cielo io veggio , e per ignota via 
Vo si , che son di me medesmo incerto 
Nè so sè uom vivo , o puro spirto io sia . 
Ecco , che a sè mi chiama : ecco , che certo 
Mi sa del ver , che mal conobbi in pria ; 
E quel che fu per sècoli coperto , 

Tutto Io svela a i miei pensier Maria
S 'io dir potessì quel che prima, e poi 
Oprò il gran Parto onnipotente in Lei , 

E quel che leggo entro a' begli occhj Suoi ; 
Posti in silenzio Terra , e Ciel vedrei ; 
E pien quant'è dal Firmamento a Noi , 
L 'Universo saria de' carmi miei .

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