25 aprile i sedicianni di Domenico

martedì 25 aprile 2017

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Sedici anni. Sono tanti quando senti,
quando senti che vuoi dare al mondo
tutto te stesso.
Sei padrone del fuoco, del gelo,
del vento
La cima più alta della più alta montagna
è tua. Intoccabile da altri. (parla del Rocciamelone la montagna cara a tutti i fratelli)

Hai vissuto tutta la vita
sedici anni di storia.
Tutto è presente perchè ci sei tu;
tutto si muove perchè lo vuoi tu.
Sui monti tartagliano i mitra
e le bombe rintronano gli echi
che si perdono e rotolano
in orridi profondi di sassi.
Il mondo è sconvolto, in rovina.
Muoiono a sciami compatti
uomini e donne senza pietà.
E i bambini con i vecchi.
E tu hai sedici anni; 
sei padrone del mondo
puoi giocare alla guerra
sui monti dove l'acqua di neve
s'imbratta ogni ora col rosso
del sangue di un uomo che muore.
Tu giochi a saltare di roccia in roccia,
la cinghia dell'arma ti sega la spalla
e il terrore incosciente ti agrippa la schiena.
Ma tu giochi alla guerra,
una guerra vera più grande di te,
mentre tua madre, povera donna,
muore ogni istante a pensare per te.

Il dolore di una donna
il dramma di una madre
vale io gioco della guerra
del ragazzo che ha sedici anni? 
Sedici anni immortali.

E ora sono quaranta, qualcuno in più.
Mio figlio è grande.
Sedici anni ed è ancora bambino.

E' tornato da scuola il labbro spaccato
il sangue sul mento e il terrore nel volto.
Rosso maculato di sangue è il candore 
della maglia di lana
che a Natale, sua madre, gli ha regalato.
Cosa è stato? Perchè?

"In piazza mamma, in piazza bisogna andare
per dire a quelli di sopra che tocca cambiare."

"Tu non c'entri, tu sei ancora bambino.
Ho sedici anni, mamma
sono cresciuto, sono maturo.
Ma in piazza...
Che cosa vuol dire? La piazza è nostra
è la nostra trincea.
Il mondo deve cambiare."

"Digli tu qualcosa a tuo figlio
che è ancora un bambino.
Un fanciullo che ha sedici anni
vede il mondo come una palla da gioco".

Chi giocava alla guerra in montagna
coi nazisti assassini
e qualcuno ci giocava la vita.
Anche mio figlio ci gioca. E' crudele.
Vivo nel cuore tutta l'angoscia
che ho fatto soffrire a mio padre
e a mia madre.
Certo tornai da mia madre.
Nella piazza c'è fumo. Bottiglie incendiarie.
Forse son vivo perchè mia madre sperava e pregava
come prega una madre a una Madre.
Come prega sua madre. (Domenico Giordano)