mercoledì 1 novembre 2017

festa di tutti i Santi.

Beato Angelico (attr.), predella della Pala di Fiesole (part.), 1423-24
Beato Angelico (attr.)

In questi ultimi decenni sono stati proclamati tanti santi e beati: mai c’è stata nella chiesa una stagione così ricca di canonizzazioni, segno anche di un’estesa “cattolicità” raggiunta dalla testimonianza cristiana.
Eppure molti, all’interno e attorno alla chiesa, hanno la sensazione di non conoscere dei santi “vicini”, di non riuscire a discernere “l’amico di Dio” nella persona della porta accanto, nel cristiano quotidiano.
Questo forse è dovuto anche dal fatto che viviamo in una cultura in cui si privilegia l’apparire, un mondo in cui “anche la santità si misura in pollici”:senza cantare parole che facciano capire se siamo alla sequela del Signore.


Ma è proprio in questa ricerca, della santità attorno a noi che ci viene in aiuto la festa di tutti i santi, la festa della comunione dei santi del cielo e della terra.
Sì, nel cuore dell’autunno, la chiesa ci chiede di contemplare la mietitura di tutti i sacrifici viventi offerti a Dio, la messe di tutte le vite ritornate al Signore, la raccolta presso Dio di tutti i frutti maturi suscitati dall’amore e dalla grazia del Signore in mezzo agli uomini.

La festa di tutti i santi è davvero un memoriale dell’autunno glorioso della chiesa, la festa contro la solitudine, contro ogni isolamento che affligge il cuore dell’uomo: se non ci fossero i santi, se non credessimo “alla comunione dei santi” ( che fa parte della nostra professione di fede ) canteremo la nostra disperata solitudine.

In questo giorno dovremmo cantare: “Non siamo soli, siamo una comunione vivente!”; dovremmo rinnovare il canto pasquale perché, se a Pasqua contemplavamo il Cristo vivente per sempre alla destra del Padre, oggi, grazie alle energie della resurrezione, noi contempliamo quelli che sono con Cristo alla destra del Padre: i santi.
A Pasqua cantavamo che la vite era vivente, risorta; oggi la chiesa ci invita a cantare che i tralci, mondati e potati dal Padre sulla vite che è Cristo, hanno dato il loro frutto.
“Noi non siamo soli, ma avvolti da una grande nuvola di testimoni” (Eb 12,1),

Purtroppo oggi questa memoria dei santi, così come quella dei morti il giorno seguente,cioè domani, è svuotata dalla celebrazione, sempre più popolare, di Hallowen: un altro, triste segnale di come nella nostra società si scivoli con facilità  dal reale al virtuale.
A un mondo invisibile, autentico e reale, il mondo della comunione dei santi, viene sostituito da un mondo invisibile  immaginario, una fiction fabbricata con le nostre mani per autoconsolazione.

No, la comunione dei santi è sperimentabile, vivibile: noi non siamo soli qui sulla terra perché nel Cristo risorto siamo “communicantes in unum”!

No, non siamo soli! Amo i Santi Carmelitani che mi regalano una spiritualità avvolgente. Amo chi, insieme a Cristo e a Sua Madre mi accompagna lungo un cammino per divenire sempre più credente e Figlia in Dio Creatore.

Sì, ogni giorno
non debbo aspettare fino a quando Dio
venga a me per dirmi: Sono io.
Debbo pensare: attraverso me alita Dio
fin dal principio
e quando il cuore arde dal desiderio
di Lui
è allora che Egli , nascosto mi crea. (Lucia con l'aiuto di Rilke!)