11 Settembre: il male che credono sia per il bene.

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Sono trascorsi 16 anni da quel terribile giorno in cui guardando le immagini e pensando ai miei figli e alla mia nipotina dissi a mio marito: "Ma che mondo stiamo preparando  per i nostri figli?"
a cui subito, è seguita  quest'altra: "ma come sono possibili queste cose? Come è possibile che in nome di Dio, che è Misericordia, (anche l'Islam chiama Allah "il misericordioso") facciamo queste cose?
Provo a darmi una risposta che pare banale, ma non lo è: si tratta di donna Prassede dei Promessi Sposi.
Come sappiamo, è la donna a cui viene affidata Lucia, dopo che è stata liberata dall'Innominato che era un deliquentone pentito....
Donna Prassede era una gentildonna molto dedita a far del bene; cioè come spiegava il Manzoni: tutto il suo studio era di assecondare il volere del Cielo, ma riusciva solo a confondere il bene del Cielo con quello del suo cervello!
Pensare cioè di aver capito tutto: prendere se stessi per Dio.
Su questo tema si pronuncia anche Hannah Arent che ci dona questa frase: "Oggi è raro incontrare persone che credono di possedere la verità; ci confrontiamo invece costantemente con quelli che sono sicuri di avere ragione"!.
E' il dramma del momento presente.
Neghiamo che esista una verità, una Verità con la maiuscola, più grande di noi, più grande del cervello di ciascuno di noi a cui dobbiamo inchinarci, consapevoli che non riusciremo mai a comprenderla interamente, che dobbiamo umilmente cercare di servirla e al suo posto ciascuno ha innalzato l'idolo della propria ragione, di quel che la propria ragione può comprendere, può misurare.
Ma gli idoli lo sappiamo esigono sempre sacrifici di sangue!
Ci salva però la religiosità.
La religiosità vera.
Perchè più il nostro cuore è votato alla religiosità tanto più riconosce la sua distanza da Dio.
La risposta alle mie due domande sul perchè del grande male, dell'orribile male alle torri gemelle, è che questo male viene perpretato in nome del bene. 
Cioè quel male, a cui ne sono seguiti altri, tanti altri, viene compiuto da chi non si pente perchè è certo di fare il bene, nasce anche un'altra terribile domanda: questo male si può perdonare? Non è un male imperdonabile? Ci penserà il Giudice giusto. 
Ora vi faccio conoscere la lettera che Padre Ghristian, l'abate di Tibhirine in Algeria, ci ha lasciato.
Immagine correlata

"Se mi capitasse un giorno – e potrebbe essere oggi – di essere vittima del terrorismo che sembra voler coinvolgere ora tutti gli stranieri che vivono in Algeria, vorrei che la mia comunità, la mia Chiesa, la mia famiglia, si ricordassero che la mia vita era “donata” a Dio e a questo paese.

Che essi accettassero che l’unico Signore di ogni vita non potrebbe essere estraneo a questa dipartita brutale.
Che pregassero per me: come essere trovato degno di una tale offerta?
Che sapessero associare questa morte a tante altre ugualmente violente, lasciate nell’indifferenza dell’anonimato.
La mia vita non ha valore più di un’altra. Non ne ha neanche di meno. In ogni caso non ha l’innocenza dell’infanzia.
Ho vissuto abbastanza per sapermi complice del male che sembra, ahimè, prevalere nel mondo, e anche di quello che potrebbe colpirmi alla cieca. Venuto il momento, vorrei poter avere quell’attimo di lucidità che mi permettesse di sollecitare il perdono di Dio e quello dei miei fratelli in umanità, e nello stesso tempo di perdonare con tutto il cuore chi mi avesse colpito.
Non potrei augurarmi una tale morte. Mi sembra importante dichiararlo. Non vedo, infatti, come potrei rallegrarmi del fatto che questo popolo che io amo venisse indistintamente accusato del mio assassinio.
Sarebbe pagare a un prezzo troppo alto ciò che verrebbe chiamata, forse, la “grazia del martirio”, doverla a un Algerino, chiunque sia, soprattutto se egli dice di agire in fedeltà a ciò che crede essere l’Islam.
So di quale disprezzo hanno potuto essere circondati gli Algerini, globalmente presi, e conosco anche quali caricature dell’Islam incoraggia un certo islamismo. E’ troppo facile mettersi la coscienza a posto identificando questa via religiosa con gli integrismi dei suoi estremismi.
L’Algeria e l’Islam, per me, sono un’altra cosa, sono un corpo e un anima.
L’ho proclamato abbastanza, mi sembra, in base a quanto ho visto e appreso per esperienza, ritrovando così spesso quel filo conduttore del Vangelo appreso sulle ginocchia di mia madre, la mia primissima Chiesa proprio in Algeria, e, già allora, nel rispetto dei credenti musulmani.
La mia morte, evidentemente, sembrerà dare ragione a quelli che mi hanno rapidamente trattato da ingenuo, o da idealista: “Dica, adesso, quello che ne pensa!”.
Ma queste persone debbono sapere che sarà finalmente liberata la mia curiosità più lancinante. Ecco, potrò, se a Dio piace, immergere il mio sguardo in quello del Padre, per contemplare con lui i Suoi figli dell’Islam così come li vede Lui, tutti illuminati dalla gloria del Cristo, frutto della Sua Passione, investiti del dono dello Spirito, la cui gioia segreta sarà sempre di stabilire la comunione,giocando con le differenze.
Di questa vita perduta, totalmente mia e totalmente loro, io rendo grazie a Dio che sembra averla voluta tutta intera per questa gioia, attraverso e nonostante tutto.
In questo “grazie” in cui tutto è detto, ormai della mia vita, includo certamente voi, amici di ieri e di oggi, e voi, amici di qui, insieme a mio padre e a mia madre, alle mie sorelle e ai miei fratelli, e a loro, centuplo regalato come promesso!
E anche te, amico dell’ultimo minuto che non avrai saputo quel che facevi. Sì, anche per te voglio questo “grazie”, e questo “a-Dio” nel cui volto ti contemplo.
E che ci sia dato di ritrovarci, ladroni beati, in Paradiso, se piace a Dio, Padre nostro, di tutti e due.
Amen! Inch’Allah.

Algeri, 1° dicembre 1993
Tibihrine, 1° gennaio 1994 
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2 commenti:

  1. Oggi è il compleanno di Lisa. Penso quando è nata e a me con il camice nella sala parto.
    Certo l'evento delle Torri gemelle non può dimenticarsi.
    Bacio Lucia.

    RispondiElimina
  2. Questo è un mondo pazzesco se guardi bene... per fortuna la bontà e la generosità abbondano.. ma fanno infinitamente meno rumore di chi butta giù due torri. E ancor meno rumore di chi se le butta giù da solo, magari esclusivamente per garantirsi dieci anni di guerra e di profitto.

    RispondiElimina

Grazie amico/a mia. Grazie se hai letto tutto e ti decidi a scrivere un commento. qualunque sia la tua risposta, scrivi.
Però non amo gli insulti volgari o le parolacce
Arrivederci sarai sempre la benvenuta/o



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