giovedì 10 agosto 2017

La meraviglia delle parole

La sonorità delle parole


Un disegno, una vignetta che ripete il verso, il suono che le nostre parole provocano se non cantate con armonia.
Perchè prima di essere le parole sono suono.

Anche Pascoli, nella raccolta Myricae con un "chiu" definisce il canto dell'assiolo
un uccello rapace che gli fa compagnia nelle notti insonni.

A noi persone dagli occhiali sul naso e dai capelli d'argento a volte sopperiamo alle parole con gesti che volano nell'aria, alla ricerca di quel suono che dà significato al nostro dire.

Non vi accade di rimanere affascinati dal suono di una parola di cui non ne conoscete il senso?

Vi presento la parola "princisbecco"!
Non l'ho inventata io, bensì un certo signor Collodi nel suo amato e famoso libro "Pinocchio"

Rimanere di "princisbecco" significa semplicemente "rimanere di stucco" cioè "stupirsi"

Pensate a me che con le braccia allargate guardo il mio nipotino e gli  dico  "Oh Francesco, non princisbeccarti davanti a questa torta!!!
Mi guarderebbe come se avesse visto una marziana!!!!

Anche il suono delle parole è importante.
Alla "scuola di dizione" (sì, ho frequentato un corso di dizione.....promossa a pieni voti! Sich!) bhè, alla scuola dovevamo, cercare le frasi che avremmo letto e accentarle come si sarebbero dovute pronunciare.

"O" aperta o "O" chiusa e via via così anche con le altre vocali.

Un racconto di Achille Campanile intitolato "La O larga"

"Un giovanotto sussurra una "porcheria" all'orecchio della contessa Mara, collaboratrice di un rotocalco su cui tiene una rubrica mondana intitolata "Sono tutta per voi", dopo aver ascoltato il giovanotto la contessa sviene.
La nobildonna aveva scritto "se avete un quesito da porci , rivolgetevi a me che sono qui per soddisfarvi".
Il giovanotto si giustifica: "Che posso io sapere, leggendo, se una vocale è stretta o larga? Ho letto "Una domanda da porci" e ho rivolto una domanda da ...... (ricordate che il racconto è di Achille Campanile e che io non tradisco la mia personalità presentandovela, anzi penso di farvi sorridere...almeno spero!)

A proposito del suono delle parole pensiamo alle omatopee, parole che cercano di imitare i rumori naturali.
Nelle prime stampe della poesia "Nozze" di Giovanni Pascoli, (1981) il linguaggio dell'usignuolo è così espresso:

zi zizi ziro ziro ziro ziro
zullulullullullulllli   !!!!




Potrei andare avanti a giocare con le parole, ma ritorno in me, al mio cuore,  mai stanco e donarvi uno spazio di serenità con un dialogo che sia veramente costruttivo.

Domani, oggi, è il 10 agosto, conosciuto ai più per la "notte delle stelle cadenti"
 Risultati immagini per immagine 10 agosto o creazione delle stelle

mentre sarà bello guardare il cielo, ammirate le stelle  come dono della Creazione di Dio.



Penso che dobbiamo ancora guardare a questo Cielo, per capire la portata della nostra fede che non può essere il solo motivo per aderire al cristianesimo, nè alla concezione che il cristianesimo stesso ha con la concezione dell'universo.
Cristo, e mi riferisco ai Vangeli, non era seguito dai discepoli o dalla moltitudine delle genti, per le discussioni che faceva, non era per le delucidazioni che dava, non era per il richiamo al Vecchio Testamento che faceva: era perchè costituiva una presenza carica di messaggio. 
E io so, e tutti noi che crediamo sappiamo, che il messaggio non è un discorso è una presenza, è una persona. 
Cristo E'.

Adesso E' qui con me. 
Ed è facile sorridere al giorno che sta già arrivando pensando che mi accompagnerà anche nel dolore che arriverà nelle ore future.
E' facile sorridere pensando di essere da Lui amata.

Santa Teresa del Bambin Gesù: “Gesù si è degnato di istruirmi in questo mistero. Egli ha messo davanti ai miei occhi il libro della natura ed io ho compreso che tutti i fiori che Egli ha creato sono belli, che la bellezza della rosa ed il candore del giglio nulla tolgono alla piccola violetta o alla semplicità della margherita. Ho compreso che se tutti i piccoli fiori volessero essere rose, la natura perderebbe la sua bellezza primaverile, i campi non sarebbero più smaltati di colori diversi. In realtà è nel mondo delle anime che è il giardino di Gesù. Egli ha voluto creare i grandi santi, che sono comparabili ai gigli ed alle rose; ma Egli ne ha creato anche di più piccoli e questi si devono accontentare di essere delle margherite e delle violette, destinate a rallegrare lo sguardo di Dio quando Egli lo abbassa ai suoi piedi. La perfezione consiste nel fare la Sua volontà, essere quello che Egli voleva che noi fossimo”.




Grazie mia Piccola Thèrése la tua fedele Lucia