Leggiamo un quotidiano. La Repubblica.

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Leggendo questa mattina il quotidiano "La Repubblica" noto con la data del 24 maggio scorso questo articolo di Massimo Recalcati, Massimo ammanniti e Eraldo Affinati e ve lo ripropongo così, senza immagini, quelle sono nei nostri occhi.
Poi continuo con l'articolo di Mario Calabresi, sul problema dei figli degli immigrati che attendono di essere italiani, ma attendono, attendono....
Intanto aspetto il risolversi positivamente. 

(1)Proteggere il Futuro
"Si diceva che ci stavamo abituando agli attentati, grazie a un misto di rassegnazione e assuefazione, invece la strage di Manchester ci lascia senza parole, ci trascina nel campo dell'inimmaginabile.

Il Bataclan aveva scosso le nostre vite, quella sera a Parigi era stata colpita la gente seduta ai tavolini dei bar o mentre ballava e cantava a un concerto. Credevamo si fosse toccato il fondo della perversione, con la scelta di attaccare il nostro modo di vivere, di divertirci in libertà.

Poi ci sono stati il camion lanciato sul lungomare di Nizza, contro una folla di famiglie che aveva appena abbassato gli occhi dal cielo, dopo lo spettacolo dei fuochi d'artificio, e quello contro il mercatino di Natale a Berlino, con il vino caldo, i giochi, lo zucchero filato.

Ora si colpisce lo spettacolo dei bambini e degli adolescenti. Si entra nella cosa più cara e preziosa che abbiamo, lo spazio dell'intimità familiare. Il kamikaze ha ucciso almeno 22 persone ma anche il gesto di generosità e coraggio di un genitore, di un fratello maggiore, di una zia, che avevano regalato un rito di passaggio. Si è voluta punire la trasgressione di un bambino: andare a letto tardi per assistere al primo concerto. 
Immaginate quelle madri e quei padri che si erano fatti convincere e ora si tormentano per aver avuto questa idea.
Una festa di bambini e adolescenti. Lo scoppio è avvenuto quando tutto era finito e le luci si erano riaccese. 
Mentre il sonno spingeva verso casa. Esplosivo e chiodi.
La malignità assoluta del gesto. 

La folla impazzita dal terrore che scappa calpestando chi è più fragile e piccolo. Restiamo muti e pieni di rabbia.
E ora che possiamo fare? 

Prima di tutto dobbiamo sconfiggere il terrorismo. Abbiamo il dovere di essere vigili, di pretendere il massimo dell'attenzione, delle precauzioni, della difesa. 
Dobbiamo combattere questa guerra con il massimo della determinazione e dell'energia, sapendo che non potremo mai dirci completamente sicuri, perché non esiste questa possibilità.

E in questa tragica incertezza abbiamo il diritto e il dovere di crescere i nostri figli, le nuove generazioni, alla voglia di vivere. Dobbiamo avere il coraggio di non chiuderli in casa, di garantirgli un futuro.

Ariana Grande ha fatto bene ad interrompere il suo tour, c'è bisogno di riflessione, si è sempre detto che lo spettacolo deve andare avanti, ma forse sarebbe meglio dire che la vita deve andare avanti, non per forza lo spettacolo.

Di fronte all'abisso del dolore ci sentiamo perduti ma la memoria ci deve venire in soccorso, si deve continuare a vivere senza tradire il nostro modo di vivere. La Storia ce lo insegna e non ho potuto fare a meno di tornare alla mattina di sabato 2 agosto 1980. Una bomba fece strage alla stazione di Bologna: 85 morti.
L'Italia sprofondò nell'incubo mentre andava in vacanza. Anche allora morirono i bambini, quei bambini sono i fratelli delle vittime di Manchester.

Quel giorno l'Italia si piegò nel dolore, sconvolti dall'orrore molti pensarono che non ce l'avremmo mai fatta ad uscire dalla stagione delle stragi e del terrorismo. Invece la nostra democrazia riuscì a prevalere, senza tradire se stessa e salvando i suoi principi. Ci riuscì perché la reazione fu convinta e decisa, perché gli uomini migliori dello Stato si sacrificarono al massimo, perché i cittadini non si arresero alla paura ma capirono che solo l'unità li avrebbe salvati. 
E perché alla fine gli assassini vennero lasciati soli, persero complicità e comprensioni.

Oggi abbiamo bisogno di nuovo di tutto questo, di coraggio, di spirito di sacrificio, di cooperazione, di fermezza e intelligenza. 
Ma dobbiamo sapere che la partita è più grande, che siamo uniti nella sorte a tutti gli altri europei e che le comunità musulmane devono fare la loro parte, in modo convinto e deciso.
Solamente tutti insieme ci salveremo.


(2)Ius soli, i piromani della paura

"Per ora non è una resa, come festeggia la Lega, ma è chiaro che la paura e le semplificazioni stanno prendendo il sopravvento. Se questa deriva non verrà fermata avremo perso un’occasione storica"

di MARIO CALABRESI



LA LEGGE che darebbe la cittadinanza italiana ai bambini nati nel nostro Paese da genitori stranieri (solo se hanno un permesso di soggiorno di almeno 5 anni) e a quelli arrivati prima dei 12 anni, ma dopo un ciclo scolastico, si è arenata e non sappiamo se vedrà mai la luce.

Gentiloni ha dovuto prendere atto che i numeri per approvarla al Senato non c’erano, così ha deciso di rinviare tutto a dopo l’estate.

Per ora non è una resa, come festeggia la Lega, ma è chiaro che la paura e le semplificazioni stanno prendendo il sopravvento. Se questa deriva non verrà fermata avremo perso un’occasione storica.

La prima necessità è fare chiarezza con i cittadini e smontare falsità e luoghi comuni. Questa legge non ha nulla a che fare con coloro che stanno sbarcando sulle nostre coste, come propagandano i piromani della paura, che da settimane incendiano gli animi. Lo Ius soli non li riguarda, non verrebbe applicato a chi sbarca dai gommoni e se anche una di quelle donne è incinta, suo figlio non diventerà italiano perché manca il presupposto della permanenza legale della madre.

Questa legge darebbe invece la cittadinanza a quei bambini che sono nelle nostre scuole, che parlano la nostra lingua, che fanno gli stessi giochi, tifano le stesse squadre e coltivano gli stessi sogni dei nostri figli. Si tratterebbe di integrarli, di evitare di lasciarli ai margini della società, e questo dovrebbe essere un imperativo per tutti coloro che hanno a cuore la sicurezza. Questa è la verità.

Il ministro degli Esteri, il cui partito ha votato per la legge alla Camera, sostiene di aver frenato per una questione di opportunità e non di merito, vista l’emergenza sbarchi. Ora dovrebbe essere il primo a chiarire che le due cose non c’entrano nulla e per primo avrà il dovere di onorare all’inizio dell’autunno l’impegno di approvare una riforma storica.


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8 commenti:

  1. L'ultima frase dice tutto: solamente tutti insieme ci salveremo. Per questo dobbiamo cercare di lasciarci allontanare... siamo tutti sulla stessa barca! Tanti bambini muoiono anche in mare. Anche loro fanno parte di quell'insieme che dovremmo cercare di preservare.
    Buona settimana.

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    1. Grazie Mr. Loto. Grazie perchè hai condiviso. Grazie è la prima volta che sul mio blog tratto argomenti particolari.....ma non tanto! Abbraccione.

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  2. Un dio inventato dall'estremismo islamico avvelena il mondo e l'altro Dio, quello vero, in nome del libero arbitrio lascia all'uomo la possibilità degli Inferi.
    Bacio Lucia.

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    1. Nonostante tutto non mi fermo, vivo! Siamo nelle mani di Dio, liberi, ma nelle sue mani. Viviamo l'oggi, che è trascorso con un attentato alla stazione di Milano e che domani vedrà mia figlia e mia nipote e speriamo tornino serene! Anzi ne sono sicura! E' un'estate calda...molto calda! Buonagiornata a te!

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  3. Cara Lucia, vedi sono due diverse religioni, se tutto per entrambi fosse chiaro, che si tratta sempre dello stesso Dio.
    Ciao e buona serata con un abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. Ciao caro Tomaso. Un abbraccio e molti sorrisi! A domani!

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  4. Abbiamo bisogno di coraggio, fermezza e intelligenza e tutti insieme uniti nell'amore per poter vincere e salvare questo mondo!!!
    Meravigliose la musica e parole di sottofondo, emoziona, tocca il cuore!!!
    Un forte abbraccio e buona giornata da Beatris

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  5. Troppo odio e pochissimo esempio. E ce l'ho con chi dovrebbe darne, per primo ed in misura eclatante.

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Grazie amico/a mia. Grazie se hai letto tutto e ti decidi a scrivere un commento. qualunque sia la tua risposta, scrivi.
Però non amo gli insulti volgari o le parolacce
Arrivederci sarai sempre la benvenuta/o

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