Insistenza nella richiesta: quando un gesto acquista un valore vero.

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Era un giorno tranquillo giovedì scorso, caldo, ma tranquillo, e passo dopo passo sono arrivata al Supermercato per un po' di spesa.

Seduto sul trespolo appoggia-biciclette un signore extracomunitario, che molte volte ho interpellato perchè mi aiutasse a portare la spesa tornando a casa. (per delle gambe buone il tragitto è breve)
Mancia dovuta.

La sua richiesta non è molto insitente e pretenziosa ma giovedì scorso lo è stata. 
Ci siamo guardati come di solito e faccio per rivolgergli l'usuale domanda quando mi dice: "Ho fame mi compri un panino e un pollo?"

Resto perplessa: "un pollo arrosto?" è tanto anche per me, ma calma gli rispondo che volentieri gli compererò qualcosa da mangiare.

Entro nel super e compro una ciabatta grande, ma non cerco il pollo. Riesco, gli porto la ciabatta e in alternativa al pollo gli chiedo se del prosciutto va bene ugualmente.


Lui sostiene che il pollo lo vendono ed entra con me dirigendosi al banco dove vendono il pollo. Poi vede la ciabatta e mi dice che è troppo piccola, la prende e la sostituisce con una baguette.

Penso: "Miseria ma che fame ha questo qui??" e andiamo avanti.

Sono leggermente irritata, la borsa della spesa pesa, ed io mi sto stancando, specialmente le gambe. Però non me la sento di intavolare una discussione.

Non contento, sparisce e ritorna dopo poco tempo, con una bottiglia d'acqua.

Faccio per dirigermi alla cassa, sbuffando, quando una commessa che sta facendo la pubblicità per un succo di frutta, mi chiama:

"Scusi signora, vorrei regalarle una borsa perchè lei sta aiutando quel signore che è sempre fuori a chiedere la carità!"


E' lì, in quella voce, in quelle parole che la ragione si allarga e riconosco nel mio gesto il vero valore; ripenso alle parole di Cristo: "qualsiasi cosa farete al più piccolo dei miei fratelli....".

Poi mi ha portato la borsa a casa, non ha voluto i due euro e mi ha salutato gentilmente: "Ciao signora bionda".


Mentre cercavo un'immagine efficace al mio post ho trovato questo che copio proprio per intero. Arrivederci. 



Ho trovato per caso questo semplice racconto su un libricino che mi è capitato tra le mani, e ho pensato subito di postarlo sulle pagine di questo blog.
Mi piace questo racconto (o, se vogliamo, possiamo anche chiamarla poesia) perchè tocca una dimensione fantastica, da sogno.
Noi uomini dovremmo sempre essere capaci di sognare, non dobbiamo mai perdere di vista la dimensione del "sogno". Come soleva dire don Tonino Bello, sacerdote fervorosissimo e zelante: "C'è tantissima gente che mangia il pane bagnato col sudore della fronte dei sognatori". Ed è bello saper sognare, avere grandi ideali, anche utopici se vogliamo, da inseguire, da combattere, da raggiungere. Facciamolo sempre quindi, sogniamo cose belle, alte, virtuose.... ma sopratutto adoperiamoci con tutto noi stessi perchè i nostri sogni divengano realtà!  (Marco)

          



Che cosa vedete adesso?
Nubi di rosso, giallo, porpora.
Un momento! E adesso?
Mio padre e mia madre e le mie sorelle.
Bene! E adesso?
Cavalieri in armi, donne bellissime, visi delicati.
Provate questa lente.
Un campo di grano, una città.
Molto bene! E adesso?
Una giovane donna ed angeli chini su di lei.
Una lente più forte! E ora?
Molte donne dagli occhi vivi e le labbra socchiuse.
Provate questa.
Oh! Soltanto un bicchiere sul un tavolo.
Capisco. Provate questa lente.
Soltanto uno spazio vuoto. Non vedo nulla di particolare.
Bene. E adesso?
Pini, un lago, un cielo d’estate.
Va meglio. E adesso?
Un libro.
Leggetemi qualche pagina.
No, non posso. Gli occhi mi sfuggono aldilà della pagina
Provate questa lente.
Abissi d’aria.
Ottimo. E adesso?
Luce, soltanto luce, che trasforma tutto il mondo sottostante in giocattolo.
Benissimo! Faremo gli occhiali così.

Edgar Lee Masters - Antologia di Spoon River


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8 commenti:

  1. Bellissimo spaccato di vita quotidiana con il lieto fine.
    buona serata.
    sinforosa

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    1. E io quel percorso lo faccio raramente. è mio marito che fa la spesa, solo occasionalmente vado io. Se ho voglia di camminare, di fare qualche probabile incontro o se penso che guardando gli scaffali nasce il desiderio di variare il menu. E lui, quel signore, mi riconosce. giovedì era, forse, veramente affamato, o non era solo, o...non so! Certo che stavo spazientendomi....Meno male che tutto si è risolto in bene!! Grazie Sinforosa

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  2. A volte mi è capitato di invitare a pranzo qualche povero a mangiare con me, ma generalmente regalo 5/10 euro.
    Ciao Lucia.

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    1. Sono felice che anche tu apri la porta a chi non conosci, insomma "ti fidi!" Io sono stata rimproverata aspramente, ma non dalla mia famiglia!!! Comunque non posso permettermi le tue cifre e poi lui non me ne ha chieste mai di più!!! 20 € Paolo non mi lascia più andare a fare la spesa!!! Buonanotte a presto.

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  3. Cara Lucia, bellissima storia, io la chiamo storia, perche ci fa capire molte cose, se fai del bene tutto è più facile.
    Ciao e buona serata con un abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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  4. Caro Tomaso a volte mi ci vuole un po' per capire veramente cosa debbo fare. Questa persona è regolarmente fuori del Super. è gentile e un po' riservato. Forse non sempre lo trattiamo come si deve! Buonanotte

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  5. Ciò che hai fatto è bellissimo...
    Un abbraccio e buona giornata da Beatris

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Però non amo gli insulti volgari o le parolacce
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