giovedì 6 luglio 2017

era il prof.




Gli articoli che hanno illustrato la vita di Marco Rosci non hanno influenzano il pensiero che tutti noi del "Condominio" avevamo e abbiamo del nostro prof del terzo piano.

Era l'anno '65/66 quando un gruppo di amici (8) con le loro famiglie, decisero di condividere la loro particolare, simile e diversa, storia di vita.
Otto cognomi, tre uguali perchè parenti, noi, altri uniti da una professione culturale.

Formavamo una sola famiglia.

La sua aria mite e timida non traeva in inganno: lui era "Il prof" un po' distratto, di poche parole. Essenziale.

Spesso sbagliava piano, suonava al mio campanello e poi restava lì a guardarmi come a dire "ma che ci fa' a casa mia?" Io sorridevo ma chi dava ragione al suo errore era il mio arredamento: il suo appartamento è letteralmente coperto da quadri d'autori famosi....

Ora anche il prof. ha raggiunto, chi sempre del "condominio", l'ha preceduto.

Sono già un numero eccessivo. Erano i migliori. Forse sì, forse erano solo parte della nostra casa-famiglia.

Grazie prof. con noi resta la sua Annamaria, e i suoi figli, ma a chi racconteremo di te? Ci penserà la storia novarese e non solo.

Vale, amore mio, prendilo per mano, perchè lassù si sentirà un pesce fuor d'acqua !





"Marco Rosci, una delle figure di maggior rilievo nazionale nel campo degli studi di storia dell’arte moderna e contemporanea, ma allo stesso tempo un critico sempre molto interessato agli sviluppi delle ricerche attuali. Nato a Novara il 17 aprile 1928, ha insegnato prima all’Università di Milano, dove si era laureato con Anna Maria Brizio, e poi come ordinario di Storia dell’arte moderna all’Università di Torino............"




“Delineare un profilo di Marco Rosci – scrive Gonzales – non è semplice per la complessità dei suoi interessi e per la varietà dei suoi interventi: docente, giornalista, critico d’arte, ha curato mostre d’arte moderna e contemporanea, ha delineato mirabili profili di critica d’arte, ha coordinato gruppi di lavoro, ha ispirato colleghi e amici e le sue intuizioni restano pietre miliari nella storia dell’arte”.