Chiesa di Santa Marta una piccola stupenda bellezza

domenica 11 giugno 2017





La chiesa di Santa Marta sorge nell'attuale Quartiere Ovest della città di Novara, nei pressi immediati della strada statale per Vercelli.

Le origini della Chiesa risalgono ai primi decenni del 1200 essendo documentata la presenza di un priore a Santa Marta a partire dal 1228; la chiesa era collocata lungo la Strada Regia per Vercelli, antico tracciato romano proveniente da Milano, che attraversava l'Agogna tramite traghetto e con un vecchio ponte affidato alle cure e alla sorveglianza dei canonici di Santa Marta. 
La Chiesa di Santa Marta nacque come Monastero dell'Ordine Agostiniano ed era collegata alla casa madre di Santa Croce di Mortara, sede dell'Ordine mortariense che, dal 1080 per 350 anni fu uno dei più famosi d'Italia. 
Una caratteristica di quest'Ordine era quella dell'accoglienza ai malati e ai pellegrini, prerogativa che fu anche della Santa Marta; un documento del 1228 parla infatti di un "hospitalis" di Santa Marta. 
Il complesso, dotato di una chiesa, parte della quale esiste tuttora, sorgeva nel mezzo di una vasta proprietà fondiaria, un blocco di 125 ettari ai margini del territorio cittadino. 
Fin da allora la Santa Marta oltre che monastero era anche cascina, godeva di abbondantissime risorse idriche usate non solo per l'irrigazione ma per muovere ben tre mulini. 
La cascina di Santa Marta costituì da subito un esempio eccellente di cascina moderna che, accoppiando la nuova tecnologia agraria orientata all'allevamento del bestiame ai nuovi rapporti contrattuali con manodopera salariata, assicurava redditi enormemente più alti, diventando ben presto una fonte inesauribile di ricchezza per l'Ordine ma anche per l'intera città. 
Nel 1348, quando una terribile pestilenza spazzò via un terzo della popolazione novarese e fu seguita da un interminabile strascico di guerre, saccheggi ed invasioni di bande di mercenari, i monaci e le suore, anch'esse presenti alla Santa Marta, dovettero abbandonare quella sede, divenuta ormai troppo pericolosa.
Nel 1362 il capitolo dei frati si riduceva al solo preposto, un cadetto della famiglia Tornielli. 
Questa si era impadronita, approfittando dei disordini, delle rendite del monastero. 
La storia della Santa Marta come monastero era finita; restò assegnata a beneficiari assenteisti fino al 1511 quando i Canonici Lateranensi di Santa Maria delle Grazie, nel frattempo installatisi nel mezzo del sobborgo, riuscirono a farsela assegnare da Papa Giulio II. 
Continuò invece sempre l'attività della cascina che restò la punta di diamante dell'agricoltura locale per almeno cinque secoli. 
Nella seconda metà del 1700 il Governo piemontese espropriò i beni della Santa Marta assegnandoli all'Ordine monastico-militare dei Santi Maurizio e Lazzaro. 
Fu un passaggio di breve durata. Pochi anni dopo Napoleone espropriò a sua volta quei beni e rivendette tutto ai privati, spezzando l'ultimo legame con l'origine religiosa della cascina che da allora divenne sede residenziale privata. 
In seguito la cascina passò di mano una sola volta quando fu acquistata dalla famiglia Sguazzini, attuale proprietaria.

A testimoniare l'origine ecclesiastica è rimasta la parte superstite della chiesa, ottimamente restaurata negli anni '20.

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Vicino a casa mia, da tempo infinito è stata costruita una "Sua" Casa.
 Nella Cascina Santa Marta, che appartiene da tempo, ad  una famiglia novarese, cade la proprietà di una chiesetta dedicata alla Santa operosa sorella di Maria.

Da ieri mattina avevo in cuore il desiderio di rivedere quel luogo e nel pomeriggio di ieri, sono andata a rivederla.
Se Dio mette in cuore un desiderio o una speranza, è perchè ha pronta la realtà che la può esaudire.

L'immagine può contenere: pianta e spazio all'aperto 
esterno della Chiesetta- foto di Lucia


Nei miei ricordi il cancello della proprietà era sempre aperto.....e ci si poteva entrare, discretamente, e magari, se stanchi, sederci sui gradini, della Chiesetta.

Anch'io mi ci sono seduta con Camilla, e Camilla era indivisibile da Stefania, a parlare delle molte "cose" di Dio.
Queste due stupende bimbe, erano mie alunne del catechismo.(Oggi entrambe mamme di due bimbe) 
La grazia che mi accordavano le loro famiglie era quella di condividere una bellissima amicizia.

Ci sedevamo su quei gradini, quando il cielo iniziava da imbrunire e alle spalle saliva la luna. 
Una preghiera, un abbraccio e poi ritornavo verso la mia casa non lontana, con tanta gioia in cuore.
Non avevo accesso alla Chiesa e ancora oggi non mi è stato dato il permesso di fotografare l'interno dove c'è un bellissimo affresco di Santa Marta attorniata da Angeli e in alto, in alto, sopra l'affresco, l'immagine di Maria Santissima con il piccolo Gesù in braccio.

Quando la mamma di Camilla, ha aperto la porta della chiesetta, è entrato anche un raggio di sole che ha svegliato infinite e colorate farfalle di luce e ancora mi potevo inebriare del  profumo di resina che mi ha accompagnato nel piccolo ma fitto boschetto; 

Il legno delle sedie "Savonarola" è un po' tarlato; i banchi sono velati di polvere, la polvere del tempo che scorre veloce.  
Dovevo venire a vederla, questa chiesetta, per ripassare il ricordo e perchè dovevo rivedere gli occhi mandorlati della Santa, che parevano fette di mare incastrate nel viso di una donna. 
E' certo, che un Angelo li aveva disegnati, quei bellissimi occhi, ritagli di mare,e doveva aver scelto una mattina azzurra, quando il mare è tranquillo e i pesci, sotto il pelo dell'acqua, sorvegliano ciò che succede in questo mondo;  scambiando parole con i gabbiano in volo.



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Cara Santa che guidi le mani delle donne operose nelle loro case, col pensiero rivolto alle cose di lassù, vicino a te Maria tua sorella, non può che suggerirti pensieri tra il paradiso e questa nostra terra, e mentre ti guardo quel velo d'acqua trasparente mi bagnava di un riflesso di là.

Intanto fuori, in mezzo al fitto degli alberi, un'altalena dondolava sollevando da terra Vittoria una delle bimbe di Camilla, appena arrivata!

Mi venne incontro danzando nel ritmo del suo cuore immutato nel tempo trascorso, sorridente mentre ripeteva il mio nome...."Lucia, che gioia rivederti!
Anche il mio cuore era gonfio dei ricordi che quel viso dolce mi regalava!

Era tardi, era il momento di ritornare a sederci sui gradini davanti alla porta della chiesetta, sederci nel ricordo di un tempo. 
Era il tempo dei saluti e dei "ritorna ti prego"! Promesso? Promesso.



L'immagine può contenere: albero, cielo, pianta, spazio all'aperto e natura
C'è un   varco del cielo che si chiude all'orizzonte in una frangia d'alberi e, la notte, si apre in piccoli pertugi per le stelle,ora nell'aria si spande la musica del canto di tanti minuscoli cantori alati. E' bello stare qui. Promesso, ritornerò.(foto di Lucia)

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6 commenti:

  1. Cara Lucia, un grazie infinito di queste belle foto documento!!!
    Ciao e buona domenica con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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  2. Grazie Tomaso. Buonaserata a presto.

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  3. Gelosa eh? Gus ha trovato di meglio a quanto pare e ti ha messa in seconda ma tornerà da te

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    1. Gelosa, di chi? Nooooooo! Meglio di me?, ma chisseneimporta! Terruncella hoil'è. Datti da fare tu, educatamente mi raccomando!
      Larissa, togli l'anonimato perchè ti si riconosce, l'odore è unico! Guarda che Gus, parli di lui vero?, può andare, venire, fare ciò che più gli piace. M'infastidiscono le menzogne.....quelle sì.

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  4. Una storia tormentata, un racconto che ricorda momenti bellissimi della tua vita. Lucia, non posso tornare da te perché non me ne sono mai andato.

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  5. E' una frase che conosco a memoria letta nel libro tanto amato: Nessun luogo è lontano!" La frase corretta canta: "Non posso venire da te, perchè già ti sono accanto". Buonaserata.

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