"Addio ai Monti" dai Promessi Sposi

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Testo: "Promessi Sposi di A. Manzoni" 
Illustrazioni di Marco Lorenzetti.

« Addio, monti sorgenti dall'acque, ed elevati al cielo; cime inuguali, note a chi è cresciuto tra voi, e impresse nella sua mente, non meno che lo sia l'aspetto de' suoi più familiari; torrenti, de' quali distingue lo scroscio, come il suono delle voci domestiche; ville sparse e biancheggianti sul pendìo, come branchi di pecore pascenti; addio! Quanto è tristo il passo di chi, cresciuto tra voi, se ne allontana! Alla fantasia di quello stesso che se ne parte volontariamente, tratto dalla speranza di fare altrove fortuna, si disabbelliscono, in quel momento, i sogni della ricchezza; egli si maraviglia d'essersi potuto risolvere, e tornerebbe allora indietro, se non pensasse che, un giorno, tornerà dovizioso. Quanto più si avanza nel piano, il suo occhio si ritira, disgustato e stanco, da quell'ampiezza uniforme; l'aria gli par gravosa e morta; s'inoltra mesto e disattento nelle città tumultuose; le case aggiunte a case, le strade che sboccano nelle strade, pare che gli levino il respiro; e davanti agli edifizi ammirati dallo straniero, pensa, con desiderio inquieto, al campicello del suo paese, alla casuccia a cui ha già messo gli occhi addosso, da gran tempo, e che comprerà, tornando ricco a' suoi monti.


Ma chi non aveva mai spinto al di là di quelli neppure un desiderio fuggitivo, chi aveva composti in essi tutti i disegni dell'avvenire, e n'è sbalzato lontano, da una forza perversa! Chi, staccato a un tempo dalle più care abitudini, e disturbato nelle più care speranze, lascia que' monti, per avviarsi in traccia di sconosciuti che non ha mai desiderato di conoscere, e non può con l'immaginazione arrivare a un momento stabilito per il ritorno! Addio, casa natìa, dove, sedendo, con un pensiero occulto, s'imparò a distinguere dal rumore de' passi comuni il rumore d'un passo aspettato con un misterioso timore. Addio, casa ancora straniera, casa sogguardata tante volte alla sfuggita, passando, e non senza rossore; nella quale la mente si figurava un soggiorno tranquillo e perpetuo di sposa. Addio, chiesa, dove l'animo tornò tante volte sereno, cantando le lodi del Signore; dov'era promesso, preparato un rito; dove il sospiro segreto del cuore doveva essere solennemente benedetto, e l'amore venir comandato, e chiamarsi santo; addio! Chi dava a voi tanta giocondità è per tutto; e non turba mai la gioia de' suoi figli, se non per prepararne loro una più certa e più grande. »



Prima media.Scuola Statale Adelaide Bono Cairoli.
Mancavano cinque, sei, minuti al termine dell'ora d'italiano.

"Nadal, vuoi ripetermi tu quel brano che dovevate preparare per oggi?"
Esco, non mi tremavano le gambe, anzi. La sapevo a menadito!.

Incominciai e finii con tranquillità, soffermandomi, senza volerlo sull'ultima frase: oggi tanto importante ma allora che non capivo assolutamente.

Prof.: Per domani portatemi un commento sulle ultime righe, che sono tanto belle e significative.- -Nadal brava: nove"

E...nove, ma cosa volevano dire quelle ultime righe?
Andai a casa avvilita. Non avrei potuto svolgere nessun tema. Chiesi a mio padre: "secondo te,che significato ha questa frase"...
"Ma non sei tu che vai a scuola? - Lasciami leggere il giornale|".
Chiedere alla mamma, sarebbe stato ancora peggio. 
C'era ancora Elena, ma frequentava la quarta classe, piccolina, e mi guardò con aria interrogativa.

Vi assicuro che non avevo la più pallida idea di cosa volessero dire quelle parole.
Scrissi qualcosa sulle frasi che precedevano, mi appellai alla solitudine di chi è povero e deve lasciare il paese natio.
Finis.

Il giorno dopo, non so come: sapevo però il perchè, dimenticai il quaderno a casa. 
Ebbi fortuna e la media fu salva. 
Ascoltai le frasi delle mie compagne e un ulteriore commento della professoressa. 
Era quel "Chi" che mi tormentava.
"Chi dava a voi?....Chi?" 

Oggi saprei rispondere, ma oggi nessuno mi darebbe un voto per un tema svolto con parecchi anni di ritardo.

Da tempo ho compreso anche perchè,puntualmente, alle undici meno qualche minuto, io mi affacciavo alla finestra per osservare, con interesse, una famiglia che abitava nel nostro caseggiato, 
padre, due figli maschi, e la madre che (lei col cappellino in testa)si recavano a Messa.
Li guardavo con rispetto. 
Mia madre mi gridava di smetterla, di togliermi dalla finestra, e di continuare a stirare.

Oggi so. Ma la certezza che Cristo abitava in me e mi donava la nostalgia di un amore sconosciuto l'ho imparato più
tardi.. più tardi.

E quella frase, che ripeto spesso,mi aiuta ancora oggi ad affrontare il giorno.

Con quelle parole che il Manzoni dona  alla Provvidenza di Dio ci ricordano che Lui  se predispone le sofferenze degli uomini lo fa solo in vista di un bene e di una gioia "più certa e più grande".

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    Sant'Agostino con questa lirica rilegge il mio cuore:

Tardi t'amai, bellezza infinita,
tardi t'amai, tardi t'amai,
bellezza così antica e così nuova.

1. Eppure, Signore,
tu eri dentro me,
ma io ero fuori;
deforme com'ero,
guardavo la bellezza del tuo creato.

Tardi t'amai, bellezza infinita,
tardi t'amai, tardi t'amai,
bellezza così antica e così nuova.

2. Eri con me,
e invece io, Signore,
non ero con Te;
le tue creature mi tenevano lontano,
lontano da Te.

Tardi t'amai, bellezza infinita,
tardi t'amai, tardi t'amai,
bellezza così antica e così nuova.
3. Tu mi chiamasti,
e la Tua voce
squarciò la mia sordità;
Tu balenasti
e fu dissipata
la mia cecità.

Tardi t'amai, bellezza infinita,
tardi t'amai, tardi t'amai,
bellezza così antica e così nuova.


4. Tu esalasti
il dolce Tuo profumo
ed ho fame e sete di Te;
mi hai toccato:
ecco ora io anelo
alla Tua pace.

Tardi t'amai, bellezza infinita,
tardi t'amai, tardi t'amai,
bellezza così antica e così nuova.




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4 commenti:

  1. Cara Lucia, un libro che possiamo dire che tutti noi abbiamo letto, e che ci a affascinato.
    commento. Ciao e buona serata cara amica con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Tomaso. Si abbiamo letto...ma come? Abbraccio

      Elimina
  2. Vedo che la Pasqua sta entrando in diversi cuori.
    Bacio Lucia.

    RispondiElimina

Grazie amico/a mia. Grazie se hai letto tutto e ti decidi a scrivere un commento. qualunque sia la tua risposta, scrivi.
Però non amo gli insulti volgari o le parolacce
Arrivederci sarai sempre la benvenuta/o



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