Discorsi sulla Liturgia.

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La liturgia vissuta è «la strada della nostra moralità», infatti «la moralità cristiana non è altro che la conversione del cuore». 
E questa moralità è definita da due categorie: «Prima di tutto, l’ascolto. La liturgia è il libro dei poveri di spirito, di coloro che non inventano parole. La liturgia è ciò che il popolo cristiano fedele segue, ripete, risponde». 
Il secondo fattore è la «totalità del coinvolgimento nella grazia del mistero di Dio. 
Noi viviamo tutto dentro questa “grazia” che ci raggiunge con la vita liturgica della Chiesa e i suoi sacramenti».

Il nostro essere cristiani ci richiama alla centralità della liturgia: «Il gesto più importante di tutta la storia del mondo è la morte e la risurrezione di Cristo. 
Nella nostra vita questo gesto è il sacrificio della messa».
E «tutta la vita del cristiano dovrebbe essere una messa vissuta».

Ogni momento è un invito a prendere sul serio gesti e parole della celebrazione. Colpisce in modo particolare, ad esempio, la sottolineatura sul "mea culpa" all’inizio della messa: «Il primo fattore fondamentale di un’azione convertita, di un’azione cristiana, è la coscienza del proprio peccato. 
Nessun momento vero della nostra esistenza può evitare questa autoaccusa... Non esiste in noi gesto più sano, come origine di ogni azione, che la coscienza di essere peccatori».
Commentando il Padre Nostro e la richiesta che tutto quel che facciamo entri nel disegno di Dio, Giussani afferma: «Il nostro cambiamento avverrà proporzionalmente alla nostra capacità di appoggiarci davvero a questo fulcro, anche se rimarremo peccatori... Dio infatti consacra anche il nostro male attraverso il segno più grande della sua potenza: il perdono». 

Una liberazione, il perdono nella confessione, che «permette una continua ripresa del cammino, una indomabilità nel non lasciarsi abbattere dai nostri errori, derivata dalla coscienza che Dio è più forte della nostra stessa debolezza o cattiveria».

 Così «la vita passata diventa novità e tutto coopera al bene, anche il male».
La Bibbia, «definisce Dio: mia misericordia". Dio per l’uomo è misericordia e la pace in noi ha un solo nome: la misericordia di Dio...
La parola più comprensiva e definitiva di ciò che Dio è per l’uomo è il perdono: io ti perdono, dice Dio al popolo d’Israele; farete sempre male, voi vi ribellerete ma io vi perdono perché sono Dio e non uomo». 



Gloria a Dio nell'alto dei cieli
e pace in terra agli uomini di buona volontà.
Noi ti lodiamo,
ti benediciamo,
ti adoriamo,
ti glorifichiamo,
ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa.
Signore Dio,
Re del cielo,
Dio Padre Onnipotente,
Signore Figlio unigenito Gesù Cristo,
Signore Dio,
Agnello di Dio,
Figlio del Padre
Tu che togli i peccati del mondo abbi pieà di noi,
Tu che togli i peccati del mondo
accogli la nostra supplica,
Tu che siedi alla destra del Padre abbi pietà di noi,
perchè Tu solo il Santo,
Tu solo il Signore,
Tu solo l'Altissimo Gesù Cristo,
con lo Spirito Santo,
nella gloria di Dio Padre.
Amen.

Ieri ho recitato questa "adorazione a Dio" lentamente e a bassa voce per non rompere il ritmo dell'assemblea, e ho vissuto la consapevolezza della mia natura (povertà) in rapporto con la Sua Presenza che salva il mondo.

La messa è attenzione, è "Sacrificio".
"Sacrificio" perchè è un impegno per chi segue, è attenzione amata. 
Senza quest'"impegno", che dovrebbe essere il centro della giornata,non riusciremmo a dare un senso a tutte le azioni che nel giorno compiamo: amare, pregare, lavorare.......

Certo il problema è come tener viva quotidianamente questa consapevolezza: questa attenzione.

Fortunatamente "la saggezza della Chiesa" ci aiuta in una continua proposta del Mistero come parte importante della nostra vita, una proposta talmente poco ovvia che il cristiano può sentirsela riproporre per anni, dimenticarla e continuare a riscoprirla come un momento nuovo.

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4 commenti:

  1. E' un errore fatale abbandonare la partecipazione alla Santa Messa.
    Bacio Lucia.

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  2. Ciao Gus. Uella ma alla messa non piò "bigiare"!!!! Buonanotte e bacio Gus.

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  3. Vorrei la Messa più partecipata, sentita, accorta, discussa. E se non è il celebrante a creare questa atmosfera, spesso ci si perde in una fredda meccanicità. Come al Divino Amore, che è la mia parrocchia ma anche ritrovo di fedeli che vengono da tutta Roma, e forse per questo ancora più estranei quando dovrebbero ritrovarsi ancora più legati, vicini. Continuo a preferire le minuscole parrocchiette, dove dare del tu a Gesù e lui è seduto accanto a te. Davvero.

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  4. Dovrei dirti che la partecipazione alla messa è un cuore che ama il Cristo celebrante....
    Ho usato il verbo dovrei perchè io stessa ho partecipato alla messa in chiese importanti, vedi Cattedrale di Assisi, il Duomo di Milano o a Siena, ma la confusione vera l'ho incontrata nella Chiesa della Madonna di Pompei: Chiasso, distrazione....non riuscivo neanche a recitare il Padre Nostro. Ognuno recitava le preghiere a voce altissima e senza seguire una cadenza comune, ma quella propria. Abbiamo cambiato chiesa e ascoltato una nuova Messa. Cerca pure la chiesa che più ti aiuta nel raccoglimento. Abbraccione . Auguri per i tuoi malanni! Dai gioventù mostra la tua grinta!!!!

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Grazie amico/a mia. Grazie se hai letto tutto e ti decidi a scrivere un commento. qualunque sia la tua risposta, scrivi.
Però non amo gli insulti volgari o le parolacce
Arrivederci sarai sempre la benvenuta/o

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