parlare di Dio - una mail di Riccardo

mercoledì 28 giugno 2017


Risultati immagini per immagini di pittori sul tema del pane e del vino


Ad ogni nuovo giorno, presto, Riccardo mi invia due audio che accompagnano la mia colazione.
Tutto è iniziato nel mese di gennaio. Da allora, (solo la domenica non si posta, per ovvie ragioni: c'è la messa!) il trillo sommesso del telefonino mi comunica che il momento di spiritualità è pronto per essere ascoltato.
Il primo audio è dedicato all'ascolto della Parola del Vangelo, il secondo è il commento che un sacerdote mi regala alla Parola appena ascoltata.
Ogni settimana, inoltre, invia un ulteriore audio relativo ai Fioretti di San Francesco.
Ieri mi ha sorpreso con questo testo a me particolarmente caro.

"Parlare di Dio attraverso il cibo, di Massimo Salani

Il pane e il vino provengono entrambi dalla terra, ma sono il frutto dell'opera dell'uomo. Gesù non si offre nella celebrazione eucaristica in un cibo "naturale", in un alimento che nasce spontaneo dalla terra. Senza il contributo dell'uomo non avremmo il pane. Il suo intervento è indispensabile perché il frumento si trasformi: l'invocazione «Dacci oggi il nostro pane quotidiano» ricorda anche la presenza umana a fianco di quella divina.
Il processo culturale che caratterizza il pane emerge ancor più nell'altro segno eucaristico: il vino. Esso è, infatti, una bevanda del tutto superflua: si può benissimo vivere senza. Di più: per ricavare la bevanda alcolica l'uomo ha attivato molte delle sue capacità e della sua creatività. Anche la vite che produce l'uva viene dalla terra, ma, a partire da essa, l'uomo interviene in modo ancor più decisivo. Il pane rinvia alla necessità, il vino alla gratuità e alla gioia e da sempre svolge una funzione di mediatore con il divino. Due dimensioni diverse, ma che non si contrappongono, e che anzi ci aiutano a cogliere, in parte, la ricchezza che sgorga dal mistero eucaristico. Ci nutriamo di Cristo vivendo semplicemente da uomini!


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chi accarezza le mie caviglie?

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Romeo tenero e piccolo anche di statura, mi sta attendendo sulla sedia dove
 scrivo al computer

Golia un po' ciccione


Non so chi l'abbia detto, ma come definizione è molto bella: "Il gatto è la tigre dei poveri".
E' una definizione fiera e popolare e appurato che la tigre deve assolutamente vivere nel proprio habitat,  amo questo surrogato casalingo, scattante e sornione, monello e tenerissimo. Il gatto nostrano, è il più degno di una simile parentela.
Ho abituato i miei figli ad amare gli animali e, dopo un cane che visse con noi per ben 17 anni facendoci soffrire molto alla sua dipartita,  il gatto resta il mio preferito. E rosso naturalmente!.
Il gatto piaceva anche al mio papà che ne portò a casa uno, quand'ero bimba a cui, pensando di regalargli un ottimo refrigerio,in un'estate torrida milanese,  lo immersi in una bacinella d'acqua.
Il risultato fu piuttosto notevole tanto che scappò e non lo rividi più. 
Mi rimase il rimorso di avergli arrecato un'inconscia diffidenza con il genere umano.

Attualmente vivono con me Golia e Romeo. 
e in temporaneo affido, il bianconero Caffè di proprietà di mia figlia ora in vacanza.

Golia è la mia ombra, mi segue ovunque e insegna al piccolo Romeo, che compirà un anno in agosto, a fare altrettanto.
Lo spettacolo mattiniero è degno di nota. Il primo a dare la sveglia è naturalmente Golia che, avvicinandosi al mio letto mi pizzica la guancia testardamente, fino al momento in cui  il mio piede tocca il tappeto e in tacito accordo, ecco apparire anche gli altri due che strisciandosi alle caviglie mi accompagnano ai loro "deschi".


(Tutte le fotografie sono relative ai miei gatti e non sapendo che altro dire lascio ad illustri nomi la lode al gatto.)


Helen Thompson

"Un gatto non vuole che tutto il mondo lo ami

solo quelli che lui ha scelto di amare."

Theophile Gautier
"Se sei degno del suo amore,
un gatto sarà tuo amico,
ma mai il tuo schiavo."



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Pam Brown
"I gattini hanno occhi grandi, sono morbidi e dolci.
Con degli aghi conficcati nelle mascelle e nelle zampine."
"Un piccolo gatto trasforma il ritorno in una casa vuota
nel ritorno a casa."

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"Non c'è niente di più minaccioso per la propria autostima
dell'affettuoso disprezzo di un gatto amato."Monica Edwards


Un Gatto
Pablo Neruda

Come dorme bene un gatto
dorme con zampe e di peso,
dorme con unghie crudeli,
dorme con sangue sanguinario,
dorme con tutti gli anelli
che come circoli incendiati
costruirono la geologia
d'una corda color di sabbia.
Vorrei dormire come un gatto
con tutti i peli del tempo,
con la lingua di pietra focaia,
con il sesso secco del fuoco
e, non parlando con nessuno,
stendermi sopra tutto il mondo,
sopra le tegole e la terra,
intensamente consacrato
a cacciare i topi del sogno.
Ho veduto come vibrava
il gatto nel sonno: correva
la notte in lui come acqua oscura,
e a volte pareva cadere
o magari precipitare
nei desolati ghiacciai,
forse crebbe tanto nel sonno
come un antenato di tigre
e avrebbe saltato nel buio
tetti, nuvole e vulcani.
Dormi, dormi, gatto notturno
con i tuoi riti di vescovo,
e i tuoi baffi di pietra:
ordina tutti i nostri sogni,
guida le tenebre delle nostre
addormentate prodezze
con il tuo cuore sanguinario
e il lungo collo della tua coda.


Beppo
Jorge Luis Borges, "La cifra" 

Il gatto bianco e celibe si guarda
Nella lucida lastra dello specchio
E sapere non può che quel candore
E le pupille d'oro non vedute
Mai nella casa sono la sua immagine.
Chi gli dirà che l'altro che l'osserva
E' solamente un sogno dello specchio?
Penso che questi armoniosi gatti
Quello di vetro e quello a sangue caldo
Sono fantasmi che regala al tempo
Un archetipo eterno...




Le Petit Chat
E. Rostand

E' un gattino nero, sfrontato, oltre ogni dire,
Lo lascio spesso giocare sul mio tavolo.
A volte vi si siede senza far rumore,
Quasi un vivente fermacarte.
Gli occhi gialli e blu sono due agate.
A volte li socchiude, tirando su col naso,
Si rovescia, si prende il muso tra le zampe,
pare una tigre distesa su di un fianco.

Ma eccolo ora - smessa l'indolenza -
Inarcarsi - somiglia proprio ad un manicotto;
E allora, per incuriosirlo, gli faccio oscillare davanti,
Appeso ad una cordicella, un mio turacciolo.
Fugge al galoppo, tutto spaventato,
Poi ritorna, fissa il turacciolo, tiene un po'
Sospesa in aria - ripiegata - la zampetta,
poi abbatte il turacciolo, l'afferra; lo morde.
Allora, senza ch'egli la veda, tiro la cordicella,
ed il turacciolo si allontana, e il gatto lo segue,
descrivendo dei cerchi con la zampa,
poi salta di lato, ritorna, fugge di nuovo.
Ma appena gli dico "Devo lavorare,
vieni, siediti qua, da bravo!" si siede..
E mentre scribacchio sento
che si lecca col suo lieve struscio molle.




Salve Famiglia!

lunedì 26 giugno 2017



Essere nata a Milano mi ha fatto sempre sentire...come dire... come spiegare...come se fossi un po' blasonata. 
Ancora oggi quando mi si chiede "dov'è nata"? con un certo orgoglio annuncio a tuttelettere: M I L A N O.

Al solo pronunciare il nome della mia città sento nell'aria un contenuto lirico. 
Malgrado il paesaggio non sia la delizia dei pittori, nelle sue vie, piazze, angoli nascosti, cortili interni alle case, ci sono elementi di spettacolarità.

Se qualche cantore ha immortalato Milano nella sua poesia, certamente non ha descritto monti o marine ma nomi come "Torre Velasca" "Castello sforzesco" "Piazza del Duomo (una delle 7 meraviglie del mondo" "Teatro della Scala"... io amo questa sua bellezza che dona al vezzo biografico, un non so che di "Nuovo mondo"

Lascio Milano al mio cuore e ai miei ricordi, e una volta alla settimana passeggio per quei viali:  perchè ora abito a Novara.

Ci vivo bene, è una cittadina di provincia e lascio ai novaresi il piacere di suggerirmi tutte le bellezze salde e terrose, forse più acquose (risaie), che la contraddistinguono.

Mi trasferii qui perchè mio marito lo desiderava ed io innamorata, la cosa più bella che potessi fare, era quella di seguirlo.

Se riuscirò a trovare le fotografie che ho scattato le posterò, ma ora è di turno la mia seconda, o magari prima, in ordine di frequenza, famiglia: Eccola:


Matrimonio Carlo (l'ultimo dei fratelli)L'ordine di nascita viene determinato dal grado di calvizie.Paolo qui è sceso nel gradino sottostante per... così...

matrimonio Vittorio


 Al matrimonio di Carlo ci immortalarono (le sette  mogli e la Rosalba)



Foto di gruppo terminata la S. Messa
Qui il club è a Susa, quasi al gran completo (Babbi, Madri Figli e nipoti) E bhè qualcuno manca
solo per indisposizione......




Perchè Susa?


Perchè è la cittadina in cui la famiglia di mio marito ha vissuto per molto tempo,lì sono nati i due più piccoli mentre gli altri iniziavano la scuola; e mentre la guerra invitava alla pace i tre maggiori venivano affidati alla nonna materna e iniziarono il percorso che li avrebbe poi portati alla laurea. 
Solo nel 1950 si trasferirono a Novara dove il Babbo Guido era Questore. 
Abitiamo abbastanza vicini, per scelta,e ora che le file si sono assottigliate, siamo ancora più uniti. 
Dobbiamo ringraziare Dio se i nostri figli si sentono orgogliosi dei loro padri e, capita che una volta all'anno si organizzi la famosa "Giordanata" o "Cuginata" cioè un momento di condivisione in cui anche chi non abita a Novara (tipo Roma) arriva per trascorrere giorni ricordando canzoni e monellerie varie dei loro padri. 
Condividono la passione per la Juve (grrrrr) e per la medesima idea politica (c'è sempre però una pecora nera anzi verde!!!!Non te le prendere Massimo, lo sai che tifiamo per te magari per un solo un particolare momento)


SUSA (ascoltando ricordi)

Quando il sole
molto presto o molto tardi
ripara tra i monti vicini
nei vicoli si accendono le luci
e tra le case
passa il silenzio
colorando Susa
di ombre blu.
Canta la Dora
frammenti di nostalgia
Canta il vostro desiderio
di quieta memoria.
Canta la luce
dei raggi di sole
sull'acqua che scorre veloce.
Lo scrigno segreto del cuore
regala il suono di voci amate
che sussurrano i vostri nomi.
Il mondo della vostra infanzia
è una fiamma, un fuoco,
avvicinando la mano,
vi riscaldate un po'
 finisce il canto delle parole.
Rimane la sete del cuore.

(Lucia)
Risultati immagini per Immagini del Rocciamelone (Susa)
La Madonnina del Rocciamelone (mt. 3.538) la montagna tanto amata Immagine correlata



Poesie - Pasolini

Risultati immagini per immagini : il libro delle Litanie


Ci sono giorni in cui il cuore è vuoto e il corpo stanco. In questi momenti allora dico parole- facili
parole- immagini
parole- bisbigliate
parole- in libertà
parole- sospirate e ripetute
ma che portano all'amore.
Sono le Litanie.




Non è amore  Risultati immagini per agini di pittori: non è amore

Non è Amore. Ma in che misura è mia
colpa il non fare dei miei affetti
Amore? Molta colpa, sia
pure, se potrei d'una pazza purezza,
d'una cieca pietà vivere giorno
per giorno... Dare scandalo di mitezza.
Ma la violenza in cui mi frastorno,
dei sensi, dell'intelletto, da anni,
era la sola strada. Intorno
a me alle origini c'era, degli inganni
istituiti, delle dovute illusioni,
solo la Lingua: che i primi affanni
di un bambino, le preumane passioni,
già impure, non esprimeva. E poi
quando adolescente nella nazione
conobbi altro che non fosse la gioia
del vivere infantile - in una patria
provinciale, ma per me assoluta, eroica -
fu l'anarchia. Nella nuova e già grama
borghesia d'una provincia senza purezza,
il primo apparire dell'Europa
fu per me apprendistato all'uso più
puro dell'espressione, che la scarsezza
della fede d'una classe morente
risarcisse con la follia ed i tòpoi
dell'eleganza: fosse l'indecente
chiarezza d'una lingua che evidenzia
la volontà a non essere, incosciente,
e la cosciente volontà a sussistere
nel privilegio e nella libertà
che per Grazia appartengono allo stile.






Libertà

Fatemi tutto
ma permettetemi di pensare
Lasciatemi almeno la possibilità
di credere nelle mie convinzioni
e non imbrigliate il mustang
che mi conduce nella prateria sconfinata

Levatemi la patente
ma concedetemi di poter viaggiare con la mente
Anche senza carburante
mi sposterò ugualmente
La sorte mi ha tarpato le ali
ma chiudo gli occhi
e scendo ad ogni stazione

Ogni luogo non ha segreti
in un niente sono a levante come a ponente
All'unisono scruto New York, Londra e Pechino
Non ho bisogno della crociera
per vedere il blu del mare
o del volo last minute
per ammirare il verde dell'Irlanda

Come un'aquila che, sfrontata,
lancia la sua sfida dall'alto del cielo
pronta a carpire la preda
Così io, reso arido dal fato,
urlo, in silenzio, il mio esserci
E la mia voce, benché incruenta,
arriva all'osso prima che alla carne
E fa pensare...


(bigbruno - tratto da Pensieri)

Perchè Canto la Vita

domenica 25 giugno 2017

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Anche questa notte, quando il sogno si ripete, mi sveglio, non voglio ricominciare a sognare quello che infinite notti io rivedo .....

La senti questa musica che corre lungo i corridoi della vita?



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E' la musica dedicata al mio nido dove la morte ha bussato precipitosamente.

Ricordi, Roberto, amico giovane che le volevi tanto bene,  come in quella stanza Valeria era bella nella sua felpa blu con scritto a caratteri piccolissimi rossi Coca Cola, la sua felpa preferita e i suoi jeans oh non avevano tagli, lei non li avrebbe mai messi!.


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 Il Suo rosario nella mano destra e nella sinistra un piccolo bouchet di fiori di campo...i suoi preferiti.

L'ho pettinata e le ho preso la mano; così forse, ho pensato, un po' del mio calore arriverà fino al suo cuore e forse potrà riaprire gli occhi. E tu, Roberto hai iniziato a suonare la chitarra le sue canzoni preferite.....

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E' la speranza che non mi lascia arrendere...è la sua vita che continua nella mia, come quando è iniziata.


Beati coloro, che hanno fame e sete, d'amore.
Beati voi che piangete e che avete il cuore trafitto da un desiderio d'amore....



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Beate le mie silenziose lacrime di questa notte che vorrebbero dissetare tutti i fiori del deserto e che , come gocce di  pioggia benefica,lavassero tutti i cuori e le mani dove possa scendere la pace come  semente nella terra e ne nasca un nuovo fiore....una nuova luce...

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Solo le persone capaci di amare fortemente 
sono in grado di soffrire davvero, ma questa 
stessa necessità di amare serve a contrastare 
il loro dolore ed è in grado di guarirle.
- Lev Tolstoi



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A volte nella musica si trovano le risposte che cerchi, 
quasi senza cercarle. E anche se non le trovi, almeno trovi 
quegli stessi sentimenti che stai provando. Qualcun altro li ha provati.
Non ti senti solo.



Nel silenzio

venerdì 23 giugno 2017

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Quando i pensieri diventano profondi è il momento di far lavorare la fantasia.

In queste giornate caldissime di fine giugno ricordare una giornata in cui camminavamo sulla neve mi canta la felicità.

 A te:


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Non so mia cara se tu te ne ricordi, ma io me ne ricordo benissimo e,  il fatto di ricordarle, in questo post, mi pare di parlarne con te.
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Erano due i grandi ricordi in cui uscivamo la notte, per prime, su quella neve bianca ancora intatta.

La prima è stata la nevicata su al Piambello nelle vacanze di Natale.
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Camminavamo tenendoci per mano ridendo per quella neve che rialzava le scarpe tanto che mi chiedevi: "non è bello camminare sui tacchi! Quando saremo grandi li porterai?"
"Oh, certo! Non ne posso più delle scarpe basse!"


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Che stupende quelle lunghe file di orme, le nostre orme, noi due sole sulla neve intatta! Un po' di nero su quell'immenso bianco. 
Era il passaggio di un uomo, di un essere umano, ti direi oggi.

La seconda passeggiata è stata in una notte di vigilia. 
Papà e mamma erano già a letto, noi, lavata laccia per cancellare il sonno, infilati i cappotti:
"Dai facciamo presto, le senti  le campane che suonano già? "
Prelevammo (tu) la bicicletta ad un'amica,
Noi non ne possedevamo una: non c'erano i soldi e poi la mamma non voleva...le strade di Milano sono troppo pericolose...diceva!...

Mamma cara: tutto era pericoloso se il destino ci incollava là dove improvviso nasceva un pericolo per noi che gareggiavamo con l'incontro rischioso!

 Tu mia cara, eri, come sospesa al volo di quella bicicletta: due ruote lucide che diventavano ali sospinte dal vento di quei giorni invernali; la frangiatura della neve; schiuma bianca di onde lontane nel tempo e nella distanza.

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Che incanto le strade! Le ricordi? 
Silenziose, nemmeno il tram passava, solo il din, dindindon, dan delle campane della chiesa delle suore Agostiniane.

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Le nostre bocche fumavano come se avessimo...sì, la prima sigaretta....e invece, menomale, era il nostro fiato.

Il fiato di due ragazzine sorridenti con il volto verso il cielo mentre a bocca aperta aspettavamo che fiocchi entrassero....due ragazzine che camminavano sole e felici nella notte della Vigilia, in una strada che si era da poco imbiancata!

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Le orecchie prudevano per il gelo, e  la punta del naso pareva una bella ciliegia del mese di giugno!

Tu pedalavi e io ti correvo vicina, attenta a non scivolare....in alcuni tratti mi dicevi:
"Non vuoi salire sul portapacchi?" "No, no scherzi, ma se sai appena pedalare!!"

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Ricordi com'erano acute le stelle? in quelle notti rigide e nevose e la luna bianca e luminosa che c'insegnava la strada! E come fumavano i camini d'allora!!!


Certo che te ne ricordi, ma sono giorni questi nostri, specialmente tuoi, che vanno affrontati con un nuovo silenzio.

Giorni da ricordare quando la tristezza non parlerà di lutti e di ombre che sono in mezzo al cuore e che nemmeno il tempo cancellerà, ma si rinnoveranno  al ricordo di volti amati.


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