Addio a questo Novembre

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Gemmea l'aria, il sole così chiaro 
che tu ricerchi gli albicocchi in fiore, 
e del prunalbo l'odorino amaro 
senti nel cuore...


Ma secco è il pruno, e le stecchite piante 
di nere trame segnano il sereno, 
e vuoto il cielo, e cavo al piè sonante 
sembra il terreno.


Silenzio, intorno: solo, alle ventate, 
odi lontano, da giardini ed orti, 
di foglie un cader fragile. E' l'estate 
fredda, dei morti.



E' una poesia di Giovanni Pascoli. La più indicata a questo mese caratterizzato da terremoti, allagamenti e simili catastrofi.

Finalmente domani cambiamo la pagina del calendario.Non mi aspetto giornate stupende certamente molto illuminate. 
Dall'Amore? 
No!, dalle inutili luminarie che vorrebbero far sorridere il cuore,almeno il mio, ma che, ripeto sono inutili e costose. Appesi ai balconi, ridicoli Babbi Natale, fanno bella mostra di sè e della polvere impregnata negli anni passati. Riposatevi miei cari, consolate i vostri amici bambini raccontando loro storie di notti stellate mentre le renne e la slitta sono partite per paesi lontani in cui i bambini vogliono solo la Pace.

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E' già iniziata la "novena" per la festa di Maria Immacolata, dalla nascita, e poi faremo Natale perchè:

"...e il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi"

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Tutto nello sguardo.

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Spesso molte persone mi chiedono cosa c'è nel mio cuore che mi spinge a seguire Gesù. Per alcuni questa scelta sembra “folle”, per altri è “scomoda”oppure è semplicemente un “mistero”.

Io so che è stata una scelta nata nel mio cuore con me, con la mia nascita e che si è rivelata nel tempo. Una scelta intrisa di follia d’amore per Cristo.

E’ scomoda? Perché implica scelte particolari e quotidiane non conformi alla mentalità del mondo bensì al Vangelo?

E' Mistero.

E' un tesoro così grande che mi fa dire con il salmista: "la mia scelta è “troppo alta ed io non la comprendo..” (Sal 136,8)


Pomeriggio tardo, sera. Una casupola sui monti della Giudea. Seduti ad un tavolo due extrapaesani e Uno che parlava. Come saranno stati quegli occhi che «mangiavano vivo» l'uomo che parlava? «Lo guardavano parlare».

Era la posizione di Giovanni e Andrea di fronte a Cristo: «Lo guardavano parlare».

Lo guardavano parlare. E non capivano niente. Ma l'accento che quell'Uomo usava si ripercuoteva in loro e loro non ne facevano l'analisi, lo ascoltavano (Gv 1, 35 ss).


Quando ascolto la Sua Parola come vorrei avere l'atteggiamento del bambino che guarda con gli occhi sbarrati e la bocca aperta per un qualcosa che lo stupisce e lo attrae!

Quegli occhi parlano al mio cuore e dicono ancora oggi, con Santa Teresa d’Avila “Mira que te mira” cioè “Guarda che Lui ti guarda”.




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Avvento: inizio.

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L' inizio, prima che nel seme, è nella terra, quando tutto è determinato dall'attesa e l'uomo non ha in mano niente, neanche il seme da buttare dentro l'orto, e perciò è alla mercé dell'onnipotenza del Mistero che fa tutte le cose. 
L'attesa è il luogo di chi ha fame e sete, e stende la mano: attende, tende a ciò che lo fa vivere, a ciò per cui potrà vivere.
E' un tempo "forte" questo che da oggi inizia. 

E' un tempo per correggerci, per aiutarci l'un l'altro a vivere con più carità,con più umiltà: difficile certo, ma come nel dolore noi troviamo quel sacrificio che ci rende grandi per la Gloria di Cristo, così impariamo a vivere l'istante: a Vivere la vita.
Non sto parlando dell'istante vuoto  ma dell'istante di me  che lavo i piatti, o di me che stanca, invece di dedicarmi alla preghiera continuo a battere sui tasti per convincermi che è il tempo, questo tempo, di essere una persona migliore.


«Tutto è vostro, ma voi siete di Cristo» dice san Paolo e  tutto ciò che sono e che faccio appartiene a Cristo.

Se in ogni "istante" avrò la coscienza di questo, che è memoria di Cristo, allora vivrò l'istante vero che mi porterà al Suo e mio prossimo Natale.


Ricordati di sorridere ai problemi,
di lottare per quello in cui credi

Ricordati di non abbandonare i tuoi amici,
cerca di comprendere coloro che ti stanno accanto
e non chiamarli solo quando ne hai bisogno.

Vivi e crea la tua storia,
Vivi che c'è gente che ha bisogno di te,
e capirai com'è dolce ciò che la vita ti dona.





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 anche per lui perchè è anche tuo figlio o tuo nipote!!!
.



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Iosef/Giuseppe

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IOSEF. un uomo di che età?
Matteo e Luca i due evangelisti che narrano i precedenti della nascita di Ieshu/Gesù, non dicono che era vecchio.

Dunque era possibilmente giovane, bello e molto innamorato.

Perciò Josef crede a Miriam, crede che Lei sia incinta di un annuncio.

Iosef crede all'inverosimile notizia perchè ama Miriàm.

Credere in amore non è cedere, ma accrescere, aggiungere manciate di fiducia ardente.

E' inverno e Iosef, colui che aggiunge, aggiunge la sua fede seconda a quella incandescente della sua fidanzata trasformata.

E' inverno in Galilea, ma tra loro due è solstizio d'estate, il giorno di più lunga luce.

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inizia l'Attesa.

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L'attesa è la speranza dell'avverarsi di un sogno. Domenica prossima sarà la prima d'Avvento: "L’Avvento non aggiunge altri impegni alla nostra vita spesso in affanno, ma sollecita a sostare per meglio preparare la strada a Colui che viene.

Inizio del "Racconto"
Giuseppe di Betlemme era un ebreo di buona famiglia. Tra i suoi antenati c'era Davide, Salomone ed altri illustri.
In ebraico Giuseppe è Iosef, dal verbo iasàf, aggiungere.
E' un nome inventato da Rachele, sposa di Giacobbe/Iaakòv.
A Rachele non le riusciva di rimanere incinta e quando infine le riuscì chiamò quel primogrnito Iosef, "colui che aggiunge".
I nomi ebraici contengono destini. Quel figlio aggiunto fu isolato e patì schiavitù in Egitto, venduto dai fratelli.

A Iosef/Giuseppe, sposo di Miriàm/Maria, il nome comportò un altro esilio.

Era un meridionale di Betlemme in Giudea. Era emigrato a nord, in Galilea al confine con il Libano.
Era un carpentiere, manodopera specializzata e richiesta.
Si era fatto una posizione, si stava accasando a Nazaret con una splendida ragazza locale, Miriam.

Ecco che il cielo gli precipita sulla testa, la fidanzata è incinta prima del matrimonio e non di lui. 
Prova durissima per un uomo, nessuno può giudicarla se non ci si è trovato.
.........


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Ninna Nanna per mio Padre

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Sguardo assente che non ho mai capito
se non sta pensando a niente
o se è rimasto un po' impigliato,
prigioniero,
del suo ultimo pensiero.

Mi guarda e so già cosa mi vuole dire
che mi vuole vicino che non vuole dormire.

Sbuffa un po' mentre gli aggiusto il cuscino
chiude gli occhi e mi spia.
Dal lenzuolo, tira fuori una mano
per cercare la mia, per stringerla forte
come quando era forte.
Come quando un sorriso gli apriva tutte le porte....

Mi guarda e so già cosa mi vuole dire
che mi vuole vicino che non vuole dormire...

Ninna nanna per mio padre
ninna nanna perchè è stanco.
Ninna nanna al mio bambino
che mi vuole qui al suo fianco...

Il cuscino si confonde con i suoi capelli bianchi
dormi amore di tuo figlio 
dormi amore che ti stanchi.
Ninna nanna a questo vecchio,
Ninna nanna che è finita
Ninna nanna se Dio vuole
questa è l'ultima salita....

Mi guarda e so già cosa mi vuole dire
che mi vuole vicino che non vuole dormire....

Che nessuno faccia male
quando non mi avrà più vicino
al mio scricciolo impaurito
a questo piccolo uccellino...

Ninna nanna.....che è finita
che si è appena addormentato,
che domani non lavora....
 non vuole essere svegliato... (Enrico Brignano)



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Banksy, l'invisibile dell'arte moderna (graffiti)

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Quando un graffito rappresenta un sogno, un'idea, un quadro all'aria aperta: in  questo contesto l'ammiro e vorrei diventare graffetara. Ve ne presento alcuni.

Cercherò quelli dove i bambini sono  protagonisti: oggi 20 novembre  è la giornata dedicata al bambino e all'adolescenza.Molti anni fa si scrisse  il testo dei "diritti dei bambini" Ve ne siete accorti se sono stati rispettati? Si è anche creato "il telefono azzurro". E oggi, ancora una volta , un ospedale dei bambini è stato bombardato. Vi regalo i miei pensieri al riguardo. 

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"Graffite is a crime": una bomboletta spray e un divieto rosso. Un bambino che sale sulle spalle di un altro per afferrare quella bomboletta.
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 Vietato giocare a palla






"desiderio di serenità"

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"Ssssss: mi sono nascosta bene.....


"Questo è il più conosciuto! I messaggi sono chiari e profondi!.
Nascondiamo la sporcizia.....


Questa è la copertina di un libro per bambini (mi ricorda il Piccolo Principe)
In giro dovrebbero esserci dei cartelli con su scritto
"Non calpestare i bambini"
come vicino alle aiuole per i fiori,
perchè un bambino calpestato
sarà un grande appassito.
--Madre Teresa--

Le didascalie sono mie, ognuno di voi può metterne altre.
Buonaserata! Lucia

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Riflessioni sul Vangelo di domani (festa di Cristo Re)

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Lc 23,35-43
In quel tempo, [dopo che ebbero crocifisso Gesù,] il popolo stava a vedere; i capi invece lo deridevano dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto». Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso».Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena?Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». E disse: «Gesù, ricòrdati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».


L'uomo è sempre amabile per Dio. Proprio di Dio è amare perfino l'inamabile.
Dio non guarda al peccato o al merito, il suo sguardo si posa sulla sofferenza e sul bisogno, come un padre o una madre guardano solo al dolore e alle necessità del figlio.


Ricordati di me prega il peccatore, sarai con me risponde l'Amore.


Ricordati di me, prega la paura, sarai con me, risponde l'Amore.
Non solo il ricordo, ma l'abbraccio che stringe e unisce e non lascia cadere mai: è la mia preghiera di ogni sera: stringi la mia mano, abbracciami, mio Signore.


L'Eterno che si insinua nell'istante.


«Solo amore e luce ha per confine». Ecco il Paradiso: il traguardo sognato. 
"Sarai con me" Sarò nella Luce, nella Pace, nella Verità.
La mia supplica di ogni giorno. Sarò con Te. E mi basta.




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Due vecchi films

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La storia infinita: Atreyu e il fortunadrago Falkor


Due films mi sono particolarmente cari anche se sono pura fantasia extraterrestre.

Il primo è "La storia infinita" .

La storia infinita, elettrizzante fantasy degli anni ’80.

E' un film che ha interessato generazioni di ragazzi.

Si racconta di un ragazzino che per sfuggire a tre bulli si nasconde nella soffitta della scuola, dove inizia a leggere le avventure narrate nel libro preso in prestito, il cui titolo è “La storia infinita“.


Il libro racconta la storia di Atreyu, un eroico giovane abitante del Regno di Fantàsia, il quale viene mandato in missione per scoprire una cura per la grave malattia dell’Imperatrice Bambina e salvare così il Regno dal Nulla, un essere che sotto forma di ciclone distrugge tutto ciò che incontra. 
Grandi temi, ancora oggi attuali

Nonostante sia un film di trent’anni fa, La storia infinita affronta anche, un tema molto attuale: quello del bullismo. Il protagonista, Bastian, è un ragazzino goffo, imbranato e poco sveglio che è quotidianamente vittima di gesti di scherno da parte dei suoi coetanei. Nonostante ciò, però, attraverso la lettura del magico libro “La storia infinita” Bastian diventa un eroe, la persona capace di garantire al regno di Fantàsia un prospero futuro.
Questo film si può considerare un inno per tutti coloro che credono di non essere capaci di compiere grandi imprese: Bastian è la prova che tutto è possibile e che puoi fare ciò che vuoi, se lo desideri davvero.

La storia infinita è un film carico di adrenalina e può essere considerato, per i suoi tempi, un vero e proprio capolavoro, rimasto nel cuore di milioni di ragazzi.


Ora arrivo al secondo film che mi ha donato momenti particolarmente gioiosi e poi vi spiego perchè proprio questi due films.





"E.T. l'extraterreste"

QUESTO NON È SEMPLICEMENTE UN BUON FILM. È UNO DI QUEI FILM CHE SPAZZANO VIA I NOSTRI TIMORI E CONQUISTANO IL NOSTRO CUORE. (ROGER EBERT)

Oscar: per la musica, il sonoro e gli effetti speciali.
Il film racconta di una strana creatura galattica, abbandonata dalla sua astronave in un bosco, dove Elliot, un bambino di nove anni, fa il suo primo incontro con l’extraterrestre. Il piccolo protagonista e i suoi fratelli, Michael e la piccola Gertie  daranno al loro nuovo amico il nome di E.T.. Il buffo e dolce alieno, nascosto in casa da Elliot, manifesta fin da subito il desiderio di tornare a casa.
I bambini decidono, quindi, di aiutare E.T. e procurano il materiale che serve all’extraterrestre per mettersi in contatto con il suo pianeta e la sua gente.
In questi due film (ce ne saranno tanti altri) mi sono rimasti impressi per la gradevolezza delle immagini, l'originalità di trattare argomenti di fantasia in cui la Bontà è il filo conduttore.
Di questi vecchi, ma non troppo,  films, mi piacerebbe che le persone riconoscessero come, attraverso immagini strane e diverse da noi (basta pensare al solo colore della pelle che a volte ci disturba) guardare al cuore del prossimo, non ai suoi vestiti non alla sua lingua e non alla sua fede.
Il bene: un silenzioso e sorridente saluto che scambio con le persone che incrocio per la strada, specialmente se si spostano per agevolare il mio camminare.
Questi incontri li porto con me nel cuore, come un'ala di gioia.



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Prendi la mia mano

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Più sono stanca e più ho bisogno dell'abbraccio di Dio. 

"Quando si dà la mano a Dio, Egli non lascia tanto facilmente la presa" (Julien Green)

St. Agostino ha scritto (pressapoco) il mio cuore è inquieto finchè non riposa in Te. 
Le mie mani unite a Lui sono il segno del mio abbandono, segno della mia povertà e anche della sicurezza di essere accolta nell' offrirmi a Lui. 

Sono certa di questo, perchè sono "opera delle Sue mani" che mi sorreggono e mi riscaldano.

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Brevemente

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Amo fotografare. Amo fotografare i miei cari. I miei figli, i miei nipoti e la mia casa è sorprendentemente arredata da cornici di ogni forma e materiale. Nelle cornici ovviamente le fotografie più care.

"Non ci è permesso scegliere la cornice del nostro destino. Ma ciò che vi mettiamo dentro è nostro"(Dag Hammarskjold, uomo politico svedese a cui fu assegnato il Nobel per la pace, proprio nell'anno della morte)

La "cornice" spesso è chiamata dai non credenti, destino, sorte. I cristiani la chiamano Grazia.
Alla nostra nascita, geneticamente apparteniamo ad un determinato ambito sociale, con un credo diverso gli uni dagli altri, con caratteristiche e capacità le più varie.
Ecco che arriva il filo della libertà, della creatività personale, della volontà e della fede se, come desidero fare io, parlo in termini religiosi.

Arrivo alla galleria dei nostri ritratti. E qui mostriamo i nostri volti, la nostra personalità. A volte il risultato può essere un capolavoro altre....no!
La cornice che useremo sarà il risultato dell'amore in cui risplendono i nostri sguardi. Nel nostro sorriso. Luce o ombra.
Le cornici sono le nostre storie personali, il cui unico valore sta nei doni che il Signore ci ha elargito e di come li abbiamo usati.
Semplicità e dolcezza. La cornice che preferisco.


„Prega perché la tua solitudine sia di sprone a trovare qualcosa per cui vivere, abbastanza grande per cui morire. "
„Devi essere severo verso te stesso per avere il diritto di essere indulgente verso gli altri."
„Solo la vita potrà rispondere alle domande poste dalla vita. “
– Dag Hammarskjöld (alcune frasi celebri.)





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e...

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Risultati immagini per immagini Buona settimana!

Sono molto impegnata nell'aiutare mia figlia che a giorni entrerà nella nuova casa.
Il trasloco di Ada non dovrebbe coinvolgermi...più di tanto....dite?
E' una faticaccia immane! Pensieri, appunti, misure. Ada ha i colloqui con i prof di Elena.
Vedremo come arriverò/remo a fine settimana prossima. 
Alcuni miei mobili si traferiranno anche loro....
A tutti voi i miei più cari abbracci.
Che ne dite del nuovo look? A me piace moltissimo !
Lo ha creato la mia amica Anna.!!!
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Da una Lucia ingabbiata in un busto ortopedico
che mi torturerà, per il mio bene,
per parecchio tempo.
Sorridiamo a ciò che ci illumina:
Un volto amato: Cristo.

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Se Gesù tornasse...

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Risultati immagini per Immagini di Gerusalemme: la montagna del "discorso"

Ma quando il Figlio dell'uomo verrà, troverà la fede sulla terra?».(Luca 18,1-8)

Thomas Carlyle scrive:
"Se Cristo tornasse oggi tra noi, la gente non lo metterebbe più in croce: lo inviterebbe a cena, lo ascolterebbe e Gli riderebbe dietro le spalle."

Se dovessi immaginare il Suo ritorno in mezzo a noi, potrei forse correre il rischio di dar ragione allo storico scozzese di cui ho scritto sopra una frase.(Visse nell'ottocento) 
Oggi sarebbe ancora peggio. Gli potrebbe capitare di sentirsi chiedere i documenti per un "controllo".
Spero solo, che la derisione, che si creerebbe nei salotti bene, nei talkshow televisivi, si riveli benevola.
Oggi, tanti cristiani, non prendono sul serio il cristianesimo con le sue verità e le scelte che chiede.
Conoscere le preghiere, o essere protagonisti di qualche opera buona, non è una risposta al Discorso della Montagna e ai Suoi appelli, così come una vaga conoscenza dei Vangeli, non è una risposta o un'adesione alla Sua rivelazione di amore, di verità, di libertà.

Non si può, sentirLo parlare ascoltando le Letture della celebrazione domenicale, e poi magari dire che è "esagerato" e deriderLo.

Eppure è questo il rischio che stiamo correndo nel grigiore dei nostri giorni.

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Vetri appannati......

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Amare la poesia. Amare i poeti. Amare chi legge la tua anima e traduce le parole che non  osi pronunciare.

Mi è stato donato un corpo: che farò di questo dono unico e mio?
A chi dovrò essere grato di questa sommessa gioia di respirare ed esistere?
Il mio respiro si posa già sui vetri dell'eternità, sì, il caldo del mio fiato....
Scola via la fanghiglia dell'istante, rimane il caro disegno del mio essere.

(Osip E. Mandel'Stam)

Gustate questa poesia goccia per goccia e lasciatela defluire nel cuore e nell'anima.

"Che farò, allora, di questo corpo unico e mio?"

Certo il corpo è fanghiglia, perchè materia che cola giù, legata all'istante, cioè al tempo che corre via sparendo.
In questo nostro corpo c'è sempre l'impronta profonda di un "disegno" divino. E' il nostro mistero intimo che ci rende "immagine di Dio" come dice la Bibbia, ossia creature dotate di una coscienza e di un destino che va oltre la "fanghiglia"....
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Dimenticare è possibile?

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L'amata fuggì con un altro. Nei boschi si nascose. Lui strappò l'intero bosco, ma non la trovò. Lui arò l'intero bosco, ma non la trovò. Seminò l'intero bosco, trasformò in pane il grano e da una quercia caduta intagliò una nave. E partì di sera, nel profondo mare. Tra pesanti rocce e onde grevi lui errò a lungo per dimenticare. Ma nel chiaror di luna e delle stelle, il bosco risorgeva e le verdi foglie ricoprivano la nave e le vele. (Grigore Vieru)


Forse riusciamo a creare un'oasi di quiete per ascoltare la voce di un poeta che conosciamo poco o addirittura non conosciamo. All'inizio dell'estate, gadge  al Corriere della Sera,è stata un'interessante raccolta di poesie con i nomi dei più conosciuti poeti e anche qualcuno ignoto, a me.
Grigore Yieru , morto nel 2009, era della Repubblica Moldova, sebbene fosse l'intensa anima della lingua romena.

Questa poesia adattata, sul tradimento mi parla della sofferenza invincibile che ne nasce.

C'è silenzio intorno a me, forse qualche nota di musica, ma null'altro e allora rifletto questo canto d'amore e di sofferenza.

Quando la persona amata ci lascia, c'è chi spazza via dalla casa ogni traccia , ogni cosa che ricrei il ricordo, sperando di  dimenticare, sperando in un futuro di giorni fatti di momenti di non-ricordo.

E invece i ricordi ritornano a vivere più forti, si ramificano come una foresta dai rami smisurati e ti abbracciano anche nell'angolo di terra più remoto. 

E qui brilla la grandezza dell'amore.
Una vita vera ci viene donata con il suo carico di sofferenza, di lotta e anche di speranza per continuare  a camminare e vivere.
Dolore, sofferenza che dobbiamo convivere caricandoci sulle spalle tutta la passione per quel grande amore.
A volte può essere anche un alto ideale a tradirci!

"Quando non si ama troppo, non si ama abbastanza". 
Nell'amore vero non esiste la parola "risparmiarsi"


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pensieri al cielo

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Salmo 8:
O Signore, nostro Dio,
quanto è grande il tuo nome su tutta la terra:
sopra i cieli si innalza la tua magnificenza.
Con la bocca dei bimbi e dei lattanti
affermi la tua potenza contro i tuoi avversari,
per ridurre al silenzio nemici e ribelli.
Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita,
la luna e le stelle che tu hai fissate,
che cosa è l'uomo perché te ne ricordi
e il figlio dell'uomo perché te ne curi?
Eppure l'hai fatto poco meno degli angeli,
di gloria e di onore lo hai coronato:
gli hai dato potere sulle opere delle tue mani,
tutto hai posto sotto i suoi piedi;
tutti i greggi e gli armenti,
tutte le bestie della campagna;
Gli uccelli del cielo e i pesci del mare,
che percorrono le vie del mare.
O Signore, nostro Dio,
quanto è grande il tuo nome su tutta la terra.



Quando vedo i tuoi cieli, 

opera delle tue dita, 

la luna e le stelle che tu hai fissato, 

che cosa è mai l’uomo perché di lui ti ricordi, 

il figlio dell’uomo, perché te ne curi?

E capisco che per quanto io cerchi di allungare la mano per essere immersa nelle nuvole di questa notte, che è appena iniziata, non vi riuscirò mai.
Ma se mi sforzo di contemplarlo, se attraverso le braccia stanche e infreddolite dei tigli del giardino,il mio sguardo penetra la notte ecco che, forse, il cielo scenderà, mi avvolgerà, mi abbraccerà.

Ti chiamerò, mio Dio, Ti pregherò di aiutarmi in questi giorni in cui, distratta da pensieri inutili, sono lontana da Te.

Il silenzio della notte, lo sguardo verso l'alto, mi fa pensare a Leopardi che evocava il Mistero: Tu, mio Dio e il mistero dell'uomo da Te creato a immagine e somiglianza.

Il Salmo 8 è un salmo notturno, una preghiera della notte, il discorso di un pastore errante dell’Asia che esce dalla tenda. 
E' il vecchio Abramo che aspetta il figlio promesso da Dio, ma il figlio non arriva e non riesce ad addormentarsi. Allora esce e si mette a contare le stelle. 

E sotto quella meraviglia di cielo stellato sembra dire al Signore: “Questa è la Tua grandezza e allora… "che cos’è l’uomo perché te ne ricordi?”.

Ma te ne ricordi davvero, Signore, ti ricordi che ci sono anch’io?

"Tu sei Lucia" mi ha detto una cara persona, antica di anni, che da circa un mese non vedo, ma di cui ho nostalgia.

E mi diceva che il mio nome gli parlava di me, di come lo guardavo. Di quello che solo io gli regalavo.

Oggi, questa sera-notte, guardando il Cielo chiamo il Signore, col nome di "Dio", di "Mistero" e nel pensiero nasce una vecchia domanda: una domanda che è un'invocazione, sorpresa, stupore: " Come faccio a non capire in queste sciocche ore,che sei un Dio meraviglioso?" 

E me ne accorgo anche dalle fioche lucciole delle finestre che sono sulla terra! 
Me ne accorgo dal riflesso di Te in tutto ciò che esiste; contemplo nel creato il riflesso della tua meraviglia. E allora, proprio perché riconosco questa Tua grandezza vedo nell'uomo il massimo riflesso di tale grandezza e in me quel nulla che nella Tua Misericordia, chiami Lucia. 
E mentre cerco di vincere la stanchezza di pensieri polemici affidandomi al Tuo amore e alle Tue stelle ripenso e ripeto le parole di un poeta che ho incontrato da poco: .
"Vedo il mondo in un granello di sabbia e un paradiso in un fiore selvatico, tenere l'infinito nel palmo della mano e l'eternità in un'ora."


E in uno sprazzo di luce,aiutata dai pensieri che via via si formano e che riconosco, ritorno a chiederTi: "Fammi degna di Te"
da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/vita/frase-1263>
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Il flauto rustico

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IL FLAUTO RUSTICO



È Dio che io invocavo 

con il canto del mio flauto rustico. 

Egli è venuto attraverso il dolce cammino dei campi. 

Egli è venuto con il grano maturo. (Francis James)


Il flauto campagnolo e «rustico» dello scrittore intona una lode a Dio che s'avanza - simile a un semplice contadino - lungo «il dolce cammino dei campi». 

Attorno si allargano le distese biondeggianti delle messi, che Jammes trasfigura nel messaggio di fede che Dio porta con sé e che il poeta aveva appunto ritrovato nel suo ritorno alla fede cattolica. 


Abbiamo perduto la capacità di stupirci davanti alla bellezza e alla vitalità del creato; complicati e difficili come siamo diventati, non ne gustiamo più la semplicità pura e serena. 
Per questo, vorrei lasciare ancora la parola a Jammes - il cui motto era «Essere semplici per esseri veri» - e a qualche 
verso della sua Preghiera per andare in paradiso con gli asini: 


«Quando sarà l'ora di venire da te, mio Dio, 

prenderò il mio bastone e incamminato sulla grande strada, 

agli asini, amici miei, dirò: 

Io sono Francis Jammes e vado in paradiso- 

Venite, dolci amici del cielo turchino, 

poveri cari animali- 

Fa', mio Dio, che nel paese delle anime io assomigli a questi asini 

che allora specchieranno la loro povertà umile e dolce 

nella limpidezza dell'eterno amore».



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La mendicanza.

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Tu sei nell'infinito 
ma pure nel più piccolo pensiero

Santa Teresa del Bambin Gesù scrive: «Quando sono caritatevole è solo Gesù che agisce in me». Tutto ciò significa che la libertà dell’uomo, sempre implicata dal Mistero, ha come suprema, inattaccabile forma espressiva, la preghiera.

Per questo la libertà si pone, secondo tutta la sua vera natura, come domanda di adesione all’Essere, perciò a Cristo. Anche dentro l’incapacità, dentro la debolezza grande dell’uomo, è destinata a perdurare l’affezione a Cristo. 
Questo l’abbraccio ultimo del Mistero, contro cui l’uomo – anche il più lontano e il più perverso o il più oscurato, il più tenebroso – non può opporre niente, non può opporre obiezione: può disertarlo, ma disertando se stesso e il proprio bene.

Il Mistero come misericordia resta l’ultima parola anche su tutte le brutte possibilità della storia. 
Per cui l’esistenza si esprime, come ultimo ideale, nella mendicanza. 
Il vero protagonista della storia è il mendicante: Cristo mendicante del cuore dell’uomo e il cuore dell’uomo mendicante di Cristo.

Riconoscermi mendicante, perchè il vero compito è quello di diffondere nel mondo il grande messaggio di Cristo.

Mi è stato fatto il dono della fede perché io lo dia ad altri, lo comunichi. Ci è stato fatto il dono della fede perché noi lo abbiamo a comunicare, e da questo sarà giudicata la nostra vita.

Che l’uomo conosca Cristo, che l’umanità conosca Cristo, questo è il compito di chi è chiamato, è il compito del popolo di Dio: la missione. Vi ho scelti perché andiate.

Brani dai Vangeli commentati da L. Giussani.

«Gesù si voltò e, vedendo che lo seguivano, disse: “Che cosa cercate?”. Gli risposero: “Rabbi, dove abiti?”. Disse loro: “Venite a vedere”». È questa la formula, la formula cristiana. Il metodo cristiano è questo: «Venite a vedere».

Giovanni e Andrea, quelli che l’han sentito la prima volta, sono andati a casa e han detto: Abbiamo trovato il messia. Non capivano cosa volesse dire, abbiamo trovato il messia, hanno ripetuto le parole che hanno sentito dire da lui.

Quello che li aveva colpiti era che in quell’uomo c’era qualcosa di strano, di eccezionale, di irriducibile, di impensabile, di impensato che non derivava dai precedenti, dagli antecedenti, ma si imponeva.

Ma immaginate quei due che lo stanno a sentire alcune ore e poi dopo devono andare a casa. Lui li congeda e se ne tornano zitti. Zitti perché invasi dall’impressione avuta del mistero sentito, presentito, sentito. E poi si dividono: ognuno dei due va a casa sua. Non si salutano, non perché non si salutino, ma si salutano in un altro modo, si salutano senza salutarsi, perché sono pieni della stessa cosa, sono una cosa sola loro due, tanto sono pieni della stessa cosa. E Andrea entra in casa sua e mette giù il mantello, e la moglie gli dice: «Ma, Andrea, che hai? Sei diverso, che ti è successo?». Immaginate lui che scoppiasse in pianto abbracciandola, e lei che, sconvolta da questo, continuasse a domandargli: «Ma che hai?». E lui a stringere sua moglie, che non si è mai sentita stretta così in vita sua: era un altro. Era un altro! Era lui, ma era un altro. Se gli avessero domandato: «Chi sei?», avrebbe detto: «Capisco che son diventato un altro... dopo aver sentito quell’individuo, quell’uomo, io sono diventato un altro». Questo, è accaduto.

«Beati i poveri perché di loro è il regno» «Ma l’è matt?» Non è matto. È l’esplicitarsi di una concezione della persona, del loro io, di una visione dei rapporti sociali, di un giudizio su chi è potente e su chi serve, di una prospettiva sul futuro, di come trattare i figli. Perché Zaccheo, chissà come s’arrabbiava con la moglie; perché chi maneggia soldi è iroso: paziente con i clienti e iroso con la moglie. Zaccheo si sarà ancora arrabbiato con la moglie dopo quella sera lì, ma ha incominciato a sentirne dolore, disagio, era tutto sconvolto, cambiato.

Quando vide quel funerale si informò subito: «Chi è?». «È un adolescente, a cui è morto il padre poco tempo fa.» E sua madre stava gridando e gridando e gridando dietro al feretro, non come si usava allora, ma come si usa nella natura del cuore di una madre, che liberamente si esprime. Fece un passo verso di lei e le disse: «Donna, non piangere!». Ma c’è qualcosa di più ingiusto che dire a una donna cui il figlio è morto, sola: «Donna, non piangere»? Ed era invece il segno di una compassione, di un’affezione, di una partecipazione al dolore sterminate. Disse al figlio: «Alzati!». E le restituì il figlio. Ma non poteva restituirle il figlio senza dir niente: sarebbe rimasto nella sua gravità di profeta e taumaturgo, di uomo dei miracoli. «Donna, non piangere», disse. E le restituì il figlio. Ma disse prima: «Donna, non piangere».

Se ne andarono tutti: «È pazzo, è pazzo», dicevano, durus est hic sermo, «ha un modo di parlare strambo». Finché, nella penombra della sera, rimase Lui coi soliti dodici. «Anche voi volete andarvene?» E Simon Pietro, testardo, Pietro: «Maestro, anche noi non comprendiamo quel che dici, ma se andiamo via da te dove andiamo?». Giovanni e Andrea, e quei dodici, Simone e gli altri, lo dissero alle loro mogli, e alcune di quelle mogli andarono con loro... Ma lo dissero anche ad altri amici. E gli amici lo dissero ad altri amici, e poi ad altri amici, poi ad altri amici ancora. Così passò il I secolo, e questi amici invasero con la loro fede il II secolo e intanto invadevano anche il mondo geografico. Giunsero fino in Spagna alla fine del I secolo e fino all’India nel II secolo. E poi quelli del II secolo lo dissero ad altri che vissero dopo di loro, e questi ad altri dopo di loro, come un gran flusso che si ingrossava, come un gran fiume che si ingrossava, e io dico: «Maestro, anch’io non capisco quel che dici, ma se andiamo via da te dove andiamo? Tu solo hai parole che corrispondono al cuore»


Queste le parole di un amico che sapeva parlare al mio cuore di Colui che ha dato la vita per me, per noi. Le ho trascritte nella speranza che qualche altro cuore si apra alla Conoscenza di Cristo Gesù: Lui che è Verità, Bellezza e Pace ma soprattutto Amore.


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