PREFAZIO: che cos'è?

mercoledì 14 settembre 2016

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Due parole sul Prefazio della S. Messa nel rito romano:

Il Prefazio è la prima parte della preghiera eucaristica della Messa cattolica. È una preghiera in stile solenne, che il sacerdote che presiede l'Eucaristia recita o canta da solo. È costituita da tre parti: ▪ Protocollo: parte iniziale, relativamente variabile, che ha lo scopo di asserire che a Dio Padre, per mezzo di Gesù Cristo, spetta il ringraziamento di tutta la Chiesa; ▪ Embolismo: parte centrale, totalmente variabile, che ha lo scopo di spiegare il motivo per cui a Dio si deve la gloria ed il ringraziamento di tutta la Chiesa; ▪ Escatocollo: parte finale, totalmente standardizzata, che ha lo scopo di introdurre il Santo. È una preghiera di carattere dossologico, ovvero è un rendimento di grazie a Dio per le meraviglie che ha operato e continua ad operare nella Storia della salvezza. Si conclude con il canto del Santo.


Con la preghiera eucaristica, preghiera di rendimento di grazie e di consacrazione, arriviamo al cuore e al culmine della celebrazione:
Nel prefazio la Chiesa rende grazie al Padre, per mezzo di Cristo, nello Spirito Santo, per tutte le sue opere, per la creazione, la redenzione e la santificazione.

In questo modo l'intera comunità si unisce alla lode incessante che la Chiesa celeste, gli angeli e tutti i santi cantano al Dio tre volte Santo.

S. Messa di domenica scorsa: Preghiera Eucaristica. (Prefazio)

............E' veramente giusto renderti grazie, Padre Santo, Dio di bontà infinita. Tu continui a chiamare i peccatori a rinnovarsi nel tuo Spirito e manifesta la tua onnipotenza soprattutto nella grazia del perdono. Molte volte gli uomini hanno infranto la tua alleanza, e tu invece di abbandonarli hai stretto con loro un vincolo nuovo per mezzo di Gesù, tuo Figlio e nostro redentore: un vincolo così saldo che nulla potrà mai spezzare. Anche a noi offrì un tempo di riconciliazione e di pace, perchè affidandoci unicamente alla tua misericordia ritroviamo la via del ritorno a te, e aprendoci all'azione dello Spirito Santo viviamo in Cristo la vita nuova nella lode perenne del tuo nome e del servizio ai fratelli.

Per questo mistero della tua benevolenza, nello stupore e nella gioia della salvezza ritrovata, ci uniamo all'immenso coro degli angeli e dei santi per cantare la tua gloria:
Santo, Santo, Santo......
E la celebrazione continua con il rituale che conosciamo.

Ho voluto riscrivere il Prefazio (che cambia ogni domenica) perchè è sempre molto interessante e nasconde parole che fanno gioire il cuore.

Luigi Giussani spesso ripeteva le parole del prefazio che aveva letto nella messa del giorno. Un esempio:Egli (Gesù) è mandato dal Padre per farci conoscere che l'essenza di Dio ha come caratteristica suprema per l'uomo la misericordia. «Ti sei chinato sulle nostre ferite e ci hai guarito - dice un Prefazio della Liturgia ambrosiana - donandoci una medicina più forte delle nostre piaghe, una misericordia più grande della nostra colpa. Così anche il peccato, in virtù del Tuo invincibile amore, è servito a elevarci alla vita divina». Da questa letizia sorge la pace, la possibilità della pace. Anche in tutte le nostre sfortune, in tutte le nostre cattiverie, in tutte le nostre incoerenze, in tutta la nostra debolezza, in quella debolezza mortale che è l'uomo, possiamo realmente respirare e sospirare la pace, generare pace e il rispetto per l'altro.

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2 commenti:

  1. Essere cristiani non è un rito magico che garantisce la salvezza: essa si attua nell'incontro con Cristo, nella partecipazione al suo mistero pasquale di morte e di risurrezione che celebriamo ogni domenica nell'Eucaristia. Ha i colori di una porta stretta, di una via non facile, perché diversa da ciò che propone il mondo.
    Ciao Lucia.

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  2. ...di una vita non facile, ma basta una preghiera e il mondo sorride. Bacio Gus.

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