Dedicata a Te

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Profumano d'aurora le speranze
e si tingono di rosa i sogni.
Ondeggiano nell'aria tremule illusioni
e dolcemente si posano
sui sentieri dell'infinito.
Plana lo sguardo su attimi di felicità
mentre danzano i pensieri su note dall'allegria.
Vivere momenti in cui si vorrebbe fermare il tempo
per scrutare  l'orizzonte carico dei colori del giorno
e raccoglierli nel cuore per scoprire la gioia
nel dolore. (Maria Antonietta Borgatelli (corretta un po' da me)


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Desidero raccontare la storia di una persona, una ragazza, dal nome semplice e bello ma importante: Maria.
Una storia triste di quelle che fanno lacrimare,.. ma vera.

Maria racconta che:
"Fui lasciata sui gradini di un orfanotrofio quand'ero in fasce e nessuno mi adottò perchè non ero bella e nemmeno intelligente. Perciò rimasi nell'orfanotrofio finchè non ebbi l'età d'andarmene e allora mi trovarono un lavoro in fabbrica.
Lavoravo sei giorni la settimana perchè eravamo in tempo di guerra e in fabbrica c'era molto da fare, ma la domenica ero libera e andavo a passeggiare nel parco.
Una domenica un soldato mi rivolse la parola; mi chiese se ero sola, io risposi di sì, e mi disse che anche lui era solo. Aggiunse che non era di quella città e che sperava di poter passeggiare un po' con me. Era un giovane in uniforme e mi parve che non ci fosse niente di male.
Passeggiando e discorrendo mi raccontò che era di una regione rurale e che la sua caserma si trovava al di là del fiume.
Al suo paese abitava con la madre, era figlio unico, non era sposato e non aveva nemmeno l'innamorata, perchè se la madre avesse saputo che s'interessava a qualche ragazza avrebbe fatto il diavolo a quattro.
Poi mi chiese se quella sera volevo cenare con lui e poi andare al cinema."

Fu così che Maria conobbe il soldato Ross, e fu al cinema che sentì la mano di lui cercare la sua e capì che ne era già innamorata.
Passarono i mesi e una domenica, sempre al parco, parlarono del futuro.
"Non avevo mai pensato all'avvenire fino a quella domenica, perchè fu allora che Ross mi disse che mi amava e che voleva sposarmi. Naturalmente risposi di sì e subito dopo Ross si rannuvolò in viso e mi spiegò che non poteva dirlo alla madre, perciò non avrebbe potuto destinare a me la quota della paga destinata alla persona a carico, nè farmi beneficiaria della sua assicurazione.
Gli risposi che a me non importava. Volevo soltanto lui e il suo amore.
Volevo soltanto qualcuno che m'appartenesse. E il suo viso si rischiarò".
Così Maria e Ross si sposarono e appena Ross aveva un permesso andava nella camera ammobiliata di Maria.
Le comprò il primo vestito di seta della sua vita, le scarpe col tacco alto e una vestaglia. Ma il regalo più importante fu l'anello nuziale.
Quando Ross fu mandato oltremare, Maria gli scrisse tutte le sere e lui rispondeva appena poteva. Passò il tempo; un giorno Maria svenne in fabbrica e il medico le disse che avrebbe avuto un bambino.
 E' il momento, Maria, di fermare il tempo, perchè fu proprio mentre cercava di comunicare a Ross la bella notizia che ricevette un telegramma dalle autorità militari: Ross era morto.


"Non avrei più sentito le sue labbra sulle mie i suoi abbracci, ma avevo una consolazione: non ero più sola come prima. Ross non era più con me ma mi aveva lasciato qualcosa che sarebbe stato mio per sempre."

Maria lavorò fino a quando potè risparmiando ogni centesimo e non si rivolse mai alla madre di Ross.
Maria, nel reparto maternità dell'ospedale, diede alla luce una bambina e quando ne uscì si trovò ad affrontare un problema: doveva guadagnare di più anche per la sua bambina.
Decise di mettere la bimba in un nido per l'infanzia: non in uno gratuito ma in uno di quelli meno cari.

"Tutte le mattine portavo la piccola al nido e tutte le sere, dopo il lavoro, andavo a prenderla e la portavo a casa. La vedevo sveglia di rado, tranne la domenica.
Siccome tutto quello che guadagnavo serviva per il vitto, per la pigione e per il nido, la piccola non aveva belle vestine o giocattoli.  Avevo soltanto il cesto di vimini nel quale dormiva, una coperta e un sonaglio che amava tanto.
Ero comunque felice perchè mentre lavoravo, pensavo che la sera l'avrei portata a casa e tenuta fra le braccia finchè non si fosse addormentata.

Un pomeriggio mi telefonarono dal nido e mi dissero di accorrere subito....ma non arrivai in tempo."

Maria era nuovamente sola. Una giovane donna che non era bella, che non era intelligente, ma che aveva una gran dono quello di saper amare e donare amore.
Altre parole? Sarebbero inutili.

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6 commenti:

  1. Risposte
    1. Gus. gli auguri per una settimana all'insegna della carità. Bacio e abbraccio.

      Elimina
  2. Cara Lucia, una dedica, migliore non potevi fare!!! sei molto poetica, complimenti.
    Ciao e buona domenica cara amica, con un abbraccio e un sorriso:) sorridere fa bene!
    Tomaso

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Caro Tomaso una serena notte di autunno!.

      Elimina
  3. Che storia! Che donna!
    Grazie
    sinforosa

    RispondiElimina

Grazie amico/a mia. Grazie se hai letto tutto e ti decidi a scrivere un commento. qualunque sia la tua risposta, scrivi.
Però non amo gli insulti volgari o le parolacce
Arrivederci sarai sempre la benvenuta/o



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