Sacro col profano: il Palio di Siena

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Sono in ritardo nel discorrere sul Palio di Siena che si è corso il 16 agosto.
Seguo moltissimo questo rito che mescola il Sacro col profano, ma il Palio è il Palio. 
Nessuna interpretazione sociologica, storica, antropologica, potrebbe spiegarlo. Sublimazione e dannazione insieme del fato di ogni singolo senese e nella sua cittadinanza. Rogo furente della senesità, in ogni caso impareggiabile conferma di essa”, scriveva il poeta Mario Luzi nel 1998. 

E in effetti, spiegare che cosa sia il Palio non è cosa semplice considerandone complessità e tradizione ma, che piaccia o meno ai tanti che specie in anni recenti lo hanno contestato, il Palio di Siena è una manifestazione che è la vita del popolo senese nel tempo e nei diversi suoi aspetti e sentimenti. Le tradizionali corse del Palio, con le quali il popolo senese solennizza le ricorrenze religiose della Visitazione e dell'Assunzione in cielo di Maria Vergine, Patrona della Città, si svolgono in Piazza del Campo il 2 luglio e il 16 agosto di ogni anno.

Il  territorio della città è diviso in ben 17 contrade; vere protagoniste del Palio, le contrade sono come un piccolo stato, retto da un Seggio con a capo il Priore e guidato da un Capitano, coadiuvato da due o tre contradaioli detti "mangini". 
Ognuna di esse corrisponde ad una parte della città, ha una chiesa, un centro sociale, un museo e una fontana nelle quale vengono “battezzati al Palio” i bambini, che acquisiscono così l’appartenenza alla contrada.
La partecipazione delle dieci contrade è regolata da un sorteggio, che avviene 20 giorni prima del Palio: corrono di "diritto" le sette contrade che non hanno corso il Palio dell'anno precedente nella stessa data, mentre le altre tre vengono sorteggiate tra le dieci che invece vi avevano partecipato. 

Nel giorno del Palio avvengono i riti dettati dal regolamento  e dalla tradizione.
Verso le 8 del mattino, nella Cappella adiacente al Palazzo Comunale viene celebrata dall'Arcivescovo la "messa del Fantino”. Dopo la già citata “provaccia”, in Palazzo Comunale si procede alla "segnatura dei fantini" che da questo momento non potranno essere più sostituiti.
Intorno alle 15, presso gli oratori delle Contrade, si svolge la benedizione del cavallo: il parroco di contrada benedice con l'acqua santa l’animale che prenderà parte alla carriera al grido «Va e torna vincitore».







Dopodiché prende il via la Passeggiata Storica, con oltre 600 figuranti in rappresentanza delle 17 contrade e di istituzioni della antica Repubblica di Siena che attraversano il centro storico soffermandosi in Piazza Salimbeni, al "casino dei Nobili", davanti a Palazzo Chigi Saracini e in Piazza del Duomo per eseguire la sbandierata e raggiungere poi Piazza del Campo.



A questo punto, attenzione allo scoppio del mortaretto che annuncia l'uscita dei cavalli dall’Entrone. Ad ogni fantino viene consegnato un nerbo di bue con il quale incitare il cavallo o ostacolare gli avversari durante la corsa. Il nerbo non fa male al cavallo perchè la pelle del cavallo  spessa  serve unicamente a sollecitarlo ad una andatura più veloce.

.I cavalli procedono verso il punto della "mossa" dove sono stati tesi due canapi tra i quali saranno chiamati ad allinearsi. 
Anche qui, ancora una volta, l'ordine di entrata è stabilito dalla sorte, con il decimo cavallo che entra di "rincorsa" (solo quanto riterrà opportuno) decidendo così il momento della mossa. A questo punto il mossiere abbasserà il canape anteriore dando inizio alla carriera. Se la partenza non è valida, uno scoppio del mortaretto ferma i cavalli che dovranno tornare al punto di partenza.
Solo al primo arrivato, dopo tre giri di pista per circa 1000 metri, sarà riservata la gloria della vittoria. Il vero vincitore, comunque, è il cavallo, che può arrivare anche "scosso", ovvero senza fantino.





I festeggiamenti iniziano subito: i contradaioli ricevono il Palio e con quello si recano in Provenzano (per il Palio di luglio) o al Duomo (ad agosto) per cantare il Maria Mater Gratiae di ringraziamento alla Madonna. 
Da questo momento in poi ogni occasione è buona per ricordare alla città la vittoria fino a fine settembre/inzio ottobre, quando nella contrada vittoriosa si svolge la "cena della vittoria" a cui parteciperanno migliaia di contradaioli e, al posto d'onore, il cavallo vittorioso, vero e proprio ammirato eroe.
L’ultima curiosità sul Palio: si tratta di una così secolare celebrazione alla quale partecipa spontaneamente tutto il popolo senese che non vi è un’organizzazione ufficiale per il coordinamento dei vari servizi. Per questo anche la vendita dei posti nelle tribune, nei balconi e alle finestre dei palazzi circostanti è effettuata singolarmente dai rispettivi proprietari. Se la tradizione del Palio di Siena vi piace e volte parteciparvi, ricordate comunque che da Piazza del Campo è possibile assistere gratuitamente al Palio e forse vivere, nel modo più emozionante, la corsa. 

Il drappellone del Palio di Siena del 2 luglio 2016
Drappellone o Palio del 2 luglio.
Ogni "corsa al il suo Drappellone che raffigura sempre un'immagine, appositamente creata per quell'occasione, della Vergine Maria




Drappellone o Palio del 16 agosto scorso.
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6 commenti:

  1. Ti capisco. La corrida è una barbarie ma ha un fascino incredibile.
    Bacio Lucia.

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  2. Cara Lucia, una grande e vecchia tradizione, come il Palio di Siena, non morirà mai!!!
    Ciao e buon fine settimana cara amica, con un abbraccio e un sorriso:)
    Tomaso

    RispondiElimina
  3. Il Palio le rare volte che lo vidi( in Tv e qualche spezzone, non tutto), non mi procura gioia o voglia di rivederlo, perché i cavalli molte volte cadono e a causa di danni gravi devono essere abbattuti. Per non parlare della Corrida, una vera e propria tortura, per i tori. Ormai questi giochi -gare, sono superati.
    Ciao Lucia, Buona domenica pomeridiana! ♥
    Dani

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  4. Il fatto che il Palio si corra per ben due volte l'anno ti dice che è ancora attuale. Anche a me spiace quando il cavallo o il fantino cadono e si fanno male, ma è caso raro. Sai che i cavalli quando non partecipano più al Palio hanno "una pensione?"e vivono tutti in una specie di recidens. Le cavalle figliano e i piccoli vengono allevati a spese del comune. Sono una tifona, non accanita, ma non perdo una gara. Paolo, in viaggio di nozze mi ha portato proprio a Siena e mi ha raccontato la storia. Tutta la famiglia partecipa e ognuno di noi fa il tifo per una contrada: Paolo è il grifo, Ada la Tartuga, Enrico la lupa, Pamela ha scelto l'oca e io l'aquila.
    Siena è bellissima e nei giorni del Palio succedono cose, belle, che ti stupiscono. Vedi io non sono tifosa per il mio Milan.....e anche lì c'è nè da raccontare ma tutto è soggettivo.

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  5. Certo non discuto sull'attualità o meno della manifestazione, parlo per me stessa , che non mi piace e lo trovo, al di là della gente che accorre per vederlo, superato, come la corrida. Nell'antica Roma, il circo era il luogo nel quale si disputavano le gare di corsa dei cavalli.che però non erano montati, i cavalli venivano invece aggiogati a un carro a due ruote La biga era un carro trainato da due cavalli; la quadriga da quattro.
    So che dietro queste gare c'è sfruttamento degli animali, e ciò non mi piace.
    Questo è il mio parere, ognuno è libero di pensare .
    Ciao ciao,
    Buon pomeriggio.
    Dani

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  6. Senti Dani piantiamola lì altrimenti finiamo al tempo dei dinosauri.....!!!!
    Buonanotte.

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Grazie amico/a mia. Grazie se hai letto tutto e ti decidi a scrivere un commento. qualunque sia la tua risposta, scrivi.
Però non amo gli insulti volgari o le parolacce
Arrivederci sarai sempre la benvenuta/o



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