Hagar la schiava

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Fa paura una donna liberata.

"Questa è la storia di una donna schiava e di suo figlio.
Una donne delle origini che racconta da che seme sono fioriti i due popoli, destinati a diventare poi, tra loro, nemici.
Una storia che parla di una donna che spezzò le sue catene, e che conobbe il deserto e la voce dell'Angelo.
Offesa ebbe la forza di fuggire, disobbedire e poi bandita, abbandonata, assetata, trovò l'acqua del pozzo che salvò lei e il figlio.
Una storia che racconta della lacerazione del corpo di una donna, della sua sconfitta.
Una storia che racconta della sua ribellione, della sua liberazione, della sua vittoria.
Fu data in sposa ad un profeta.
E fu tramandato il suo nome a due popoli: lo conobbero i loro profeti.
Nessuno mai parlò di Hagar come di una donna che sin era liberata.
Una donna liberata fa paura?.



Racconto biblico

La storia di Agar è raccontata nella Genesi ai capitoli 16 e 21.

Siccome Sara non ha figli offre al marito Abramo la propria schiava; da questa unione nasce Ismaele. In seguito quando Sara ha il figlio Isacco scoppia nella donna una profonda gelosia nei confronti della giovane serva, al punto che Abramo è costretto ad allontanare Agar e suo figlio Ismaele.

Il testo nella versione CEI


Il bambino [Ismaele] crebbe e fu svezzato e Abramo fece un grande banchetto quando Isacco fu svezzato. 
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Ma Sara vide che il figlio di Agar l'Egiziana, quello che essa aveva partorito ad Abramo, scherzava con il figlio Isacco. Disse allora ad Abramo: «Scaccia questa schiava e suo figlio, perché il figlio di questa schiava non deve essere erede con mio figlio Isacco». La cosa dispiacque molto ad Abramo per riguardo a suo figlio. Ma Dio disse ad Abramo: «Non ti dispiaccia questo, per il fanciullo e la tua schiava: ascolta la parola di Sara in quanto ti dice, ascolta la sua voce, perché attraverso Isacco da te prenderà nome una stirpe. Ma io farò diventare una grande nazione anche il figlio della schiava, perché è tua prole». Abramo si alzò di buon mattino, prese il pane e un otre di acqua e li diede ad Agar, caricandoli sulle sue spalle; le consegnò il fanciullo e la mandò via.

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Essa se ne andò e si smarrì per il deserto di Bersabea. Tutta l'acqua dell'otre era venuta a mancare. Allora essa depose il fanciullo sotto un cespuglio e andò a sedersi di fronte, alla distanza di un tiro d'arco, perché diceva: «Non voglio veder morire il fanciullo!». Quando gli si fu seduta di fronte, egli alzò la voce e pianse. Ma Dio udì la voce del fanciullo e un angelo di Dio chiamò Agar dal cielo e le disse: «Che hai, Agar? Non temere, perché Dio ha udito la voce del fanciullo là dove si trova. Alzati, prendi il fanciullo e tienilo per mano, perché io ne farò una grande nazione». Dio le aprì gli occhi ed essa vide un pozzo d'acqua. Allora andò a riempire l'otre e fece bere il fanciullo. E Dio fu con il fanciullo, che crebbe e abitò nel deserto e divenne un tiratore d'arco. Egli abitò nel deserto di Paran e sua madre gli prese una moglie del paese d'Egitto. (cfr. Genesi 21,8)




Tradizione islamica

Agar non è citata direttamente nel Corano ma è conosciuta, sotto la variante Hāgar, dalla tradizione musulmana ed è considerata come la seconda sposa di Abramo e la madre del suo figlio primogenito Ismaele/Ismāʿīl. 
A lei si riconduce il rito del sa'y, che si svolge nel corso dei pellegrinaggi maggiore e minore, del hajj e della 'umra tra le collinette meccane di Safa e Marwa.

L'abbandono di Hāgar e di Ismāʿīl è considerato come una prova per vagliare la fede della donna nella provvidenza divina e Allah non mancherà d'aiutare la donna dopo la sua accorata ricerca d'aiuto.


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4 commenti:

  1. Cara Lucia, certi racconti ci fanno capire che nel mondo esistono modi di vita, molto difficili
    nei tempi passati la schiavitù era molto diffusa, oggi per fortuna una gran parte è stata debellata. Ciao e buona serata cara amica, con un abbraccio e un sorriso:)
    Tomaso

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    1. Caro Tomaso: La schiavitù di oggi non ha catene visibili, ma nel cuore.....Un abbraccio a te che mi vieni sempre a trovare e a farmi compagnia. Bionanotte

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  2. Hagar è egiziana, e il suo nome richiama in ebraico il termine gher (straniero). Hagar l’Egiziana è la serva nella casa degli antenati d’Israele, e, all’inverso, gli Israeliti saranno schiavi stranieri (gherim) nella terra d’Egitto.
    L’afflizione degli Israeliti in schiavitù è indicata con il termine ynui (Genesi 15:16), lo stesso utilizzato per descrivere l’oppressione di Hagar a causa di Sarah (16:6).
    Hagar parte dalla casa dei suoi padroni portando con sé del pane, e si ritrova a vagare nel deserto, esattamente come i figli d’Israele alla loro partenza dall’Egitto con le matzot (pane azzimo).
    Sia Hagar che gli Israeliti redenti soffrono la sete e ottengono l’acqua attraverso un intervento divino.
    La località in cui Hagar si reca quando fugge da Sarah è la stessa in cui gli Israeliti soffrono per la prima volta la sete: il deserto di Shur (Genesi 16:7; Esodo 15:22).
    Dio redime gli Israeliti dopo aver “udito il loro grido” (Esodo 3:7), come in precedenza aveva udito il grido di Ishmael nel deserto (Genesi 21:17).


    Bacio Lucia.

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    1. Grazie Gus. Grazie per il significato più ampio che ci hai dato. Buonanotte e bacio.

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Grazie amico/a mia. Grazie se hai letto tutto e ti decidi a scrivere un commento. qualunque sia la tua risposta, scrivi.
Però non amo gli insulti volgari o le parolacce
Arrivederci sarai sempre la benvenuta/o



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