Assisi vista da me.

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Assisi è una città mistica, che mantiene ancora oggi e probabilmente manterrà sempre, uno spirito  particolare, un’energia tanto intensa da indurre Papa Giovanni Paolo II a sceglierla come luogo eletto per un incontro internazionale di pace e dialogo fra tutte le confessioni, che avvenne il 27 ottobre 1986. Era la prima volta nella storia in cui 50 rappresentanti delle Chiese cristiane (oltre ai cattolici) e 60 rappresentanti delle altre religioni mondiali si incontravano per pregare insieme per la pace. Tutto questo avvenne nella città di S. Francesco, patrono d’Italia e ora anche Santo a cui si ispira il pontificato di Papa Bergoglio, che riprendendo la vita di Francesco ha detto: “non dimenticate i poveri”.

Assisi città di pace dunque, città legata al destino e al messaggio del Patrono d’Italia, ancora oggi vivo e forte per chi è aperto all’ascolto. Non importa essere credenti, credo, per respirare quest’aria di pace e questa forza che la natura di questa parte dell’Umbria può trasmetterci.
Questo Comune  può essere una meta perfetta per viaggi tematici di diverso tipo: da un turismo religioso e spirituale, ad un turismo culturale e artistico, fino ad inserirsi senza problemi in un itinerario paesaggistico e naturalistico di grande fascino. Quello che qui vi racconto è un itinerario spirituale sui passi di S. Francesco, alla scoperta di una vita straordinaria che ha plasmato il destino del suo luogo d’origine, lasciando una traccia profonda nell’architettura, nel paesaggio, nell’arte e naturalmente, nella fede.

Vi suggerisco di dedicare ad Assisi non meno di 3 giorni, per non perdere tutte le bellezze che può offrirvi. 
Soggiornare fra le mura di Assisi è un’esperienza di grande impatto ed è anche molto comodo per iniziare la visita, e se vi sentite “pellegrini” e vi piace camminare, è dobbligo  soggiornare nella frazione di S. Maria degli Angeli. Da questa frazione si gode di una meravigliosa vista dal basso di Assisi, che si erge fiera su di un’altura  del monte Subasio, tranquillamente dominante della pianura umbra, abbracciata alla collina come un anello al suo pianeta.

Il nostro viaggio, allora,  inizierà subito con Santa Maria degli Angeli dove possiamo ascoltare la S. Messa nella lingua che ci appartiene e pregare soffermandoci all'interno della Porziuncola. 



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 E' bene partire al mattino e con una piacevole passeggiata fare tappa a S. Damiano il luogo da cui ebbe inizio il cammino di conversione di Francesco. Mentre il sole si alza nel cielo,viene spontaneo ripensare alla vita del Santo. Francesco non nacque Santo, non nacque con una predisposizione alla perfezione, era generoso,e frequentava i giovani ricchi di Assisi. Alcune fonti lo descrivono brillante, amante del lusso e del feste, sempre allegro. Un giovane, il cui padre, ricco mercante di tessuti pregiati, aveva riposto tante ambizioni. Ma la sua vita cambiò interrompendo un viaggio "particolare" e questo avvenne proprio nella chiesetta, allora fatiscente, di S. Damiano.


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Chiostro dove la presenza di Valeria è molto forte.

San Damiano. Bellissima, silenziosa e immersa nel verde, proprio sotto ad 
Assisi. Il ricordo dei primi anni francescani, qui è fortissimo;è all’interno di questa chiesa che Francesco ricevette e colse il primo segno per convertisti a una vita nuova, più “ricca”e "vera" di quella che stava conducendo. Il crocifisso di S. Damiano, conservato nella Basilica di S. Chiara, qui presente in una copia, parlò a Francesco dicendo: “ Va e ripara la mia chiesa che cade in rovina ”. Da questo momento egli vendette tutti i suoi averi e acquistò il necessario per riparare la chiesa. Coraggioso e ribelle, noncurante di ciò che pensava la gente, iniziò davvero una nuova vita, accanto ai poveri, agli ultimi. S. Damiano è famosa anche per un altro avvenimento importantissimo: qui fu composto il testo più antico della letteratura italiana, il “Cantico delle Creature”, un inno alla gioia nella contemplazione della vita che ci circonda, a partire da frate sole, sorella luna e le stelle, frate vento…

Nessuna foto è consentita all’interno di S. Damiano, soltanto quelle scattate col cuore, nel ricordo di un luogo che racchiude alcuni dei momenti più intensi dell’inizio e della fine delle esistenze di Chiara e Francesco. 
La scritta “Silenzio” regna sovrana nei locali del chiostro, del dormitorio, del refettorio e del monastero, così come in tutti i luoghi sacri di Assisi. A differenza di quanto accade nelle Basiliche, qui il silenzio è veramente rispettato, e ciò grazie alla regolamentazione del flusso di turisti negli ambienti piccoli.

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Ecco le tre arcate che contraddistinguono la Chiesa di Santa Chiara. Era il tempo dei restauri post-terremoto.


 Saliamo a Santa Chiara. Toccanti i luoghi in cui visse fino all’ultimo dei suoi giorni S. Chiara, “compagna di viaggio” nel cammino di Francesco. 
Terminata nel 1265 conserva le spoglie di Chiara e il Crocifisso originale di S. Damiano, un crocifisso bizantino opera di un pittore assisiate del XII Secolo.( Caratteristica unica di questo crocifisso il Cristo ha gli occhi ben aperti). L’interno gotico contiene anche, dietro l’altare, nel lato destro del transetto, una grande tavola attorniata con otto scene della vita di Chiara. Un aspetto interessante, che apprezzo particolarmente, è la possibilità, durante la visita alle Basiliche e Chiese, di leggere come in un grande libro a cielo aperto la storia dei  Santi, seguendo  una trama narrata che si dipana per le vie del borgo, da un capo all’altro di Assisi.

 Piazzale del Duomo di San Rufino


Dalla piazza del Comune, cuore di Assisi già ai tempi di Francesco, ci dirigiamo verso il Duomo di S. Rufino. In questa piazza che stiamo attraversando è avvenuta la prima preghiera per la Pace nell’Ottobre dell’86. Chi era Rufino? L’altro Santo di Assisi a cui è stata dedicata la cattedrale in stile romanico umbro. La bella facciata in pietra bianca e rosa del Subasio, è adiacente alla casa natale di S. Chiara. Al suo interno bellissimi affreschi, un museo e la fonte battesimale utilizzata per S. Chiara e S. Francesco. Un campanile quadrato appoggia su un antica cisterna romana, uniche tracce del duomo originale, che fu poi oggetto di diversi interventi di restauro.


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Per arrivare  alla Basilica (inferiore e superiore) dobbiamo girovagare fra le viuzze del bel centro storico di Assisi è un’esperienza piacevole e la sensazione è che da qualunque strada, inevitabilmente arriverò alla Basilica di S. Francesco.  Molto curato, pulito e con  fiori alle finestre e ai balconi, il centro storico è pura bellezza e spiritualità.



Uno dei tanti vicoli: scale, scale tante scale


Arte, cielo e natura sembrano per un attimo fondersi in una cosa sola. Costruita successivamente alla morte di Francesco, costituisce insieme alla Basilica inferiore, uno dei più splendidi complessi artistici italiani, destinato a lasciare segno in chi ha la fortuna di poterla ammirare.  Nell‘insieme il complesso è formato quindi da una duplice basilica sovrapposta ad una cripta. Tutta una scenografia imponente di archi, scalinate e linee catturano la sguardo e lo magnetizzano, da qualsiasi punto la si ammiri. Impreziosita al suo interno dalle opere di Cimabue e di Giotto, esternamente la Basilica superiore domina la vallata come in un grande abbraccio spirituale.
All'interno della Basilica si è rapiti dagli affreschi di Giotto, in particolare da quelli che costituiscono il ciclo delle storie di S. Francesco. Nella volta sovrastante l’altare troneggia la gloria del Santo, con le celebri allegorie dei tre voti: obbedienza, povertà e castità. Cimabue ci regala una delle più celebri raffigurazioni di Francesco. Di grande impatto anche una bella crocifissione nel transetto di sinistra. 
Semplicemente meravigliosa, la Basilica inferiore in stile romanico con un’unica navata, permette l’accesso alla commovente cripta posta sotto l’altare centrale. Siamo nel luogo che custodisce le spoglie di S. Francesco, qui il silenzio sorge spontaneo. Una luce tenera e commovente invita alla preghiera e alla riflessione. Ancora affreschi, vite, storie, in un racconto senza fine. Nella Basilica inferiore troviamo le decorazioni murali più antiche, e alcuni affreschi che paragonano la passione di Cristo a quella del Santo. Di tanto in tanto si ode un coro che canta, creando un’atmosfera davvero suggestiva...


 Eremo delle carceri è il luogo da me più amato. Qui è la "mia" Assisi:

L'Eremo è costruito sul luogo dove san Francesco d'Assisi si ritirava in contemplazione, preghiera e penitenza insieme ai primi compagni, presso una piccola chiesa circondata da grotte, già frequentate in età paleocristiana da eremiti. Sembra che il nome de carceribus derivi proprio da queste grotte orribili tuguri, simili "a carceri", rifugio degli anacoreti che frequentavano il monte Subasio.




Da questo portico si entra e...si esce.


Il piazzale e una delle colombe che abitano lì.




Uno dei frati che tra poco dirà la Messa.

La Cappella dei frati (devi chiedere il permesso per assistere alla Messa o per entrare a pregare).



Ancora la Cappella.Qui salivamo quasi tutti i giorni per dire le lodi con i frati. N.B. Quell'anno Assisi era sotto la neve. Una goccia di sole mi ha regalato quest'immagine....



e fuori mi aspettava questo piccolo amico: il mio passerotto! Lo vedete?



Qui i frati si circondano di Bellezza. Sotto il porticato si passa per andare a vedere altri luoghi cari a Francesco.


Il crocifisso e più in là un pavimento in pietra, ci ricordano dove Francesco dormiva.


Questo è ciò che è rimasto dell'albero secolare da cui Francesco parlava agli uccelli. Ma è da poco che ha ceduto anche lui povero amico! Sono riuscita a vederlo ancora pieno di foglie....


Saluti dalle "carceri" dove ho incontrato Frére Roger



Ancora un piccolo sforzo che spero vi scaldi il cuore:

«Conducendo un suo compagno,che aveva molto amato, in località fuori mano, gli diceva di avere scoperto un grande e prezioso tesoro. Quello ne fu tutto felice e volentieri si univa a Francesco quando era invitato. Spesso lo conduceva in una grotta, presso Assisi, ci entrava da solo, lasciando fuori l'amico, impaziente di impadronirsi del tesoro. Francesco, animato da un nuovo straordinario spirito, pregava in segreto ilPadre; però non confidava a nessuno cosa faceva nella grotta; Dio solo lo sapeva, e a lui incessantemente chiedeva come impadronirsi del tesoro celeste. »
Nel cammino per recarsi all'altare di pietra con il simbolo del Tau c'è una lastra con un foro, attraverso il quale si intravede un crepaccio, detto buco del diavolo, la leggenda racconta che fu aperto dal demonio sconfitto da frate Rufino, uno dei primo compagni di san Francesco:
«Come il demonio in forma di Crocifisso apparve più volte a frate Ruffino, dicendogli che perdea il bene che facea, però ch'egli non era degli eletti di vita eterna. Di che santo Francesco per rivelazione di Dio il seppe, e fece riconoscere a frate Ruffino il suo errore ch' egli avea creduto. [...] Tornasi frate Ruffino alla cella sua nella selva, e standosi con molte lagrime in orazione, eccoti venire il nemico in persona di Cristo, secondo l'apparenza di fuori, e dicegli: "O frate Ruffino, non t' ho io detto che tu non gli creda al figliuolo di Pietro Bernardoni, e che tu non ti affatichi in lagrime e in orazioni, però che tu se' dannato? Che ti giova affligerti mentre che tu se' vivo, e poi quando tu morrai sarai dannato?". E subitamente frate Ruffino risponde: "Apri la bocca; mo' vi ti caco". Di che il demonio isdegnato, immantanente si partì con tanta tempesta e commozione di pietre di monte Subasio ch'era in alto, che per grande spazio bastò il rovinìo delle pietre che caddono giuso, ed era sì grande il percuotere che faceano insieme nel rotolare, che sfavillavano fuoco orribile per la valle, e al romore terribile ch'elle faceano,santo Francesco con li compagni con grande ammirazione uscirono fuori del luogo a vedere che novità fosse quella; e ancora vi si vede quella ruina grandissima di pietre.  »

Arrivederci


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4 commenti:

  1. Assisi è legata a Francesco.
    Il tuo post è straordinario per immagini e parole.
    Complimenti.
    Bacio Lucia.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buonasera Gus! Sai che testarda come sono non ho ceduto al sonno e l'ho finito verso le due a.m.

      Elimina

Grazie amico/a mia. Grazie se hai letto tutto e ti decidi a scrivere un commento. qualunque sia la tua risposta, scrivi.
Però non amo gli insulti volgari o le parolacce
Arrivederci sarai sempre la benvenuta/o



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