"Questo ucciderà quello"

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Siamo nel tardo Quattrocento.
Victor Hugo scrive "Notre-Dame de Paris"
L'arcidiacono Claude Frollo riceve la visita di uno sconosciuto personaggio.
Mentre ascolta l'ospite guarda il libro aperto che sta sul suo tavolo.
Frollo guarda tristemente il libro ed esclama "ceci tuera cela" "Questo ucciderà quello".
Hugo scrive un'intero capitolo per spiegare questa frase. 
"L'invenzione della stampa sarà la fine dei preziosi manoscritti, privilegio di pochi.
Il sapere sarà alla portata di tutti, sfuggendo dalle mani della Chiesa."
Ma non solo: " Il libro ucciderà l'edificio" spiega ancora Hugo. 
Fino ad allora il grande libro dell'umanità erano gli edifici; (le torri della Cattedrale di Parigi svettano alte nel cielo stellato) erano i custodi della storia e dello spirito dei popoli: libri forti, durevoli, capaci di parlare a chi non sa leggere.
La Bibbia dei poveri, venivano chiamati i dipinti e le statue che raccontavano la Storia della Salvezza. 
Ma Hugo (per bocca di un suo personaggio) ha la sicurezza che con quel nuovo mezzo d'espressione anche il pensiero dell'uomo cambierà.
Acuta osservazione che calza a pennello con i tempi in cui viviamo: oggi siamo nell'era dell'informatica.
Senza accorgerci ci stiamo abituando a pensare come facciamo sul computer, lo smartphone, il tablet.
Oggi chi dice "la rete" non pensa più ai pesci ma a Internet. Chi dice "contatto" intende persone. Le parole, la sintassi stanno cambiando.
Cocciante con la sua "opera" Il Gobbo di Notre-Dame" ha realizzato il pensiero di Hugo. L'ho vista a teatro e ho ascoltato la musica più volte. 
"La carta stampata ucciderà l'architettura" La stampa ha sostituito il manoscritto. 
Ma l'uomo del ventunesimo secolo può ancora sperare perchè la Cattedrale di Notre-Dame, con le sue due torri svetta ancora nel cielo parigino, come la cupola di San Pietro in quello romano o la Madonnina in quello dei Milanesi o le miglia, milioni di campanili anche umili e disadorni di qualche pieve in mezzo ai campi.
Tra quelle pietre la Parola continua a vivere.


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2 commenti:

  1. Cara Lucia, sono qui per augurarti una serene, e felice domenica...
    Tomaso

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  2. E comunque... cara Lucia.. internet uccide la grammatica e la sintassi... il web stermina la sintesi e la logica... facebook riversa ignoranza su migliaia di già ignoranti... internet sta uccidendo i libri..

    RispondiElimina

Grazie amico/a mia. Grazie se hai letto tutto e ti decidi a scrivere un commento. qualunque sia la tua risposta, scrivi.
Però non amo gli insulti volgari o le parolacce
Arrivederci sarai sempre la benvenuta/o

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