L'arte di arrangiarsi ovvero di necessità virtù

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"Fai di necessità, virtù" Era una delle frasi preferite di mia suocera, la mamma di Paolo.

Oggi quella bellissima frase vale sempre, ma è conosciuta come: "l'arte di arrangiarsi"

Sono ben due settimane che sto "svuotando" un armadio e alleggerendo gli altri due.

Al cambio di stagione regolarmente mi dico: " questo (abito, camicia, pantaloni e anche scarpe) lo tengo...non di sa mai. Questo invece lo darò.....

Non si sa mai significa: ritornerà di moda? dimagrirò? mi piacerà di nuovo indossarlo.?..

Di questi tempi, con la crisi che picchia sempre più duro, non mi potete biasimare se cerco di utilizzare pantaloni che mi vanno larghi (sono proprio dimagrita!), tovaglie belle ma con qualche inconveniente, lenzuola troppo grandi (sembra che le misure standard delle lenzuola siano cambiate, colpa dei materassi più consistenti?)

Penso anche che aggiungendo qualche particolare carino, una camicia che non piace, possa diventare piacevole da indossare!

Ho trovato, in un grande magazzino, del pizzo di cotone e con l'aggiunta di alcuni lavori all'uncinetto della mia mamma sto cucendo tutto quello che non va, per così dire...

Esempio:


Questa era una camicia tutta nera che io uso(ora) a mo' di giacca. Un po' di maquillage sul colletto e sulle tasche...ed è nuova e carina.





anche la tenda del bagno è diventata più carina


Questa tovaglia di lino, rotonda, aveva un buco....
ho pensato che con un po' di pizzo
l'avrei potuta riusare e soprattutto coprire il buco!



Questo copridivano non aveva niente che non andava, ero io che....




Quand'ero una bambina sotto il vestito si usava indossare la "sottoveste"

Eravamo, come tutti o quasi gli italiani, con pochissimi soldi.

La mia mamma, che durante il giorno lavorava in fabbrica come operaia (cara mamma mia sei sempre nei miei pensieri...) alla sera si metteva sul bordo del suo letto e mentre noi figlie rassettavamo la cucina, lei ci cuciva le sottovestine. 

Non era tanto brava, ma a noi andava bene così. 
E io ho sempre amato quel particolare bordo che lei ricamava  (mi ricordavano le "ondedelmare"). 
Ecco vedete come è più grazioso quest'angolino di tessuto? però questo l'ho cucito a macchina....
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Napoli e la Vecchia arte dell’arrangiarsi.


A fornirci un quadro completo di quanto racchiuso nell’opera dei fratelli Assisi è il sito Lettera43, che in un divertente articolo ripercorre tutti i più strani mestieri che sono sempre esistiti, son tornati in voga o sono nati recentemente. Il motivo per cui l’opera fa sorridere è che, leggendolo, ci si rende conto di trovarsi di fronte a un esempio di straripante creatività popolare, in grado di offrire alla gente la possibilità di ottenere, per vie legali o quasi, tutto quel che si desidera. Se c’è una persona che proprio non ci va giù e desideriamo, con poca bontà d’animo, che le vada storto qualcosa, non ci resta che rivolgerci ad uno dei vari jettatori di professione; se invece vogliamo far pubblicità ad un nuovo prodotto o un nuovo locale, possiamo contattare il caro vecchio ‘o pazzariello, tornato di moda nei tempi recenti; non possiamo poi dimenticare i cantanti per le serenate, vero must dei fidanzamenti ufficiali partenopei; per i più viziati, invece, ci sono la stiratrice di giornali e il lustrascarpe.


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Breve vademecum dei nuovi mestieri. Ma gli anni passano, i tempi mutano e le esigenze cambiano. Così, oltre a questi evergreen, da qualche anno a questa parte, tra Forcella e piazza Dante, sono tanti i mestieri strani e innovativi nati per combattere la crisi. C’è, ad esempio, l’accompagnatore al ritiro della pensione, disposto a prendere sotto braccio la vecchiettina di turno nel percorso da casa alla posta e viceversa, difendendola da eventuali tentativi di scippo. Il tutto alla modica cifra di 10 euro. Rimanendo nell’ambito degli accompagnatori, c’è anche quello disposto a stare al tuo fianco con l’ombrello in mano nei giorni piovosi: 1,50 euro per i primi 200 metri, poi appena 1 euro per ogni ulteriori 200 metri. Ci sono anche i mestieri che evitano una fatica in più ai più pigri: l’assistente gommista, ad esempio, che in caso di foratura è pronto a raggiungervi e sostituirvi la ruota bucata in cambio 10 euro, con tariffa che raddoppia dopo le 22; il prenotatore di parcheggi, che in cambio di 5 euro si reca di prima mattina ad occupare un parcheggio che vi servirà una volta giunti sul posto (a meno che qualcuno non gli abbia offerto di più nel frattempo, chiaro); finanche il venditore di sigarette a domicilio, disposto a portarvi direttamente a casa il pacchetto di sigarette desiderato con un leggero sovrapprezzo di 50 centesimi di euro (che diventano 30 per il secondo e 20 per il terzo), ma anche in questo caso fate attenzione, perché dopo le 20 la tariffa base sale a 70 centesimi.


I mestieri figli della modernità. I mestieri più bizzarri e creativi di oggi, però, sono legati alle nuove esigenze. I ritmi sempre più frenetici delle nostre vite, ad esempio, porta molti uomini a dimenticarsi del romanticismo e dell’importanza di far sentire sempre amata la propria moglie. Così è nato l’ingelositore: soggetto che in cambio di 300 euro al mese, spese escluse, è disposto a dedicare attenzioni alla donna che l’ha contattato. E così, tra mazzi di fiori, bigliettini smielati, messaggini hot e pensieri dolci, tenterà di riaccendere il sentimento del marito poco attento.

In estate, invece, l’aumento di popolazione lungo le coste offre nuove opportunità di guadagno, soprattutto a chi ha scelto di arrotondare facendo lo spalmatore, ovvero l’individuo disposto a spalmare la protezioni e gli olii solari per appena un euro. Con 2,50 euro lo avrete a vostra disposizione per tutta la giornata.


Ma il mestiere più moderno è senza dubbio l’internettista ambulante: ci si piazza con pc portatile e chiavetta per navigare in prossimità di luoghi affollati o dove si sa che si creeranno delle code e si offre alla gente la possibilità di navigare comodamente con il computer: 80 centesimi per spedire una mail o consultare il sito preferito, ma per un massimo di 10 minuti, altrimenti scatta il sovraprezzo.
 
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Questo mestiere è un po’ l’evoluzione 2.0 dell’intrattenitore da attesa, caro vecchio mestiere di coloro che, alle fermate dei pullman ad esempio, per pochi spiccioli erano disposti a farvi compagnia, chiacchierando del più e del meno, come foste vecchi amici. Che ci volete fare, i tempi cambiano, anche a Napoli.
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4 commenti:

  1. Cara Lucia, ti auguro una buona giornata con la speranza che smetta di piovere.
    Ciao con un abbraccio e un sorriso:) Tomaso

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    Risposte
    1. Tomaso ciao. Buona giornata e che sia come vuole noi sorridiamo!

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  2. E' una storia incantevole.
    Bacio Lucia.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Gus, tu fai arrangiare o butti o regali subito senza pensarci troppo? Bacio

      Elimina

Grazie amico/a mia. Grazie se hai letto tutto e ti decidi a scrivere un commento. qualunque sia la tua risposta, scrivi.
Però non amo gli insulti volgari o le parolacce
Arrivederci sarai sempre la benvenuta/o



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