Innamorata dell'Amore

mercoledì 13 aprile 2016


Innamorata dell'Amore.

Quante volte me lo sono detto o ne ho parlato con amici che provavano i miei stessi sentimenti.

L’amore appartiene alle esperienze di cui vivo e di cui sono amorosamente riempita.

In tutto trovo la Bellezza e se l'anima si fa triste basta una musica che arrivi  da lontano e l'anima  diventa un fiume di leggerezza che mi rende consapevole di ciò che il mio sguardo scopre.

Sono le sensazioni che sento dentro di me a farmi felice. Cerco l'Amore e scopro nel desiderio che l'accompagna e che mi sorprende e mi aiuta a capire, che sono già amata da tempo infinito perchè è Lui che vuole me. Amandomi.

E’ veramente un Dio potente l’Amore, un Dio infinitamente bello, amabile, convincente, desiderabile. Ma è anche un Dio geloso: non lascia tregua, fa esplodere i sensi ed i sogni, mette in movimento tutte le parti dell’essere.


Ecco allora che precipito nella Sua contemplazione e nella contemplazione di qualsiasi cosa dell'universo intero, di qualsiasi cosa mi circondi.

Tutto mi parla e mi canta dell’amore e dell’amato, tutto sembra attraversato dal desiderio amoroso che sgorga dal mio cuore. Sembra quasi esistere di per sé, mi perdo io in Lui e si perde anche qualsiasi cosa io ritengo mi sia donata.

Tutto: questa pioggia, questo profumo, questa musica che scorre in me, senza dubbio non si limita semplicemente al mio io.

L’io che dialoga, che pensa, che confronta, che ha paura, che si blocca.

Chi abita allora dentro di me? Da dove viene questa felicità o questo dolore, questa gioia o tristezza?

Sembrano   delle forze deliziose ed amate che mi contengono completamente.

I fiumi profondi che  attraversano la mia anima pieni di gioia e di mistero, non sono me stessa, non sono il mio essere , ma sono in me, sono il Tutto in me e con me.

E quando fermo i miei pensieri ecco che il passeggiare nella natura, la conversazione, lo sforzo della volontà, il seguire le ispirazioni, tutto diventa un piacere. Un sorriso inconscio.

Oggi nei miei pensieri, mentre il dentista esaminava il suo, mio, lavoro, cercavo di ricostruire un dialogo scritto da Shackespeare per Romeo e Giulietta ed è talmente bello che lo trascrivo: è parlare con amore
 ma è soprattutto passione per la persona amata che Dio ci aiuta a vivere donandoci un'incontro con l'umano che sorprendentemente è pieno di Lui che ci ha creati.



GIULIETTA
Vuoi andare già via? Ancora è lontano il giorno:
non era l’allodola, era l’usignolo
che trafisse il tuo orecchio timoroso:
canta ogni notte laggiù dal melograno;
credimi, amore, era l’usignolo.

ROMEO Era l’allodola, messaggera dell’alba,
non l’usignolo. Guarda, amore, la luce invidiosa
a strisce orla le nubi che si sciolgono a oriente;
le candele della notte non ardono più e il giorno
in punta di piedi si sporge felice dalle cime
nebbiose dei monti. Devo andare: è la vita,
o restare e morire.

GIULIETTA Quel chiarore laggiù
non è la luce del giorno, lo so: è una meteora
che si libera per te dal sole questa notte,
la torcia per farti lume sulla via di Mantova;
dunque rimani ancora, c’è tempo per andare.

ROMEO Mi prendano pure, sarà certo la morte,
ma sono felice se tu vuoi così. E dirò, allora,
che là, quel grigio non è l’occhio del mattino
ma il fioco riverbero della fronte di Cinzia;
che non è l’allodola a battere la volta
del cielo, così alta su noi. Io voglio restare,
non veglio più partire: vieni, o morte,
sarai la benvenuta! Vuole così Giulietta.
Che c’è, anima mia? Parliamo, non è giorno.

GIULIETTA E' giorno, è giorno: dunque, presto, va’ via!
È l’allodola che canta fuori tono
forzando su dissonanze e aspri acuti.
Dicono che l’allodola divida con dolcezza
ogni accordo: questa non ci divide con dolcezza;
e ancora, che l’allodola e il rospo ripugnante
abbiano scambiato i loro occhi:
così avessero fatto anche della voce,
poi che quella voce lotta il nostro abbraccio,
perché ti caccia da me, col suo richiamo al giorno.
Oh, va’, ora, va’; si fa sempre più luce.

ROMEO Sempre più luce! Sempre oscura di più la nostra pena!


La sapienza di Dio non viene per caso: Egli abbraccia perchè in Lui ogni lacrima non va perduta e così anche ogni sorriso.

Papa Francesco: "La tenerezza di Dio è l'unica forza capace di conquistare il cuore degli uomini. L'abbraccio è la debolezza onnipotente dell'amore divino che incanta e attrae, piega e vince, apre e scioglie dalle catene. E' la forza irresistibile della Sua dolcezza e la promessa irreversibile della Sua misericordia."

1 commento:

Grazie amico/a mia. Grazie se hai letto tutto e ti decidi a scrivere un commento. qualunque sia la tua risposta, scrivi.
Però non amo gli insulti volgari o le parolacce
Arrivederci sarai sempre la benvenuta/o