25 aprile festa della liberazione - 25 aprile San Marco ev.

4 comments




25 Aprile Festa della liberazione


Il 25 aprile 1945 (racconto di Francesco Aulizio) è per me un giorno indimenticabile e più passano gli anni più lo vedo lontano e solo in parte portatore di vera libertà, di giustizia e comunque di un corredo intellettuale cui dobbiamo sempre più aggrapparci se vogliamo restare liberi e protetti da quella Costituzione Repubblicana che ci viene appunto da quel giorno e che dobbiamo difendere con le unghie e con i denti nell’interesse di tutti, dalle Alpi al mar di Sicilia.

][.....]Giunse così il 25 aprile 1945, il mattino presto, ma non prestissimo, sentimmo da casa un gran vociare e del tumulto però, stranamente, pareva che si trattasse di toni di voce allegri e ridenti, quindi ancor più strane. La curiosità di noi tutti, genitori compresi, fu tanta e vestiti in fretta ci recammo fuori dalla porta di casa e quale fu il nostro stupore del vedere un gran numero di ragazzi di cui alcuni molto giovani, che riconosciuti e riconoscendo delle persone si salutavano e si abbracciavano. Erano partigiani! Molti con un fazzoletto rosso al collo, vestiti alla bellemeglio, alcuni laceri, altri con le scarpe sdrucite, ma tutti sorridenti felici! Sia pure lentamente tanto noi quanto gli altri paesani ci rendemmo conto che forse la guerra era finita e quando questa sensazione si consolidò ne divenimmo consapevoli del tutto, ciò voleva dire niente più bombardamenti, niente più persone impiccate ai lampioni della luce, niente più torture, insomma era veramente finita, era il 25 aprile 1945! Cambiava tutto, avremmo di nuovo assaporato la libertà e noi giovanissimi l’avremmo cominciata ad assaporare. Eravamo i figli della Lupa, i Balilla, gli Avanguardisti del duce che fino alla noia avevamo ogni sabato almeno, giurato nel nome di Dio e dell’Italia di eseguire gli ordini del duce e di servire con tutte le nostre forze e se necessario col nostro sangue la causa della rivoluzione fascista. Quelle grida gioiose e liberatorie che si alzavano dalla piazza e dalla strada, quei volti di ragazzi sorridenti e provati fisicamente mi entrarono nel cervello come cunei, non ero in grado di capire tutto, ma capivo quanto bastava per intuire cosa poteva essere la libertà per ognuno di noi. E quel 25 aprile 1945 si è fissato nella memoria ed è lì come un faro di luce che ognuno di noi deve contribuire a tenere acceso e guai a spegnerlo. A quindici anni non ancora compiuti, vivendo tra casa e scuola con una madre che si appoggiava a me quale figlio maggiore, non avevo avuto modo di fare attenzione agli avvenimenti esterni alla famiglia, di fatto ero stato il braccio destro di mia madre e provvedevo a tenere in ordine le carte annonarie ed a comprare tutto ciò che via via ci veniva concesso.



questo è il fiore del partigiano morto per la libertà....




25 Aprile di Laura Marchetti



Ero piccola quando sentivo narrare
di una fiaba
Di una fata cattiva che aveva messo
tutto il mondo in ginocchio
Che aveva provocato morte e orrore,
che in un attimo aveva distrutto
ciò che di bello era stato creato
dall'uomo, ma che era stata chiamata dall'uomo
Aveva dato divise di diversi colori
ma il fine era lo stesso
unico denominatore morte,
parola d'ordine: uccidere
Non esistevano più ponti, case,
non c'era acqua, luce, pane, vestiti,
la sola ricchezza era avere intatta la vita
Questa strega cattiva
aveva calpestato la dignità
ed i diritti delle persone
Ascoltavo, stringendo i pugni, rapita,
impaurita...
Poi, crescendo, ho scoperto
che quell'incubo era una realtà
e che dalle pagine dei libri
uscivano immagini e grida strazianti,
che gli errori dovrebbero insegnare,
e che invece troppo spesso si continua
a sbagliare
Ma in quella favola di allora,
c'era un finale
la fine di un incubo, che doveva essere
un monito, una morale
E quei carrarmati entravano nelle città
non per fare la guerra,
ma per donare dolci e fiori
al posto del rumore delle bombe,
il suono della pace...
Ascoltavo rapita il ricordo di mio padre
bambino, mentre, sul viso
si asciugava una lacrima che faceva posto
a un sorriso
A voi il compito di ricordare diceva
Quella fiaba ogni anno viene recitata
Una fine, che non era la fine di tutto,
ma un nuovo inizio,
questa la sola consolazione
Il 25 aprile,
la liberazione...

Risultati immagini per 25 aprile immagini








San Marco Evangelista


San Marco Evangelista (Palestina, 20 circa – Alessandria, seconda metà del I secolo d.C.) fu discepolo dell'apostolo Paolo e, in seguito, di Pietro ed è tradizionalmente ritenuto l'autore del Vangelo che porta il suo nome.

San Marco Evangelista (Palestina, 20 circa – Alessandria, seconda metà del I secolo d.C.) fudiscepolo dell'apostolo Paolo e, in seguito, di Pietro ed è tradizionalmente ritenuto l'autore del Vangelo che porta il suo nome.

Del patrono di Venezia, si sanno poche notizie che si traggono dagli stessi Vangeli, dagli Atti degli Apostoli e da quelli Apocrifi.

Era cugino di Barnaba e quindi ebreo, di stirpe levitica. Sua madre si chiamava Maria e abitava nei pressi di Gerusalemme. Marco aveva due nomi, uno gentile e uno ebreo: quello ebreo era Giovanni.

Il fatto che sia l'unico Evangelista a menzionare la fuga di un giovinetto che seguiva da lontano gli avvenimenti della cattura di Cristo nell'orto degli ulivi:

«Un giovanetto però lo seguiva, rivestito soltanto di un lenzuolo, e lo fermarono. Ma egli, lasciato il lenzuolo, fuggì via nudo».

(Marco 14,1.51.52)

fa supporre che Marco stesso sia questo giovinetto!

Secondo la tradizione, la Basilica romana di San Marco fu eretta sul luogo in cui sorgeva la casa in cui risiedette l'Evangelista nel suo soggiorno nella capitale dell'impero. Essa si trova proprio di fronte al Campidoglio, nel centro dell'antica Roma, e non come l'abitazione di Paolo, nel ghetto ebraico sulla sponda del Tevere. Si dice che Pietro e Marco giunsero a Roma per la prima volta nel 41 d.C. sotto l’Impero di Claudio. Il fatto che Pietro, nella sua lettera, chiami "mio figlio" l'evangelista fa pensare che debba aver ricevuto il battesimo dallo stesso principe degli apostoli.

Dagli Atti si apprende che partì insieme a Paolo e a suo cugino per Antiochia. Viene indicato come aiutante di Paolo quando egli predicava a Salamina (Cipro). In seguito, lo stesso libro ci riferisce che abbandonò Paolo, forse spaventato dalle tremende fatiche degli spostamenti dell'apostolo o dalla crescente ostilità che lo stesso incontrava.

Tornato forse a Gerusalemme, Marco partì poi nel 52 con suo cugino per Cipro per poi ritrovarsi di nuovo a fianco dell'apostolo Paolo a Roma, nel 62-64, durante la persecuzione di Nerone.

Qualche anno più tardi, lo si ritrova in compagnia di Pietro, ma dopo la morte a Roma del principe degli Apostoli, non vi sono più notizie certe su Marco. La tradizione lo vuole evangelizzatore in Egitto e fondatore della chiesa di Alessandria.

Le sue spoglie furono trafugate con uno stratagemma da due mercanti veneziani nell'anno 828 e trasportate, dopo averle nascoste in una cesta di ortaggi e di carne di maiale, a Venezia, dove pochi anni dopo venne dato inizio alla costruzione della Basilica intitolata al santo che ancora oggi ospita le sue reliquie.



Un frammento di esse è pure conservato nella chiesa di San Marco in Città a Cortona, luogo natale di Monsignor Italo Castellani Arcivescovo di Lucca, città che condivide con Venezia lo stemma comunale del leone alato e il patronato.


Risultati immagini per san Marco evangelista immagini



Cupola della Basilica di San Marco a Venezia.

Post successiviPost più recente Post precedentiPost più vecchio Home page

4 commenti:

  1. Cara Lucia, io cero e lo ho vissuto pienamente con tutti i suoi orrori, se passi da me ce pure il link che ce tutto del mio libro.
    Ciao e buon 25 aprile festa della liberazione e di San Marco.
    Tomaso

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Tomaso felice giornata di ricordi: Io c'ero ma non ricordo ero piccola!Buona serata passo domani. Ciao

      Elimina
  2. Onore al movimento partigiano.
    Bacio.

    RispondiElimina

Grazie amico/a mia. Grazie se hai letto tutto e ti decidi a scrivere un commento. qualunque sia la tua risposta, scrivi.
Però non amo gli insulti volgari o le parolacce
Arrivederci sarai sempre la benvenuta/o

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...