E se parlassi della Donna che amo: Maria?

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Maria, vorrei che il mio “sì” fosse - Paul Claudel


Maria, vorrei che il mio “sì” fosse
semplice come il tuo, che non avesse astuzie mentali.

Vorrei che il mio “sì” come il tuo,
non mi mettesse al centro ma a servizio.

Vorrei che il mio “sì” al disegno di un altro,
come il tuo, volesse dire soffrire in silenzio.

Vorrei che il mio “sì”, come il tuo,
volesse dire tirarsi indietro per far posto alla vita.

Vorrei che il mio “sì”, come il tuo,
racchiudesse una storia di salvezza.
Ma il mio peccato, il mio orgoglio,
la mia autosufficienza, dicono un “sì” ben diverso.

Il tuo sguardo su di me , Maria,
mi aiuti ad essere semplice,
una che si dimentica,
una che vuole perdersi nella
disponibilità di chi sa di esistere,
da sempre, soltanto come un pensiero d’amore.
Amen.



(Paul Claudel)








Tutte le tappe della vita di Maria, che noi conosciamo, sono le tappe di una donna eccezionale, la donna per eccellenza che è la via sicura che conduce a Dio. Tutte le donne che hanno avuto come modello Maria si sono rivelate donne grandiose.
Si può concludere col dire che Dio ha voluto una donna come perfetta alleata per la salvezza dell'umanità. Maria eterna madre di tutti gli uomini fino alla fine dei tempi e oltre.
Noi che abbiamo scelto di indossare lo scapolare, non dobbiamo dimenticare che abbiamo l'obbligo di vedere Maria come Madre, ma anche come maestra di vita spirituale a cui conformarci.
Infine, tra coloro che hanno esaltato e lodato Maria mettendo in evidenza il suo ruolo di donna e madre sempre attuale, c'è stato don Tonino Bello con le sue meravigliose poesie e dediche; con voi voglio condividerne una.

"Santa Maria, donna dei nostri giorni, vieni ad abitare in mezzo a noi. Tu hai predetto che tutte le generazioni ti avrebbero chiamata beata. Ebbene, tra queste generazioni c'è anche la nostra, che vuole cantarti la sua lode non solo per le cose grandi che il Signore ha fatto in te nel passato, ma anche per le meraviglie che egli continua a operare in te nel presente.
Fa' che possiamo sentirti vicina ai nostri problemi. Non come Signora che viene da lontano a sbrogliarceli con la potenza della sua grazia o con i soliti moduli stampati una volta per sempre. Ma come una che, gli stessi problemi, li vive anche lei sulla sua pelle, e ne conosce l'inedita drammaticità, e ne percepisce le sfumature del mutamento, e ne coglie l'alta quota di tribolazione.

Santa Maria, donna dei nostri giorni, liberaci dal pericolo di pensare che le esperienze spirituali vissute da te duemila anni fa siano improponibili oggi per noi, figli di una civiltà che, dopo essersi proclamata postmoderna, postindustriale e postnonsoché, si qualifica anche come postcristiana.
Facci comprendere che la modestia, l'umiltà, la purezza sono frutti di tutte le stagioni della storia, e che il volgere dei tempi non ha alterato la composizione chimica di certi valori quali la gratuità, l'obbedienza, la fiducia, la tenerezza, il perdono. Sono valori che tengono ancora e che non andranno mai in disuso. Ritorna, perciò, in mezzo a noi, e offri a tutti l'edizione aggiornata di quelle grandi virtù umane che ti hanno resa grande agli occhi di Dio.

Santa Maria, donna dei nostri giorni, dandoti per nostra madre, Gesù ti ha costituita non solo conterranea, ma anche contemporanea di tutti. Prigioniera nello stesso frammento di spazio e di tempo. Nessuno, perciò, può addebitarti distanze generazionali, né gli è lecito sospettare che tu non sia in grado di capire i drammi della nostra epoca.
Mettiti, allora, accanto a noi, e ascoltaci mentre ti confidiamo le ansie quotidiane che assillano la nostra vita moderna: lo stipendio che non basta, la stanchezza da stress, l'incertezza del futuro, la paura di non farcela, la solitudine interiore, l'usura dei rapporti, l'instabilità degli affetti, l'educazione difficile dei figli, l'incomunicabilità perfino con le persone più care, la frammentazione assurda del tempo, il capogiro delle tentazioni, la tristezza delle cadute, la noia del peccato. ..
Facci sentire la tua rassicurante presenza, o coetanea dolcissima di tutti. E non ci sia mai un appello in cui risuoni il nostro nome, nel quale, sotto la stessa lettera alfabetica, non risuoni anche il tuo, e non ti si oda rispondere: «Presente!».






Maria ss. da duemila anni parliamo a Te!
Non sei fuori del tempo. Ma in un momento del tempo. A Nazaret, in quel paese di estrema periferia del popolo eletto, nella Galilea dei gentili. In quel momento di tempo, "nel ventre tuo", nel ventre di quella ragazza di nome Maria, nel ventre di quella donna: quel ventre, quella carne e quel sangue, si raccese l'amore. Non per le parole che noi diciamo, non per le risposte che ci inventiamo noi.Dice il testo biblico, che la tradizione cristiana indica come profezia della Madonna: «Qui elucidant me, vitam aeternam habebunt» «Chi parla bene di me, avrà la vita eterna». Perciò ringrazio dell’occasione che mi è data di parlare di Lei. D’altra parte, non possiamo non ammettere che non c’è niente di più stupefacente, nella storia cristiana, anzi, nella storia del mondo, della venerazione, della fiducia e dell’amore che si sono coagulati, polarizzati attorno a questa figura, che era una ragazza di quindici o sedici anni.
Vivendo il fiat, vivendo il sì, nella giornata di oggi, nelle circostanze di questa sera o nelle circostanze di domani, dicendo: «Sì, seguo», fiat, che è come un soffio, è come niente, vuol dire: noi con Te, Maria,  collaboriamo a costruire un  mondo più umano verso il suo destino, la felicità, la pienezza eterna, ciò per cui una madre fa nascere un figlio: la felicità.

Veni Sancte Spiritus, Veni per Mariam
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