Un piacevole ricordo, una poesia: il treno

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Oh treno esploratore delle solitudini,

quando ritorni all'hangar di Santiago, agli alveari

dell'uomo e alla sua intrecciata potenza

dormi forse per una notte triste
un sonno senza profumo,
senza neve, senza radici,
senza isole i n attesa della pioggia,
immobile tra anonimi vagoni.
Ma io in mezzo a un oceano di treni,
nel cielo delle locomotive ti riconoscerei
per una certa aria di lontananza,
per le tue ruote bagnate laggiù, lontano,
e per il tuo trafitto cuore che conosce
la indicibile, selvaggia, piovosa,


azzurra fragranza!
(Neruda)

Il mio sogno è, e resta, viaggiare in treno seguendo il ritmo e la cadenza delle ruote sui binari che pare si sposino alla perfezione, con l’orologio del mio corpo e con la musica che ho dentro: musica a cui mi diverto abbinare parole, suoni più che parole!

L'avventura inizia già di fronte ad un tabellone delle partenze dove si crea l’illusione di percorsi a portata di mano, di località facili da raggiungere in un intreccio di binari che comunicano il senso del viaggio e la voglia di partire alla scoperta di nuove località.

Poi inizia l’attesa sul binario con lo sguardo concentrato sulla motrice in arrivo, che crea, da sempre, un senso di aspettativa e di richiamo verso un andare. Andare in un luogo, preparato nel cuore e sognato da tempo. 

Salire su di un treno è sempre una piccola o grande avventura, che, per quanto mi riguarda, mette in gioco pensieri ed emozioni.

Dal treno lo sguardo percorre l’esterno che scorre davanti agli occhi e cambia continuamente rimandando immagini e sensazioni, cattura o si lascia trasportare da quadri scenografici attraverso i quali la mente può vagare con il semplice atteggiamento dello spettatore che partecipa a ciò che vede, ma che si sente protetto, all’interno, del vagone che va.


La sensazione nel viaggio, nel cammino che per me è un ritorno, all’indietro nel tempo dei primi anni cinquanta, in un mondo contadino, non ancora sfiorato dalla moderna tecnologia, con la vista di casupole in radure sparse qua e là e la curiosità si soddisfa nell' osservare dal finestrino, questo paesaggio che sembra fuggire, fuori dall'oggi, alla scoperta di un mondo che mi affascina sempre più.

Che fantastico sostare nelle imponenti stazioni di grandi città, come in quelle silenziose e minuscole di paesi fuori dal mondo in cui i campanili, visti in lontananza,  mi ricordano una intensa vita di fede.

Risultati immagini per immagini: guardare dal finestrino del treno


Il treno mi culla nel suo dondolio, mi porta dal cuore di un posto ad un altro sempre mantenendo la sua poesia e il suo fascino.

Il treno è anche questo: guardare il mondo fuori dal finestrino e intanto all’interno, osservo i passeggeri che salgono e scendono, cogliendo di sfuggita, espressioni ed atteggiamenti, sguardi e ammiccamenti. : tra viaggiatori succede, che ci si racconta cose anche intime, tanto non ci si rivedrà mai più!. 
Il paesaggio che scorre lateralmente offre loro un nastro su cui incidere le loro voci narranti, e lo scompartimento crea la necessaria cassa di risonanza, lo spazio chiuso perfetto, quasi un sito dove chiudersi filtrando solo ciò che interessa della realtà.



Ricordo un viaggio verso Trieste in vagon-lit con fermate notturne cullata dallo sferragliare delle ruote sugli scambi con la inevitabile sosta, nel buio della notte nelle varie  stazioni, illuminate solo dai fanali gialli dei lampioni.( Ah, non dimenticherò mai la faccina sorpresa dei miei figli per quella casa racchiusa in pochissimo spazio). 
Poi la bellezza del risveglio nelle brumose ore del mattino e la luce confusa dell'alba sul mare.


Un viaggio , molto particolare, è quello sul trenino delle "Centovalli" che parte da Domodossola e va a Locarno. E' chiamato anche il trenino blu della Valle Vigezzo. 

Ferrovia alpina per eccellenza la Vigezzina attraversa paesaggi suggestivi dominati da boschi, montagne selvagge, corsi d’acqua e cascate. Completamente immerso nella natura questo tracciato, tra Italia e Svizzera, offre ai passeggeri la possibilità di osservare da vicino panorami mozzafiato. Superata la Valle Vigezzo il Trenino blu attraversa il suggestivo territorio svizzero delle Centovalli tra boschi di faggio, corsi d'acqua e montagne dai fianchi frastagliati alla volta di Locarno.

Un viaggio in treno è un percorso di musica e poesia.

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6 commenti:

  1. Buongiorno!
    Wow bellissimo il post! Poi leggerlo con la musica...complimenti!
    Scusami del ritardo, ci tenevo in particolar modo a ringraziarti per il biglietto dello Swap Noel! Ti auguro una buona giornata!

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    1. Shane! grazie. Oggi ho cambiato musica....

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  2. Da bambina andavo sempre in treno con i miei cari, era una felicità grande! In vacanza nel trentino,e brevi gite fuori porta, a ferragosto al Santuario di Varallo Sesia, oppure a Venezia! Bellissimi ricordi. Un ricordo malinconico del viaggio in treno è quello legato alla Colonia estiva, al mare(Senigallia) o ai monti (Druogno), in val Vigezzo. Erano colonie comunali, il mio papà lavorava in comune, e il medico aveva consigliato alla mamma di mandarmi, sia al mare, che hai monti, ma io soffrivo di una grande nostalgia, per me erano i giorni più tristi della mia vita, e il viaggio era per me, un incubo.
    Bello il tuo post, Lucy, un abbraccio.
    Dani ♥
    Ps. sto studiando per stasera!*_*'

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    1. Ciao Dani! Un bel bacio domenicale.

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  3. Anche a me piace il treno. Abitavo a Giulianova e per andare a scuola a Pescara prendevo un treno, il più lento. C'era sempre qualche ragazza sola nello scompartimento e dopo qualche sguardo era amore.
    Ciao Lucia.

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    1. Hai il cuore facile!!!!Grazie per la visita. Il ritorno è sempre gradito.

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Grazie amico/a mia. Grazie se hai letto tutto e ti decidi a scrivere un commento. qualunque sia la tua risposta, scrivi.
Però non amo gli insulti volgari o le parolacce
Arrivederci sarai sempre la benvenuta/o

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