San Benedetto da Norcia Patrono d'Europa

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L'anno di nascita di s. Benedetto non è storicamente certo, ma la tradizione lo colloca nel 480 a Norcia.

A 17 anni Benedetto, accompagnato dalla sua nutrice, fugge da Roma verso Tivoli e si ferma nel borgo di Enfide, l'odierna Affile, a circa 60 Km da Roma, per dedicarsi in solitudine alla vita religiosa. Ma i primi eventi straordinari alimentano la devozione e la curiosità e suscitano intorno a lui una indesiderata popolarità. Benedetto prosegue il cammino verso i monti e raggiunge la vicina località di Subiaco, "sub lacus". Qui incontra un monaco di nome Romano, il quale dimora in un piccolo monastero non lontano, sotto la guida del padre Adeodato, al quale Benedetto confida il suo proposito di vita ascetica. Romano lo accompagna in una caverna nascosta in un luogo selvaggio, lo riveste dell'abito religioso, e si cura di portargli quotidianamente del pane, privandosi della sua porzione di cibo, calandolo dall'alto per mezzo di una fune. Romano è fedele alla consegna e custodisce il segreto del rifugio nel quale Benedetto, per tre anni, conduce una vita aspra e solitaria.




San Benedetto trovò un mondo sociale e materiale in rovina, e la sua missione fu di rimetterlo in sesto, non con metodi scientifici, ma con mezzi naturali, non accanendovisi con la pretesa di farlo entro un tempo determinato o facendo uso d'un rimedio straordinario o per mezzo di grandi gesta; ma in modo così calmo, paziente, graduale, che ben sovente si ignorò questo lavoro fino al momento in cui lo si trovò finito. Si trattò di una restaurazione o di un'opera caritatevole, d'una correzione o d'una conversione.

Uomini silenziosi si vedevano nella campagna o si scorgevano nella foresta, scavando, sterrando e costruendo, e altri uomini silenziosi, che non si vedevano, stavano seduti nel freddo del chiostro, affaticando i loro occhi e concentrando la loro mente per copiare e ricopiare penosamente i manoscritti che avevano salvato. Nessuno di loro protestava, nessuno si lamentava, nessuno attirava l'attenzione su ciò che si faceva; ma poco per volta i boschi paludosi divennero eremitaggio, casa religiosa, masseria, abbazia, villaggio, seminario, scuola e infine città.

E' possibile oggi, per il credente comune, vivere nel mondo senza essere del mondo?

Grotta della preghiera


Oggi il nostro mondo è come se fosse avvolto da una notte e la "notte" è l'assenza della coscienza.
Per noi cristiani la vita che vediamo svolgersi è drammatica e non lascia libera l'anima di andare incontro a Cristo che è la verità delle cose.
Cristo rende vera la nostra vita, la rende umana.


Frasi celebri di San Benedetto:

– L’uomo deve prendere coscienza che Dio lo osserva a ogni istante dal cielo e che, dovunque egli si trovi, le sue azioni non sfuggono mai allo sguardo divino e sono di continuo riferite dagli angeli.

– Perciò ci viene giustamente insegnato di non fare la nostra volontà, evitando tutto quello di cui la Scrittura dice: “Ci sono vie che agli uomini sembrano diritte, ma che si sprofondano negli abissi dell’inferno”.

– Se quando dobbiamo chiedere un favore a qualche personaggio, osiamo farlo solo con soggezione e rispetto, quanto più dobbiamo rivolgere la nostra supplica a Dio, Signore di tutte le cose, con profonda umiltà e sincera devozione.


– l’umiltà si rivela nel modo in cui il monaco non è sempre pronto a ridere, perché sta scritto: “Lo stolto nel ridere alza la voce”.



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2 commenti:

  1. Mi hanno sempre interessato ed affascinato le vite dei Santi. persone come noi che hanno scelto di seguire senza mezze misure l'amore... possono esserci di esempio e di ispirazione, anche negli anni difficili di questa vita "moderna" dove l'essere umano si perde nel rumore e non riesce più ad ascoltare la voce di Dio.
    Ti abbraccio cara Lucia e ti auguro una lieta settimana.

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  2. Grazie mr. Loto. I Santi sono coloro che guidano il nostro cammino. E' importante conoscerli. Buona serata

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Grazie amico/a mia. Grazie se hai letto tutto e ti decidi a scrivere un commento. qualunque sia la tua risposta, scrivi.
Però non amo gli insulti volgari o le parolacce
Arrivederci sarai sempre la benvenuta/o