Una casa che non è mai stata mia

domenica 6 dicembre 2015





Per ogni cosa c’è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.(Ecclesiaste cap. 3)



Continuano le sensazioni in una casa che non è mai stata mia.


Prima di arrivare a casa della mamma, sono andata a trovare Elena per poter fare gli auguri a Marco che oggi festeggia il compleanno.


Mi apre la porta una Elena con gli occhi tipici da mal di testa!


Al telefono ieri sera mi aveva parlato del ricovero di Rossana (la sua seconda figlia) per un blocco intestinale. Ora volevo maggiori spiegazioni. "Rossana è stata operata questa notte, il suo intestino era tutto aggrovigliato, a detta dei medici "mai visto una cosa del genere!" Rossana, come Ada e come Elena, soffrono di una malattia rara: Helor Danlos" e quest'episodio è da ritenersi collegato alla malattia.

Potrebbe ripetersi.

Spero di no!


Salutato Elena. Nella nebbia del mattino, c'inoltriamo nel traffico, veloce, di una Milano assonnata.


Vorrei che ci fosse il vento per liberare l'aria e permetterci di vedere più chiaro. Andiamo verso una casa chiusa sul ieri.


Pensavo di potermi soffermare un po'....."fai presto: lo sai che la nebbia scende in fretta e io non mi sento a mio agio"


Io che sognavo di bere quelle stanze a piccoli sorsi, ho guardato le piante.....ho preso quella che si stava ingiallendo, avrei voluto prendere anche il mobile su cui era appoggiata.......non c'era tempo: lo sguardo di Paolo mi seguiva preoccupato e non lasciava dubbi: Lucia basta! E' ora di andare! Sono riuscita ad impossessarmi di altri ricordi...quelli fotografici, che Ilario mi aveva lasciato!

"Paolo vai avanti, arrivo subito! Uff...."

Questo è il destino dei mendicanti.....ho soffiato un po' anche sulle cose ferme. E nel cuore avevo un triste canto ovattato. Ristacco la luce...chiudo la porta a ben 127 mandate, sopra sotto di lato.....

La vita continua.....tornerò presto. 

Devo afferrare un profumo che non c'è...voglio immergere le mani nella schiuma della vita che oggi mi fa fuggire!

Elena dovrà pensare a Rossana e bisognerà andare a Milano più spesso! 

Uscendo avrei voluto cogliere una rosa ancora in boccio: da un balcone, due occhi mi osservavano.

Indiferrente. Ho cercato il profumo che non c'era nemmeno lì e pianin pianino mi sono avviata alla macchina.....     senza canticchiare!

2 commenti:

  1. Voglio il canto ovattato.
    Bacio Lucia.

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  2. E' la musica dolce che mi canta nel cuore specialmente la mattina appena mi sveglio.A volte continua lungo la giornata. E' ovattata perchè non la può sentire nessuno. Ad esempio: i passi nella nebbia, quella fitta fitta, che io conosco bene, sono ovattati: ci sono e non si sentono. Prova! Ehsì ma devi venire qui!!!!
    Bacio ovattato. Ah!

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