Festa dei santi Innocenti

lunedì 28 dicembre 2015


I fanciulli trovano il tutto nel nulla, gli uomini il nulla nel tutto (Giacomo Leopardi)



"Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite" 
"Se non ritornerete come bambini non entrerete mai!"
e... "E, preso un bambino, lo pose in mezzo ai discepoli e, abbracciandolo, disse loro: «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma Colui che mi ha mandato»."

Gesù: un abbraccio! Gesù i bambini!

Quando diremo a uno, a uno almeno, dei piccoli disperati: ti abbraccio, ti prendo dentro la mia vita allora, stringendolo , sentiremo che stai stringendo tra le tue braccia il tuo Signore.


Parlando della ricorrenza di oggi non posso non essere severa nei confronti degli Erodi del giorno d'oggi.

Essi s'insinuano nelle nostre case, nei parchi, tra i giochi dei bambini e persino nelle chiese. Persone (?) crudeli e brutali che strappano i nostri fiori, calpestano la loro innocenza. Bimbi che non riusciranno a capire e a dare amore. Più. Non sapranno amare più.

Pensavo che Erode fosse stato un caso, lontano , è di pochi giorni fa la notizia che i bimbi morti nelle acque azzurre del nostro mare erano saliti a 700.

Bambini che,se rendiamo la loro vita serena e con tanto amore, allora è bello osservarli mentre giocano, mentre fissano la natura,e riescono a trovare un piccolo particolare  che per loro diventa il tutto,la meraviglia, lo stupore...
 
a piccoli passi camminano nel prato inciampano, cadono, si rialzano e la margheritina che vogliono è là che li attende: piccole dita, sfiorano il gambo, lo accarezzano e poi delicatamente: fatto! e  lo porgono a chi amano e conoscono bene!


Per quante cose chiediamo a Dio il perchè! La cattiveria è nata con due fratelli: Caino e Abele. Perchè Dio? Perchè?
Permane il mistero. Che puoi comprendere solo se  ami quel Dio che si è fatto uomo, caricandosi dei nostri dolori, dei nostri peccati ed è morto crocifisso. 


Tutta la Bibbia è un abbraccio, un gesto che profuma d'amore e che apre un'intera rivelazione: Dio è così.
Al centro della fede un abbraccio. Tenero, caloroso. Al punto da far dire ad un grande uomo spirituale (Benedetto Calati): Dio è un bacio.



ALL'USCIO DELLE NOSTRE CASE

Risultati immagini per un uscio socchiuso immagini



Dio poteva obbligare gli uomini a obbedire come fanno le stelle. Egli, invece, si è fatto uomo e ha deposto la sua onnipotenza all'uscio delle case degli uomini. L'onnipotente che regge il cosmo se ne va come un mendicante tra la folla delle anime umane chiedendo come elemosina di spartire le ricchezze misteriose del suo essere.


Quel Giovanni evangelista che oggi si festeggia è colui che ha scritto una delle frasi più celebri della storia umana: «Il Verbo divenne carne e pose la sua tenda in mezzo a noi», in quel mondo in cui sono accampati i figli e le figlie dell'uomo. 
Da allora Egli si è messo a pellegrinare di tenda in tenda, di casa in casa, bussando alle nostre porte e al nostro cuore, per essere invitato a "mensa", reggendo tra le mani il dono della sua eternità (Apocalisse 3,20). 
Ma, proprio perché non ci ha creati come stelle che sanno solo dire «Eccomi!», simili a sentinelle senza libertà (Baruc 3,34-35), Egli è pronto a sentirsi dire di no, anzi, ad essere persino cacciato in malo modo. 
Tutto questo è evocato nelle intense righe citate dal Roveto ardente, un'opera che la scrittrice norvegese Sigrid Undset pubblicò nel 1930 a cinque anni dalla sua conversione al cattolicesimo e a due dal Nobel per la letteratura. 
Scegliamo solo il simbolo dell'uscio al quale anche oggi vengono a bussare mendicanti, stranieri, ma anche conoscenti forse bisognosi solo di un po' di comprensione e calore. 
Purtroppo, anche con qualche ragione, siamo diventati sospettosi, abbiamo blindato le porte, reagiamo con diffidenza. 
E, così, spesso ignoriamo che era passato proprio Lui celato sotto i lembi cadenti di quei miserabili. 
Per questo, la tradizione giudaica invitava a lasciar socchiuso l'uscio di casa durante la cena pasquale: se fosse venuto, il Messia avrebbe trovato la porta aperta e accogliente; altrimenti, un povero sarebbe entrato recando la stessa luce del Messia.

Ho voluto, in questi giorni tanto importanti per la nostra fede, fare silenzio, qui, su queste pagine, per godere della Sua presenza tra le pieghe dei miei cari.
Al pranzo di Natale, mentre seduti a tavola aspettavamo di iniziare, il mio piccolo Francesco, mi si è avvicinato e all'orecchio, mi ha chiesto di dire la preghiera. 
"Franci dilla tu" Di corsa ha fatto il giro della tavola, è andato dal nonno Paolo e di nuovo ha sossurrato "la preghiera nonno" 
E finalmente con la preghiera di ringraziamento per il cibo che il Signore avrebbe benedetto, è iniziato il nostro vivere l'incontro con l'Altro.

 

La scelta

mercoledì 23 dicembre 2015

Alzandomi, questa mattina, ho chiesto subito al Signore, se poteva regalarmi una giornata serena.
Poi ho recitato l'Angelus. 
Ho anche pensato di fare un post su Maria SS. che vedevo sofferente recarsi a Betlemme con Giuseppe. 
Una telefonata e l'arrivo di un bellissimo mazzo di fiori, hanno fatto sì che i miei pensieri prendessero un'altra strada...ma non del tutto.....

Alle porte del Santo Natale, è Lei che vive nei miei pensieri: Maria di Nazareth, una donna incinta, come tante altre madri, ma destinata a custodire il Mistero.
Come vi dicevo, lei avanza sofferente, tra le strade di Betlemme, col suo sposo Giuseppe, alla ricerca di un alloggio. 
Lo sappiamo che troveranno un misero rifugio in una grotta dove un bue li riscalderà e con lui anche l'asinello che portava in groppa Maria.

Senza di Lei Cristo non può nascere. 
Lei, una donna: la donna!
Madre di Cristo, Ti saluto alle soglie del Tuo parto e Ti ritrovo nel silenzio, nella solitudine della mia storia,mentre sboccia quella Presenza che mi salva. 
(Gozzano) "Donna: mistero senza fine bello!" 

Domani sarà Vigilia.








E' un'unico stupendo vaso inviatoci da Manuela


Manuela: io la chiamo Manu.
Con Manu ci parliamo al telefono, raramente. E ogni volta è un'emozione fortissima.
Ho letto il biglietto che accompagnava i fiori. Da subito un nodo alla gola  non mi lasciava parlare.
Con la Manu divido Valeria. Erano compagne di classe. 
Amiche-sorelle, nella vita.
Era con me anche a catechismo. E' una figlia di adozione. Parlare con lei, sentire la sua voce è respirare l'aria della nostra storia: mia e sua.
Era con Valeria. Tornavano a casa da scuola, in bicicletta. Valeria .......Manu non si può raccontare un dolore, ciò che hai visto, che io dalla finestra ho visto. No. Mi resta il tuo viso pallidissimo e il tuo sguardo di terrore. Sì Manu!
Vorrei restare per un tempo infinito abbracciata con te, in silenzio e cercare, così abbracciate di trovare le parole che ci strappino un sorriso.. Ho sete di istanti in cui tu potresti appoggiare la testa sulle mie ginocchia e io accarezzarti i capelli. L'adolescenza, il tempo delle risate, dei compiti fatti in fretta delle canzoni cantate per la strada è finito. 
Ora sei una donna, una mamma. 
Il Signore ci ha unite in questo dolore dobbiamo abbandonarci alle Sue carezze Paterne perchè in Lui, solo in Lui possiamo, non dimenticare, no, ma comprendere che siamo amate. 
Riproveremo ad incontrarci......
Salutami e bacia la tua grande Valeria.
Un bacio virtuoso a te, mio fiore fragile e forte, tenero, e nascosto.
 Vivi un Sereno Santo Natale.



Catechismo: maglioncino rosso, la Vale, maglioncino blu la Manu

due giorni al santo Natale

martedì 22 dicembre 2015


Chi è affamato, non ha scelta: il suo spirito non proviene da dove lui vorrebbe, bensì viene dalla sua fame. (Max Frisch)



Vorrei scrivere parole di velluto. Parole da poter accarezzare, parole che descrivino la mia giornata di previgilia in una Milano silenziosa e raccolta.....infatti...

Fatto importante: niente pioggia: sembra, dalle statistiche, che ormai non piova da ben 45 giorni.

Altro fatto importante: dopo una settimana sono andata a trovare la mia mamma.

Ora, quasi regolarmente se ne sta nel letto. I miei fratelli mi dicono: "Rassegnamoci. E' fuori!" 

Non mi aspettava e non era contenta. "Tu devi fare tanta strada, Paolo si stanca" Lascia che vengano la Wally (moglie di mio fratello) o la Elena." Non ho capito perfettamente i suoi pensieri, non sono più acqua chiara...ma intorpidita. Non trovo la chiave giusta di lettura....

Ho preparato ben 40/50 biglietti augurali da distribuire agli ospiti (erano quelli che accumulavo da anni: raffigurano babbo natale che non sopporto...eppure è di gran moda!)Purtroppo dovrò distribuirli il 27 prossimo. Saranno scaduti?, avariati? non più aggiornati? Vedrò: oggi non potuto.

La mia Milano  vestita a festa, luminosa, rumorosa con macchine che frecciano a destra e a sinistra, strombazzanti: avranno fretta? Dove andranno?

E' la festa del consumismo. E' il Natale ricco di prodotti e povero di spiritualità.

Ho letto che lo scrittore Chesterton scherzando con un amico, disse: " Ieri in metropolitana ho avuto il piacere di offrire il mio posto a tre signore!"

Le parole di questi giorni sono: acquisti, spreco e poi, dopo le feste, dieta.

Scriveva San Paolo: "Cristo, da ricco che era, si fece povero, perchè voi diventaste ricchi della Sua povertà" (2Corinzi 8,9)




Pensiamoci! Io ho preparato un bellissimo pranzo di quasi digiuno (per me).

In effetti sono già a dieta. (calo ponderale ha scritto il fisiatra e movimento!) In un mese e mezzo ho perso 5 kili e anche il desiderio dei pranzetti. 

Il mio pranzo di Natale: quinoa con pomodorini, rucola e qualche mandorla, frutta. La sera: minestrina con 3 (dico 3) cucchiai di pastina, insalata mista e frutta.
Volete favorire? Buona serata.

lunedì 21 dicembre 2015

Risultati immagini per Immagini il vecchio simeone e il tempio di gerusalemme

Quel giorno era cominciato come tutti gli altri. Gerusalemme s'era svegliata sotto il sole e il grido dei mercanti. Tutta ferro scintillante, la coorte romana rientrava da una ronda. L'ordine regnava. Ognuno badava ai suoi affari. E Roma dominava il mondo.

Un uomo tuttavia aveva il presentimento che stava per accadere qualche cosa di molto importante per il suo popolo e per l'avvenire del mondo. Questo uomo giusto e pio si affrettava verso il Tempio. Si chiamava Simeone. Era un uomo carico di anni. di meditazioni e soprattutto di speranza. A una età in cui molti non aspettano più niente dalla vita, egli aspettava tutto. Il suo cuore si gonfiava di speranza come se avesse ereditato l'attesa accumulata dal suo popolo, generazione dopo generazione, a cominciare da Abramo. Simeone aspettava la Consolazione d'Israele. E non l'aspettava come una cosa lontana e astratta, ma come un evento prossimo che anche lui avrebbe visto.

«La Consolazione d'Israele», questa espressione non aveva niente di dolciastro nella bocca del vegliardo, e neppure evocava un avvenimento da grande spettacolo, una di quelle azioni splendide che fanno talvolta tremare i popoli; annunciava invece un avvenimento profondo e decisivo. Simeone conosceva il libro della Consolazione d'Israele del profeta Isaia. E proprio al messaggio contenuto in questo libro egli pensava ogni volta che parlava della Consolazione d'Israele. Egli si era nutrito di questo libro, giorno dopo giorno, meditando lungamente i Poemi del Servo. S'era lasciato penetrare dallo Spirito che aveva ispirato il profeta. E lo Spirito aveva afferrato anche lui. Gli aveva rivelato di quale ordine di grandezza e di santità doveva essere il regno di Dio. «Lo Spirito Santo era su di lui» (Luca, 2, 25), scrive l'evangelista san Luca, facendo eco alla parola di Isaia (Isaia, 61, 1-2)

Susa e il Rocciamelone (ascoltando i ricordi)

domenica 20 dicembre 2015


La Dora Riparia che attraversa Susa (To)


Quando il sole
molto presto o molto tardi
ripara tra i monti vicini...
Nei vicoli si accendono le luci
E tra le case
passa il silenzio
colorando Susa
di ombre blu.

Canta la Dora
Frammenti di nostalgia.
Canta il nostro desiderio
di quieta memoria.
Canta la luce
dei raggi di sole
sull'acqua che scorre veloce.

Lo scrigno segreto del cuore
regala il suono di voci amate
che sossurrano i nostri nomi.

Il mondo della nostra infanzia
è una fiamma, un fuoco,
avviciniamo la mano, 
ci riscaldiamo un po'
e finisce il canto delle parole.
Rimane la sete del cuore.

(ascoltando i ricordi - Lucia)
Vetta del Rocciamelone e della Madonna (regalata dai bambini d'Italia) m. 3538.

Paolo e la sua famiglia ha vissuto a Susa (lui e Carlo sono anche nati lì) e la loro mamma con gli altri fratelli salivano alla vetta tutti gli anni già dall'età di 12 anni.

I nostri figli e nipoti quest'anno hanno voluto respirare l'aria dei ricordi.
(Volevo postare la foto del gruppone e...non la trovo più ha, ha, ha!)


Eccoli qui: marito, cognati/e, figli, nipoti e pronipoti

happy

venerdì 18 dicembre 2015



Risultati immagini per immagini sulla felicità che viene da Dio



Potrà sembrare pazzesco quello che sto per dire

La luce del sole, lei è qui, puoi prenderti una pausa
Sono una mongolfiera che potrebbe andare nello spazio
Con l’aria di quello a cui non piace farlo,
tesoro, ad ogni modo

Perché sono felice
Batti le mani con me se ti senti
come una stanza senza un tetto
Perché sono felice
Batti le mani con me se senti
come se la felicità fosse la verità
Perché sono felice
Batti le mani con me se sai
cosa significa per te la felicità
Perché sono felice
Batti le mani con me se ti senti
come se questo fosse ciò che vuoi fare

Ecco che arrivano brutte notizie, parlando di questo e quello
Beh, dammi tutto ciò che hai, non trattenerlo.
Beh, probabilmente io dovrei metterti in guardia: io starò bene
non per offenderti, ma non sprecare il tuo tempo, ecco perchè:

niente può portarmi giù
il mio livello è troppo in alto
per portarmi giù
niente può portarmi giù ho detto...





«Grazie alla tenerezza e misericordia del nostro Dio, ci visiterà un sole che sorge dall'alto» (Lc 1, 78), «affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; Egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti» (Mt 5, 45). Dei due fuochi attorno a cui orbita la vita di ciascuno, uno finalmente si è acceso. «Avevamo perduto il possesso del bene; era necessario che ci fosse restituito. Immersi nelle tenebre, occorreva che ci fosse portata la luce; perduti, attendevamo un salvatore; prigionieri, un soccorritore; schiavi, un liberatore» [San Gregorio di Nissa, Oratio catechetica, 15: PG 45, 48B].

Potrei andare nello spazio ora; il mio livello è troppo in alto per portarmi giù: più in alto di quanto mai avrebbe potuto essere prima di quest’incontro con la Luce del sole. Il Verbo si è fatto carne perché diventassimo "partecipi della natura divina" ( 2Pt 1,4 ): "Infatti, questo è il motivo per cui il Verbo si è fatto uomo, e il Figlio di Dio, Figlio dell'uomo: perché l'uomo, entrando in comunione con il Verbo e ricevendo così la filiazione divina, diventasse figlio di Dio" [Sant'Ireneo di Lione, Adversus haereses, 3, 19, 1]. "Infatti il Figlio di Dio si è fatto uomo per farci Dio" [Sant'Atanasio di Alessandria, De Incarnatione, 54, 3: PG 25, 192B]. "L'Unigenito Figlio di Dio, volendo che noi fossimo partecipi della sua divinità, assunse la nostra natura, affinché, fatto uomo, facesse gli uomini dei" [San Tommaso d'Aquino, Opusculum 57 in festo Corporis Christi, 1].




Il metodo di Dio

giovedì 17 dicembre 2015

E' iniziata, già da due giorni, la novena per il Santo Natale.
E' il tempo dell'attesa che il mio cuore chiede per reimparare a riconoscere Cristo. Per riprendere il valore e il ricordo dell'Incontro: accettando il cambiamento che la Bellezza e il fascino del Vero mi chiedono.

Debbo innalzare un ringraziamento, una gratitudine, perchè Dio mi ha scelto, vincendo le mie resistenze, è un presente, è un oggi in cui Lui vive: presente.
E' una gioia nella fatica! Se è fatica...ma è gioia.

Gesù, tra pochi giorni nasce ancora per noi che lo ricordiamo. Che ripercorriamo quegli avvenimenti di 2000 e più anni fa. Duemila anni di fede e opere,  una forma storica, imponente, qualcosa che ha cambiato il mondo, con cui è impossibile - volenti o nolenti - non fare i conti. Insomma, tante volte non abbiamo la percezione di quanto fosse reale quel nulla, perchè lo guardiamo avendo già in mente come la potenza del cristianesimo si è espressa - e si esprime - nei secoli.

C'era solo un bambino in una grotta.
Niente di più inerme. Come inerme era Giovanni, l'ultimo dei profeti: un uomo vestito di stracci e cinture di corda. O Abramo, da cui tutto era cominciato: un pastore nelle steppe dell'Asia. Nessuno avrebbe mai scommesso che la storia sarebbe cambiata così.
Lui sì. E' il Suo metodo. la Sua strada.

E' quella la strada a cui debbo guardare. Specialmente ora che l'incertezza prende la gola, che la paura ci crea ansia e cerchiamo motivazioni per reagire a "quella guerra a pezzi" di cui parla Papa Francesco. Ma è così : tenere fisso lo sguardo su un bambino. Così è iniziato a fiorire l'umano. Così inizia a fiorire l'umano.
Guardiamo a quell'apparente "segno di debolezza" che è Cristo, il Volto della Misericordia.

E' questo il metodo di Dio. Capace di cambiare il mondo passando dall'unica strada possibile: il cuore dell'uomo. Uno alla volta, perchè attraverso uno si comunica poi a tutti.
Ogni altra via, che non passi da lì sarebbe inutile.

Ho davanti a me due occasioni fantastiche per riscaldare il cuore, Il Natale in arrivo e l'Anno Santo e aderendo a questi momenti imparerò che è bello seguirlo!.

Non ho inserito immagini...va bene così. Non ho parlato di Maria SS, mia Madre...c'è un tempo per ogni pensiero.Non l'ho dimenticata.

Cosa leggiamo?

mercoledì 16 dicembre 2015



Secondo me, chi fa le domande, vuole la verità. Mentre chi dubita vuole sentirsi dire che la verità non esiste. (Cormac Mccarthy)
Per molti di noi le prime parole del mattino sono quelle dei giornali, importanti perché, come diceva Hegel, permettono all'uomo moderno di situarsi quotidianamente nel mondo. 
D'altra parte, dai mezzi d'informazione apprendiamo per lo più cattive notizie: guerre, delitti, crisi economica e politica sono i tratti che più sembrano caratterizzare la nostra società. 
Gianfranco Ravasi ci propone di distaccarci per un attimo da questa atmosfera malsana per respirare invece l'aria cristallina del mattino generata da quelle parole, antiche o recenti, che ci permettono di iniziare la giornata con anima purificata e limpidezza interiore. Leggiamo frasi di uomini e donne intelligenti ma soprattutto "sapienti",che ci accompagnano in un percorso intessuto dei fondamenti del cristianesimo, capace di parlare in maniera laica e universale, di provocare un fremito nell'anima, un sussulto nella coscienza, spezzando o almeno increspando la calma piatta dei luoghi comuni e delle banalità che ci circondano. Inoltre, ci spiega il cardinal Ravasi, a cui accostarsi con umiltà: "Non saprò dare soluzioni o risposte decisive; non potrò incidere nell'esistenza di chi mi leggerà; non riuscirò ad asciugare lacrime e a riportare sorrisi. Potrò essere solo - per i pochi minuti di lettura - un compagno di viaggio che condivide le stesse domande, che partecipa alle stesse esperienze di dolore e di gioia, che dubita, teme, spera e talora forse dispera".

Grazie mons. Ravasi. Prometto che leggerò le sue parole o dei suoi amici!

Solitudine amata

martedì 15 dicembre 2015




solitudine amata

Quante volte ho cercato solitudine| 
Solitudine e silenzio.

Ho confessato a mio figlio che un tempo,  , la domenica pomeriggio, con la mia 500 blu, andavo su di un certo ponticello, in mezzo alla campagna, e nel silenzio, prendevo distanza dalla routine. 
Non era necessario pensare, guardavo l'acqua che scorreva e in quella pace profonda: scrivevo poesie. 
Non mi fermava l'inverno, la neve,la pioggia mi attrezzavo con una coperta gialla e aspettavo che da molto presto diventasse tardi.

La solitudine non chiede nulla all'Amore, ma lo completa. E' un momento in cui la mia anima  parla e mi aiuta a prendere delle decisioni, se avessi bisogno di prenderle!

Ora vivo la solitudine tra le mura domestiche. 
Quando mi capita di uscire, cerco sempre di allungare il cammino per poi felicemente godere della stanchezza!

Avevo lavorato molto,nei giorni scorsi,  molto, sul pc, per realizzare un album fotografico da regalare a Paolo per il Natale. 
Però non riuscivo ad inserire il testo relativo alle fotografie, che avevo scelto.
Ho trovato una fotografa che mi ha aiutato. Dovevo recarmi nello studio. 
Chiedo un passaggio a Paolo. "Dove devi andare?" "Te lo dirò strada facendo...." Ebbene ora potete comprendere cosa significa la "mendicanza"!
Ha voluto venire, entrare, guardare, sentire tutto quello che io pensavo potesse essere una sorpresa!

C'è stato un tempo in cui gli dicevo: "ti prego fammi respirare! Mi stai tarpando le ali!!!"

Entrata in macchina, l'ho guardato e gli ho detto se aveva capito che desideravo fosse una sua sorpresa..? Bhè lo sarà per i nostri figli!"

Per me che amo la solitudine e la ritengo rivelatrice di misteri , scopro in essa un gusto nuovo, un desiderio quieto di memoria: il mio canto oggi è per chi pensa che la solitudine sia il vuoto lasciato da una persona cara. No, chi mi ha lasciato per il cielo non ha creato un vuoto, ma mi assicura la sua presenza ogni frammento di secondo.

E' la solitudine degli ammalati, dei vecchi vecchi che è triste.
 Nell'anno della Misericordia abbiamo il dovere di ricordarci di loro ed amarli di più!

Ancora parole per il Nuovo Natale

lunedì 14 dicembre 2015







Dio, il destino, il mistero,l'origine di tutte le cose, è diventato un volto umano: così è apparso Dio nel mondo.
Chi Lo incontrava diceva:"Nessuno ha mai parlato come quest'uomo" oppure: "Quest'uomo sì che parla con autorità".
Dio, il mistero, il destino fatto uomo, si rende presente a me e a te, e a tutti gli uomini che sono chiamati a vederlo. ad accorgersene, in un volto: un volto umano nuovo in cui ci si imbatte
(Luigi Giussani)





Immagine di Kandinsky Punto, linea e superficie

Pensieri sul Natale

giovedì 10 dicembre 2015


Siamo nel tempo dell'Avvento. E i miei pensieri sono momenti da ricordare, perchè nel corso degli anni, da che sono nata, ci sono stati molti mutamenti.

In un Paese come il nostro in cui le Chiese erano affollate e il Natale era preceduto da preghiere recitate la sera, magari nella stalla, dove le mucche ci scaldavano e noi bambini in silenzio, ascoltavamo il canto delle parole degli adulti.... mi domando se e quante persone, riescono a vivere il Natale nella verità di questa festa.

Ora conosco una parola che è un Canto con le lettere maiuscole: Mistero.

Ora, che non ho più l'età delle favole, ora vivo il Mistero del Natale.

Il Natale è l’inizio di un’avventura che non è altro che quella di lasciare che la grazia «penetri di vita divina nella nostra la vita umana»

La grazia si sviluppa in noi come un seme che ci trasforma, facendoci partecipi della Vita stessa di Dio. (Edith Stein Carmelitana)

Oggi viviamo  un tempo di Misericordia. 

Un tempo in cui non tutti gli uomini sono di buona volontà: «il mistero dell’incarnazione e il mistero del male sono strettamente uniti»

Quel Bambino che attendiamo con ansia, ci sussurra da subito: "Seguimi"

E vicino ad un camino invisibile che riscalda tutto il mio corpo, guardo la fiamma che dona calore e luce e finalmente posso scivolare nel sogno: un sogno dove regna la pace, la bontà, dove 700 bambini non muoiono per cercare una casa in cui vivere e una famiglia con cui stare attorno ad una tavola a parlare di un Paese lontano.


A Maria, Regina degli Angeli e dei Santi, Regina del Cielo e di tutti noi, portatrice di speranza, concludo questi pensieri, con la preghiera del Memorare, scritta da San Bernardo da Chiaravalle: 


MEMORARE, O PIISSIMA VIRGO MARIA, non esse auditum a saeculo quemquam ad tua currentem praessidia, Tua implorantem auxilia, tua petentem suffragia esse derelictum.

Ego, tali animatus confidentia, ad te, virgo virginum, mater, curro, ad te venio, coram te gemens peccator assisto: noli, mater verbi, verba despicere, sed audi propitia et exaudi.

Amen.







Auguro a tutti tanta serenità nell'affrontare i giorni che ci separano dalla Vigilia!







Festa di Maria Immacolata e apertura della Porta Santa. Inaugurato l'anno della Misericordia

martedì 8 dicembre 2015







Risultati immagini per Santa Bernadette e Maria immacolata immagine


Papa Francesco. Omelia al Vangelo Lc 1,26-28

«L’Immacolata Concezione significa che Maria è la prima salvata dall’infinita misericordia del Padre, quale primizia della salvezza che Dio vuole donare ad ogni uomo e donna, in Cristo
Per questo  l’Immacolata è diventata icona sublime della misericordia divina che ha vinto sul peccato. E noi, oggi, all’inizio del Giubileo della Misericordia, vogliamo guardare a questa icona con amore fiducioso e contemplarla in tutto il suo splendore, imitandone la fede», l’invito di Francesco, che ha ricordato come l’odierna festa dell’Immacolata che pur vivendo nel mondo segnato dal peccato, non ne viene toccata: è nostra sorella nella sofferenza, ma non nel male e nel peccato. Anzi, il male in lei è stato sconfitto prima ancora di sfiorarla, perché Dio l’ha ricolmata di grazia. Siamo invitati a riconoscere Maria come l’aurora del mondo nuovo, trasformato dall’opera salvifica del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.Dobbiamo imparare a vincere il nostro egoismo con più «sì» quotidiani. Accogliendo pienamente Dio e la Sua grazia misericordiosa nella nostra vita, diventiamo a nostra volta, artefici di misericordia mediante un autentico cammino evangelico».



Papa Francesco, Angelus: nulla è più dolce della carezza di Dio 


Maria, fiore di bellezza raffinata.
Maria: salute nella debolezza.
Maria: pace nella battaglia.
Maria: smeraldo di provata virtù. 



Una casa che non è mai stata mia

domenica 6 dicembre 2015





Per ogni cosa c’è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.(Ecclesiaste cap. 3)



Continuano le sensazioni in una casa che non è mai stata mia.


Prima di arrivare a casa della mamma, sono andata a trovare Elena per poter fare gli auguri a Marco che oggi festeggia il compleanno.


Mi apre la porta una Elena con gli occhi tipici da mal di testa!


Al telefono ieri sera mi aveva parlato del ricovero di Rossana (la sua seconda figlia) per un blocco intestinale. Ora volevo maggiori spiegazioni. "Rossana è stata operata questa notte, il suo intestino era tutto aggrovigliato, a detta dei medici "mai visto una cosa del genere!" Rossana, come Ada e come Elena, soffrono di una malattia rara: Helor Danlos" e quest'episodio è da ritenersi collegato alla malattia.

Potrebbe ripetersi.

Spero di no!


Salutato Elena. Nella nebbia del mattino, c'inoltriamo nel traffico, veloce, di una Milano assonnata.


Vorrei che ci fosse il vento per liberare l'aria e permetterci di vedere più chiaro. Andiamo verso una casa chiusa sul ieri.


Pensavo di potermi soffermare un po'....."fai presto: lo sai che la nebbia scende in fretta e io non mi sento a mio agio"


Io che sognavo di bere quelle stanze a piccoli sorsi, ho guardato le piante.....ho preso quella che si stava ingiallendo, avrei voluto prendere anche il mobile su cui era appoggiata.......non c'era tempo: lo sguardo di Paolo mi seguiva preoccupato e non lasciava dubbi: Lucia basta! E' ora di andare! Sono riuscita ad impossessarmi di altri ricordi...quelli fotografici, che Ilario mi aveva lasciato!

"Paolo vai avanti, arrivo subito! Uff...."

Questo è il destino dei mendicanti.....ho soffiato un po' anche sulle cose ferme. E nel cuore avevo un triste canto ovattato. Ristacco la luce...chiudo la porta a ben 127 mandate, sopra sotto di lato.....

La vita continua.....tornerò presto. 

Devo afferrare un profumo che non c'è...voglio immergere le mani nella schiuma della vita che oggi mi fa fuggire!

Elena dovrà pensare a Rossana e bisognerà andare a Milano più spesso! 

Uscendo avrei voluto cogliere una rosa ancora in boccio: da un balcone, due occhi mi osservavano.

Indiferrente. Ho cercato il profumo che non c'era nemmeno lì e pianin pianino mi sono avviata alla macchina.....     senza canticchiare!

La casa della mamma: una casa che non è mai stata mia

sabato 5 dicembre 2015






"Distinguere il mormorio delle memorie, quello dell'erba, quello dei cardini.....
Dobbiamo essere silenziosi, perchè il silenzio ci sveli le sue melodie, 
dolore, perchè i dolori scivolino fino a noi, attesa 
perchè l'attesa faccia finalmente scattare le sue molle.
(Léon Paul Fargue)



Alla fine d'agosto la mia mamma è caduta, in casa, lieve frattura femore-anca, ora il suo nuovo indirizzo è una Casa per Anziani.
Nessuno di noi tre, suoi figli, è contento, ma abbiamo dovuto scegliere, non c'erano altre soluzioni.
 Ci alterniamo per farle compagnia e 
per aiutarla con il pranzo e la cena.
La mia mamma compirà 96 anni il giorno di Natale.
Il futuro è davanti, quando la parola canterà giorni più lieti con una speranza che spero possa diventare certezza.
Nell'ultimo mese, ci ritroviamo la domenica, per riordinare la sua casa.
Domani, andrò sola con Paolo.
Elena festeggerà il compleanno di Marco.
 Ilario andrà dalla mamma e allora entrerò nella casa che era della mamma, ma non è mai stata mia, perchè non ho mai abitato in quelle stanze.
Le attraversavo senza vedere, perchè  da vedere, da colloquiare c'era solo la mamma.
So che ascolterò un silenzio imbottito di solitudine.
Domani mattina arriverò alla casa di mattoni giallo-sporco e di silenzio. 
Fuori ci sarà l'odore delle rose del giardino che l'estate, ormai lontana, ha barattato con l'odore  della nebbia di questo inverno ancora giovane.
Ora non so come mi sentirò domani, quando mi lascerò andare ai ricordi del passato.
anche se si tratta un passato abbastanza vicino.
La mamma andò a vivere in quella casa dopo la morte del papà. e con lei c'era mio fratello che ancora non si era sposato.
I colori dell'infanzia erano rimasti nella vecchia casa. Ora non ho sete, non ho molti ricordi da rivivere: certo la sua presenza la ritrovo in un'altra casa che non le appartiene. 
A domani.

Parole di Papa Francesco

venerdì 4 dicembre 2015




Per Te, per te, per te. per me. 
Un amore attivo, reale.
Un amore che guarisce, perdona, rialza, cura.
Quando Gesù entra nella vita, uno non resta imprigionato al suo passato, ma inizia a guardare il presente in un altro modo, con un 'altra speranza. 
Uno inizia a guardare se stesso, la propria realtà con occhi diversi.
Non resta ancorato a quello che è successo.
Guardiamo i Suoi occhi e in quello sguardo ci sentiremo abbracciati, ristorati, amati, perchè è in Lui tutta la speranza di cui abbiamo bisogno.

...ma come sono furbo!





Golia...golia....guarda.....che ti vedo





Canto Dicembre!

mercoledì 2 dicembre 2015

Dicembre canta l'inverno, Il freddo, la neve, i termosifoni.
La terra è silenziosa, dorme e l'aria è immota. Più non saettano le verdi lucertole sui muri, l'acqua dei nostri laghi non s'increspa, ma si corazza di ghiaccio. 
Le rondini se ne sono andate lasciando i nidi vuoti e sui fili della luce vediamo un dito di brina.
Dicembre canta il letargo degli animali e per noi che ritorniamo ad abitare con dolcezza le nostre stanze canta il tepore del letto che accoglie le nostre stanchezze e il nostro sonno.
Morbidi scialli riscaldano le sedie e il gatto fa le fusa arrotolato sopra una poltrona. 
La mia preghiera sa di casa, di fuoco e di memorie.
Canta dicembre i poveri alberi che allungano verso il cielo le lunghe braccia schelettriche mentre la terra accoglie un rosso tappeto di foglie.
Profumo di caldarroste. Profumo d'inverno: sul gas un pentolino con chiodi di garofano, cannella, bucce d'arancia e un piccolo pezzetto di mela.......
Dicembre canta le lunghissime notti, la nebbia e il silenzioso parlare con Te.
Ogni sera, ogni mattina: per ringraziarTi dei doni che ci fai. Impariamo l'ascolto. Il silenzio.
"I cieli narrano la gloria di Dio e il firmamento annuncia l'opera Sua"
Sembra che il cielo si sia riempito di stelle e guardandolo  ci sentiamo più vicini a Te. Ecco l'ascolto del cuore, mentre il mondo parla con noi: è il canto del mondo che ci avvolge con lo spirito delle stagioni.
Benvenuto Dicembre. Portaci dalla Luce.