La cabina del telefono......

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Nell'ombra della sera mi sto inclinando un po' verso il passato che passato non è proprio, è qui, ancora aperto su ieri.
Di cui non ne sento la mancanza, perchè la tecnologia mi ha indirizzato verso qualcosa di incomprensibile, all'inizio, e utilissimo attualmente......

Dal libro "la prima sorsata di Birra" di Delerm "telefonare da una cabina

"All'inizio è solo una serie di costrizioni materiali, sempre un po' imbarazzanti: la pesante porta, ipocrita, che non sappiamo mai se si deve spingere-tirare o tirare-spingere; la scheda telefonica da ritrovare tra i biglietti dell'autobus e la patente - ci saranno ancora scatti? - Poi, lo sguardo fisso sulla scritta, obbedire agli ordini; sganciare....attendere....
Nello spazio chiuso, troppo angusto e già appannato, siamo raccolti, tesi, a disagio. Digitare il numero sui tasti metallici scatena auoni striduli e freddi.

Ci sentiamo presi, nel parallelepipedo rettangolo, più prigionieri che isolati.
Sappiamo che si tratta di un rito iniziatico: occorrono gesti di obbedienza al meccanismo rigido per poter accedere al calore più intimo, più disarmato, della voce umana.

Del resto i suoni progrediscono insensibilmente verso tale miracolo: all'eco glaciale della composizione del numero, segue una specie di canzone ombelicale modulata che ci guida al punto di contatto - finalmente i suoni di chiamata più bassi, come battiti di cuore, e la loro interruzione liberatoria.

In quel momento preciso rialziamo la testa. Le prime parole vengono con deliziosa banalità, con finto distacco:"Sì, sono io...sì, tutto bene....sono accanto al bar, sai, quel bar che conosci...."

Non conta quel che si dice, ma ciò che si sente. E' incredibile quanto la sola voce può dire alla persona amata - della sua tristezza, della sua stanchezza, della sua fragilità, della sua intensità di vivere, della sua gioia. 
Senza i gesti, sparisce il pudore, si instaura la trasparenza. Al di sopra dell'apparecchio telefonico, scioccamente grigio, si affaccia un'altra trasparenza.

All'improvviso vediamo davanti a noi il marciapiede, e l'edicola dei giornale e i ragazzini sui pattini. 
Ha una magica dolcezza questo modo di accogliere di colpo ciò che sta al di là del vetro: come se il paesaggio nascesse con la voce lontana. 
Sale alle labbra un sorriso. La cabina si fa leggera, di solo vetro. 
La voce tanto vicina e tanto lontana ti dice che Milano non è più un esilio, che i piccioni volano sulle panchine, che l'acciaio è sconfitto".

Tutto questo è un brano di quel libro e ce ne sono altri. Scritti con una dolcezza stupenda, per me: leggetelo! Buona serata!



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6 commenti:

  1. Si potrebbe, si può, godere di tanti piccoli "nulla" quotidiani. Si potrebbe, si può, sentire la gioia di svegliarsi al mattino e, invece di pensare al peso della giornata, alla fatica del lavoro, sentirsi percorrere dal piacere di una colazione fragrante (per un francese è il croissant, per noi italiani l'equivalente potrebbe essere l'aroma del caffè). È l'oggi, il presente, fatto di piccoli gesti, di sensazioni apparentemente insignificanti, che danno però sapore alla vita, quello che viene cantato in questo libro. Certo, le grandi passioni lasciano tracce indelebili, ferite o felicità travolgenti che nessuno dimentica: ma la vita davvero è fatta di grandi passioni? o piuttosto è la somma di tante, piccole felicità, tanti attimi a cui non prestiamo attenzione, gesti abituali, visi conosciuti, sensazioni di tranquilla serenità, momenti normali di una normale esistenza?
    Il libro di Delerm (un vero, imprevisto, successo di vendite in Francia) ci offre non una filosofia di vita, ma dei suggerimenti, un'idea di piacere che si allontana da quello proposto dalla cultura dominante abituata a vedere in ciò che è trasgressivo e estremo la fonte unica della felicità. Qui si parla di mattinate in cucine silenziose a sgranare piselli, del rumore della dinamo contro la ruota in una solitaria passeggiata serale in bicicletta, dello scompartimento di un vecchio treno che si trasforma in salotto, della piacevole fatica di leggere stesi sulla spiaggia, dell'imprevista intimità che nasce da un invito a sorpresa a casa di amici: basta saper assaporare tutto questo, sentire, mentre lo si vive, il gusto dolce e penetrante di tanti gesti abituali per capire che può essere sufficiente tutto ciò per dare sapore alla vita.
    Ognuno può poi avere una sua personale "prima sorsata di birra": quel gesto, quel momento che si ripete e che non andiamo a cercare noi, ma che ci aspetta e ci accompagna negli anni, a cui però siamo debitori di attimi dolcissimi o struggenti, a cui in fondo dobbiamo tanto della nostra capacità di dribblare la noia, la fatica, la delusione, le amarezze, i dolori.
    Siamo di sicuro in un'epoca povera di eventi collettivi così coinvolgenti da dare senso alla vita dei singoli, forse stiamo cadendo in un eccesso di intimismo, però è innegabile che vadano rivalutate le piccole gioie, forse banali, di chi non gode, e non ha neppure voglia di godere, dell'ebbrezza del successo, della ricchezza e della notorietà. In epoca di protagonisti, di primedonne e di divi in tutti i campi, credo che sia da accogliere con favore un libro rivolto a chiunque abbia un po' di sensibilità e un po' di intelligenza.

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    1. Tutto vero! Va letto lentamente fermandosi a "sorseggiare" le parole perchè ogni giorno sia un nuovo "primo mattino"
      Lo sai vero che me lo hai consigliato tu? Te ne sono grata! Quando l'avrò finito ti chiederò consiglio.....Ora davvero a nanna anche se mi sono appena alzata per un velo di malinconia....con un desiderio di pioggia per poterla aumentare.....Bacio Gus. E' bello trovarti qui quando arrivo!

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  2. Risposte
    1. Dimmi patalice....e poi? Ciao buona notte

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  3. Non conosco questo libro, deve essere niente male!
    E' stato bello abbracciarti oggi, Tequila è un ciclone ambulante,^___^.
    Il volantone eccezzionale!!!
    Grazie Lucy, trascorri una notte serena ♥♥♥
    Dani

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  4. sì, Dany, molto bello! Sai cosa sto facendo? un lavoraccio.....cerco di comporre un fotoblok (foto più poesie o racconti già postati.....regalo a Paolo per Noel!!!! Notte

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Grazie amico/a mia. Grazie se hai letto tutto e ti decidi a scrivere un commento. qualunque sia la tua risposta, scrivi.
Però non amo gli insulti volgari o le parolacce
Arrivederci sarai sempre la benvenuta/o