...Vi dono la pace....

venerdì 7 agosto 2015



La Pace non è una virtù: è il risultato di tante virtù.

La frugalità, la mancanza di pretese, la fiducia, la fede, la tolleranza, l'abbandono...

Continuo con l'elenco di ciò che dobbiamo sbarazzarci e che abita con noi. La diffidenza verso chi non ci è amico, l'indifferenza, l'apatia, il disinteresse verso il prossimo.

Chiarisco.

Quando Gesù, nell'ultima cena, promette la pace ai Suoi apostoli, precisa che la pace che dà Lui non è la pace che dà il mondo. 

La pace che dà il mondo è una ipocrisia derivante dalle ferite che ognuno ha nella vita.

Non è pace quella di chi non vuole fastidi e quindi vive in assoluta calma, nella sua cuccia al riparo dei venti: vivere in pantofole!!! 
Questo si chiama: quieto vivere, senza grane, senza disturbi...

La Sua pace è al di là.

E' una pace drammatica, ferita, dolorosa.

Le sue radici non sono nella facilità di un'esistenza protetta: sono in Dio.

La pace è sapere che Lui mi è vicino, che mi ama e che posso amarLo.

Credere che ciò che accade è il Suo amore, che ciò che mi ferisce è ancora il Suo amore.

Non debbo chiedere perchè? Debbo essere sicura di Lui come dell'amica più cara, che non tradisce e non mi tradirà mai.

San Paolo mi ricorda: "So a chi mi sono affidato, a chi ho accordato fiducia."


Mi basta. Questa per me è PACE.


Copio Parole e pensieri sulla Pace di Ermes Ronchi di cui il mio cuore si riempie:


Pace, è la prima parola del Risorto. E la ripete ad ogni incontro: entro in chiesa, apro il Vangelo, scendo nel silenzio del cuore, spezzo il pane con l'affamato. Sono molte le strade che l'Incamminato percorre, ma ogni volta, sempre, ad ogni incontro ci accoglie come un amico sorridente, a braccia aperte, con parole che offrono benessere, pace, pienezza, armonia. Credere in Lui fa bene alla vita. Vuole contagiarci di luce e contaminarci di pace.

Lui sa bene che sono gli incontri che cambiano la vita degli esseri umani. Infatti viene dai suoi, maestro di incontri, con la Sua pedagogia regale che non prevede richieste o ingiunzioni, ma comunione. Viene e condivide pane, sguardi, amicizia, parola, pace.

Il ruolo dei discepoli è non difendersi, non vergognarsi, ma ridestare dal sonno dell'abitudine mani, occhi, orecchie, bocca: toccate, guardate, mangiamo insieme. Aprirsi con tutti «i sensi divine tastiere» (Turoldo), strumenti di una musica suonata da Dio.

«Toccatemi, guardate». Ma come toccarlo oggi, dove vederlo? Lui è nel grido vittorioso del bambino che nasce e nell'ultimo respiro del morente, che raccoglie con un bacio. È nella gioia improvvisa dentro una preghiera fatta di abitudini, nello stupore davanti all'alleluja pasquale del primo ciliegio in fiore. Quando in me riprende a scorrere amore; quando tocco, con emozione e venerazione, le piaghe della terra: «ecco io carezzo la vita perché profuma di Te» (Rumi)...

2 commenti:

  1. ci vorrebbe la PACE in tutto il MONDO !!!! comunque accontentiamoci di averla tra le ns mura domestiche...

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    1. La Pace di cui parla Gesù è quella dei cuori. Da giorni, mesi, parliamo del caldo, le finestre sono tutte aperte...ho sentito un uomo gridare frasi cattive, una porta sbattere....sono rimasta ancora in ascolto. Di nuovi il silenzio.....nell'aria c'era pace, ma in quei cuori sconosciuti? Stavo pregando il Rosario ho continuato donandogli una preghiera.
      Fiore ti auguro una serena domenica. Ciao cara amica!

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