Corrispondenza

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Nel mese di giugno ho trascorso una settimana al mare. Sì, mare! Per me la spiaggia era troppo lontana, il mare della Liguria non è molto tranquillo e spira sempre un vento che non sopportavo. 
Quindi solitarie passeggiate che avevano sempre come traguardo la Chiesa del Soccorso, con annesso il Chiostro dei padri Francescani. In quella Chiesa ho trovato una nicchia in cui venivano raffigurate due Sante a me care: S. Teresa d'Avila e S. Rita da Cascia.

Mi sedevo in un banco e mentre mi riposavo, contemplavo la bellezza del silenzio.

In una di quelle mattine ho conosciuto il Parroco con il quale ho discorso un po'.

Ora, la sua gentilezza continua esprimendosi in e-mail interessanti e questa è la seconda che m'invia. L'altra l'ho postata alcuni giorni fa. Spero piaccia anche a voi. Baci a tutti Lucia.


I primi giorni di luglio papa Francesco, senza sosta e con infiniti abbracci, ha incontrato Ecuador, Bolivia, Paraguay. Avremmo bisogno di ritrovare le parole regalate alle donne e ai religiosi. Non dovremmo perdere ciò che non era scritto nei discorsi preparati perché papa Francesco ha improvvisato sentimenti e espressioni straordinari ai suoi interlocutori. Perché abbandonare all’oblio certi suoi gesti e disobbedienze al protocollo? Sono ancor più illuminanti dei già luminosi suoi interventi verbali.


Una fotografia ha rischiato di dire tutto il viaggio sudamericano del papa, offuscando tutto il resto. Quella foto che ha fatto il giro del mondo e ha provocato il commento di tutto il mondo. L’attimo in cui le mani presidenziali consegnano alle mani papali falce e martello col crocifisso, tutto in legno. Un “logo” fulminante.


Foto per foto, ne ho recuperata un'altra che non ha avuto nessun clamore o commento sui giornali o nei servizi televisivi. Eppure carica di significati.


Siamo a Quito, la mattina del 7 luglio. Papa Francesco incontra i vescovi,una cinquantina, l’intero episcopato ecuadoregno. Alla fine Il saluto, la gratitudine, l’ammirazione gliele consegnano con una statua. Un bellissimo e antico san Francesco, in legno. La fotografia incide nella storia, non nei media, l’attimo in cui Francesco papa accarezza Francesco d’Assisi, statua. E’ quel san Francesco portato in quelle terre dai primi evangelizzatori francescani all’inizio del 1500. La statua esprime un Francesco con il saio tutto pieghe e tutto orlato in oro per dire che lui è tutto nella gloria del suo Signore. Sul palmo della mano sinistra sorregge un teschio,il mondo e il tempo che passano. La mano destra solleva un piccolo crocifisso e gli occhi del santo lo fissano per sempre con lo sguardo perso dell’innamorato. Presso il piede sinistro un agnello che bela e cerca, come un bambino smarrito, il volto del suo custode. E le spalle e i piedi sono accompagnati da ali d’angelo. Sei ali che dicono che l’uomo di Assisi è stato “l’angelo del sesto sigillo” . Il Giovanni Battista che annuncia i tempi nuovi.


Sì, i frati francescani portarono in quelle terre il Vangelo accompagnati dal Poverello di Assisi che era testimone e annunciatore di una nuova storia per quelle popolazioni. I Vescovi riconoscevano con memoria grata quel loro inizio francescano del diventare cristiani. E riconoscevano in papa Francesco il Francesco di Assisi che dopo 500 anni ritornava e annunciava loro tempi nuovi, un altro possibile futuro.


Nelle sue parole, nelle sue scelte e gesti vedevano ciò che avevano visto 500 anni prima i loro antenati in quegli uomini vestiti di marrone e con un piccolo crocifisso in mano.


Provate a rileggere le parole che papa Francesco ha detto ai politici, ai vescovi, ai presbiteri, ai religiosi, ai giovani, alle donne, in quei primi giorni di luglio, sembrano le lettere dettate dal Poverello quando bruciava dal desiderio che ciascuno si lasciasse illuminare e abbracciare dall’amore crocifisso.


Non so quella statua dove ora sia collocata. A santa Marta in Vaticano? Certamente nel cuore del papa. E sarà per lui un ulteriore segno di conferma per aver scelto quel giorno il nome di Francesco. Era lo Spirito che lo suggeriva a lui e alla Chiesa

Fr Alberto Tosini



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4 commenti:

  1. Contemplavo la bellezza del silenzio...è come pregare!!!
    Buona giornata da Beatris

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    Risposte
    1. Vedi, cara Beatris, con gli anni ho imparato che il silenzio vale di più di molte parole o preghiere- E' meditazione!
      Grazie cara, grazie per il commento che ogni tanto posti, e quindi grazie per la visita. Buonagiornata.

      Elimina
  2. Spero che sia lo Spirito Santo a dare suggerimenti al Papa.
    Ciao Lucia.

    RispondiElimina

Grazie amico/a mia. Grazie se hai letto tutto e ti decidi a scrivere un commento. qualunque sia la tua risposta, scrivi.
Però non amo gli insulti volgari o le parolacce
Arrivederci sarai sempre la benvenuta/o



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