Vedi Milano e poi sorprenditi!

venerdì 5 giugno 2015

Nella zona Navigli, tra locali e ristoranti, il vicolo dei Lavandai profuma di storia. Ristrutturato di recente, nello storico vicolo è possibile ammirare una centrifuga dei primi del ’900, ancora intatta, dove le donne si recavano per lavare la biancheria a fine anni ’50. È curioso notare come il vicolo sia dedicato al genere maschile (lavandai e non lavandaie), questo perchè durante l’Ottocento erano gli uomini a dedicarsi alla pulizia tanto da riunirsi in una confraternita: la Confraternita dei Lavandai.




Villa Necchi Campiglio, una storica dimora in via Mozart 14, è un prezioso esemplare di villa privata risalente agli anni ’30 in stile novecentista. Progettata da Piero Portaluppi, la villa è circondata da un ampio giardino con campo da tennis e piscina. Le sorelle Necchi, esponenti dell’alta borghesia industriale lombarda, donarono la villa al Fondo Ambiente Italiano che decise di aprirla al pubblico nel 2008.


Villa Invernizzi, un palazzo ispirato al classicismo situata tra corso Venezia e via Cappuccini, custodisce un magico giardino che ospita da diversi anni una numerosa colonia di fenicotteri rosa. Un’oasi di tranquillità nel cuore di Milano.


Situata nel cuore di Milano, a 3 minuti dal Duomo, in via Verziere 2, la Chiesa di San Bernardino alle Ossaè famosa per il suo ossario, costruito nel 1210 per l’esigenza di ricavare uno spazio dove accogliere le ossa provenienti dal cimiterio ormai colmo di corpi. L’ossario è caratterizzato da una volta affrescata da Sebastiano Ricci nel 1695 e da pareti interamente ricoperte da teschi e ossa. La chiesa venne costruita quasi 60 anni più tardi, nel 1269.


A Palazzo Brera, nel cuore della città, si nasconde un affascinate e non molto conosciuto Orto Botanico con circa 300 specie diverse in 5000 metri quadrati. L’Orto, voluto dall’imperatrice Maria Teresa d’Austria nel 1774, è stato recuperato e restaurato dall’Università degli Studi di Milano. All’interno anche una serra attribuita a Giuseppe Piermarini e una vasca settecentesca con iris e ninfee.


L’Istituto dei Ciechi di Milano, in Via Vivaio 5, ospita Dialogo nel Buio, un progetto nato nel 2005 che prevede molte attività all’interno del palazzo. Dal percorso al buio dove i visitatori posso esplorare diversi ambienti affidandosi al tatto, all’udito, all’olfatto e al gusto, al Cafénoir dove degustare un aperitvo tra cocktail e musica dal vivo nella totale oscurità, fino a TrattoNero, una vera e propria cena con quattro portate per giocare a riconoscere gli oggetti e distinguere i sapori. Un’altra attività è il Teatro al Buio, una rappresentazione teatrale dove riscoprire il valore delle parole, l’intensità dei rumori e immergersi completamente in un’atmosfera ovattata.



La Vigna di Leonardo, situata nei pressi del Borgo delle Grazie nel quartiere di Porta Vercellina, è un vigneto che Ludovico il Moro regalò, il 26 aprile del 1499, a Leonardo da Vinci, grande appassionato di vini e proveniente da una famiglia di vignaioli.


Casa Galimberti è un meraviglioso palazzo in via Malpighi 3 nella zona di Porta Venezia progettato dall’architetto Giovanni Battista Bossi nel 1903-1905. Un brillante esempio dello stile liberty milanese. Le piastrelle in ceramica, con motivi disegnati a fuoco dallo stesso architetto, rivestono gran parte della facciata e rappresentano donne formose al primo piano e motivi floreali nei piani superiori.

                                                                 Giardini pubblici

                                  Piccola Milano. Giardini segreti: detti delle vergini

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Secondo la tradizione e alcuni spunti storici la chiesa è stata eretta sulle fondamenta di un tempio pagano e l’intestazione a San Cristoforo può essere letta come una sostituzione cristiana del mito pagano di Ercole.
Infatti in greco il nome Cristoforo significa “portatore di Cristo” e la leggenda vuole che Cristoforo( il cui nome prima della conversione era Reprobus) fosse un uomo alto e dalla forza smisurata che abitava sulle rive di un fiume e che aiutava i viandanti ad attraverso il fiume traghettandoli da una sponda all’altra. Una notte gli si presentò un bambino che gli chiese se potesse aiutarlo ad attraverso il fiume portandolo sulle spalle.Senza esitazioni prese il bimbo sulle spalle e cominciò ad attraversare il fiume quando si rese conto che nonostante il bimbo fosse esile e piccolo era troppo pesante anche per la sua forza.Meravigliato Cristoforo si rivolse al bambino chiedendogli chi fosse e questo gli rispose che era Gesù e gli profetizzò il suo martirio.Va anche ricordato che San Cristoforo è uno dei quattordici Santi detti “ausiliatori” (“che recano aiuto”), particolarmente invocati in occasione di gravi calamità naturali o per la protezione da disgrazie o pericoli specifici e anche la regina Margherita nel 1398 ne sostenne l’invocazione durante la peste.
La chiesa si presenta oggi come una chiesa unica a doppia navata ma in realtà è composta da due piccole chiese affiancate e che in tempi non molto lontani erano separate all’interno da un muro o da una cancellata.
La chiesa più antica,quella di sinistra,è d’ossatura romanica testimoniata alla fine del XIII secolo nel Liber Notitiae, ma è forse ancora più antica.
Costituita da una semplice autla rettangolare con mattoni a vista termina in un abside semicircolare con il frammentario fregio ad archetti pensili intrecciati (‘aggiunta tardoduecentesca) ed è coperta da un soffitto a travi lignee che coprono la più antica copertura a capriate.
Nel 1363 fu annesso alla chiesa un’ospedale per il ricovero dei pellegrini e in quel contesto vennero fatte alcune modifiche e migliorie alla chiesa tra cui spicca ancora oggi un’elegantissimo portale in terracotta inserito in un arco a sesto acuto appena accennato e sovrastato da un rosone a raggiera intrecciata pure in cotto lombardo.
La seconda chiesa venne affiancata a quella più antica su volere di Gian Galezzao Visconti che volle erigere la chiesa a titolo di cappella ducale come voto per la cessazione della peste che a quel tempo mieteva a Milano migliaia di vittime.
L’edifico certamente concluso nel 1404 come testimonia la lapide inserita nella facciata.
Sempre ad aula unica con divisione in due campate quadrangolari e un piccolo coro con copertura a crociera con costoloni la seconda chiesa presenta verso sud una facciata a capanna con un netto verticalismo,stretta tra due ali di contrafforti è ornata da un piccolo portale e da due monofore archiacute.
Presenta pareti in cotto scandite da lesene sia internamente che esternamente e nel suo complesso strutturale richiama alla mente il modello di Sa. Gottardo in corte a Milano.
Nel suo insieme l’intero complesso è visto come il prototipo della “chiesa doppia” di cui esistono vari esempio a Milano (Santa Maria Incoronata su tutti).
Un terzo edifico più recente,costruito nella prima metà dei seicento,è costituito da un’ossario ottagonale.
vogliamo sottolineare un fatto apparentemente secondario ma che a secondo noi notevole importanza nella nostra ricerca nella chiesa.
Oltre ad essere a pochi metri dal naviglio grande corre alle spalle della chiesa il fiume Olona che in passato creò numerosi problemi tanto che lo stesso Leonardo lavorò ad un assetto ingiegnieristico dei corsi d’acqua.
Nei periodi di forti piogge le acque straripavano e allagavano sempre la chiesa tanto che intorno al 1500 fu deciso di alzare la pavimentazione di ben 80 cm.
Che la tomba,mai trovata,di Matteo Visconti,sepolto fuori le mura di Milano perchè scomunicato,si trovino ancora la sotto come alcune testimonianze storiche raccontano?
Secondo le voci degli anziani che frequentano la chiesa da decenni e raccolgono a loro volta i racconti dei loro nonni un’accesso al tunnel che corre verso il convento di Via Pestalozzi era posto in passato nel giardino piccolo che si trova sul retro della chiesa e che in passato era zona cimiteriale,si sussurra fosse celata sotto una falsa lapide.

Amici è la mia Milano lo so che deborderà, ma ....lasciamola debordare!

2 commenti:

  1. Ottimo. Ora so molto di più su Milano.
    Buona giornata Lucia.
    Ciao.

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  2. Molto bello e interessante questo post. Io non conosco Milano, soprattutto non ho mai visto questa zona che mi sembra bellissima. quanto mi piacerebbe vederla. Grazie Lucia. Buon fine settimana.
    Paola

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