sabato 16 maggio 2015

ottimismo






Il pomeriggio è iniziato con una musica ritmata: le gocce di pioggia cadevano ora su di una foglia, ora su di un'altra. 
Lavavano le foglie verdi dei Tigli, erano così belle, verdi e lucide. 
Poi la musica diviene più forte e anche le gocce, ora le foglie si piegano guardando verso il prato. 
Arrivarono i tuoni e i lampi. Non ricordavo qualcosa di così magico.


I miei pensieri si posarono sulle mie mani. Incominciai a sentire l'odore di una pioggia violenta che avrebbe potuto far danno ai nidi. Pioggia come trucioli di matita.


Rientrai in casa. Avevo freddo. Avevo paura. Arrivò la grandine.


Riprese la musica. Diversa. Era un tic tac continuo. Il cortile divenne bianco, ma non bello come quando lo imbianca la neve.


Le monachine se ne andavano in fila lungo la corrente formata dal vento.


I minuti si trascinavano. Decisi che il divano era il luogo migliore per chiudere gli occhi e aspettare che il cielo, le nuvole nere, il vento, la pioggia portassero a termine il loro compito.


Sorrisi, mentre una porta sbatteva e Golia si distendeva accanto a me.