Perseveranza e Pazienza.

martedì 7 aprile 2015


Lucia 1941 Vittorio Veneto. Con la pazienza della mia mamma e di Dio....sono cresciuta!
La foto è un po' sciupata...ma io no!





La perseveranza non è sempre una virtù, perchè si può anche perseverare nella malignità e questo io lo chiamerei "peccato".

San Giovanni Cassiano, però diceva: "Non è colui che inizia, ma colui che persevererà fino alla fine nell'opera intrapresa, che sarà salvato (si riferiva alla fede)".

Nella vita normale, la perseveranza, associata al bene, è più preziosa dell'abilità, che talvolta si scoraggia.

La caparbietà indica chiaramente la perseveranza nell'errore.

Due parole sulla "pazienza": è una nipote della perseveranza.

Talvolta è più efficace della forza: "Pazienza e tempo fanno più che forza e rabbia". (La Fontaine)

"Colonna della saggezza "(Mistral), è di solito una virtù che fa sopportare i mali senza stancarsi, fino alla rassegnazione.

"La pazienza è il coraggio di tutti i giorni", dice un proverbio. E Vauvenargues: "E' l'arte di sperare".

11 commenti:

  1. A volte ci si ostina
    Trovare nella gente
    Che ci circonda da molto vicino
    Qualcosa di buono
    Quel qualcosa di buono
    Che mai avrà
    E ci provi ...
    Ci riprovi nel frequentarla
    Ma ti accorgi
    Dai piccoli-grandi dettagli
    Che è meglio nella loro cattiveria
    Lasciarla ...
    A volte neanche l'amore può cambiare un cuore malvagio, Solo a Dio niente è impossibile.
    Non permettere ad altri di farti soffrire inutilmente e per futilità.
    Il portatore di menzogne, gelosie, falsità, accuse e ignoranza, gode nel vedere ciò che esso procura. Lucia non permetterlo!
    Guarda come il cielo è azzurro oggi.
    Dani

    RispondiElimina
  2. Cara Lucia, che bello poterti vedere quando eri una piccola e graziosa bambina.
    È sempre bello fare un tuffo nel passato, io ho creato il blog per non dimenticare mai il passato, e ricordando il presente!!!
    Ciao e buona giornata cara amica, con un forte abbraccio.
    Tomaso

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Tomaso! La guerra ha rovinato un po' la foto, ma mi piaccio ugualmente! (Vanitosa!)

      Elimina
  3. Chi sarà salvato lo decide Dio e in base a quali criteri è Mistero.
    Per me la differenza la fa l'amore per il prossimo.
    Ciao Lucia.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sei un po' enigmatico. Mi trovi d'accordo sulla prima riga. Ti chiedo, io, Lucia, Sono o no, il tuo prossimo?
      Ciao Gus.

      Elimina
    2. Ogni persona in bisogno è il tuo prossimo. Il prossimo non va scelto. E’ il prossimo che ti sceglie.

      Elimina
    3. Se ti rifai alla parabola, Gesù ha evidenziato più dello sfortunato, il comportamento di chi passava; mettendo in risalto la carità del dottore della legge e il samaritano. Gesù non insegna soltanto che il prossimo è ogni uomo bisognoso che incontriamo sul nostro cammino ma, capovolgendo la domanda del suo interlocutore, ci invita a essere noi prossimo per i nostri fratelli, senza distinzione di persone.

      Elimina
    4. L'uomo ferito sul ciglio a strada che da Gerusalemme porta a Gerico aspetta che qualcuno lo soccorra. Aspetta che qualcuno riconosca il prossimo. Non lo fa il sacerdote e nemmeno il levita. Il samaritano non teme un eventuale attacco di un ladro che finge di essere ferito per poi rubarti quello che hai e ammazzarti. Ascolta la sua coscienza e agisce.

      Elimina
    5. La domanda era: io sono o no il tuo prossimo? Allora, teologo, leggi bene:Il Maestro della Legge aveva chiesto a Gesù, che cosa doveva fare per eredi­tare la vita eterna. Chissà cosa pensava che Gesù gli chiedesse? Gesù gli chiede un amore totale capace di donarsi a tutti, senza limiti di alcun genere. Adesso dal Web copio:Amare Dio sembra facile se per amare si intende dedicarsi alla preghiera, all'adorazione, alle pratiche di pietà. Dio non si accontenta di queste cose, che non per questo devono essere trascurate. Esse diventano espressione del nostro amore a Dio nella misura in cui amiamo concre­tamente il prossimo.

      Giovanni nella sua prima lettera scrive: «Chi non ama il proprio fratello che vede (con cui comunica), non può amare Dio che non vede» (1Gv 4,20).
      Possiamo poi notare una certa ironia da parte di Gesù nell'indicare un samaritano come esempio a un maestro della Legge. I dottori della Legge, infatti, consideravano i samaritani come eretici ed emarginati.
      Anche le figure del sacerdote e del levita sono scelte appositamente per sottolineare che il culto a Dio, svuotato dell'attenzione al prossimo, non esprime più l'amore verso Dio.
      Riprendo: mio caro rileggi il mio primo commento.......e poi rispondi alla domanda "io sono o no il tuo prossimo?"Evviva la teologia!!!!!

      Elimina
  4. Ho guardato il cielo. L'azzurro mi parla di amore e di ricordi. Gli occhi belli di Ada sono quasi blu e quelli di Enrico azzurri, dolci, come questa musica che ho scelto per il mio blog.
    Poi ho guardato i miei bellissimi tulipani: quest'anno ce ne sono di rossi e di gialli....ricordi il perchè li amo?
    Mentre cercavo di pranzare ho raccontato a Paolo queste stranezze. Lui mi ha risposto, scherzandoovviamente, con due famose frasi di Alberto Sordi. Una è anche diventata una canzone, l'altra è adattissima, ma non sul blog, il mio poi!
    Aspetto la sera. Poi......c'è anche una bella canzone di Chieffo che potrebbe aiutarmi a capire.....ma aspetto la sera. Ciao Dani.

    RispondiElimina
  5. Ciao Sono ritornata sul post del 1 Maggio 2011 si è riproposto il virus, bloccato per fortuna.
    Ciao Lucia ora ho da darmi da fare, un abbraccio.
    Dani

    RispondiElimina

Grazie amico/a mia. Grazie se hai letto tutto e ti decidi a scrivere un commento. qualunque sia la tua risposta, scrivi.
Però non amo gli insulti volgari o le parolacce
Arrivederci sarai sempre la benvenuta/o