Il Testamento di Gesù Giovedì Santo: in Coena Domini

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Nella Messa Vespertina a cui ho partecipato, si è letto il Vangelo di Gv. 13,1-15.

Io mi permetto di commentare anche Matteo 26,3-35.







Gesù sa che questa sera, che trascorrerà con gli amici più intimi, dirà e darà il Suo Testamento dove lascerà gli insegnamenti più importanti e più densi di significato.

Non c'è nessuna busta sigillata da aprire, c'è il Suo cuore.

Non ci ha lasciato nè filosofie, nè regole, ma esempi di vita: questa sera ci lascia davvero "tutto": "Fate questo in memoria di me"!

Dovremmo imparare anche noi a non avere paura di sprecare il prezioso e denso unguento profumato dell'amore, come la donna che troviamo all'inizio del Vangelo.

Dio è disposto non solo a svuotare il vaso di alabastro del Suo cuore per riversare su di noi l'essenza del Suo amore, ma giunge fino a spezzarlo perchè non ne rimanga inutilizzata nemmeno una goccia. Dio non fa beneficenza alla povertà dell'uomo donando qualcosa. Egli permette che s'infranga quel luminescente scrigno che è la vita di Suo Figlio; Egli dona tutto.

Nella prima pagina della Bibbia, nel libro della Genesi, nel racconto della Creazione: nel sesto giorno, Dio dona, dà, la vita all'uomo; nello stesso sesto giorno della settimana, l'uomo toglie la vita a Dio.

Dio, per amore alla Sua creatura, è disposto a perdere tutto, anche Suo Figlio. La Croce è il punto più lontano oltre il quale non si può andare o fuggire.

Visto che noi non abbiamo grandi sentimenti verso Dio, ci conviene pensare a quelli che Dio ha verso di noi. Riflettiamo su Giuda, che è il simbolo di chi nella vita ha sbagliato in modo pesante, e questa riflessione ci porta a Gesù che si china sui nostri piedi e ci richiama a rivedere i nostri giudizi verso chi è scivolato fuori strada, verso chi, come Giuda, ha ripagato la Sua tenerezza con grande ingratitudine.
Giuda, a tavola, ha "preso" il boccone che Gesù gli ha dato, senza "accogliere" e "capire" cosa c'era in quel boccone: un dono d'amore.

Nel grande gesto "della lavanda dei piedi", che è diventato parte del Testamento, "come ho fatto io, fate anche voi", ci ricorda, in modo chiaro, che l'amore comincia sempre dall'essere amati, prima che dall'amare. Solo chi si sente amato è capace di amare. Gesù, nel Suo testamento, c'insegna che la misura del nostro amore è la somma della sofferenza che siamo disposti a patire per ottenere ciò che amiamo.
 C'è chi ha detto: " Un passo solo al di là della mediocrità e saremo salvi"

Ricordiamoci che la religione non è una gruccia, o come dicono "l'oppio dei popoli", ma una croce, non è un regolamento ma una proposta, non è una lista di regole ma un sepolcro vuoto, non è una fuga dal buio della paura, ma una scelta libera di essere coinvolti. Un cammino verso l'alba della risurrezione.

Questa sera e domani sono il ricordo di giornate dense di Avvenimenti che permangono nelle nostre celebrazioni religiose. Io non voglio ripetere parole così importanti come quelle dette da Gesù, e resto in silenzio. Un silenzio che parla di dolore, di tradimenti, di lacrime e di preghiere.

Dio ci renda responsabili dei nostri baci.
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3 commenti:

  1. Un post molto intenso.
    Brava Lucia.
    Ciao.

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  2. Cara Lucia, questo post ci voleva veramente!!!
    Ciao e buon venerdì santo cara amica.
    Tomaso

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  3. Post che tocca il cuore...
    Un abbraccio da Beatris!
    Lascio gli auguri per una Santa Pasqua lieta e serena!

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Grazie amico/a mia. Grazie se hai letto tutto e ti decidi a scrivere un commento. qualunque sia la tua risposta, scrivi.
Però non amo gli insulti volgari o le parolacce
Arrivederci sarai sempre la benvenuta/o



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