Ho fatto il copia-incolla

venerdì 17 aprile 2015





MELODIE DELL’ANIMA


~ M.A. Borgatelli ~ 








Profumano d’aurora
le speranze
e si tingono
di rosa i sogni.
Ondeggiano nell’aria
tremule illusioni
e dolcemente si posano
sui sentieri dell’infinito.
Plana lo sguardo
su attimi di felicità
e danzano i pensieri
su note d’allegria.
Ci sono momenti in cui
vorresti fermare il tempo
e restare immobile a scrutare
l’orizzonte della fantasia
mentre inebriato
dai colori della vita
il cuore ascolta
le melodie dell’anima.


Ho voluto iniziare questo post con parole che facciano sorridere il cuore per le gioie della vita.


Ora ecco la tristezza che angoscia. (Dal Reader's Digest)


Molte persone che hanno una storia da raccontare sono capaci di metterla sulla carta, quasi tutti coloro che vorrebbero scrivere una poesia non riescono a trovare le rime o a scrivere versi che scorrano.

Ecco perché una volta redassi per una rivista una rubrica che intitolai : Una poesia vostra e mia.
A tutti coloro che avevano in mente una poesia, chiedevo di comunicarmi l'idea e promettevo che avrei pubblicato la loro lettera e scritto la poesia secondo le loro richieste. Ricevei migliaia di lettere da persone che avevano un poema nel cuore.
Ce ne fu una che ricorderò sempre.
Era di una ragazza, una certa Mary. Non ne ho mai saputo il cognome.
Un giorno, in un cestino colmo di posta, trovai una lettera espresso contenente un foglio di carta rigata da poco prezzo e, in mezzo al foglio, un consunto biglietto da un dollaro.
Leggendo la lettera, mi sembrava quasi di sentire la voce di Mary.

“Voi dite, signora, che scrivereste una poesia per chi desidera averne una scritta e pubblicata nella rivista. Io vorrei che me ne scriveste una e me la mandaste invece di pubblicarla.
Ecco perché accludo un dollaro.
Non voglio che vi disturbiate senza compenso.
Credo che vorrete sapere qualcosa di me.
Fui lasciata sui gradini di un orfanotrofio quand'ero in fasce, e nessuno mi adottò perché non ero bella nè molto intelligente. Perciò rimasi all'orfanotrofio finché non ebbi l'età d'andarmene e allora mi trovarono un lavoro in una fabbrica. Lavoravo sei giorni la settimana perché eravamo in tempo di guerra e in fabbrica c'era molto da fare, ma la domenica ero libera e andavo a passeggiare nel parco. Una domenica un soldato mi rivolse la parola; mi chiese se ero sola, io risposi di si, ed egli disse che anche lui era solo. Aggiunse che non era di quella città e che sperava di poter passeggiare un po' con me. Era un giovane in uniforme e mi parve che non ci fosse niente di male. Cosi, passeggiando e discorrendo, mi disse che era d'una regione rurale e che era in una caserma dall'altra parte del fiume. Mi disse che al suo paese abitava con la madre e che era figlio unico; non era sposato, e non aveva nemmeno l'innamorata, perché se la madre avesse saputo che s'interessava a qualche ragazza avrebbe fatto il diavolo a quattro. Quindi mi chiese se quella sera volevo cenare con lui e poi andare al cinema.” Fu cosi che Mary conobbe Ross, il soldato, e fu al cinema che senti la mano di lui cercare la sua… E capì, senza ombra di dubbio, d'essere innamorata. Passò un mese, e un'altra domenica, mentre erano al parco, si misero a sedere su una panchina e parlarono dell'avvenire. “Non avevo mai avuto un avvenire fino a quella domenica, perché fu allora che Ross mi disse che mi amava e che voleva sposarmi. Naturalmente gli risposi di si, e poi Ross si rannuvolò in viso e spiegò che non osava dirlo alla madre, perciò non avrebbe potuto far assegnare a me la quota della paga destinata alla persona a carico, ne farmi beneficiaria della sua assicurazione. Ma a me non importava. Volevo soltanto lui e il suo amore. Volevo soltanto qualcuno che m'appartenesse. Quando glielo dissi, il viso gli si rischiarò.” Cosi Mary e Ross si sposarono, e appena Ross aveva un permesso andava nella camera ammobiliata di Mary.

Le comprò il primo vestito di seta della sua vita, le scarpe con il tacco alto e una vestaglia. Ma il regalo più importante fu l'anello nuziale. E quando Ross fu mandato oltremare, Mary gli scrisse tutte le sere ed egli ogni volta che poteva. Passò il tempo, e poi un giorno Mary svenne mentre era in fabbrica. Il medico della Società le disse che avrebbe avuto un bambino. Fu proprio mentre scriveva a Ross la più bella notizia del mondo che la sorte volle colpirla in modo crudele. Ricevè un telegramma dalle autorità militari. “Ne fui sconvolta, signora” mi scrisse Mary “Mio marito era morto. Non avrei più sentito le sue labbra sulle mie, ma avevo una consolazione. Non ero più sola come prima. Sebbene Ross non fosse più mio, m'aveva lasciato qualcosa che sarebbe stata mia per sempre. Mary lavorò fin quando potè e risparmiò ogni centesimo (non aveva l'assicurazione di Ross, ricordate?). Sulla polizza c'era il nome della madre. Non scrisse alla madre di Ross perché, come mi disse nella sua lettera, non le avrebbe creduto. La bambina di Mary nacque nel reparto maternità d'un ospedale e quando Mary ne usci, si trovò a dover affrontare un problema. Adesso doveva guadagnare da vivere non soltanto per sé, ma anche per la sua creatura. E cosi decise di mettere la bimba in un nido per l'infanzia, non in uno gratuito, ma in uno di cui i suoi mezzi le permettessero di pagare la retta.
“Tutte le mattine portavo la piccola al nido, e tutte le sere, dopo il lavoro, andavo a prenderla e la portavo a casa. La vedevo sveglia di rado, tranne la domenica. Siccome tutto quello che guadagnavo serviva per il vitto, per la pigione e per il nido, la piccola non aveva belle vestine o giocattoli. Gli abitini che portava durante il giorno appartenevano al nido, e cosi i giocattoli. Io avevo soltanto il cesto di vimini nel quale dormiva, le coperte e un sonaglio di celluloide. Ma ero felice perché, mentre lavoravo, sapevo che l'avrei portata a casa la sera e l'avrei tenuta tra le braccia finché si fosse addormentata. Un pomeriggio mi telefonarono dal nido e mi dissero di accorrere subito… ma non arrivai in tempo.”



E cosi Mary si ritrovò sola come prima : una giovane donna non molto bella, non molto intelligente, una donna che aveva soltanto la gran dote di amare e di dare.
La sua lettera finiva cosi : “Siccome la mia piccola non aveva bei vestiti o giocattoli, o nessuna delle cose che i bimbi di solito hanno, io non avrò nulla di lei da conservare. E temo che, con il passare degli anni, il suo ricordo svanirà, e chiudendo gli occhi non riuscirò più a vederne il viso.
Ecco perché voglio che scriviate una poesia su di lei, una poesia bella come era lei, una poesia che me la riporti vicina ogni volta che la leggerò, che mi faccia sentire ch'è ancora accanto a me, non tra le mie braccia, ma nel mio cuore.
Vi prego spedite la poesia a Mary, Fermo Posta, e io passerò all'ufficio postale tutti i giorni finché arriverà. “



Io non aggiungo parole che sarebbero inutili.



L'ho copiata dal Blog di OrsoSognante.


8 commenti:

  1. Quella di Mary è una rassegnazione cosmica.
    Ciao Lucia.

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    1. Tante volte la vita è un insieme di tristezze che non ti fanno rialzare la testa. Maria.....non ha pensato al suicidio. Maria ha continuato a pensare alla vita. Il dollaro ne è una conferma! Buonanotte Gus.

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  2. E' un BELLISSIMO COPIA e INCOLLA, una carezza da parte tua, rispetto al POSTo diGUS e i suoi commendatori e comari che schiaffeggiano chi per DIO non è MALATO ma mancante dell'AFFETTO che può dare UN VERO PADRE, UN VERO SPOSO, UN VERO FIGLIO.
    Quante volte Maria avrebbe voluto morire e inVECE è ascesa al Cielo senza morire. La PRIMA DONNA, Figlia di UOMO, a non conoscere PIU' la MORTE. Mi sono commosso nel sentire questa storia che conoscevo da PARTE di ANGELO a riguardo la VERGINE, e, poi, quella MUSICA di DUE INNAMORATI SUiCIDI.
    GRAZIE per questa STRETTA al CUORE che ha scosso la MIA ANIMA.

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  3. Angelo, mai avrei pensato di sentire da te parole simili. Grazie infinite e buona serata. Io mi riposo.

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  4. Cara Lucia, ai fatto bene questo copia e incolla,
    iniziando da questi bellissimi versi che compongono una bellissima poesia.
    Poi un racconto cose avvincente e interessante.
    Ciao e buona notte cara amica.
    Tomaso

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    1. Tomaso nella vita c'è tutto: l'amore e la sofferenza che supera i limiti che l'umano possa sopportare. Ma vive. Ciao Buon fine settimana

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  5. Mi hai commosso Lucia. Toccato il cuore, suonato le corde della mia anima. Nulla da aggiungere, solo un grazie, per averla riportata.

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    1. Ciao Themoon, (chi di voi è la luna e che la stella?)
      Ha commosso anche me, per questo l'ho copiata! Abbracci e buona domenica.

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Grazie amico/a mia. Grazie se hai letto tutto e ti decidi a scrivere un commento. qualunque sia la tua risposta, scrivi.
Però non amo gli insulti volgari o le parolacce
Arrivederci sarai sempre la benvenuta/o