Una presenza nello sguardo

mercoledì 29 aprile 2015


Cosa era la vita degli Apostoli se non vivere tutti i giorni con la Sua presenza negli occhi!

Eppure il fatto di averlo lì con loro, tutti i giorni non bastava. Anche loro si spostavano da Lui continuamente.




Occorre riconoscerLo ogni giorno, ogni momento.

Occorre impegnare tutta l'energia della nostra libertà.

In questo la realtà è una preziosa alleata




Perchè possiamo dire che la realtà ci è alleata nel riconoscere Cristo?




Nel rialzarci continuamente dal limite del nostro umano?




Quando abbiamo fatto l'esperienza di questo?


Come possiamo aiutarci?




28 aprile: Santa Valeria

martedì 28 aprile 2015


Oggi, amore mio, è il tuo onomastico. Il vaso con le roselline rosa, è già pronto. 
In questo tramonto dove il nostro amico gabbiano ci guarda, io m'immergo e sogno la tua mano che scende dal cielo per incontrare la mia e, chissà, portarmi lassù!
Oggi piove da noi. ma tu sei nel sole  e sei con Chi  sa abbracciarti meglio di me e non ti dà i baci "leccosi" che ti facevano indispettire.
Buon onomastico amore. Ci incontreremo nei sogni
e nelle preghiere di questa notte.

Oggi è anche l'anniversario della zia Maria Grazia. 
Anche lei mi manca.





Io penso a te quando dal sen del mare
il sole sorge ed i suoi raggi dardeggia;
io penso a te quando al chiaror lunare
l'onda serena biancheggia.
Io penso a te quando sale la polvere
lungo il lontano sentiero
e nella notte oscura, quando al passegger


sul ponte il cuore balza di paura.
Quando l'onda s'innalza con sordo bisbiglio
posso ascoltare la tua voce;
o nel bosco tranquillo, dove spesso origlio
e ogni cosa è silente in quella luce.
Io ti sono vicino e tu mi sei vicina,
pur sapendo che sei così lontana,
mentre il sole tramonta e sorgon le stelle.
Oh fossi con me, tu più bella fra le belle!







Goethe

Stupore di un mondo stupendo

domenica 26 aprile 2015




C'è stato un periodo, un tempo, abbastanza lontano, in cui tutto era stupore.
Nel senso che tutto era pieno di stupore. Le cose, non erano semplicemente cose, e l'acqua non era acqua solamente, e il cielo era un po' più del cielo. Tutto però portava i segni di antiche battaglie, il male e il bene andavano alla guerra, c'era un torneo infinito che le stelle guardando dall'alto dei cieli, sapevano leggere i segreti dei cuori delle persone; i loro cuori erano come libri aperti.
E pareva che tutto stava per finire, e ogni giorno iniziava come se fosse la prima volta, e il sole faceva la lotta con il buio. e la gente pregava che vincesse il sole, e brillasse per un giorno ancora, e dopo un altro, fino a.....non lo so fino a quando.....perchè poi ci sarebbe stato il Regno eterno.

Tutti conoscevano che l'uomo era l'immagine di Dio, ma tutto attorno c'era il mondo e in lui si rifletteva, e in quel mistero gli Angeli si specchiavano negli occhi degli uomini e quegli stessi occhi erano pieni di universo. E se c'era una foresta era strapiena di simboli e traboccava luminosa di storie e di ombre a segnarne i confini in modo che lo sguardo di Dio, che si posava su ogni cosa, potesse dissipare le ombre.

Le ore erano mutevoli e facevano sì' che un giorno triste fosse infinito, mentre un giorno di gioia volava veloce.
I minuti erano vesti che il vento faceva mutare e tremare al pensiero del Giudizio del Signore.
E tutti, anche i bambini, si aggrappavano al seno della speranza e così tutto si trasformava in preghiera che si rivolgeva all'alto dei Cieli. Ogni tanto un Angelo veniva a controllare e a benedire.
Perchè era tutto pieno di stupore.

Proprio come oggi.




Evviva la libertà!

sabato 25 aprile 2015

Libertà è partecipazione


Milano 25 aprile 1945

sfilata di popolo



Oggi vivono i ricordi. Oggi i ricordi sono immagini
Immagini che devono riempire la mente e il cuore.
Oggi vive la storia del nostro Paese.
Un Paese dove troppe persone non hanno ancora ben chiaro come si scrive la parola accoglienza.


Salmo 130

venerdì 24 aprile 2015





Ma tu chi sei
che avanzando nel buio della notte
inciampi nei miei più segreti pensieri?


(William Shakespeare)

Dalla vita ad una storia

mercoledì 22 aprile 2015









Non esistono santi.


Esiste solo la santità.


La santità è la gioia.


Christian Bobin






Kierkegaard ha detto: " La più grande obiezione contro il cristianesimo sono i cristiani. Cristo non vuole ammiratori, ma discepoli. Non sa che cosa farsene degli adulatori, vuole invece chi lo segua."






Ci sono troppe rappresentazioni devozionali di un Gesù con lunghi capelli biondi e occhi azzurri così che viene imprigionato in una immagine dolciastra. Invece che "soggetto" da incontrare, Dio diventa "oggetto" da manipolare. Prendo due casi limite: sui cinturoni dei soldati nazisti vi era scritto Got mit uns, "Dio è con noi". Ancora oggi sui dollari americati c'è la scritta In "God we trust" "Noi crediamo in Dio".


Il nome e il volto di Dio che Gesù manifesta sono un'altra cosa.

Innanzitutto il nome e il volto per la cultura di quel tempo, indicavano l'intera personalità.

Conoscere il volto e il nome era possedere parte della sue essenza.

Per questo per gli ebrei non è pensabile pronunciare il nome di Dio e quando nel testo sacro c'è "IHaWè", che è appunto il nome di Dio, non si può leggere, perciò al suo posto si pronuncia un'invocazione come "il Signore".

Simone Weil, ebrea educata nell'agnosticismo, scrive: "Dio non poteva creare che nascondendosi, altrimenti non avrebbe potuto esistere che Dio solo. Forse Egli ha lasciato intravvedere di sè solo quanto basta, perchè dalla fede in Lui, l'uomo sia spinto ad occuparsi dell'uomo, perchè non sia abbagliato dal Cielo tanto da disinteressarsi della terra...

Un Dio nascosto è il solo che possa instaurare con l'uomo un rapporto di libertà e non di necessità.

Dio ci ha creati dal nulla, ma non per il Nulla.

C'è una storia nella vita di tutti gli uomini (William Shakespeare). Dio ci dà la vita, noi dobbiamo farne una storia. (Giulio Dellavite)





Nessun uomo è un’isola;
Nessun uomo sta solo.
Ogni uomo è una gioia per me;
Il dolore di ogni uomo è il mio dolore.
Abbiamo bisogno l’uno dell’altro,
perciò io difenderò
ogni uomo come mio fratello;
ogni uomo come mio amico. (John Donne)

Ho dato voce all'albero, al Tiglio del mio cortile

lunedì 20 aprile 2015


Finalmente mi sono risvegliato! Mi hai risvegliato Tu, Signore, mandando un vento tiepido a giocare tra i rami e il vento profumava di primule, di viole, d'erba verde.

Emergendo dal sonno invernale, mi s'è svegliata la memoria e ho guardato in basso, sul mio ceppo, alla ricerca dei fiori degli anni scorsi. E...c'erano tutti! Le viole. le pratoline, qualche anemone selvatico e, in più un ceppo di funghi che, col favor delle piogge, s'era insediato sulle mie radici. Allora ho capito che per me era arrivato il tempo di mettere su germogli e fronde.

Succede, Signore, d'essere alto; ma non mi insuperbisco, perchè questo di più di altezza sei solo Tu che me lo hai dato, senza merito mio.

E se me lo hai dato è perchè lo mettessi a servizio di tutti, come per ogni altro dono.

I primi a usare questa mia altezza sono i guardiani del bosco e c'è chi costruisce il nido tra i miei rami più alti e così può mettere in guardia gli altri abitanti, cerchia volatili piccoli, se ci fosse in arrivo qualche rapace in cerca di prede.

Tutti i grandi alberi, sono ospitali ; è un loro specifico carisma e io sono a pregarTi di donarci sempre un desiderio di accoglienza, rami folti e forti per sostenere, per proteggere, per dare nascondiglio e riparo, e ombra e fresco.

Ora le mie gemme si sono già trasformate in tenere foglioline che "impiumeranno" i rami di un tremulo "velario" dorato. Succede tutti gli anni.....ma mi par sempre un avvenimento nuovo!

Poi, ma un poi ancora lontano, arriverà la calda estate e quanti canti ci saranno nell'aria!

E mestamente arriverà l'autunno in cui le mie foglie cambieranno colore e poi una ad una cadranno. Ma non è tempo per pensarci. Ora guardo il cielo di un magnifico azzurro!


Tu lo sai, Signore.

domenica 19 aprile 2015


Signore, Tu lo sai, Tu non hai bisogno di leggere i giornali, di ascoltare i Tg per essere informato. Tu lo sai. Io questa sera grido angosciata per tutte quelle vite che hanno terminato il cammino. Vorrei farTi un promemoria per ricordarTi  cosa sta succedendo nel nostro-Tuo, bel mare: veramente quel lungo elenco che Tu ben conosci, serve a me per trasformare questi pensieri  in preghiera.
Fammi comprendere, Signore, il valore dell'uomo, secondo solo a Te; e come mettermi dalla sua parte è mettermi dalla parte Tua che hai voluto "sposarlo" e farTi, nel Tuo Cristo, fratello.


PEGGIORIAMO...giorno per giorno

sabato 18 aprile 2015



Bimbo down abbandonato (Avvenire)






Ciao Gammy! Bacio grande.


La storia di Gammy, il bambino down abbandonato dalla coppia di genitori australiani che l’ha fatto nascere ricorrendo all’utero "in affitto" di una giovane thailandese, ha provocato una pioggia di condivisioni e di commenti sulla pagina Facebook di Avvenire. Lo sconcerto maggiore è quello verso il comportamento dei " committenti". «Non si meritano di essere genitori», scrive qualcuno. E c’è chi, come Maria Cristina Tebaldi, dice: «Non sanno quanto affetto perdono...». Amara la sintesi di Roberto Lucchese: «È la logica del mercato: loro hanno pagato per un bambino sano. Come quando si compera una nuova auto, mica la tieni se ha un difetto di fabbrica...». Parlando di «puro egoismo», Luigina Sgrazzutti riflette sul fatto che «chi soffrirà di più come saranno le creature innocenti fatte nascere da cuori chi ha voluto solo soddisfare il proprio io».

E tanti sono i pensieri per il piccolo Gammy e per la sua gemella, accettata e portata con sé dalla coppia di genitori biologici perché sana. «Li voglio io! Qualcuno mi sa dire come fare?» esclama Stefania Mammano. Molte mamme fanno il tifo per Gammy («bellissimo!»), che ha seri problemi di salute e in questo momento è ricoverato in ospedale per un’infeziona grave: «Forza piccolo - scrive Sara Liberto - Questa è la china vergognosa che sta prendendo il nostro mondo...». E James Marlboro pensa a quando un giorno la sorellina «verrà a saper di avere un fratello» che è stato rifiutato, e «con con il quale ha condiviso la cosa più bella del mondo». Cioè il dono della vita.

La pratica dell'utero in affitto è l’altro argomento preso di mira sul social: «I figli non sono piu dono di Dio o esseri umani ma merce di scambio - commenta Massimo Graziosi - e, come degli oggetti, quando non sono perfetti o super belli vengono rifiutati». Lucia Passalacqua propone sarcasticamente «il diritto di recesso anche sui figli, come su tutto ciò che si acquista. Sette giorni per decidere se il figlio è conforme all’ordine o meno». Per Gilberto Ricolfi «non è questione di essere cristiani o non cristiani, ma di chiederci cosa vuol dire essere uomini...



Il mio amico Giorgio B. ha risposto così ad Avvenire.
Caro Direttore,
apprezzo molto "Avvenire" e proprio per questo, in riferimento a quanto da lei scritto,  martedì 2 settembre, al riguardo dei bimbi down, mi permetterei di sottolineare un aspetto che mi sta particolarmente a cuore: i bimbi down sono un bene per tutti. Questa frase non è uno slogan, è la mia esperienza di padre di una bimba down di sei anni, di nome Martina che ha anche una malformazione cardiaca.
Il suo sguardo così semplice e nel contempo così particolare non può non richiamarmi tutte le sere, quando torno dal lavoro, all'essenzialità della vita; tutto il mondo ci vuole convincere che la cosa importante è l'apparenza (bellezza, soldi, potere) e non l'Essere. Il suo sguardo sa guardare alla realtà con tanto stupore e con grande positività; io mi sento interrogato da questo approccio al reale così unico.
La mia piccola, in sostanza, mi richiama più di altre persone definite "normali" al significato ultimo della vita. Quando andiamo a passeggio con lei, non c'è persona che resista al suo sguardo, riesce a farci dialogare anche con gli stranieri; riesce a comunicare una vitalità e una umanità che va oltre il linguaggio.
Ha un carattere molto sensibile e capisce prima di noi 2normal people, le situazioni dal tono della voce e dagli sguardi e, in molte circostanze vuole sapere il nome delle persone, specialmente quelle che incontra per la strada. Alla scuola materna è stata messa vicino a compagni molto vivaci e lei è riuscita ad interessarli con la sua presenza e tantissime persone le si sono affezionate.
Non è che manchino i problemi. Le difficoltà ci sono sia a livello motorio che di comprensione, e soprattutto di salute.
Ma non possono togliere o oscurare la grande grazia donataci dal Signore, grazia di avere con noi una bimba così speciale come Martina.
Sono convinto che la sua presenza ci è stata donata per la salvezza mia, di mia moglie e delle sue due sorelle.
Sono altresì convinto che è attraverso Martina ogni giorno facciamo memoria che "se non diventeremo come bambini non entreremo nel regno dei cieli".
Questo non è stato detto dal dott. Dawkins, m da Qualcuno un po' più autorevole.... (Giorgio B)



Ho fatto il copia-incolla

venerdì 17 aprile 2015





MELODIE DELL’ANIMA


~ M.A. Borgatelli ~ 








Profumano d’aurora
le speranze
e si tingono
di rosa i sogni.
Ondeggiano nell’aria
tremule illusioni
e dolcemente si posano
sui sentieri dell’infinito.
Plana lo sguardo
su attimi di felicità
e danzano i pensieri
su note d’allegria.
Ci sono momenti in cui
vorresti fermare il tempo
e restare immobile a scrutare
l’orizzonte della fantasia
mentre inebriato
dai colori della vita
il cuore ascolta
le melodie dell’anima.


Ho voluto iniziare questo post con parole che facciano sorridere il cuore per le gioie della vita.


Ora ecco la tristezza che angoscia. (Dal Reader's Digest)


Molte persone che hanno una storia da raccontare sono capaci di metterla sulla carta, quasi tutti coloro che vorrebbero scrivere una poesia non riescono a trovare le rime o a scrivere versi che scorrano.

Ecco perché una volta redassi per una rivista una rubrica che intitolai : Una poesia vostra e mia.
A tutti coloro che avevano in mente una poesia, chiedevo di comunicarmi l'idea e promettevo che avrei pubblicato la loro lettera e scritto la poesia secondo le loro richieste. Ricevei migliaia di lettere da persone che avevano un poema nel cuore.
Ce ne fu una che ricorderò sempre.
Era di una ragazza, una certa Mary. Non ne ho mai saputo il cognome.
Un giorno, in un cestino colmo di posta, trovai una lettera espresso contenente un foglio di carta rigata da poco prezzo e, in mezzo al foglio, un consunto biglietto da un dollaro.
Leggendo la lettera, mi sembrava quasi di sentire la voce di Mary.

“Voi dite, signora, che scrivereste una poesia per chi desidera averne una scritta e pubblicata nella rivista. Io vorrei che me ne scriveste una e me la mandaste invece di pubblicarla.
Ecco perché accludo un dollaro.
Non voglio che vi disturbiate senza compenso.
Credo che vorrete sapere qualcosa di me.
Fui lasciata sui gradini di un orfanotrofio quand'ero in fasce, e nessuno mi adottò perché non ero bella nè molto intelligente. Perciò rimasi all'orfanotrofio finché non ebbi l'età d'andarmene e allora mi trovarono un lavoro in una fabbrica. Lavoravo sei giorni la settimana perché eravamo in tempo di guerra e in fabbrica c'era molto da fare, ma la domenica ero libera e andavo a passeggiare nel parco. Una domenica un soldato mi rivolse la parola; mi chiese se ero sola, io risposi di si, ed egli disse che anche lui era solo. Aggiunse che non era di quella città e che sperava di poter passeggiare un po' con me. Era un giovane in uniforme e mi parve che non ci fosse niente di male. Cosi, passeggiando e discorrendo, mi disse che era d'una regione rurale e che era in una caserma dall'altra parte del fiume. Mi disse che al suo paese abitava con la madre e che era figlio unico; non era sposato, e non aveva nemmeno l'innamorata, perché se la madre avesse saputo che s'interessava a qualche ragazza avrebbe fatto il diavolo a quattro. Quindi mi chiese se quella sera volevo cenare con lui e poi andare al cinema.” Fu cosi che Mary conobbe Ross, il soldato, e fu al cinema che senti la mano di lui cercare la sua… E capì, senza ombra di dubbio, d'essere innamorata. Passò un mese, e un'altra domenica, mentre erano al parco, si misero a sedere su una panchina e parlarono dell'avvenire. “Non avevo mai avuto un avvenire fino a quella domenica, perché fu allora che Ross mi disse che mi amava e che voleva sposarmi. Naturalmente gli risposi di si, e poi Ross si rannuvolò in viso e spiegò che non osava dirlo alla madre, perciò non avrebbe potuto far assegnare a me la quota della paga destinata alla persona a carico, ne farmi beneficiaria della sua assicurazione. Ma a me non importava. Volevo soltanto lui e il suo amore. Volevo soltanto qualcuno che m'appartenesse. Quando glielo dissi, il viso gli si rischiarò.” Cosi Mary e Ross si sposarono, e appena Ross aveva un permesso andava nella camera ammobiliata di Mary.

Le comprò il primo vestito di seta della sua vita, le scarpe con il tacco alto e una vestaglia. Ma il regalo più importante fu l'anello nuziale. E quando Ross fu mandato oltremare, Mary gli scrisse tutte le sere ed egli ogni volta che poteva. Passò il tempo, e poi un giorno Mary svenne mentre era in fabbrica. Il medico della Società le disse che avrebbe avuto un bambino. Fu proprio mentre scriveva a Ross la più bella notizia del mondo che la sorte volle colpirla in modo crudele. Ricevè un telegramma dalle autorità militari. “Ne fui sconvolta, signora” mi scrisse Mary “Mio marito era morto. Non avrei più sentito le sue labbra sulle mie, ma avevo una consolazione. Non ero più sola come prima. Sebbene Ross non fosse più mio, m'aveva lasciato qualcosa che sarebbe stata mia per sempre. Mary lavorò fin quando potè e risparmiò ogni centesimo (non aveva l'assicurazione di Ross, ricordate?). Sulla polizza c'era il nome della madre. Non scrisse alla madre di Ross perché, come mi disse nella sua lettera, non le avrebbe creduto. La bambina di Mary nacque nel reparto maternità d'un ospedale e quando Mary ne usci, si trovò a dover affrontare un problema. Adesso doveva guadagnare da vivere non soltanto per sé, ma anche per la sua creatura. E cosi decise di mettere la bimba in un nido per l'infanzia, non in uno gratuito, ma in uno di cui i suoi mezzi le permettessero di pagare la retta.
“Tutte le mattine portavo la piccola al nido, e tutte le sere, dopo il lavoro, andavo a prenderla e la portavo a casa. La vedevo sveglia di rado, tranne la domenica. Siccome tutto quello che guadagnavo serviva per il vitto, per la pigione e per il nido, la piccola non aveva belle vestine o giocattoli. Gli abitini che portava durante il giorno appartenevano al nido, e cosi i giocattoli. Io avevo soltanto il cesto di vimini nel quale dormiva, le coperte e un sonaglio di celluloide. Ma ero felice perché, mentre lavoravo, sapevo che l'avrei portata a casa la sera e l'avrei tenuta tra le braccia finché si fosse addormentata. Un pomeriggio mi telefonarono dal nido e mi dissero di accorrere subito… ma non arrivai in tempo.”



E cosi Mary si ritrovò sola come prima : una giovane donna non molto bella, non molto intelligente, una donna che aveva soltanto la gran dote di amare e di dare.
La sua lettera finiva cosi : “Siccome la mia piccola non aveva bei vestiti o giocattoli, o nessuna delle cose che i bimbi di solito hanno, io non avrò nulla di lei da conservare. E temo che, con il passare degli anni, il suo ricordo svanirà, e chiudendo gli occhi non riuscirò più a vederne il viso.
Ecco perché voglio che scriviate una poesia su di lei, una poesia bella come era lei, una poesia che me la riporti vicina ogni volta che la leggerò, che mi faccia sentire ch'è ancora accanto a me, non tra le mie braccia, ma nel mio cuore.
Vi prego spedite la poesia a Mary, Fermo Posta, e io passerò all'ufficio postale tutti i giorni finché arriverà. “



Io non aggiungo parole che sarebbero inutili.



L'ho copiata dal Blog di OrsoSognante.


Vi parlo di Michael Lonsdale da Holliwood a Dio

giovedì 16 aprile 2015



CHI E': Michael Lonsdale è nato a Parigi nel 1931, da madre francese e padre inglese.dal 1939 al 47 è vissuto in Marocco. E' un uomo di teatro. Ha recitato per Spielberg, Truffaut, Malle, Bunuel e Olmi




La madre religiosa ottenne che fosse battezzato è così che conobbe Cristo.

"L'uomo non cessa di cercare, ma quello che di più vero ho letto nella mia vita è il Vangelo. La Parola di Gesù è la più giusta, quella che suscita più vita."

Ha scritto recentemente un piccolo libro, che verrà, tra poco, tradotto in italiano,Si intitola "Dare un volto all'amore. La mia fede da Spielberg a Tibhirine.

Parla del suo rapporto con Dio. E' un uomo che, al cristianesimo, si è avvicinato per tappe." Gesù mi ha preso dolcemente."

Il primo libro religioso che ha letto è stato però, il Corano, "ero affascinato, ma non sono mai diventato mussulmano".

La sua conversione è avvenuta grazie a determinati incontri.

"Per me Gesù è un uomo concreto, in carne ed ossa. Me ne sono accorto mentre ero alla ricerca di "qualcosa" e questo "qualcosa" l'ho trovato nelle parole di padre Raymond Régamey (domenicano)

Lui mi parlava d'arte, di passione e di fede. Mi guardò e mi chiese "Tu cosa cerchi?" risposi che non lo sapevo, ma cercavo qualcosa di vero, di buono, di grande....

"Forse, mi rispose, quello che stai cercando è Dio, semplicemente".

Poi incontra una donna, cieca, Denise.

"Era una persona deliziosa: sempre sorridente, gioiosa, luminosa. Non usava le parole difficili di padre Régamey! Con lei passeggiavo per le vie di Parigi, che conosceva bene e mi portava nel Santuario della Medaglia Miracolosa in Rue du Bac. Ridevamo molto e intanto mi spiegava il Vangelo. Mi ha detto tutto di Gesù.




Negli ultimi anni, come attore ha voluto dedicarsi solo ad opere di tipo spirituale "Questo ormai non è più un lavoro, ma il mio modo per rispondere alla chiamata di Cristo". "L'amore del prossimo rende felici"




"Nell'uomo di oggi qualcosa si è rotto. Guardiamo a cosa succede in Francia, in Libia, con il terrorismo: sono sconvolto. I veri mussulmani sono scioccati dall'attentato del 7 gennaio e dall'ISIS. Non c'è scritto nel Corano che bisogna andare in giro ad uccidere la gente in quel modo. I terroristi sono gente fanatica. E' un momento molto difficile. Ora è venuto il momento in cui, come cristiani, dobbiamo tornare al nostro compito: diffondere l'umanità."



La Leggenda del Santo Bevitore di Joseph Roth

mercoledì 15 aprile 2015




Il regista Ermanno Olmi, trasse da questo romanzo un film. Olmi, per me è una garanzia di poesia e, con Paolo andai a vederlo. Ne rimasi entusiasta e, avvenimento più importante, per la prima volta sentii parlare della piccola Thérèse, Santa teresa di Liseaux.

Il libro era già in casa, ma lo rilessi per comprederne meglio il significato.

Ora lo propongo anche a voi.




In una sera di primavera, dell'anno 1934, un vecchio signore ben vestito incontra uno dei tanti vagabondi che dormono sotto i ponti del Lungosenna e insiste per donargli duecento franchi. Il vagabondo accetta solo a condizione di restituirli poi alla chiesa di Santa Maria di Batignolles, in particolare nella cappella di Santa Teresa, come proposto dall'anziano signore.

Così inizia la storia di Andreas, un clochard, che, la mattina dopo aver ricevuto il denaro si sveglia sentendosi più ricco e perciò decide di radersi e comprare un giornale per sapere che giorno fosse quello.

Durante la colazione è contattato da un signore che gli chiede se poteva aiutarlo nel suo trasloco, venendo pagato immediatamente con cento franchi e con altri cento dopo aver completato il lavoro. Questo lavoro durò due giorni e al termine, vale a dire la domenica, Andreas decise che era ora di andare a pagare il suo debito alla cappella di Santa Teresa. Mentre si dirige alla cappella incontra Caroline, una sua vecchia coinquilina e amica.

Andreas trascorre la giornata con lei dimenticando il suo debito.

. Il giorno seguente si rende conto di quanti soldi ha speso per lei e si sente povero, perciò la lascia e torna a dormire sotto i ponti.

Quella notte Andreas sogna Santa Teresa che gli chiede i duecento franchi promessi e improvvisamente ricorda il suo debito.

La mattina seguente, mentre sta analizzando il suo portafogli, comprato il giorno dopo la donazione del vecchio signore, trova mille franchi.

Nella tabaccheria in cui Andreas si fa cambiare i soldi gli pare di riconoscere un suo vecchio compagno di scuola, ora in vesti di calciatore famoso. Le tentazioni non sono finite, ad ogni angolo un nuovo inciampo.

Nel pomeriggio, dopo esser stato al cinema, Andreas decide di cercare il suo vecchio amico, Kanjack, e lo trova in un hotel di lusso dove alla fine della giornata gli affitterà una camera d'albergo.

Andreas si lava, (si fa bello) e fuori dalla sua stanza incontra una bella ragazza di nome Gabby, colpo di fulmine e Andreas si innamora. Trascorre la notte e anche quella dopo con lei ma la domenica se ne va, per un malinteso con la ragazza sul suo debito con Teresa.

Andando nuovamente verso la chiesa, Andreas incontra Woitech, un suo compagno di lavoro quando era minatore, con cui va a bere un bicchiere di pernod nel bar accanto alla chiesa. Andreas dà i soldi dedicati a Teresa a Woitech, che glieli aveva chiesti e così non gli rimane che tornare sotto i ponti, con la promessa di rivedere Woitech la domenica seguente. Martedì notte un signore, poiché era molto devoto a Santa Teresa, dà i duecento franchi ad Andreas per pagare il debito. Andreas passa le notti seguenti al Tari-Bari, un locale sulla Senna, e la domenica mattina, al momento di pagare il conto, si accorge ancora una volta di non avere più denaro.....il saldo del debito si allontana sempre più. Andreas decide di andare ugualmente alla chiesa, fiducioso di riuscire in qualche modo a pagare e, infatti, un poliziotto lo ferma dandogli un portafogli non suo, dicendogli l'aveva appena perso.

Ancora una volta Andreas viene distratto da Woitech, e con lui si va ad ubriacare in un bar.

Nel bar Andreas incontra una bimba di nome Teresa che, gli fa ricordare la Santa e perciò tenta di dargli i soldi, ma lei, invece, li rifiuta e gli porge una banconota da cento franchi.

Woitech, vista la banconota. Lo invita a bere, ma Andreas cade a terra svenuto. Non essendoci un medico nelle vicinanze Andreas viene portato nella cappella di Santa Teresa dove, prima di morire, si tocca i soldi nella tasca dicendo "Signorina Teresa", pagando così il suo debito.




Il racconto ci parla di una speranza che non muore se noi ci affidiamo a chi ci conosce da sempre.

Andreas, un vagabondo, ha un suo onore e accetta a stento di metterlo in dubbio o perderlo, per questo egli prende molto a cuore la sua storia del debito con Santa Teresa. Lui è disposto a tutto pur di pagarlo, anche se spesso è distratto da altro o cede alle tentazioni. Anche un clochar sa che le promesse vanno mantenute.

Testimonianza con un po' di vanità

lunedì 13 aprile 2015

Queste importantissime parole, per me, scritte a macchina dal mio ex-parroco, prima che lui lasciasse la Parrocchia per andare in pensione, sono il regalo di una vita, la mia e di Paolo, trascorsa in Parrocchia. A questo foglio era allegata la fotografia della statua della nostra "Madonna Pellegrina."


Vermeer - Giovane donna che legge una lettera davanti alla finestra (part.)


Non aggiungo altro.
Don Giacomo era inoltre il mio confessore.
Era un uomo dolce e buono.
Sono felice di averlo conosciuto e
di essergli stata vicina.





Monet - Nel campo dei fiori


Sacramento del Battesimo

domenica 12 aprile 2015






Madonnina della Tenerezza

Statua che si trova nel convento delle Suore ad Armeno (NO)

e che ho scelto per accompagnare questa mia poesia




Sorridi Figlio mio

perchè eri nei miei pensieri,

perchè eri nel mio cuore

e il Destino

ti ha donato al mondo.

Ora, con il tuo babbo,

ti doniamo

qualcosa di grande, qualcosa che, forse, 

nemmeno noi

comprendiamo fino in fondo

ed è il tuo incontro

con Cristo e con la Chiesa Sua Sposa:

SCEGLIAMO PER TE IL BATTESIMO.

Il primo giorno è l'alba della vita

e il Battesimo

è il SACRAMENTO del primo giorno

(mamma e babbo).




Il mio buon Parroco, al tempo del catechismo mi aveva affidato anche il compito di seguire la Catechesi pre.battesimale. Dovevo recarmi nelle case dei genitori che avevano chiesto il Battesimo per il proprio figlio. Ho accettato. Con me c'era Carla, con cui mi trovavo bene, molto bene.

Per tre anni abbiamo visitato le famiglie.  E' una catechesi particolare, perchè puoi prepararti quanto vuoi, ma la realtà è sempre diversa da come te l'immagini.

Parlo finalmente del Battesimo. (Catechismo della Chiesa Cattolica)

Che cos'è il cristianesimo se non l'avvenimento di un uomo nuovo che per sua natura diventa un protagonista nuovo sulla scena del mondo?

Papa Francesco ci dice che:

" Siamo chiamati a vivere il nostro Battesimo ogni giorno, come realtà attuale nella nostra esistenza. Se riusciamo a seguire Gesù e a rimanere nella Chiesa, pur con i nostri limiti, con le nostre fragilità e i nostri peccati, è proprio per il Sacramento nel quale siamo diventati nuove creature e siamo stati rivestiti di Cristo"

Il santo Battesimo è il fondamento di tutta la vita cristiana, il vestibolo d'ingresso alla vita nello Spirito, e la porta che apre l'accesso agli altri Sacramenti.

Mediante il Battesimo siamo liberati dal peccato e rigenerati come figli di Dio, diventiamo membra di Cristo; siamo incorporati alla Chiesa e resi partecipi della sua missione.

Il Battesimo è chiamato così dal rito centrale con il quale è compiuto: battezzare («baptizein» in greco) significa «tuffare», «immergere»; l'«immersione» nell'acqua è simbolo del seppellimento del catecumeno nella morte di Cristo, dalla quale risorge con Lui, quale «nuova creatura», come spiega San Paolo ai Corinti e ai Galati (2 Cor 5,17; Gal 6,15).


Questo sacramento è anche chiamato il «lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo», poiché significa e realizza quella nascita dall'acqua e dallo Spirito senza la quale nessuno «può entrare nel regno di Dio», come dice il Vangelo di San Giovanni.
Poiché nel Battesimo ha ricevuto il Verbo, «la luce vera che illumina ogni uomo» (Gv 1,9), il battezzato, è divenuto «figlio della luce» e «luce» egli stesso.

Mediante il Battesimo, siamo portatori della parola di Cristo, che rasserena, che accende e acquieta le coscienze ferite. E perché il Signore operi in noi e per mezzo di noi, dobbiamo dirgli che siamo disposti a lottare ogni giorno, anche se ci vediamo deboli e inetti, anche se percepiamo il peso immenso delle nostre miserie personali, della nostra indigente debolezza. Dobbiamo ripetergli che confidiamo in Lui, nella sua assistenza: se è necessario, come Abramo, contro ogni speranza (Rm 4, 18).

Non ci sono cristiani di seconda classe, tenuti a praticare soltanto una versione ridotta del Vangelo: tutti abbiamo ricevuto un medesimo Battesimo, e pur nella grande diversità di carismi e di situazioni umane, uno solo è lo Spirito che elargisce i doni divini, una sola è la fede, una sola la speranza, una sola la carità. Possiamo quindi considerare come rivolta a noi la domanda dell'Apostolo: Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?, e possiamo prenderla come un invito a un rapporto più personale e diretto con Dio.

Gesù dà inizio alla sua vita pubblica dopo essersi fatto battezzare da San Giovanni Battista nel Giordano e, dopo la sua risurrezione, affida agli Apostoli questa missione: «Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato».
Nostro Signore si è volontariamente sottoposto al battesimo di San Giovanni; allora lo Spirito scese su di Lui, e il Padre manifestò Gesù come il suo Figlio prediletto.
È con la sua Morte e Resurrezione che Cristo ha aperto a tutti gli uomini le fonti della grazia. Per questo il Battesimo della Chiesa cancella il peccato originale e ci rende figli di Dio.


Il Signore ha posto nella tua anima un sigillo indelebile, per mezzo del Battesimo: sei figlio di Dio













Libretto che ho preparato per il Battesimo di Elena



Qui le parole di Giovanni Paolo II non si leggono bene, ma ve le trascrivo:

Ogni bambino è voluto da Dio Padre, è redento da Cristo, diventa col battesimo tempio dello Spirito Santo.

Se questa è la dignità del Bambino, tutti devono considerare un privilegio accoglierlo, custodirlo e amarlo.

Siamo ancora in un tempo pasquale

venerdì 10 aprile 2015





Siamo in tempo pasquale e io Signore ti ho già chiesto cos'è la morte e la risurrezione, e come le due cose s'incrocino, entrando quasi l'una nell'altra: la vita risorta, probabilmente cominciando ancora prima che la mortale sia finita.

Signore ho bisogno, subito, di chiederTi perdono, per frasi non opportune che ieri e il giorno avanti, mi sono ritrovata a scrivere: ero in collera. Ero disarmata difronte ad altre frasi provocatorie. Io non ce l'ho fatta e ho aggiunto il male al male. Per essere serena ho bisogno di sentire la Tua grande misericordia di Padre.

Ma in questa mattinata di vera primavera, dei fiori che germogliano e sbocciano, degli insetti che ronzano, delle farfalle che veleggiano, con i colori dell'arcobaleno dipinti sulle ali, in quest'ondata trionfante di vita che sconfigge la morte, vorrei domandarTi Signore, come sarà quella vita futura che attendiamo e che forse già cominciamo misteriosamente a vivere ma che verrà chiaramente rivelata dopo il sipario della morte?
Vorrei domandarTelo, Signore, vorrei saperlo, perchè tante volte mi spaventa, come mi spaventa l'ignoto di nuove stagioni del mio navigare.

Questa vita che vivo, Signore mio amato, la conosco; conosco i suoi limiti, le sue povertà, i suoi dolori ma anche gli amori, la tristezza, ma anche la dolcezza.
Questa vita è come un vestito che indosso da tanto tempo, ha i suoi rammendi, i gomiti sdruciti, ma è la mia pelle! Quella che Tu mi hai dato e che io mi sono abituata a vivere.
E la amo così la mia vita: con i suoi limiti e i suoi ritmi: il sole che si leva il mattino, fa il suo giro nel cielo e, la sera, tramonta.
E io che mi adagio nel sonno, che corre nelle pareti dei sogni, ma ogni giorno c'è la gioia del risveglio; e ricomincio camminando nello stesso cammino del sole.
E la luna?Eh già, la luna! Ci sarà la luna in Paradiso? A me, Signore, piacerebbe tanto che ci fosse e che ci fossero anche le nuvole gonfie, bianche, sì le mie nuvole di panna! E il passo felpato del mio gatto! Certo io sono impastata di tutto ciò che mi hai donato, anche i pesciolini rossi che mi piacciono tanto....Signore, con me dovrebbe risorgere l'intera terra: quei cieli nuovi e quelle terre nuove che i profeti ci hanno parlato!

Eh, Signore, i miei desideri sono infiniti...come infiniti sono i sentieri in cui Tu cammini.
Sei Tu, Signore, nostro Padre e sei anche nostra madre, e amico, e fratello e consorte: un oceano infinito di amore con cui mi sorreggi da ogni parte; e io con gli altri uomini, in questo oceano, vi navighiamo dentro come barche con  vele di tutti i colori, come i fiori, e quando siamo stanchi ecco che le Tue braccia ci accolgono: Tu porto sicuro.

Oggi

giovedì 9 aprile 2015





Salmo 114 (parte)
Mi opprimevano tristezza e angoscia
e ho invocato il nome del Signore:
"Ti prego Signore, salvami".
Buono e giusto è il Signore
il nostro Dio è misericordioso.
Il Signore protegge gli umili;
ero misero ed Egli mi ha salvato.
Ritorna anima mia, alla tua pace,
perchè il Signore ti ha beneficato;
ha liberato i miei occhi dalle lacrime,
ha preservato i miei piedi dalla caduta.
Camminerò alla presenza del Signore
sulla terra dei viventi.

Ci sono giorni, come oggi, come ieri sera, in cui la presenza di Dio è necessaria al vuoto che mi sento nel cuore. 
Signore, vorrei imparare l'amore vero, quello che non sbaglia, che non si turba per un silenzio di  parole non dette, ma attese.
Signore, mi piacerebbe essere una lucciola d'amore, piccola, ma con tanta luce e forza per volare nel cielo e gridare a tutti che Tu non sei una favola bella, ma una realtà di vita. Donami il coraggio di essere dolce e chiara quando parlo di Te a chi non crede, a chi si sta perdendo, a chi si è allontanato.....Vorrei incontrare gli uomini di questo tempo, di oggi, vecchi, giovani, bambini...tutti insomma! E assicurarli che la felicità esiste, che la verità è imparare a leggere Te nella speranza che ci circonda.
Ed è speranza di pace anche nelle terre dove volti mascherati sparano a chi  capita, donne bambini....
Dove uomini violenti in nome di una religione, vogliono cancellare un'altra religione che è la nostra  dove Tu ci chiedi di amarci, dove ci sono alcuni che hanno un desiderio inappagato di Te, desiderio di trovarTi e di comprenderTi.
Signore, mio Dio, a volte ho paura, di perdere la gioia. Si tratta in fondo di volerla e, come per miracolo sarà lì con me in qualsiasi momento. Anche se capirò di aver sbagliato, essa sarà lì. Purchè un brandello del mio cuore continui ad invocarla silenziosamente nel muto grido che lacera ogni cosa.
Zampillerà eternamente al mio fianco. Sarà lieve come il vento che danza sulle gambe leggere delle ragazze dalle labbra rosa.
Sarà spumeggiante come le onde che si gonfiano e si tingono dei colori del tramonto.
Sarà pura come la soddisfazione di chi ha reso felice un amico.
Sarà meravigliosa come le braccia che mi cingeranno nell'abbraccio sincero.
Avrà il dolce e tremulo suono dell'arpeggio di una chitarra ed eterna come il Signore che è l'inventore stesso della gioia.


Perseveranza e Pazienza.

martedì 7 aprile 2015


Lucia 1941 Vittorio Veneto. Con la pazienza della mia mamma e di Dio....sono cresciuta!
La foto è un po' sciupata...ma io no!





La perseveranza non è sempre una virtù, perchè si può anche perseverare nella malignità e questo io lo chiamerei "peccato".

San Giovanni Cassiano, però diceva: "Non è colui che inizia, ma colui che persevererà fino alla fine nell'opera intrapresa, che sarà salvato (si riferiva alla fede)".

Nella vita normale, la perseveranza, associata al bene, è più preziosa dell'abilità, che talvolta si scoraggia.

La caparbietà indica chiaramente la perseveranza nell'errore.

Due parole sulla "pazienza": è una nipote della perseveranza.

Talvolta è più efficace della forza: "Pazienza e tempo fanno più che forza e rabbia". (La Fontaine)

"Colonna della saggezza "(Mistral), è di solito una virtù che fa sopportare i mali senza stancarsi, fino alla rassegnazione.

"La pazienza è il coraggio di tutti i giorni", dice un proverbio. E Vauvenargues: "E' l'arte di sperare".

L'Angelo Custode di R. M. Rilke

lunedì 6 aprile 2015



Trascorso il giorno di Pasqua, ecco il lunedì "dell'Angelo"

Di norma, questo giorno, viene chiamato "Il dì di Pasquetta" e sui prati già verdi di tenera erbetta, si stendono tovaglie per ospitare cibarie varie, tra cui non può mancare la "torta pasqualina"!

Nella mia tradizione famigliare, milanese, è la "festa dell'Angelo" e la celebre la Fiera dei fiori e degli uccellini. Poi non so che cosa ci sia ancora! Era una festa in cui il mio papà si sentiva attore principale. Tornava, infatti a casa, con i fiori di cui era innamorato e con qualche (uno al massimo due) cardellini, i suoi preferiti. (la mamma.....borbottava...non condividendo gli acquisti) Per continuare la mia tradizione, no, no, non vado a Milano.....ma posso farvi leggere una poesia di Rilke al suo Angelo custode,



Da che l’Angelo mio più non mi veglia,
può libere spiegar, volando, l’ali;
e fendere il silenzio delle stelle.
Ché le trepide mani egli levare
non deve più su le mie notti sole,
da che l’Angelo mio più non mi veglia

Da che l’Angelo mio più non mi veglia ,
da che lo espulse, dopo l’alba, il giorno,
il nostalgico volto ei spesso inclina
verso la terra; e più non ama il cielo.

Da questa grama realtà vorrebbe
le mie pallide preci ancora addurre
per lo svettante murmure dei boschi
al paese, lassù, dei Cherubini.
Il mio pianto di bimbo, vi recava,
le mie piccole pene e le preghiere.
Crebbero quivi in esili boschetti
che sovra lui sussurrano.

Se nel meriggio della vita, un giorno,
tra ‘l chiasso delle fiere e dei mercati,
avvenga ch’io dimentichi, repente,
il fiorito pallor del mio mattino
( l’Angelo mio custode, pensieroso:
la sua bontà, la tunica di neve,
le sue mani congiunte alla preghiera,
il cenno della destra a benedirmi )
nel più arcano de’ sogni io serberò
l’immagine dell’ali ripiegate,
che a tergo gli svettavano siccome
un gran cipresso bianco.

Le mani sue, rimangono; siccome
rondini cieche, che, dal sole illuse,
( mentre gli stormi trassero pei mari
dove pur sempre aulisce Primavera)
sui rami secchi d’un albero ignudo
lottano contro i soffi del rovajo.

Un pudico rossore le sue guance
invermigliava: come di fanciulla,
che sul bujo dell’anima allo sposo
grevi coltri di porpora distenda.

E avea negli occhi una fulgida vampa,
quasi d’aurora. – Ma su tutto, immense,
svettavan l’ali a navigargli il cielo.

‘ Da che l’Angelo mio più non mi veglia’


In questa lirica Rainer prende commiato dal suo Angelo Custode - Lo dispensa lievemente dal proprio intervento e immagina che Egli si allontani da lui.

Buona Santa Pasqua 2015

domenica 5 aprile 2015





Alleluia  CRISTO E' RISORTO!








La nuova vita anche nel giardino. 




Risurrezione

Suono di campane,
voce che trasvola sul mondo,
canto che piove dal cielo sulla terra,
nella città sorda e irrequieta,
e nel silenzio dei colli
ove, nel pallore argenteo,
le bacche d'olivo maturano il dono di pace.
Suono che viene a te,
quale alleluia pasquale,
a offrirti la gioia di ogni primavera,
a chiamarti alla rinascita;
a dirti che la terra rifiorisce
se il tuo cuore si aprirà come un boccio,
che ripete un gesto d'amore e di speranza,
levando il mite ramoscello
in questa chiara alba di Risurrezione!
 Poesia di Gabriele D'Annunzio - 

"All you need is love"

sabato 4 aprile 2015



L'amore è tutto. E' questo che Gesù ha detto con mille parole, tante parabole e vari miracoli e poi il tanto, triste, subìto dolore.

Così Egli ci insegna che la fede, come l'amore, non si dà come complemento che si aggiunge all'incompleto, ma come un senso profondo che si offre nelle pieghe di ciò che facciamo.

Dio guarda negli occhi tutti noi e, piano, piano si avvicina, e scocca il silenzio del bacio.

Così è successo con Giuda, così è successo con Pietro.

L'ultimo giorno di vita di Gesù è il giorno dei baci: inizia con il bacio di Giuda che tradisce, si chiude con il bacio della Madre che lo depone, con la tenerezza di un'ultima buonanotte.

Sulla via dolorosa, baci segreti e lontani lo hanno salutato tra lacrime di tristezza . Il bacio è il gesto sacro della vita: quando si parte e si arriva, quando si ama e si perdona.

Anche nella liturgia il bacio è un gesto sacro: il bacio al crocifisso, all'altare, sul Vangelo, alla pace.

Cos'è un bacio? Nulla. Cosa può essere? Tutto.

La "passione " di Gesù ci dice la "passione" di Dio per noi, insegnandoci che nel fondo di ogni cuore ci sono tesori nascosti che solo un bacio può scoprire, ci sono energie che solo un bacio può innescare, ci sono paure che solo un bacio può vincere. ci sono ferite che solo un bacio può guarire.

Il bacio o è il coraggio della verità, altrimenti è il bacio di Giuda che tradisce e spreca la vita.

Sta a noi decidere se e come vogliamo baciare la vita.

Che Dio ci doni la grazia di essere responsabili dei nostri baci.


Domani con gioia baceremo e abbracceremo i parenti ed amici dicendo: "Alethos anesti!" (E' veramente risorto!!!) A domani.

Plenilunio di Pasqua.

venerdì 3 aprile 2015




Luna, ti guardo

nel cielo scuro che precede l'alba.

Bella, grande: gravida di luce.

e di primavera.




In questo plenilunio

sarai portatrice di vita nuova:

Pesach: Cristo Risorge!


(Lucia)

Il Testamento di Gesù Giovedì Santo: in Coena Domini

giovedì 2 aprile 2015






Nella Messa Vespertina a cui ho partecipato, si è letto il Vangelo di Gv. 13,1-15.

Io mi permetto di commentare anche Matteo 26,3-35.







Gesù sa che questa sera, che trascorrerà con gli amici più intimi, dirà e darà il Suo Testamento dove lascerà gli insegnamenti più importanti e più densi di significato.

Non c'è nessuna busta sigillata da aprire, c'è il Suo cuore.

Non ci ha lasciato nè filosofie, nè regole, ma esempi di vita: questa sera ci lascia davvero "tutto": "Fate questo in memoria di me"!

Dovremmo imparare anche noi a non avere paura di sprecare il prezioso e denso unguento profumato dell'amore, come la donna che troviamo all'inizio del Vangelo.

Dio è disposto non solo a svuotare il vaso di alabastro del Suo cuore per riversare su di noi l'essenza del Suo amore, ma giunge fino a spezzarlo perchè non ne rimanga inutilizzata nemmeno una goccia. Dio non fa beneficenza alla povertà dell'uomo donando qualcosa. Egli permette che s'infranga quel luminescente scrigno che è la vita di Suo Figlio; Egli dona tutto.

Nella prima pagina della Bibbia, nel libro della Genesi, nel racconto della Creazione: nel sesto giorno, Dio dona, dà, la vita all'uomo; nello stesso sesto giorno della settimana, l'uomo toglie la vita a Dio.

Dio, per amore alla Sua creatura, è disposto a perdere tutto, anche Suo Figlio. La Croce è il punto più lontano oltre il quale non si può andare o fuggire.

Visto che noi non abbiamo grandi sentimenti verso Dio, ci conviene pensare a quelli che Dio ha verso di noi. Riflettiamo su Giuda, che è il simbolo di chi nella vita ha sbagliato in modo pesante, e questa riflessione ci porta a Gesù che si china sui nostri piedi e ci richiama a rivedere i nostri giudizi verso chi è scivolato fuori strada, verso chi, come Giuda, ha ripagato la Sua tenerezza con grande ingratitudine.
Giuda, a tavola, ha "preso" il boccone che Gesù gli ha dato, senza "accogliere" e "capire" cosa c'era in quel boccone: un dono d'amore.

Nel grande gesto "della lavanda dei piedi", che è diventato parte del Testamento, "come ho fatto io, fate anche voi", ci ricorda, in modo chiaro, che l'amore comincia sempre dall'essere amati, prima che dall'amare. Solo chi si sente amato è capace di amare. Gesù, nel Suo testamento, c'insegna che la misura del nostro amore è la somma della sofferenza che siamo disposti a patire per ottenere ciò che amiamo.
 C'è chi ha detto: " Un passo solo al di là della mediocrità e saremo salvi"

Ricordiamoci che la religione non è una gruccia, o come dicono "l'oppio dei popoli", ma una croce, non è un regolamento ma una proposta, non è una lista di regole ma un sepolcro vuoto, non è una fuga dal buio della paura, ma una scelta libera di essere coinvolti. Un cammino verso l'alba della risurrezione.

Questa sera e domani sono il ricordo di giornate dense di Avvenimenti che permangono nelle nostre celebrazioni religiose. Io non voglio ripetere parole così importanti come quelle dette da Gesù, e resto in silenzio. Un silenzio che parla di dolore, di tradimenti, di lacrime e di preghiere.

Dio ci renda responsabili dei nostri baci.

HAITI

mercoledì 1 aprile 2015





Queste fotografie, che si commentano da sole, sono inserite in un libro di Marco Baroncini "L'Inizio della speranza".  In quel villaggio c'è Sr. Marcella. Testimone del suo amore per Cristo e degli Tahitiani. La nostra Parrocchia vi ha costruito un piccolo villaggio.
Ho postato queste foto, (Osservatele con occhi nuovi) perchè nasca in noi il desiderio di apprezzare tutto ciò che riempie la nostra vita di ricchi!
Sarà Pasqua anche in quelle terre, forse con una felicità più autentica!



Santa Teresa di Calcutta

Non permettere mai
che qualcuno venga a te
e vada via senza essere
migliore e più contento.
Sii l'espressione
della bontà di Dio.
Bontà sul tuo volto
e nei tuoi occhi,
bontà nel tuo sorriso
e nel tuo saluto.
Ai bambini, ai poveri
e a tutti coloro che soffrono
nella carne e nello spirito
offri sempre un sorriso gioioso.
Dai a loro
non solo le tue cure
ma anche il tuo cuore.