Oggi 19 marzo Festa di San Giuseppe

giovedì 19 marzo 2015



Giuseppe, tu eri un bravo ragazzo innamorato, ignaro della sorte che ti sarebbe toccata di vivere; e il Signore Gesù cadde nella tua vita, come una folgore inattesa: una folgore che illuminò ma anche sconvolse. I tuoi progetti di un amore calmo, di una vita tranquilla, di un figlio casalingo, che avesse portato avanti la clientela e la bottega, furono subito delusi. Ti accorgesti ben presto che il Figliolo di Dio non poteva nascere in pace come gli altri, ma doveva venire a questo mondo con una certa confusione di angeli, di pastori, di magi e perfino di re. E presto avresti dovuto andartene in esilio perché Erode temeva un bambino così piccolo che non sapeva ancora parlare, eppure gli pareva che minacciasse il trono. E te ne saresti accorto sempre meglio, in seguito, che non era un figliolo come gli altri e tu non eri un padre come gli altri, e la tua stava diventando una famiglia segnata a dito, dalla gente. E se dopo, per trent'anni, parve che quel ragazzo rientrasse nell'ordine, poi risconvolse tutto da capo, andando in giro per il mondo. E predicava bene; ma forse tu avresti preferito che fosse rimasto accanto a te, a discorrere, la sera, davanti al fuoco acceso; e non saperlo in giro, senza nemmeno un sasso su cui posare il capo, mentre nella tua casa, anche se povera, tu avevi dei letti e dei guanciali... Eppure, andando avanti, ti saresti anche accorto che non era un uomo amante dei gesti eccezionali, come Giovanni che si era sepolto nel deserto, a mangiar cavallette. No: Gesù avrebbe mangiato alla tua mensa e anche alla mensa degli amici, e si sarebbe comportato in modo molto ordinario e consueto, finché avesse potuto; ma non avrebbe potuto sempre vivere come vivevi tu, come viveva Maria. Perché avresti compreso anche questo: la semplicità di un profeta è diversa dalla semplicità di un falegname; e se avesse voluto essere semplice ed ordinario a modo tuo, sarebbe stato strano, bizzarro e avrebbe forzato la sua vita. Perché la semplicità di un profeta pur nei fatti ordinari della vita, porta fuori dagli schemi dei più, comporta gesti e situazioni che non sono di tutti, e che non piacciono a tutti. Ma bisogna aver pazienza anche con il Signore, e soprattutto con Lui. Lo avresti compreso a poco a poco, man mano che si svolgeva la vita del tuo figlio Gesù. Ma cominciavi a comprenderlo anche adesso, da quel via vai di pastori e di curiosi; e dai magi che presto sarebbero giunti dall'Oriente. Insegna a comprenderlo anche a noi; e a restare in attesa paziente di Lui che viene, di Lui che va, di Lui che resta senza farsi conoscere; e Lo riconosciamo solo dopo.

Adriana Zarri


 
Quando Dio creò il papà ...


 Quando il buon Dio decise di creare il papà, cominciò con una struttura piuttosto alta e robusta. Allora un Angelo che era lì vicino gli chiese: "Ma che razza di papà è questo? Se i bambini li farai piccolini, perché hai fatto il papà così grande? Non potrà giocare con le biglie senza mettersi in ginocchio, rimboccare le coperte al suo bambino senza chinarsi e nemmeno baciarlo senza quasi piegarsi in due!" Dio sorrise e rispose: "E' vero, ma se lo faccio piccolo come un bambino, i bambini non avranno nessuno su cui alzare lo sguardo." Quando poi fece le mani del papà, Dio le modellò abbastanza grandi e muscolose. L'Angelo scosse la testa e disse: "Ma... mani così grandi non possono aprire e chiudere spille da balia, abbottonare e sbottonare bottoncini e nemmeno legare treccine o togliere una scheggia da un dito?" Dio sorrise e disse: "Lo so, ma sono abbastanza grandi per contenere tutto quello che c'è nelle tasche di un bambino e abbastanza piccole per poter stringere nel palmo il suo visetto." Dio stava creando i due più grossi piedi che si fossero mai visti, quando l'Angelo sbottò: "Non è giusto! Credi davvero che queste due piedoni riuscirebbero a saltar fuori dal letto la mattina presto quando il bambino piange? O a passare fra un nugolo di bambini che giocano, senza schiacciarne per lo meno due?" Dio sorrise e rispose: "Sta' tranquillo, andranno benissimo. Vedrai: serviranno a tenere in bilico un bambino che vuol giocare a cavalluccio o a scacciare i topi nella casa di campagna oppure a sfoggiare scarpe che non andrebbero bene a nessun altro" Dio lavorò tutta la notte, dando al padre poche parole ma una voce ferma e autorevole; occhi che vedevano tutto, rimanendo calmi e tolleranti. Infine, dopo essere rimasto un po' sovrappensiero, aggiunse un ultimo tocco: le lacrime. Poi si rivolse all'Angelo e domandò: "E adesso sei convinto che un grande papà possa amare il suo piccolo
bimbo?


Ma sono proprio così i papà di oggi?
Io so che nessuna lacrima va perduta davanti a Dio.


6 commenti:

  1. Cara Lucia, devo veramente dire grazie, hai documentato la figura del Padre quello che sta nei cieli, poi veniamo noi padri con tutti i nostri difetti e che cerchiamo in tutti i modo possibili di proteggere le nostre creature, la vera Madre Maria ci ha dato un grande compito e le nostre compagne di farle diventare madri. Oggi la festa ddi San Giuseppe il primo papà e noi abbiamo ereditato la cosa più bella del mondo! Essere padri!!!
    Ciao e buona serata cara amica con un forte abbraccio.
    Tomaso

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    1. Sai la vita di San Giuseppe è un esempio. La festa del "papà" io la contesto un po', come: S. Valentino, la festa della donna e quella della mamma!" Dovremmo festeggiare quelle occasioni tutti i giorni....Ciao Tomaso Buona notte

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  2. Molto bella la storia!!!
    Ciao cara Lucy.
    Buona notte ♥
    Dani

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  3. Onorata la festa.
    Ciao Lucia.

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    1. Allora Tanti auguri San Giuseppe!

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