Facciamo tornare il sorriso a Lucia

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Si fa presto a dire
"Ho fatto un incontro".
L'incontro deve avere le caratteristiche di eccezionalità per essere preso in considerazione.
L'altro giorno, così per fare qualcosa di nuovo, ho preso il tranvai.
C'era un normalissimo tranviere che faceva trac-trac con la manovella.
Ho pensato. Ecco, torno da mia moglie e dico: "Sai, ho fatto un incontro! Un tranviere".
Ma dai, non è serio. Non è un incontro.
Ma se, mentre sei lì col tranviere e questo inchioda di schianto il tranvai perché uno è passato veloce e poi apre lo sportello e grida "Cornuto!", la cosa si fa interessante.
E sì, il passante offeso corre dietro al tram, si apre un varco, arriva vicino al tranviere e gli dice: " Mi scusi, ma perché mi ha detto cornuto? Come fa a sapere che io sono un cornuto?". E il tranviere che comincia a tremare come una foglia, si giustifica: " Non si offenda, lei ha attraversato all'improvviso e mi è scappata l'invettiva".
"No, no lei ha ragione, io sono cornuto. Perché, vede, io mi sono sposato. Poi sono andato in Inghilterra, a Londra, sono stato due anni a lavorare, sono tornato e mia moglie aveva un bambino. Lei cosa avrebbe fatto?"
Il tranviere fa un cenno e l'altro: " Eh, me lo sono tenuto! Soltanto che il bambino è cresciuto e bisognava mandarlo all'asilo, dalle suore a pagamento. E dopo l'asilo c'erano le elementari e mia moglie mi ha detto: " Lasciamolo dalle suore"....che mi costa, mi costa un occhio della testa. Dopo la scuola elementare, la scuola media ancora dalle suore.... cosa vuol farci sono troppo buono e l'ho lasciato lì dalle suore, sempre pagando l'ira di dio. Finita la media gli ho fatto fare il Liceo e in una scuola privata a pagamento. Lei cosa avrebbe fatto? Gli ho fatto fare il liceo. Quanto mi è costato 'sto figlio. Ma la settimana scorsa non ci ho visto più. Mia moglie mi fa: " Senti, ha finito il liceo bene, mandiamolo all'Università".
" Ah no, no! sono sbottato a dire. "Fino a questo punto proprio no!" Perché il figlio di una buona donna, al massimo, può fare il tranviere!".
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Domenica di sole

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Domenica 27 a casa di Elena 


"Lasciamo sempre qualcosa di noi, quando ce ne andiamo da un posto: rimaniamo lì; anche una volta andati via e ci sono cose di noi che possiamo ritrovare solo tornando in quei luoghi. Viaggiamo in noi stessi quando andiamo in posti che hanno fatto da cornice alla nostra vita. Non importa quanto questi siano stati brevi e viaggiando dentro noi stessi, ci dobbiamo confrontare con la nostra solitudine. Ma tutto ciò che facciamo, non lo facciamo forse per paura della solitudine? Non è questo il motivo per cui rinunciamo a tutte le cose che rimpiangeremo alla fine della nostra vita? ..."
Signore, solo quando la via mi pare senza uscita, o quando la soluzione di un problema si allontana sempre più, di giorno in giorno, mi accorgo che Tu sei veramente "indispensabile" Io valgo ben poco, come il cono di luce dei lampioni,i cavi tra i rami, i funghi che compaiono dopo la pioggia ai piedi delle Betulle. Vorrei essere una una cosa sola con Te. E quando la notte sento con maggior chiarezza gli avvenimenti della giornata trascorsa, allora impedisci alla paura di sopraffarmi in modo che io possa ritornare serena e sentire di amarTi di più. Se poi il vuoto cerca di soffocarmi, mandami un raggio di luce, e vieni di nuovo come Gesù Bambino. Ci sarà un tentativo di amore e sarà come se fosse ancora una volta Natale.
In questi giorni penso che Ti stia nascondendo dietro le nuvole. ma forse domani ritornerà il sole e con lui anche la Tua presenza.
Buonanotte Signore vieni a pregare con me e sorrideremo insieme!
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il miracolo di guardare la vita umana così com'è

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Due anni fa, d'inverno, mi succedeva che improvvisamente cadessi. Non c'erano inciampi o giramenti di testa. Cadevo. Tremavano le mani, anche i piedi, per cui smisi definitamente di guidare. Camminare era diventato faticoso....trascinavo i piedi. 
Infinite le visite da medici competenti. Diagnosi, sempre la stessa: inizio di Parkison. Io restavo tranquilla: se sarà così, bene affronterò giorno per giorno cosa arriverà. Ero proprio tranquilla. Quando in casa c'era Paolo ero al sicuro, quando usciva rimanevo tranquilla sul divano. 
Intanto mi avevano tolto alcune medicine. Mancava un ultimo esame invasivo per controllare l'ipotalamo. Lì c'era o meno la conferma. 
Come ogni domenica mi reco alla S. Messa e scopro che Don Franco farà l'unzione dei malati. Vado in sacrestia e gli parlo dei miei problemi, sorridendo, come sempre, gli faccio presente che l'assicurazione l'avrò solo dopo aver eseguito quell'ultimo esame. Don Franco mi guardò sorridente e mi rispose di mettermi al primo banco.
Momento emozionante. Pregai il mio Dio con tutto il cuore e a Maria, mia madre chiesi solo due cose: la serenità e l'allegria. Mi venne in mente la domanda che Gesù fece a Marta: "Credi tu in questo?"
E rispondendo "Certo" pensai alla resurrezione di Lazzaro.
E poi ripensai sempre a Gesù e le parole che disse alla vedova di Nain: "Donna non piangere!" Ecco il miracolo in queste semplici e significative parole. Non la resurrezione del figlio, (quando la mia Valeria se n'è andata con Lui, non ho pianto. Sapevo che andava a prepararci un posto e a proteggerci qui sulla terra)ma quelle parole "non piangere!" Il miracolo è lo sguardo nuovo con cui siamo invitati a guardare tutto.
Il Parkinson non c'era.

Nuovo, significa Vero. Lo spiega bene il Benedictus che dovremmo dire con le preghiere del mattino. Vuol dire "liberati dalle mani dei nemici, ossia liberi dalla tristezza che a volte ci prende all'inizio di una nuova giornata, dove tutto è pronto:i guai, le piccole soddisfazioni, quella insomma che Peguy chiama "un'anima bell'è fatta."
Il "Benedictus" ci ricorda anche che questa libertà presente e permanente, questo perdono soprattutto, ci sono stati donati dall'inizio della storia:" Così Egli ha concesso misericordia ai nostri padri".
Quella misericordia non è un fatto del passato, ma è la nostra stessa vita. Basta solo essere disposti a seguire la  strada che il Miracolo, cioè la Sua dolce Presenza, ci indica, stare con quella Presenza così come essa si fa presente.




Benedetto il Signore, Dio di Israele,*

perché ha visitato e redento il suo popolo

e ha suscitato per noi una salvezza potente*

nella casa di Davide suo servo,

come aveva promesso*

per bocca dei suoi santi profeti di un tempo,

salvezza dai nostri nemici*

e dalle mani di quanti ci odiano;

così Egli ha concesso misericordia ai nostri padri*

e si è ricordato della sua Santa Alleanza,

del giuramento fatto ad Abramo nostro padre*

di concederci, liberati dalle mani dei nemici,

di servirlo senza timore in santità e giustizia*

al suo cospetto per tutti i nostri giorni.

E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell'Altissimo,*

perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade,

per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza*

nella remissione dei suoi peccati,

grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio,*

per cui verrà a visitarci dall'alto un sole che sorge,

per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre e nell'ombra della morte,*

e dirigere i nostri passi sulla via della pace.

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Un post scritto da una mia amica che fingeva di essere un maschietto

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Non ho mangiato troppo. Non sono nemmeno particolarmente nervoso.


Mi sono messo a girare per casa, ho raddrizzato qualche quadro ( storti mi danno fastidio), ho bevuto un grosso bicchiere d'acqua fresca.


Ho intravisto dalla finestra la luna un po' appannata e qualche stella.


Con un' occhiata ho scorso i titoli dei libri ammonticchiati sul tavolino, che prima o poi leggerò .Non stanotte.


Mi sono seduto sul divano e ho chiuso gli occhi.


Le donne mi sono antipatiche.


Questo pensiero è arrivato all'improvviso, non so da dove né perché.


Nessun presagio, nessun evento particolare, nessun incontro. Niente di niente.


Chissà da quanto tempo stava lì in agguato, inascoltato, disperso in mezzo a mille altre sensazioni, immagini, ricordi, suggestioni diverse.


Ma ormai è lì, indietro non si torna.


Né posso far finta che non ci sia.


Me ne assumo la responsabilità.


Viene proprio da me, nessuno me lo ha suggerito, non c'è l'ombra del risentimento né motivi di rivalsa o di frustrazione. No.


Le donne mi sono " naturalmente" antipatiche.


Prendiamo per esempio la tanto decantata maggiore sensibilità.


Le donne non sono più sensibili, ma più sentimentali.


Che è cosa affatto diversa.


O la loro maggiore capacità di esprimere sentimenti ed emozioni.


Hanno solo meno pudore ed una pervicace tendenza ad esagerare l'importanza degli uni e delle altre.


Sono sempre buoni i sentimenti e belle le emozioni.


E depositari di verità, per piccole che possano essere.


Spesso hanno studiato da sante, a volte con qualche profitto.


E sono sempre in credito, come gli esattori delle tasse.


Poche sono capaci di vera allegria e di ironia. Che confondono con il sarcasmo.
Per poche ho provato istintiva simpatia. Quelle di cui ho sentito l'autenticità.




Sì, le donne mi sono naturalmente antipatiche.


Ora lo so e non ci posso fare niente.


E nemmeno lo desidero.

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pensieri notturni

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Siamo ancora nel mese di luglio. Temporali a non finire, e l'aria, come questa sera, è fresca e dolce. La finestra è aperta e dal lettone, vedo un cielo grigio e tanti voli di uccelli notturni. Grida stridule attraversano l'aria. Io osservo e ascolto e così medito placidamente in questa quiete irreale. 
Di colpo ho paura. La guerra. Come posso credere che tutto questo da un giorno all'altro potrebbe dissolversi? Come posso immaginare la casa in polvere, i vetri sbriciolati? Come potrebbe la luce non accendersi più? No, non è possibile. Qui no.
 Dopo un attimo non riesco neanche ad aver paura con convinzione, non ora, almeno. Il mio scenario è troppo pieno di luce e di pace. Ad un livello tale che è uscito dal tempo, è nello spazio, è perfetto. Fuori c'è Lui. E' il Suo regno. E' Lui che mi riporta la serenità in cui potrò cullarmi.
E viene la pioggia. Prima lieve, poi più forte. Le gocce rimbalzano sulle foglie degli alberi e così coprono tutti i rumori. 
Ora il panorama è cambiato. Ritorna il silenzio. L'ultima ombra d'angoscia se ne va. Mi lascio andare alla preghiera e poi il sonno arriverà. 
Quante volte mi capita di incontrare Dio, così, all'improvviso, ma qualunque ne sia la causa finisce sempre per essere un bell'incontro come il panorama notturno che ho postato. 
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Momenti di vita

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Dopo una notte trascorsa benissimo, finalmente con un refolo d'aria fresca che ci invitava a dar vita ai sogni, mi sono alzata presto, sempre dopo Paolo, per iniziare la giornata con la prima pastiglietta, da ingerire a digiuno e, per dare spazio alle altre medicine, attendere ben quindici minuti. Normalmente me ne ritorno a letto, con un timer postato perchè, nel caso mi riaddormentassi, mi ricordasse i miei riti. 
Come sempre, Paolo, mi sente arrivare, assonnata a piedi nudi e in camiciona, tanto carina che mi pare d'essere Maga Magò, e mi abbraccia dandomi un bacio. Oggi però mi guarda severo e mi dice: "Meno male che i negozi aprono presto, la marmellata era finita e non me lo avevi detto. Ho dovuto andare in fretta a comperarla se volevamo fare colazione!" 
Io resto lì, lo guardo, anche lui è ancora in pigiama, e gli dico: "Eh, sì è vero, scusami  me ne sono dimenticata." 
Ritorno nel letto. Timer, seconda pastiglia e bicchiere d'acqua in mano così non dovrò alzarmi per la seconda pastiglia.
Intanto,senza far rumore, Paolo si veste. Io  non dormo, sotto il lenzuolo comincio a salutare Dio e sgrano il Rosario che ultimamente dedico a Santa Rita.
Paolo (il protagonista) mi viene vicino per sussurrarmi che sta andando a prendere il giornale e  farà anche un po' di spesa nel supermercato vicino.
Esce, chiudendo piano la porta.
Io interrompo il Rosario al terzo mistero, chiedendo scusa a santa Rita, e rifletto sul discorso che  mi aveva fatto in precedenza. Mi alzo, sempre a piedi nudi, vado a prendere un foglio dalla stampante, e matita alla mano scrivo:

Caro Paolo, 
Sto ancora un po' nel letto aspettando che Ada si svegli.
Sono molto dispiaciuta che tu abbia dovuto andare a comperare la marmellata, così presto e poi in pigiama!
Chissà che freddo avevi !!!
Spero non ti sia preso un'infreddatura!
Sai che anche le fette biscottate stanno per finire?
Baci Lucia.
Ho preso la mia coperta "Nunù". Il dolore che provo per averti creato quanto sopra e il conseguente pentimento mi creano un freddo immenso! A dopo.

Ah, Ah.....

Sono proprio ritornata nel lettone. 
(La mia coperta "Nunù" è una coperta tutta mia (che usa anche Elena quando non sta bene) Nunù perchè io da sempre chiamo così i peluches, e questa coperta è un po' pelosetta)
 Ho continuato il Rosario. 

Sento Paolo aprire la porta. Aspetto. Finalmente arriva da me con il foglio in mano, ridendo.
E rido anch'io." Fuori sono andato veramente, sul balcone dico!" mi dice. E giù a ridere come due monelli che  hanno combinato una marachella, in questo caso hanno rubato la marmellata!

Ringraziamo Dio per la serenità e la Bellezza della vita che ci dona. Il dolore e le tristezze vengono così da Lui trasfigurate. Buona giornata a tutti!


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Ieri e oggi...

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Ieri



Oggi


Il prossimo 30 luglio compirò 74 anni!
Più divento ricca di anni, più credo nell'immortalità dell'anima. Perchè più invecchio, più mi sento pronta a "vivere".
Il vero male della vecchiaia non è l'indebolimento del corpo, ha detto Andrè Maurois, ma l'indifferenza dell'anima.
Prendo alla lettera il consiglio dell'apostolo Paolo "Che tutto ciò che è buono e bello sia il vostro unico pensiero, e voi sarete trasformati in quella medesima immagine, di gloria in gloria".
E finisco le citazioni con le parole di Paul Claudel: "Che lo spirito abbia la meglio sulla carne!"

Sì, mi accorgo di invecchiare! E stupitevi se vi dico che il mio cuore è più allegro che negli anni passati. Parlo da sola, con i fiori, con il mio gatto....Ieri sera mentre raccoglievo i panni asciutti c'era un merlottino che cantava e io rispondevo fischiettando, (certamente come posso fischiettare io che non sono un merlo!), e siamo andati avanti un po' tanto che Paolo è uscito sul balcone per vedere cosa succedeva. "Ah"!
Mi capita anche di andare in una stanza per prendere qualcosa e quando sono lì non mi ricordo più perchè ci sono andata. Capita anche a qualcuna di voi?
Può darsi, certo che da giovani è diverso, ci si dimentica perchè si hanno mille cose in testa. Anch'io ho mille cose in testa. I miei ricordi ci sono tutti, belli là in fila, come le perle di una collana. Sono i nomi delle persone che spesso dimentico, non le persone care al cuore, quelle che vedo più raramente.
C'è una persona che ora mi vive accanto.....Quante volte lo prego: un'aveMaria e un Padrenostro e poi la filastrocca "Sant'Antonio dalla barba bianca fammi trovare quello che mi manca". Mi aiuta sempre, qualche volta dopo qualche giorno.....Non lo sapevate? Provare per credere!!!
Accolgo sorridendo l'invito di Gesù: " Cammina finchè hai la luce."
Anche le preghiere le ricordo tutte. La preghiera, la meditazione, il raccoglimento, la lettura, il dono di sè e allora Dio penetra nella nostra vita attraverso le nostre fragilità.
Ho ancora molto da dirvi ma i miei occhi sono stanchi e quindi fanno male.
Ricordo a me stessa che la vecchiaia ci introduce alla soglia del Mistero. Buona giornata


Dani è proprio scura!!!io l'ho pubblicata ugualmente....
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parliamone

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Ho acquistato e iniziato a leggere (ho tanto tempo) Vita e Destino di Vasilij Grossman. (750) pg.!
Leggo:
Nel disastro della storia, Grossman, non omette la bellezza. Non per consolazione, ma perchè nella vita c'è il Destino.
Potevo ignorare queste parole?
Qualche amico l'ha letto? Cosa ne pensate? Trascorrete liete giornate anche se il caldo è proprio arrivato....Abbracci Lucia
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BEATA VERGINE MARIA DEL MONTE CARMELO

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Oggi 16 luglio si ricorda la Beata Vergine Maria del Monte Carmelo.

Prima di spiegarvi il significato del gesto di Maria SS. qui nell'immagine, (presumo verso il Beato San Simone Stock) voglio confermarvi che io sono una laica Carmelitana scalza, ho ricevuto lo "Scapolare" il 21 giugno 1997 a Concesa dal Padre Gerardo.
Qui Maria dona al Santo "l'abitino" che all'inizio indicava chiaramente il mantello dei carmelitani e in seguito verrà chiamato "scapolare" . Più avanti verrà ridotto  a due quadratini di tessuto marrone, come il mantello, in cui in uno viene raffigurata Maria e nell'altro Gesù.


Questo segno, sostituibile con una medaglia, è insieme al rosario, il più diffuso nella pietà dei fedeli di tutto il mondo. La celebrazione della festa della Madonna del Carmelo (I Re 18,19-46) quindi festa dell'Ordine Carmelitano e di quanti sono uniti al Carmelo nel riconoscere Maria quale sorgente di ogni bene in Cristo, e quale modello evangelico nel vivere in preghiera e specialmente nella preghiera contemplativa.







Fior del Carmelo,
vite fiorente,
splendor del cielo,
tu solamente sei vergin Madre.

Madre mite
e intemerata,
ai figli tuoi
sii propizia, stella del mare.

Ceppo di Jesse,
che il fior produce,
a noi concedi
di rimanere con te per sempre.

Giglio cresciuto
Tra le alte spine,
pure conserva
le menti fragili e dona aiuto.

Forte armatura
dei combattenti,
la guerra infuria:
poni a difesa lo scapolare.

Nell’incertezza
dacci consiglio,
nella sventura
dal cielo impètra consolazione.

Madre e Signora
del tuo Carmelo,
di quella gioia
che ti rapisce sazia i cuori.

O chiave e porta
del Paradiso,
fa' che giungiamo
ove di gloria sei coronata.
Amen.

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Il nuovo umanitarismo è il surrogato della fede

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L'ateismo pratico o laicismo, caratterizzato da una divisione tra
la fede e i problemi della vita, con che cosa supplisce
all'assenza della fede, all'assenza di coscienza del rapporto
con l'oltre, con il Mistero, nelle cose della vita?
Nelle cose della vita, certo, perché, come diceva
Cosimo de' Medici in un'arguta sua frase. " A noi non interessa
il cielo, a noi interessa la terra" ; e anch'io la sottoscriverei,
nel senso che se accetto il cielo è perché questo è
l'unico modo per spiegare e dare un senso alla terra, per
moltiplicare il gusto della vita in questa terra.
Può non interessarvi la vita eterna, perché
siete ignoranti in materia religiosa, ma se non vi
interessa vivere meglio quaggiù è infinitamente peggio.
I cristiani devono mostrare al mondo la verità, ma
domandiamoci che cos'è la verità? E' ciò che
corrisponde alla vita.
In questo senso può intendersi la definizione
di san Tommaso d'Aquino:
" adaequatio rei et intellectus", ossia come corrispondenza,
cioè adaequatio della proposta alla vita.
Si tratta perciò di un'esperienza da fare, di un incontro da vivere.
L'amore senza Dio è solo un nuovo umanitarismo, ed
è un male in sé perché contraddice la realtà
cristiana eludendone il vero contenuto, stendendo un velo
sopra di esso.
Il nuovo umanitarismo è il surrogato della fede.
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Incontri

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La testa china sulla scrivania. Progetti e pratiche varie sono all'attenzione di Giorgio, un nostro parrocchiano. Bussa alla porta un amico: voce squillante accento di chi vive in Italia da tempo, ma non ha dimenticato la lingua della sua terra Dakar (Senegal) inizia subito a sottoporre il suo problema. Dimenticavo di dirvi il suo nome: Mori.
Parte subito a raccontare a Giorgio che lui in Italia non ce la fa più, non riesce a mandare i soldi a casa: vorrebbe ritornare alla sua casa e nel suo cuore ha un progetto: costruire un forno a legna.
"Sai, dice, da noi in Africa, le donne fanno ancora il pane in casa, Mi aiuti a mettere in piedi quest'idea?"
Guardandolo in faccia scoprivi il suo senso di dignità, di scoperta di sè, il suo amore per la sua gente.
Giorgio si chiedeva, ma perchè proprio a me?
Erano trascorsi tre anni da quando Mori era in Italia e aveva scelto la nostra Parrocchia per cercare degli amici, gli sembrava il luogo adatto...
E ora era davanti a Giorgio con quella strana idea in testa e gli occhi che scrutavano e cercavano di capire i pensieri di Giorgio.
"Quando il cuore riconosce che lì, in Giorgio, c'è qualcosa di più grande, succede che una Luce ti illumina il cuore. Come quando ti fai sorprendere da un temporale e dopo due minuti ti ritovi tutto bagnato, dopo devi decidere se continuare nel cammino indicato o cambiare strada!"
Se ne è parlato in consiglio pastorale....e a settembre se ne riparlerà....ma le impressioni sono positive. Tutti sorridono, si parte per le ferie e poi ci si rincontrerà.
Dopo qualche giorno Mori ritorna da Giorgio, gli racconta che andrà a Rimini a fare la stagione sulle spiagge, "e poi volevo dirti che ti voglio bene come a un fratello, tu sei diverso".
Giorgio tace e guarda il Crocifisso che c'è nella stanza e "Se ti voglio bene, è perchè mi vuole bene Lui."
Ci rivedremo a settembre.
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Ci sono giorni...

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Oggi non è piovuto. Neppure una goccia....ma la giornata non è finita, il nostro temporale quotidiano è dietro l'angolo del cielo grigio.
E in questo grigio che mi sovrasta  trovo l'assoluta semplicità dei miei rapporti con Dio e la bellezza perfetta dei doni che Lui ci ha distribuito gratuitamente.
Ci sono giorni in cui anche solo l'idea di Dio, mi fa sentire inadeguata. Ho voglia di fuggire. Ho letto, non so dove, che non si fugge da qualcosa, ma verso qualcosa ed è proprio il mio caso.
Mi pongo continuamente infinite domande che naturalmente rimangono senza risposta, mi pare di essere su di un precipizio, sospesa nello spazio, nel grigio...allora mi resta una sola cosa da fare: camminare a lungo, lasciarsi bagnare dalla pioggia, stare e ascoltare il silenzio. A poco a poco la pace ritorna. Lo so, torna sempre, ed è in quei momenti vedo, amo, cose che normalmente non mi accorgo della loro esistenza. Chi sono? Da dove vengo? Dove vado? Sono problemi che forse abbiamo tutti che non possiamo risolvere, ma accettare. E accettare è un atto di fede, la vita è un atto di fede, la fede è un atto d'amore.
Vengo da Dio e vado da Dio attraverso l'amore.
Io credo nelle parole che scrivo anche se a volte mi sembra un'autentica pazzia. Ma, mi dico,  una persona che crede alle parole che Gesù le ha fatto conoscere attraverso i Vangeli, cosa fa?  prega. E pregare per me è molto naturale. Quando parlo con Dio non cerco parole difficili, ma solo quelle che il mio cuore mi suggerisce. Dio mi conosce e penso che non si stupisca più: potrebbe essere un gioco tra me e Lui. Quante promesse mio Signore, quante richieste di perdono!
La preghiera allora diventa come un setaccio: io ci metto la sabbia e Lui mi regala oro rilucente e prezioso. Per usare le parole de Anna Vercos "Mio Dio quanto sei grande e come è bello il mondo"!
Buonanotte.
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La morale cristiana è solo Cristo

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Non esiste una morale cristiana, esiste solo una testimonianza ed una metanoia. Ancora troppi confondono la fonte con la foce inquinata da fin troppi rifiuti tossici, anche quelli aggiunti dai denigratori che però come gli altri non sanno e non vogliono andare controcorrente. La testimonianza è Cristo.
La morale cristiana non sono le leggi di dinamismi più o meno scientificamente scoperti nelle mosse del divenire umano dall'analisi razionale, ma l'attrattiva scoperta e ragionevolmente riconosciuta di fronte a quella Presenza eccezionale.
Il motivo e il contenuto dell'azione è Cristo: questa è la moralità perché Lui è la Verità.
Non basta sapere le leggi per osservarle. Lo sapeva bene san Paolo che, nella "Lettera ai Romani", afferma nettamente:" C'è in me il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo. Infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio".
La speranza dell'uomo e di un popolo non si possono poggiare sulle leggi; le leggi non sono capaci di darci la forza di aderire al bene che pur vediamo.
Dimenticando Cristo potrebbe avverarsi quel presagio e quell'incitamento di Nietzsche che ritiene decisivo, per superare e sconfiggere definitivamente il cristianesimo, attaccarlo non tanto sul piano della sua verità quanto su quello del valore della morale cristiana, mostrando che essa costituisce un crimine capitale contro la vita. In concreto il cristianesimo avrebbe introdotto nel mondo il sentimento e la coscienza del peccato e sarebbe il più grande avvenimento della storia dell'anima malata e il più fatale artifizio dell'interpretazione religiosa, da superare ed eliminare facendo riconquistare alla vita umana la sua innocenza, al di là del bene e del male, e così la gioia di vivere e una libertà senza confini.


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Parole del deserto - Preghiera e immagine di Dio

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L'uomo che prega si rivolge a Dio «che non si vede» (cfr. I Giovanni 4,20). E tuttavia nella preghiera è implicata necessariamente una certa immagine di Dio da parte dell'uomo. È evidente allora come sia facile il rischio della menzogna e dell'idolatria: il rischio è quello di forgiarsi un Dio a propria immagine e somiglianza e rendere la preghiera un atto autogiustificatorio, autistico, rassicurante. L'esempio della preghiera del fariseo e del pubblicano al Tempio .nella parabola lucana (Luca 18,9-14) è significativo. I due diversi atteggiamenti di preghiera esprimono due differenti immagini di Dio relative a due differenti immagini che i due uomini hanno di sé. In particolare, la preghiera del fariseo manifesta l'atteggiamento di chi «si sente a posto con Dio»; ai suoi occhi il suo Dio non può che confermare il suo agire, eppure la frase finale della narrazione sconfessa l'immagine di Dio che quest'uomo aveva: egli non tornò a casa sua giustificato! Mentre il pubblicano si espone radicalmente all'alterità di Dio entrando così nel rapporto giusto con Dio, il fariseo sovrappone il suo «ego» all'immagine di Dio: nella sua preghiera c'è (con)fusione tra il suo «io» e «Dio». Rischio, questo, molto frequente presso gli uomini religiosi!
Ora, il primato dell'ascolto nella preghiera cristiana indica che essa è lo spazio in cui le immagini di Dio che noi forgiamo vengono spezzate, purificate, convertite. La preghiera, infatti, è ricerca di un incontro fra due libertà, quella dell'uomo e quella di Dio. In questa ricerca la distanza fra immagine di Dio forgiata dall'uomo e alterità rivelata di Dio diviene lo scarto fra la domanda e l'esaudimento, fra l'attesa e la realizzazione. Ecco perché al cuore della preghiera cristiana c'è l'invocazione: «Sia fatta la tua volontà» (Matteo 6,10). Nello scarto fra volontà dell'uomo e volontà di Dio la preghiera agisce come spazio di conversione e accettazione della volontà di Dio. È lo scarto, ed è la preghiera, che ha vissuto Gesù stesso al Getsemani: «Abba, Padre! Tutto è possibile a te, allontana da me questo calice! Però non ciò che io voglio, ma ciò che tu vuoi» (Marco 14,36). È lo scarto, ed è la preghiera, che Paolo ha vissuto con particolare drammaticità: «Perché non montassi in superbia per la grandezza delle rivelazioni, mi è stata messa una spina nella carne, un inviato di Satana incaricato di schiaffeggiarmi, perché io non vada in superbia. A causa di questo per ben tre volte ho pregato il Signore che l'allontanasse da me. Ed egli mi ha detto: "Ti basta la mia grazia; la mia potenza, infatti, si manifesta pienamente nella debolezza"» (2 Corinti 12,7-9). Paolo accetta la contraddizione portata alla sua richiesta che non viene esaudita e così la sua preghiera lo porta a riflettere esistenzialmente l'immagine del Dio che non l'esaudisce, ma che gli resta accanto nella sua debolezza. Paolo deve accettare la modificazione della sua, pur corretta e rispettosa, immagine di Dio. Così la sua vita si conforma sempre più all'immagine rivelata di Dio: quella del Cristo crocifisso.
La preghiera cristiana conforma l'orante all'immagine del Cristo crocifisso. E il Crocifisso nel suo grido sulla croce ha accettato l'assenza assoluta di immagini di Dio. Il grido: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?» (Marco 15,34) denuncia la distanza fra l'immagine conosciuta del volto di Dio e la realtà presente. E dopo il grido dell' abbandono, secondo Marco, c'è solo un urlo inarticolato: «Gesù, dando un forte grido, spirò» (Marco 15,37). Non c'è più parola, non c'è più immagine; non c'è più teo-logia, non c'è più parola su Dio; non c'è più rappresentazione di Dio. Dunque, non c'è più riduzione di Dio a idolo! Il silenzio e ilbuio delle tre ore dall'ora sesta all' ora nona sono il sigillo di questo indicibile e invisibile di Dio che salvaguarda il suo mistero e la sua alterità.
Ma proprio quel radicale annichilimento di immagini di Dio (chi mai ha raffigurato Dio in un condannato a morte?) e di parole su Dio (il Dio crocifisso non spezza forse ogni 16 gos?) è l'abolizione radicale dell' idolatria, della riduzione di Dio a immagine dell'uomo. La presenza di Dio, l'immagine di Dio ormai va vista lì, nel Cristo crocifisso: «Egli è l'immagine del Dio invisibile» (Colossesi 1,15). Sì, il Cristo crocifisso annichilisce Dio come immagine dell'uomo e ci presenta un uomo come immagine (eikon) di Dio. Il Cristo crocifisso è l'immagine di Dio che spezza le nostre immagini di Dio. Il Crocifisso è anche l'immagine di fronte alla quale noi preghiamo, ma che deve spezzare le immagini che, volenti o nolenti, proiettiamo su Dio. L'immagine di Dio manifestata dal Cristo crocifisso smentisce l'immagine di Dio «professata» dal fariseo al Tempio, immagine connessa a una certa considerazione di sé supportata da un'immagine - spregiativa - degli altri. La preghiera è dunque composizione attorno al Cristo crocifisso delle immagini di sé, degli altri e di Dio. L'immagine di Dio che è il Cristo crocifisso custodisce Paolo dalla tentazione dell'orgoglio, del «super-io» (il «montare in superbia», hyper-airomai, 2 Corinti 12,7, convertito nel porre il proprio vanto nelle sofferenze patite «per Cristo», hypèr Christou, 2 Corinti 12,10) e lo conduce, grazie alla preghiera, a parteciparla nella sua vita: «lo porto le stigmate di Gesù nel mio corpo» (Galati 6,17; cfr. Colossesi 1,24). Così la preghiera, conformando al Cristo crocifisso, diviene anche promessa di resurrezione, spazio di trasfigurazione nell'immagine gloriosa del Signore (cfr. 2 Corinti 3,1










Un mio amico, confratello in quanto Carmelitano scalzo, lui consacrato io laica, ha un blog in cui io mi rifugio quando mi rendo consapevole che ho bisogno di ritrovare me stessa in un incontro vivo. Caro Padre Giorgio,


grazie di tutto. Oggi, chiedo a Maria, Madonna del Carmelo, di rinnovare in te, al sorgere di ogni giorno, l'esperienza di quella figliolanza dal Padre che diventa generatrice di vita nuova nella letizia, come vedo accadere in ogni tuo nuovo scritto. Il Blog è Footprints of Jesus.
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La Chiesa viene attaccata perché difende la famiglia

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Pensate che la Chiesa venga attaccata per i preti pedofili?
La Chiesa viene attaccata perché difende la famiglia, perché è contro il divorzio e l'aborto. Sul divorzio c'è un giro d'affari enorme. Sulle pillole abortive e quelle del giorno dopo le multinazionali del farmaco si ingrassano a dismisura. La pillola abortiva è un falso. Procura danni a volte mortali. La pillola del giorno dopo è utilizzata dalle ragazzine di 13/14 anni che la scambiano come contraccezione. E' una bomba ormonale.
Sembra avverarsi quel presagio e quell'incitamento di Nietzsche che ritiene decisivo, per superare e sconfiggere definitivamente il cristianesimo, attaccarlo non tanto sul piano della sua verità quanto su quello del valore della morale cristiana, mostrando che essa costituisce un crimine capitale contro la vita. In concreto il cristianesimo avrebbe introdotto nel mondo il sentimento e la coscienza del peccato e sarebbe il più grande avvenimento della storia dell'anima malata e il più fatale artifizio dell'interpretazione religiosa, da superare ed eliminare facendo riconquistare alla vita umana la sua innocenza, al di là del bene e del male, e così la gioia di vivere e una libertà senza confini.
 
 
 
 
 

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Pensieri sparsi

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Piove

Piove da un'ora soltanto,
ma il bimbo pensa che già
piove da tanto, da tanto,
sopra la grande città.
Piove sui tetti e sui muri,
piove sul lungo viale,
piove sugli alberi oscuri
con ritmo triste e uguale;
piove; e lo scroscio si sente
giungere dalle vetrate,
che versano lacrime lente
come fanciulle imbronciate.
Piove; e laggiù sulla via
e in ogni casa, già invade
l'intima malinconia
di quella pioggia che cade.


Mi è sempre piaciuta questa poesia di Ada Negri che imparai alle scuole elementari.

Un giorno di anni fa e, appunto, di pioggia, mi trovavo in Val Ganna, nel "Villaggio Alpino del T. C. I." . Eravamo al buio, perchè la luce era spenta, per un cortocircuito, non so il motivo preciso, e la maestra pensò di farci recitare, a turno, la poesia che amavamo di più. Io recitai, proprio recitai, questa. La maestra, mi fermò e mi chiese di ricominciare. Lo feci e la maestra mi ringraziò chiedendomi chi mi avesse insegnato a recitare così la poesia. Risposi: nessuno. Da quel momento divenni la lettrice ufficiale, dei brani da leggere durante i pasti! Che onore!
Quel giorno volai in alto nel cielo imbronciato come dice la poesia.
Ecco che il passato mi porta i ricordi di un giorno felice, di momenti felici.
Sapete cosa leggevo duranti i pasti? Passi del Vangelo che la Suora incaricata mi indicava. No, non è stato l'incontro con la I maiuscola!. Leggevo cose che nessuno mi spiegava e che poi dimenticavo. Non era giunto il momento giusto.....
Il momento che stavo vivendo doveva essere vissuto bene, utilizzato bene, "C'è un tempo per leggere e un tempo per capire".
Noi siamo fatti per delle cose grandi e belle, ma abbiamo bisogno dell'aiuto della mano Paterna. Lui che è il Signore del mio cammino, della mia vita.
Se vogliamo scalare una montagna, ci vuole una guida abile. Se vogliamo scrivere un libro, bisogna che qualcuno mi insegni la grammatica o la sintassi; se si desidera guidare un treno, un aereo, un autocarro dobbiamo prepararci con cura e ci si fa condurre e insegnare da persone preparate allo scopo.L'Incontro lo feci più tardi.
Infinite volte abbiamo la necessità di una spinta morale o fisica e di una mano tesa idealmente o praticamente.
Dobbiamo imparare a conoscere i nostri limiti, in questo conosceremo se abbiamo bisogno di un aiuto umano o...
Ma lo sappiamo che il nostro Dio è a portata di mano? Ci cammina a fianco? Lui è Tutto!
E' assurdo non invocarLo quando riconosciamo di non essere che piccole persone bisognose di sentirLo sorridere mentre ci abbraccia.
Allunghiamo il passo, tendiamo l'orecchio e sentiremo il Suo respiro, portato dal vento leggero che accompagna la pioggia di oggi, beh, anche dei giorni scorsi.....luglio mese del sole!!!



  


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Fedeltà

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Parliamone.
La fedeltà è la base delle virtù, poichè la virtù è la fedeltà alla legge del bene. La persona fedele ha il merito di farsi carico dell'amico infelice, nell'amicizia è e resta disinteressata.
V. Jankélévitch "fedeltà è permanenza di ogni cultura, da sola fonda la vita spirituale e morale"
e dice ancora che è il cuore della pazienza. La fedeltà fa del lampo una chiarezza, della scintilla una luce".
Non bisogna ingannarsi con l'amore. Noi donne temiamo, a ragione, di essere amate solo per quanto c'è in noi di "fuggevole" come la giovinezza o la bellezza che con il tempo muteranno il nostro aspetto.
La vera fedeltà è altrove. Trova la sua sorgente nell'amore più pieno, che si rivolge alla totalità dell'essere, a ciò che non passa. L'Amore di Dio.
Molto tempo fa, ricordo che chiesi a Paolo cosa ne pensava della fedeltà. Mi rispose. sbalorbendomi e facendomi molto arrabbiare: "Non me lo chiedere, perchè io sono fedele per natura!!!"
Gli risposi offesa:" Devi essermi fedele perchè mi ami non perchè sei così di natura! Se è così sappi che io non lo sono per natura, ma perchè ti amo....attento Paolo!"
E' importante continuare ad essere se stessi, magari rinnovandosi  ricordandosi ciò che l'altro ha trovato in noi tanto da incuriosirlo,fino ad amarci! 
Restiamo fedeli alla speranza, a ciò che ci ha fatto incontrare e crescere nell'amore, verso se stessi, verso l'altro e verso Dio.

C'è un tempo, nella nostra vita, che l'amore diventa tenerezza:il bacio della sera e quello del mattino, magari con gli occhi ancora chiusi dal sonno. Ma non solo questo.
Domenica scorsa era la festa di Paolo e Rosalba, sorella di Paolo, gli ha detto: "comprati i libri che vuoi, poi ti rimborso" E Lui, mi ha regalato un libro di cui avevamo parlato nei giorni precedenti, di un autore di cui non avevo letto niente e che a lui non piaceva: "Le poesie di PPP"
Ecco un esempio di tenerezza. Un amore che tenendoci per mano ci porterà in cielo, spero insieme! 



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Peguy: Lui è qui. ( Con la faccia per terra)

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In questi giorni, per motivi particolari ,ho potuto leggere e leggere senza essere troppo disturbata. Ho scelto un libro a cui sono molto affezionata: "Lui è qui." di Charles Peguy. Per parlare di lui occorrono tante righe, tante parole, e penso di non riuscire  a descrivere le sue opere come meritano. Consiglio: leggete  Peguy ve ne innamorerete! Il suo narrare è misto tra poesia e prosa...


"Non si è mai parlato così cristiano"
(H.U. Von Balthasar)



Nessun uomo, ragazzo mio, è abituato alla morte, a nessuna morte che lo tocca...Vi è nella morte un residuo di mistero tale, una tale rivelazione di mistero che ogni uomo rimane colpito, toccato... Io ho visto morire molti uomini, ragazzo mio, io ho fatto la pelle dura. Io sono abituato. Ci si abitua? No, ragazzo , non ci si abitua affatto...Poichè la morte carnale, ragazzo mio, il laceramento del corpo, la separazione del corpo, è una disgrazia, una miseria...e non vi è alcun uomo al mondo che non vi abbia sentito il colpo. 
Dio stesso ha temuto la morte... 
Allora egli disse loro:
"La mia anima è triste fino alla morte: restate qui e vegliate con me."

Ciò che bisogna vedere, amico , ciò che è annunciato qui, rispetto al quale tutto è niente, tutto è solo procedura, ciò che è il midollo e il contenuto stesso della passione, ciò che qui è annunciato è la morte stessa... Fu proprio la morte carnale, ragazzo mio,  la semplice morte, che lo mise in questo stato, la sua morte corporale, la sua morte temporale...Dio stesso ha temuto la morte...Triste fino alla morte.

Ed essendo avanzato solo un poco, cadde sulla sua faccia, pregando e dicendo: "Padre mio, se è possibile, che questo calice passi lungi da me, e comunque non come io voglio, ma come tu vuoi."

Tutto il cristianesimo era pronto, tutto il cristianesimo era deciso. Ed ecco. Tutto questo aveva persino un principio di esecuzione. Lui stesso aveva personalmente azionato il tragico apparato. Temporalmente, eternamente, tutto era pronto, tutto aveva cominciato a funzionare.
Adamo da Adamo attendeva, il mondo era in attesa dopo Adamo. Il cielo era in attesa dopo Adamo...L'eternità stessa attendeva, figlio mio, essa che non attende mai, che non attende affatto, l'eternità stessa era sospesa. L'eternità stessa era in bilico.

E Lui stesso stava per essere garanzia per tutto il genere umano! Cosa deve essere, figlio mio, cosa deve essere questa morte, per fare uscire alla fine questa spaventosa preghiera. Questa atroce preghiera di un'ansia carnale, di un'ansia come eterna, questa atroce preghiera di una angoscia infinita. "Passi da me, Padre mio, se è possibile. Passi da me questo calice.


Peguy continua nella sua narrazione, sempre più vera, sempre più amata per il Dio che è la sua vita, ma ho paura di stancarvi anche se sono sicura che queste pagine intense illuminerebbero il nostro conoscere. Vedrò. Può essere che continui a copiare. Grazie e buona lettura!
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