benvenuto maggio

20 comments

Nel nostro primo tacere
ci doniamo interamente al vento
e, vibrando, in rami ci mutiamo,
nel maggio che avanza ascoltiamo.
Là dove un'ombra sui nostri sentieri,
noi lo sentiamo - e scroscia una pioggia festosa:
il mondo avanza incontro a Lei,
per farsi prossimo al Suo dono.(R. Maria Rilke)


AUGURI FESTOSI A TUTTI!



Leggi tutto

Sinjavskij pensieri improvvisi

1 comment



Che piacere ti fa l'uomo della strada quando ti dice
"per favore" oppure "grazie".
E lo dice con tanto calore, come se ti augurasse 
veramente la salvezza.
Solo su questo calore umano si regge il mondo,
specie il mondo russo.
"Fratello", "paparino", " siate buono", basta una qualsiasi di queste parole.
Senza particolare riguardo, ma con una intonazione familiare.




Stavo in un ristorante e guardavo intorno. Era giorno. I pochi avventori sembravano gente provvisoria, di provincia, o gente venuta per mangiare in un locale di lusso una volta nella vita. Capitato per caso, m'interessavano quegli individui che erano lì altrettanto per caso.
Lo sguardo mi andò sulla ragazza sempliciotta dai capelli fini fini, arricciati, e la bocca enorme, spalancata. Rideva forte, mostrando grossi denti. La guardai pensando che era mostruosa. E fui turbato da questa persona, brutta, soddisfatta di sè. Mi sembrò che non avesse diritto nè di sedere a quel tavolo, nè, addirittura di esistere. Non si vergognava di essere tanto brutta? E come poteva ridere brutta com'era?...
All'improvviso mi colpì una riflessione. Mi colpì tanto che continuo a pensarci su, sebbene sia quasi l'ora di dimenticarmene. Pensai: Che diritto hai tu di giudicarla quando Dio stesso la sopporta? Quando tutti noi brutti ed abietti, Egli permette di esistere? Eccoci qui seduti; mentre noi ci disprezziamo, pronti ad estirparci dalla faccia della terra, Lui che vede perfettamente tutta la nostra bruttura, ci lascia vivere, pur potendo in un batter d'occhi stroncare la nostra sfrontata esistenza, piena di millanteria. Chi ti autorizza a disprezzare quella ragazza se Lui la ama, Lui perfetto al di là di ogni misura?
La coscienza della mia ingiustizia, così evidente di fronte al Suo volere, mi portò a un improvviso buonumore.
In fondo all'anima dovevo frenare quella risata che piano piano sentivo risalire dal cuore, quasi avessi sentito su di me uno sguardo affettuoso, accondiscendente.
Ma la mia allegria non conosceva più malignità ed era piena di gratitudine verso il pensiero che mi aveva rivelato tutto questo e che, a sua volta, rideva di me e di tutti noi con un riso buono, luminoso. E mi pare tutt'ora che in quel momento ilm Signore mi benedicesse con questo Suo riso.
Leggi tutto

Il nostro borghesismo si vede a occhio nudo

4 comments




Il nostro borghesismo si vede a occhio nudo. Il borghesismo è infatti la non radicalità con cui percepiamo il rapporto con Cristo. Se lo percepissimo con radicalità il nostro rapporto con Cristo giudicherebbe tutto. Quello che siamo, quello che facciamo, la vita comunitaria, la notizia del giornale, l'ambiente del lavoro. E lo giudicherebbe come l'aratro che ferisce la terra perché il seme vi penetri e dia frutto: il giudizio di Dio è il rinnovamento generato dallo Spirito.
E' necessario che cominciamo a prendere sul serio la fede come reagente sulla vita concreta, in modo tale che siamo condotti a vedere l'identità tra la fede e l'umano più vero.
Così, ad esempio, il rapporto uomo-donna vissuto nella radicalità del rapporto con Cristo viene a galla con la sua esigenza di verità e unità, di fedeltà e di permanenza nel tempo.
Così l'atteggiamento di fronte alla vita secondo la radicalità della fede diventa rispettoso della persona e della dignità del suo destino.


Leggi tutto

Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII Santi

6 comments

Viaggio a Roma nel 1994. Mese di Maggio in occasione della recita del Santo Rosario. Radio Vaticana Sabato pomeriggio con Papa Giovanni Paolo II

"TOTUS TUUS EGO SUM MARIA
ETN OMNIA MEA TUA SUNT.


Ogni tanto capita di piangere. Un pianto di ringraziamento al Signore  per la gioia di essere lì, io, proprio io.

Grazie Santo Padre per queste parole:

Grazie a te, donna-madre, che ti fai grembo dell'essere umano nella gioia e nel travaglio di un'esperienza unica, che ti rende sorriso di Dio per il bimbo che viene alla luce, ti fa guida dei suoi primi passi, sostegno della sua crescita, punto di riferimento nel successivo cammino della vita. Grazie a te, donna-sposa, che unisci irrevocabilmente il tuo destino a quello di un uomo, in un rapporto di reciproco dono, a servizio della comunione e della vita. Grazie a te, donna-figlia e donna-sorella, che porti nel nucleo familiare e poi nel complesso della vita sociale le ricchezze della tua sensibilità, della tua intuizione, della tua generosità e della tua costanza. Grazie a te, donna-lavoratrice, impegnata in tutti gli ambiti della vita sociale, economica, culturale, artistica, politica, per l'indispensabile contributo che dai all'elaborazione di una cultura capace di coniugare ragione e sentimento, ad una concezione della vita sempre aperta al senso del «mistero», alla edificazione di strutture economiche e politiche più ricche di umanità. Grazie a te, donna-consacrata, che sull'esempio della più grande delle donne, la Madre di Cristo, Verbo incarnato, ti apri con docilità e fedeltà all'amore di Dio, aiutando la Chiesa e l'intera umanità a vivere nei confronti di Dio una risposta «sponsale», che esprime meravigliosamente la comunione che Egli vuole stabilire con la sua creatura. Grazie a te, donna, per il fatto stesso che sei donna! Con la percezione che è propria della tua femminilità tu arricchisci la comprensione del mondo e contribuisci alla piena verità dei rapporti umani. 


Domani con Papa Giovanni XXIII, sarà proclamato Santo. Con felicità accompagneremo il momento con preghiere.








Leggi tutto

Beati i pacifici (M. Delbrel)

2 comments
...perchè saran chiamati figli di Dio.


A ogni svolta di strada ci sono piccole guerre,
come a ogni svolta del mondo ci sono le grandi guerre.
A tutte le svolte della nostra vita
possiamo fare o la guerra o la pace.
Ed è per fare la guerra che noi, purtroppo, ci sentiamo tagliati.
Ecco, in un attimo, il nostro vicino ci diventa nemico
se non è nostro fratello.
Perchè beni accostati di amici si ostacolano
spessissimo l'un l'altro
mentre dei fratelli reggono e dividono insieme
tutti i beni del padre.
I figli di Dio soltanto sono totalmente pacifici.
Per essi la terra è una casa del Padre celeste.
Tutto quanto esiste sulla terra gli appartiene, ed anche la terra.
Sì, veramente la terra è una piccola casa del Padre.
Ogni mattina avviandosi per strada si meravigliano di conoscere
con i loro occhi di carne tutti i fratelli che da sempre
incontravano solo nella profondità della fede.
Gli occhi dei pacifici sono benevoli e i loro compagni di strada
vi si scaldano come accanto al fuoco.
Essi non trovano mai motivo di combattere,
perchè si sanno responsabili solo della pace,
e la pace non si difende con le battaglie.
E poichè credono all'irradiazione dell'amore,
sanno che dove si fa un po' di pace, lì esplode un contagio
forte abbastanza da investire la terra.
Così vanno in duplice gioia:
gioia di un avvento di pace tutt'intorno a loro,
gioia di ascoltare una voce ineffabile
che dice "Padre" in fondo al loro cuore.

Leggi tutto

Superstizione?

6 comments






Discorso di Papa Woityla nel 2001:

"Non credete agli oroscopi e ai veggenti, non lasciatevi suggestionare dalle visioni apocalittiche del futuro. Impegnatevi invece nel presente. Gesù ci esorta a non investigare inutilmente su ciò che è riservato a Dio, che è appunto il corso degli eventi, ma a utilizzare il tempo che ciascuno ha a disposizione, cioè il presente, operando con amore filiale per la diffusione del Vangelo in ogni angolo del pianeta", assumendo un "atteggiamento nuovo" nei confronti del tempo.

Non mancano, purtroppo, giovani e adulti che, mal interpretando il genuino bisogno di Dio, si abbadonano all' occulto o cercano negli astri i segni del proprio destino".

Penso a Te, Signore, come un eterno presente. 
Pensare a Te, o Dio, vuol dire pensare a me in Te, a me già presente nella Tua eternità. Tu sarai con me domani e lo eri ieri. Tu appartieni al mio tutto.

E allora perchè nella mia tasca c'è sempre un Rosario? Perchè nella mia borsa ho un guanto di Valeria, i biglietti che mi scriveva? Nel percorso che faccio per andare alla mia parrocchia ci sono ben 128 Ave Maria? E non è finita: quando vado dal dentista, che mi fa tanta paura, dal momento che la poltrona si abbassa io chiudo gli occhi e prego Maria di essermi vicina. Perchè questa paura di abbandonarmi nella mano di Colui che amo?

Perchè questi rituali?

Sono solo segni di devozione, di voler essere accanto al mio "passerotto"  o è altro?
No, non seguo gli oroscopi, il gatto nero (poverino!) il sale rovesciato ecc. Anzi, molto tempo fa una delle zie di mia cognata Maria Grazia, mi telefonò allarmata perchè aveva rotto la bottiglia dell'olio. "L'è vera Lucia cal porta mal?" "E sì zia Olga, porta male perchè dovrà pulire e ripulire e poi andare a comperare un'altra bottiglia: l'olio costa!" Rise con me!.
 Cosa ne pensate di queste mie manie? Siate sinceri!
Leggi tutto

una mattina diversa

9 comments

Se io dovessi iniziare un racconto per un libro, lo incomincerei narrando di un paesino, sperduto sui monti, dove l'unico suono che si spandeva nell'aria, era quello delle campane... ma si tratta di un episodio molto singolare e soprattutto, vero. 
Giovedì scorso, o meglio, giovedì santo, era una bella giornata di sole, avevo appena finito di fare colazione: mi ero alzata tardi, erano forse  le dieci ed ero ancora in pigiama.
Poco importa, non aspettavo nessuno. Mi accingevo ad iniziare le pulizie giornaliere. 
Dalle finestre aperte arrivava il canto degli uccellini e il lamento dei piccioni che affollano il condominio.Inquilini fissi.
Una musica lontana, che pian piano si va facendo sempre più forte.  Il suono allegro di una fisarmonica! Uno strumento a me tanto caro: mi mette allegria, mi fa pensare ai balli all'aperto in qualche balera, oppure ai balli nei campi, sull'aia che i nostri nonni, almeno i miei, amavano tanto.
Esco sul balcone. Sempre in pigiama e inoltre spettinata! Vedo che nel marciapiede difronte ci sono due mendicanti che arrivano a grandi passi: uno, il più vecchio, ha la fisarmonica, l'altro il clarino. Per me è il momento dello stupore, della gioia. 
Mi sbraccio e attirando la loro attenzione. Vengono sotto il balcone, sempre suonando. 
Li guardo, li saluto e faccio loro cenno di aspettarmi e, rientro. Cerco qualche soldino. Niente. Insomma perchè io sono sempre senza monete? Penso che cinque euro sarebbero troppe e mi viene in mente il salvadanaio di Elena. Bhe, anche se le prelevo qualcosina....con tutti quelli che le ho regalato io....
Non si apre, il tempo passa veloce. La fisarmonica non suona più. Perbacco, se ne sono andati! Ah, finalmente trovo due euro, non posso buttarli giù così. Cerco un "postic" li avvolgo e arrivo di nuovo sul balcone. La strada vuota.  Sono stata troppo lenta! 
Piano piano la musica ritorna. Respiro. Li vedo arrivare dalla parte opposta a quella di prima. 
Nuovamente agito le braccia.
Il più vecchio arriva di corsa e sorridendo coi denti radi, mi indica con la mano:"uno?" Correggo, "due". Sorride ancora di più e si avvicina proprio sotto al balcone, vicinissimo alla siepe che separa il cortile dalla strada.
Allunga le mani e io prendo la "mira"  facendo volare il postic giallo!
Ci guardiamo. 
I due euro finiscono proprio dentro la siepe. In alto.Oh!!! no!!! 
Chiamo la donna delle pulizie che sta scopando in quel momento il cortile. 
Tutti e tre scuotono la siepe. 
Niente. 
Guardo le loro facce deluse.Non so cosa dire. Taccio. 
Quei due euro erano importanti, forse per loro significava  una bevanda, un caffè, per me, un gesto, piccolo, piccolo, d'amore.
Ancora una volta si è manifestato che i desideri miei non sono quelli del Signore! Lui aveva altri programmi per entrambi.
Potrei dire: come un fiume, che scorre tranquillo, scorsero le mie lacrime: no, non piansi anche se avrei voluto. Per loro, per la felicità che avevano manifestato, per me, per la felicità che mi avevano donato.

La mia finestra al secondo piano e la siepe incriminata.
Leggi tutto

Una nonna innamorata

Leave a Comment
In questa foto, scattata all'alba da una decina di fanciulle, tra cui la mia amatissima nipote, io ritrovo la Bellezza e l'armonia che Cristo ci dona quando, conoscendoLo, Lo amiamo. Queste ragazzine sono andate sulla spiaggia di Rimini, una mattina alle cinque per dare vita alla loro felicità di aver incontrato un Amico speciale. "Nonna hanno parlato a me, alla mia vita, al mio cuore. Come facevano a conoscermi così bene?" Ecco il miracolo che ritorna. Nel 74 è capitato a me, molti anni dopo a mia figlia ed ora al mio tenero amore di 14 anni. 
Leggi tutto

Domenica di Pasqua

3 comments


 Sin dal mattino, durante la Messa delle nove, Messa di Resurrezione, ho sentito che sarebbe stata una giornata particolare. Ero stranamente felice. La piccola Chiesa, Santuario della Madonna del Bosco, era affollata di persone, di amici, dovrei dire. Volti conosciuti, qualcuno mancava, ma negli occhi che mi salutavano c'era il ricordo dei giorni trascorsi insieme.Un pezzo di cammino che ci faceva sentire uniti dall'amore a Cristo Risorto.
All'invito del Sacerdote "Andate in Pace" quanti abbracci e baci! All'uscita c'era una persona che aspettava qualche soldino. Non avevo la borsa e le tasche della giacca erano vuote. Con tristezza gli ho detto di scusarmi ma che non potevo farlo sorridere, allora gli ho accarezzato la mano e l'ho baciato. M'ha guardato come se fossi un po' matta e forse era vero....Tutto era bello e buono per me!
Poi, a casa,ci siamo preparati per raggiungere Milano. Elena mi aspettava per il pranzo e poi tutti dalla mamma!
Il tempo bello ci permetteva di mangiare in giardino. Elena è una perfetta padrona di casa. Siamo riuscite a parlarci solo dopo che lei aveva servito tutti. Nel guardarla negli occhi ho sentito che nulla di noi andava perduto. Sogni, pensieri, passato: tutto era nei nostri sorrisi: avrei voluto che quella magnifica sensazione di un Dio presente tra di noi durasse per sempre, non svanisse mai. Ma Paolo voleva acellerare i tempi e andare dalla mamma  per tornare a Novara per cena.
Per tutto il giorno avevo cercato Dio, nel cielo, negli alberi ormai ricoperti interamente di foglie di diverse tonalità di verde, percepivo la Sua presenza, nel Rosario che abbiamo recitato, e nei miei pensieri, ma Signore dove sei? Mi chiedevo. Io Lo cercavo e Lui era già là che mi aspettava! Mi sono accorta della Sua presenza per le lacrime negli  occhi stanchi della mia mamma!. La Sua felicità nel vedermi è stata anche la mia tristezza. Mamma ha 94 anni, improvvisamente, guardandola ho pensato che avrei potuto perderla. L'incontro con Cristo è la vita stessa nella sua infinita varietà.
Guardandomi intorno avrei dovuto da tempo imparare a incontrare Dio negli occhi più dolci e più cari, nell'allegrezza e nella disperazione, nell'incertezza e nell'angoscia, quando sono felice, quando mi pare che tutto vada bene o che vada a rotoli, nelle persone che amiamo o in quelle che ci attendono sulla porta della chiesa, magari, come il mio amico, con un colore diverso della pelle. Se poi Lo cerchiamo nella natura...lì è proprio facile incontrarLo.

Signore, una volta all'improvviso, osservando un prato, mi sono accorta che Tu eri lì presente. Ho ascoltato la voce del vento che faceva ondeggiare l'erba e mi pareva che fosse la Tua stessa voce. Ti ho ascoltato allora, o Signore, mentre Tu parlavi al mio cuore: in quel momento era tutto così chiaro e facile!. Signore allora dimmi perchè pur sentendoTi vicino, sono sommersa da tante inquietudini?
Signore, oggi risorgendo ci hai donato una vita che non finirà mai,  hai donato un senso alla  sofferenza, ci hai insegnato l'Amore universale. Grazie Signore in questa sera che profuma di silenzio e di pensieri lieti.

Leggi tutto

I pulcini cambiano piumaggio

2 comments

Un raggio di sole, una leggera brezza di questa primavera un po' inoltrata ed eccoli che popolano le migliori panchine. I bimbi sono ancora a scuola, ma loro i nonni, hanno già preso possesso del parchetto.
I loro visi sono sorridenti, finalmente ci si scambia le famose quattro chiacchiere! La malattia è l'argomento preferito, poi viene la politica e la pensione che non arriva a fine mese- Quante speranze avranno avuto nei mitici anni '60?
Signore, Tu li conosci. Tu li chiami per nome. Sai che hanno lavorato sodo nella vita ormai lasciata alle spalle. Sai che chiedono poco e danno tutto. Forse hanno rivestito qualche carica importante. Forse, per qualche giorno si sono sentiti eroi per aver fatto qualcosa di speciale. Che non raccontano.
Tu li ami, Signore, perchè Ti rassomigliano. Perchè sono stanchi, hanno le ossa rotte e ancora tanta speranza nel cuore.
Li conosco, abitano qui, nelle case vicino alla mia. Un giorno anch'io, libro sotto il braccio, ho annunciato a Paolo che: "Vado ai giardinetti"!
 Non ho potuto leggere, avrei creato imbarazzo e poi era più interessante ascoltare e  partecipare alla conversazione. Sono stata contenta. 
Perchè sono limpidi, si fanno attraversare dalle circostanze della vita, pronti ad accogliere quello che c'è di buono. Sanno ridere e cantare, sanno donare il poco che hanno, Signore, lo sai meglio di me, i nostri nonnini, sono i veri signori dell'anima. E Ti conoscono, eccome se ti conoscono, molto meglio di me che parlo anche troppo di Te e dell'amore che vorrei donarTi e che Tu mi doni. 
Oggi piove. I giardinetti sono vuoti. Il vento, freddo, fa cigolare le altalene Ritorneranno con il sole e le loro belle teste bianche!
Leggi tutto

Resurrezione

5 comments




In questa giornata, in questa nuova Pasqua di Resurrezione  il rapporto più amato diventa eterno, un possesso già eterno perché in esso «traluce» qualcosa che tu riconosci. E perciò abbracci ciò che ami con quel distacco dentro che ti fa dire: «In te traluce il grande Altro, Cristo. Amo te come Cristo, amo Cristo in te, amo te in Cristo».

Buona Festa
Leggi tutto

Maria: la Donna del Sabato Santo

2 comments

Piangere con Te

O Maria, testimone di tutti gli eventi
della vita di Gesù,
facci entrare nel mistero della Croce,
metti nel nostro cuore
quello spirito di grazia e di preghiera,
di supplica e di compunzione
che il Signore vuole riversare sulla Sua città
negli ultimi tempi.
Vogliamo pregarTi con parole antiche:
"Fac me tecum pie flere,
crucifixo condolere,
donec ego vixero"
Fa' che pianga con Te per tutta la vita,
un pianto e uno spirito di supplica
che non cessi mai
e che irrori continuamente il terreno dell'anima,
rendendo molli le zolle indurite del cuore.

(C.M. Martini)
Leggi tutto

Lavanda dei piedi

6 comments

 
Giovedì Santo: la lavanda dei piedi;
 è la scuola dell'Amore;
è il vangelo più eucaristico,
perché l'Eucaristia è il massimo dell'abbassamento di Dio;
la lavanda dei piedi è un atteggiamento talmente impossibile
che solo Dio poteva inventarlo.
Non credere di poterci riuscire da solo.
Tutto si gioca su un'umiliazione;
le umiliazioni sono le cose più preziose che abbiamo; s
tiamo parlando un linguaggio incomprensibile al mondo, siamo al Giovedì Santo.
 
Qui non si parla di servizi da vetrina, ma di servizi non gratificanti.
Un servizio che si venga a sapere, con il rischio che qualcuno ti lodi,
perde i connotati della lavanda dei piedi.
Non credere di lavare i piedi quando servi i poveri,
ma quando fai, senza farti accorgere,
un lavoro noioso che toccherebbe a un altro, senza brontolare o farlo pesare.
Quando fai un servizio a uno che soffre molto,
non credere di lavargli i piedi, è lui che lava i piedi a te.

Lavi i piedi quando sei umiliato ingiustamente,
o quando qualcuno ti butta in faccia un difetto in malo modo e tu non ti ribelli,
ma accogli con umiltà la verità da qualunque parte venga,
anche se detta senza carità.

Lavi i piedi quando sopporti con pazienza una persona indigesta.
Lavi i piedi quando per amore del Signore non ti risparmi,
accettando qualsiasi lavoro, senza che qualcuno si accorga,
senza ricevere approvazioni o ringraziamenti.
Colui che lava i piedi è uno schiavo, e dunque uno senza diritti;
per cui tutto quello che riceve, lo riempie di stupore e di gioia.
Lavare i piedi è schiavitù per amore.

Per questo senza la grazia divina è un atteggiamento impossibile all'uomo.
Il lavare i piedi se è autentico,  dura tutta la vita.
Lavare i piedi è morire ogni giorno e non da eroe.


Nella settimana santa del 1980,il mercoledì pomeriggio davamo l'ultimo saluto a Valeria. La sera, dello stesso giorno, don Giacomo, l'allora Parroco della nostra Parrocchia, ci venne a trovare per chiederci se eravamo (Paolo ed io) disposti a "lavare i piedi" a 12 persone povere della comunità. Stupiti, accettammo. La sera poi, al momento richiesto, feci quello che dovevo fare, con timore, con dolore,e anche con gioia.
Fu un momento indimenticabile di cui ancora oggi ringrazio Dio.
Buon Giovedì Santo trascorso, magari in meditazione.

Leggi tutto

Toccati ed essere toccati

3 comments



Toccare è essere toccati Prof 2.0
O Amor, divino Amore, perché m’hai assediato?
Da cinque parti vedo che tu m’hai assediato:
udito, vista, gusto, tatto e odorato”
Così il mistico e poeta Iacopone da Todi si lamenta con un Dio opprimente. Assedia i suoi cinque sensi, che percepiscono in ogni luogo e momento il Dio geloso dell’Antico Testamento e lo Sposo del Nuovo. Se questo è spiritualmente vero ovunque, diventa materialmente vero in Terra Santa, che ho visitato per una settimana con un gruppo di studenti del mio liceo. Il viaggio delle Quinte della mia scuola si svolge ogni anno lì ed è un assedio dei sensi da parte di Dio, tanto che anche i ragazzi più lontani e distratti si sentono “avvolti”. Uno di loro mi confidava: “se le persone qui si comportano così ci deve essere qualcosa di non umano dietro” e un altro “mi rendo conto di quanto poco io conosca il Vangelo, mi è venuta voglia di leggerlo”.
Un senso si è aggiunto alla mia fede: quello del tatto. Quando sono arrivato sul lago di Tiberiade e la natura, pur essendo febbraio, era già in fiore, i colori tenui e la luce impazzava, ho esclamato “io qui ci sono già stato”, avevo consuetudine con colori, volti, pietre, piante, luce, acqua, cantilene, parabole, parole, del Vangelo letto e riletto. Tutto era incarnato e quindi carnale.
Le mie dita, sedotte, volevano toccare.
Hanno toccato l’acqua del lago di Tiberiade, feconda in una terra così arida, scintillante di luce, solcata dal legno ruvido delle barche. Hanno toccato le palme sul monte delle Beatitudini, una collinetta poco sopra il lago, dove Gesù si appartava quando ancora tutti dormivano per parlare con suo Padre, per vedere il sole sorgere inesorabile e scintillare su quel lago verde, azzurro e rosa. Ho toccato la pietra su cui il risorto ha mangiato il pesce di quel lago dopo la resurrezione e sulla quale Pietro è stato confermato capo della Chiesa. Ho capito quale grande follia d’amore sia affidare ad un semplice pescatore la più grande rivoluzione avvenuta nel cuore dell’uomo di tutti i tempi venuti e a venire: il massimo del progresso raggiunto e raggiungibile è affidato a quel pescatore. Ho toccato la pietra del deserto che non diventa pane e con essa le tentazioni di Cristo e poi ho toccato l’acqua fredda e battesimale del Giordano. Ho toccato le pareti della grotta dell’Annunciazione, le scale che portavano alla casa di Maria, l’acqua della fonte a cui attingeva per Gesù e Giuseppe, e di Giuseppe ho toccato il pavimento della casa dove Gesù è cresciuto. Ho toccato anche il pavimento della grotta di Betlemme. Tutto è così piccolo e quotidiano da diventare lampante che è anche vero, non ci può essere niente di mitico in un posto così, solo un Dio senza miti si innamora dell’ordinario. Tra quei luoghi e gli affreschi della cappella Sistina ci può essere solo un Dio che ama la Bellezza, che è la Bellezza, che causa la Bellezza, a partire dal minuscolo “sì” di una ragazza di 15 anni. Ho toccato le pareti della casa di Pietro e l’attracco del porticciolo di Cafarnao e ho capito perché Gesù ha scelto quel quartier generale: perché è il posto più bello di tutti. Ho toccato l’aria fresca e pulita del Tabor e il panorama ininterrotto, degna platea per una Trasfigurazione. Ho toccato gli ulivi del Getsemani e la pietra su cui Cristo sudò il sangue della paura, dell’amore e dell’abbandono. Ho toccato il suolo del percorso della Via Crucis immersa nelle vie caotiche del suq arabo e ho capito che la strada, qualsiasi strada, è teatro adatto alla storia della salvezza. Ho toccato la pietra malinconica dell’Ascensione. E poi la pietra dove Maria si è addormentata e quella dalla quale è stata assunta e ho capito perché la invoco per “l’ora della nostra morte”. Ho toccato le pareti del cenacolo, dell’amore “sino alla fine” e del fuoco dello Spirito. Ho toccato la pietra scabra del Golgota e il buco in cui era conficcato il legno escogitato dalla nostra violenza. Ho toccato la pietra nuda della resurrezione e lì con la fronte appiccicata ho saputo che dipende tutto dalla nudità di quella pietra.
Le mie dita si sono fatte spirituali pur rimanendo le mie dita. Toccando ho capito che non ero io che toccavo, ma ero io che venivo toccato e sedotto. Il tocco di un Dio che ti assedia, un tocco a volte dolce, a volte ruvido, un “carico leggero”, come le mani degli amanti. Adesso quando ascolto una pagina del Vangelo mi pare di toccarla come accade nel bellissimo e recente libro che mi fa compagnia in questi giorni “Sorpresi dall’amore” di A.Mardegan, capace di far vivere le pagine del Vangelo rendendole permeabili al quotidiano di ciascuno, in uno scambio che va da lì a qui e viceversa. Solo così la terra che calpestiamo tutti i giorni in qualunque luogo del mondo diventa santa, perché è la terra del Vangelo, la terra di un Dio che parla i nostri sensi addormentati, fino a sedurci.
Leggi tutto

Le primizie dello Spirito

4 comments
 
 
 
 
 
 
"Noi sappiamo bene che tutto il creato soffre e geme
come una donna che partorisce".
Questa celebra affermazione di Paolo, che basta da sola
a dar senso e spiegazione ad ogni dolore umano, non è
radicata tanto su una concezione ottimistica della storia
e della sua evoluzione, ma su un sapere irriducibile ad ogni
scienza: quello di chi possiede già in sé un germe che
anticipa e promette tutto il positivo sviluppo futuro:
"Anche noi che abbiamo le primizie dello Spirito gemiamo
in noi stessi perché aspettiamo l'adozione a figli di Dio,
 la redenzione del nostro corpo". E' questa primizia
coscientemente posseduta che mette oggettivamente
tutto l'universo in uno stato di impazienza.
Abbiamo così due affermazioni fondamentali.
La prima è che tutto il dolore umano e cosmico contiene in sé
un'attesa impaziente di liberazione che, da un lato
aggrava lo stesso dolore, ma dall'altro gli apre uno sbocco.
La seconda è che tale attesa è vissuta solo da coloro
che hanno le primizie dello Spirito e perciò non
ritengono più paragonabili alla gloria futura le
sofferenze del momento presente.

Leggi tutto

Domenica delle Palme : Gesù entra in Gerusalemme

6 comments





Gesù entra in Gerusalemme. La folla dei discepoli lo accompagna in festa, i mantelli sono stesi davanti a Lui, si parla di prodigi che ha compiuto, un grido di lode si leva: «Benedetto colui che viene, il re, nel nome del Signore. Pace in cielo e gloria nel più alto dei cieli» (Lc 19,38).

Folla, festa, lode, benedizione, pace: è un clima di gioia quello che si respira. Gesù ha risvegliato nel cuore tante speranze soprattutto tra la gente umile, semplice, povera, dimenticata, quella che non conta agli occhi del mondo. Lui ha saputo comprendere le miserie umane, ha mostrato il volto di misericordia di Dio e si è chinato per guarire il corpo e l’anima.
Questo è Gesù. Questo è il suo cuore che guarda tutti noi, che guarda le nostre malattie, i nostri peccati. E’ grande l’amore di Gesù. E così entra in Gerusalemme con questo amore, e guarda tutti noi. E’ una scena bella: piena di luce - la luce dell’amore di Gesù, quello del suo cuore - di gioia, di festa.

All’inizio della Messa, a turno, i bimbi, poi gli adulti e infine gli anziani.hanno agitato i rami d'ulivo cantando "Osanna al Figlio di Davide, Osanna al Redentor!" Tutti noi, come a Gerusalemme abbiamo accolto Gesù; anche noi abbiamo espresso la gioia di accompagnarlo, di saperlo vicino, presente in noi e in mezzo a noi, come un amico, come un fratello, cioè come faro luminoso della nostra vita. Gesù è Dio, ma si è abbassato a camminare con noi. E’ il nostro amico, il nostro fratello. Qui ci illumina nel cammino. E così  lo abbiamo accolto. E questa è la prima parola che esprimiamo: gioia! Non siate mai uomini e donne tristi: un cristiano non può mai esserlo! Non lasciatevi prendere mai dallo scoraggiamento! La nostra non è una gioia che nasce dal possedere tante cose, ma nasce dall’aver incontrato una Persona: Gesù, che è in mezzo a noi; nasce dal sapere che con Lui non siamo mai soli, anche nei momenti difficili, anche quando il cammino della vita si scontra con problemi e ostacoli che sembrano insormontabili!  Seguiamo Gesù! Noi  sappiamo che Lui ci accompagna e ci carica sulle sue spalle: qui sta la nostra gioia, la speranza che dobbiamo portare in questo nostro mondo. E, per favore, non lasciatevi rubare la speranza! Non lasciatevi rubare la speranza! Quella che ci dà Gesù.
Chiediamo l’intercessione della Vergine Maria. Lei ci insegna la gioia dell’incontro con Cristo, l’amore con cui lo dobbiamo guardare sotto la croce, l’entusiasmo del cuore giovane con cui lo dobbiamo seguire in questa Settimana Santa e in tutta la nostra vita. 
Leggi tutto

A Maria SS

2 comments


Maria,
Tu piangi - io so,
E così anch'io vorrei piangere,
per darTi lode.
Con la fronte sopra la pietra,
piangere...
(R.Maria Rilke)

Leggi tutto

Poesia

8 comments

No, non ho sbagliato! Questa foto è poesia,

 è musica, è amicizia. Dio ci ha creati

 perchè fossimo così: gioia e amore. 




Leggi tutto

gioco

8 comments

Nuova iniziativa a cui partecipo questa volta riguarda la "Poesia"

Oggi sono stata taggata da Martylele Bijoux
che mi ha invitata a partecipare a questa bellissima iniziatva
caratterizzata da uno scambio di POESIE sul tubo.. 
Piccola regola da seguire:
la poesia deve essere scritta entro 24 ore da quando si è stati nominati,
altrimenti bisognerà regalare un libro a chi ci ha nominati..
quindi corro.......
e poi bisogna girare il concorso ad altri 5 blog...



Ti auguro tempo: dedicata ai miei figli
Non ti auguro un dono qualsiasi
ma soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo per svegliarti il mattino
e sorridere alla giornata che ti aspetta,
ti auguro tempo per il tuo fare e il tuo pensare,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo non per affrettarti e correre,
ma per essere contento.
Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo, ma perchè te ne resti per stupirti
e ammirare le creature che il Buon Dio ti ha messo accanto
Ti auguro tempo per toccare le stelle,
il sole che ti scalda, la pioggia che bagna il tuo viso
e il vento che ti arruffa i capelli.
Ti auguro tempo per per sperare e per amare, 
anche quel dolore che ti fa respirare piano.
Ti auguro tempo per trovare te stesso
per vivere ogni tuo giorno
ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo per incontrare Dio, 
e pregarlo di benedire la tua vita.

Adesso devo nominare cinque blog:
Il blog della nonna Bruna
Rallegrati di Daniela
A Sua Immagine
I colori della vita
Non sono solo parole



Leggi tutto

Luci e ombre

2 comments

Quante luci illuminano questa strada , popolata solo da ombre. In lontananza i paesini da presepe solo là pronti ad illuminare la montagna che li accoglie. 
Ho l'impressione che l'aria sia profumata anche se non vedo fiori. Io immagino di essere là, seduta su quella panchina a cantare, solo per me, il dolore e la speranza, la tristezza e la gioia.
Immagino ora un volo d'angeli che con un soffio spengano tutte queste luci e allora  gustare la bellezza del cielo trapuntato di stelle.

Giussani ci racconta una storia diversa: Immaginatevi il mondo umano, la storia umana, come un’immensa pianura, e in questa immensa pianura un immenso stuolo di ditte, di imprese edili, particolarmente allenate a far strade e ponti. Ognuna nel suo angolo, dal suo angolo cerca di lanciare, fra il punto in cui sono, fra il momento effimero che vivono, e il cielo trapuntato di stelle, un ponte che colleghi due termini, secondo l'immagine di Victor Hugo nella sua bella poesia di Les contemplations intitolata "Le Pont" ("Il ponte"). Vi si immagina, seduto sulla spiaggia di notte, una notte stellata, un individuo, un uomo che guarda, fissa la stella più grossa, apparentemente più vicina, e pensa alle migliaia e migliaia di archi che occorrerebbe erigere per costruire questo ponte, un ponte mai definibile, mai completamente operabile. Immaginatevi, dunque, questa pianura immensa, tutta gremita di tentativi di gruppi grossi e piccoli, o anche solitari,  ognuno attuando il suo disegno immaginato, fantasticato. Improvvisamente s'ode nell'immensa pianura una voce potente, che dice: “Fermatevi Fermatevi tutti!”. E tutti gli operai, gli ingegneri, gli architetti sospendono il lavoro e guardano dalla parte da cui è venuta la voce: è un uomo, che alzando il braccio continua: 

“Siete grandi, siete nobili nel vostro sforzo, ma questo vostro tentativo, se è grande e nobile, rimane triste, per cui tanti vi rinunciano e non ci pensano più, e indifferenti diventano; è grande, ma triste, perché non opera mai il termine, non riesce mai ad andare a fondo. Ne siete incapaci perché siete impotenti a questo scopo. C'è una sproporzione non colmabile tra voi e la stella ultima del cielo, tra voi e Dio. Non potete immaginarvi il mistero. Ora, lasciate il vostro lavoro cosi faticoso e ingrato, venite dietro di me: io vi costruirò questo ponte, anzi io sono questo ponte! Perché io sono la via, la verità, la vita!”
 Immaginatevi, fate uno sforzo di immaginazione, di fantasia: cosa fareste, cosa direste? Scettici quanto possiate esserlo, non potete non sentire il vostro orecchio attirato da quella parte, e almeno guardate con curiosità estrema quell'individuo che o è pazzo o e vero: tertium non datur; o è pazzo o è vero. Infatti, c'è stato un solo uomo, uno, a dire questa frase, uno in tutta la storia del mondo - del mondo! -,tanto è vero. Un uomo in mezzo a un gruppetto di gente, tante volte in mezzo a un gruppetto di gente, e tante volte in mezzo anche a una grande folla.
“Chissà, chissà chi è, sarà pazzo?”. Alcuni tentennando la testa se ne andranno, ma alcuni, invece, no. Alcuni hanno sentito un accento che non avevano mai sentito, e all'ingegnere, all'architetto o al padrone dell'impresa che diceva loro: “Su, in fretta, cosa fate qui, cosa vi fermate ancora a guardar là?”, loro non rispondevano; continuavano a guardarlo. E lui avanzava. Anzi, gli andarono vicino. Su centoventi milioni erano dodici. Ma avvenne: questo è un fatto storico. 

Il Vangelo di ieri ci parlava di un altro fatto storico: la risurrezione di Lazzaro. Gesù che piange per la morte del Suo più caro amico. Gesù che piange per tutti noi e ci grida: "Uscite fuori!" dal buio del vostro cuore, la mia luce è pronta ad accogliervi.
Ci sono persone che un po' alla volta, o all'improvviso, escono da questa oscurità e da quel momento in poi si accorgono che da tempo il Signore le aveva prescelte e sosteneva questo loro cammino nella penombra del peccato e plasma la loro strada, le dirige, le aiuta ad entrare nella luce di cui Lui è il portatore.

Ci avviciniamo alla Pasqua di Risurrezione. Sediamoci su quella panchina a guardare le stelle finchè arriverà la vera Luce a illuminare i nostri cuori.

Leggi tutto

Vi auguro di non sentire mai la mancanza del pianto

13 comments
 
 
 
 
 
 
Quando ero piccolo non mi piacevano le favole solite; mi annoiavo e me ne andavo via, lasciando il narratore, chiunque fosse, con un palmo di naso. Mi piacevano, invece, le favole paurose, quelle che mi spaventavano. I racconti gotici, per intenderci. Una, in particolare, sicuramente inventata, se non ricordo male, raccontava in mille maniere diverse sempre lo stesso accadimento: una bambina povera, moriva, ma poiché era bellissima, diventava una stella. Di solito me la indicavano pure nel cielo, se era possibile farlo. Quando, dopo le mie petulanti insistenze nel sentirlo, il racconto, che pure conoscevo, si avvicinava all’epilogo, mi mettevo a piangere e mi scagliavo, con tutta la mia rabbiosa debolezza contro chi raccontava, dimentico delle mie insistenti richieste, imputandogli la colpa del mio pianto. Ricordo che piangevo con le lacrime copiose.
Quando iniziò l’addestramento, smisi di piangere. E, da allora, non ho pianto più. Mi manca il pianto, i singhiozzi, ma ormai è tardi per i rimpianti. Mi vennero tolti il nome, il cognome, alcuni suoni familiari come mamma, papà, nonna, nonno e, adesso che ci rifletto, pure il pianto.
Da allora, non piansi più.
Che grande debolezza non piangere! Piange Achille, piange Ettore, piange Ulisse.
Fra un poco dovrò andare a consolare i cani, dovrò calmarli, accarezzarli. Li accompagnerò nella loro zona e starò un po’ con loro. Poi, tornerò a casa e loro mi riaccompagneranno come una scorta, silenziosi e vigili. Mi fermerò sui gradini, seduto accenderò una sigaretta, loro si accucceranno. Infine rincaserò, seguito dai loro sguardi che vegliano la casa ed il mio sonno che arriva sempre tardi.
Non so cosa augurarvi, anzi, no: vi auguro di non sentire mai la mancanza del pianto

Leggi tutto

La logica dei viventi non umani

8 comments
 
 
 
 
 
 
L'uomo tutto teso alla ricerca del nuovo, della crescita, del progresso, alla fine non si accorge di aver creato la tecnologia, un mostriciattolo senza etica. Metaforicamente diventa schiavo della tecnologia perché si è spinto troppo in avanti e non può tornare indietro facendo crollare il sistema economico.
Con le sue continue e sorprendenti vittorie, la tecnica ha determinato mutamenti strutturali dei modi di vivere e di pensare con conseguenze, a mio avviso, irreversibili. Si è imposta a livelli tali da destrutturare persone, modificandone fortemente il comportamento.
La logica dei "viventi non umani" ha ridotto il linguaggio a un insieme di simboli astratti, di formule e di segni di valore puramente strumentali e privi di qualunque spessore spirituale. Gli strumenti tecnologici, l’uso indiscriminato e irresponsabile che se ne fa, si sono imposti ovunque e hanno sconvolto la nostra mente, provocando danni di grande rilievo.
Come ha scritto Cifford Stoll: E’ facile parlare di velocità dei computer, di memorie Ram e di novità tecnologiche. Più difficile è gestire la frustrazione che queste cose generano, i loro costi (diretti e indiretti) e i loro effetti collaterali. Che cosa si perde quando si adotta una nuova tecnologia? Chi viene emarginato? Quali preziosi aspetti della realtà rischiano di venire calpestati?.
Altro che Star Trek e fantascienza, qui è l’apocalisse.
 

Leggi tutto
Post successiviPost più recenti Post precedentiPost più vecchi Home page
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...