Natale nella tradizione

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Prima della nascita di Cristo c'era la festa del Fuoco e del Sole, perché in questo periodo c'è il solstizio d'inverno, cioè del giorno più corto dell'anno.

Nella Roma pre-cristiana dal 17 al 24 dicembre si festeggiano i Saturnali in onore di Saturno, dio dell'agricoltura ed è un periodo dove si vive in pace, si scambiano doni, sono abbandonate le divisioni sociali e si fanno sontuosi banchetti. Tra i Celti invece si festeggia il solstizio d'inverno.

Nel 274 dopo Cristo, l'imperatore Aureliano decide che il 25 dicembre si festeggi il Sole. È da quest'origine che risale la tradizione del ceppo natalizio, ceppo che nelle case deve bruciare per dodici giorni consecutivi e deve essere preferibilmente di quercia, perché propiziatorio, e da come brucia si presagisce come sarà il futuro anno. Forse per chiarire questo stato di cose che San Francesco, la notte tra il 24 e il 25 dicembre del 1223, costruisce, con l'aiuto di un gruppo di "poverelli", tra le montagne e le colline della Valle Santa, ricoperte di neve, per la prima volta ilPresepe. Immaginate questo gruppo di "poverelli" senza scarpe, addosso solo povere vesti, che portano la parola di Dio e un messaggio di fede e di speranza per i più poveri tra i poveri...

San Francesco soggiorna a lungo a Greccio, con alcuni suoi confratelli, fin dal 1209. Proprio su queste montagne realizza il primo presepe vivente, riproduzione della natività di Betlemme.

Si racconta che il luogo dove sorge il santuario fu scelto per caso, lanciando un tizzone ardente, che ricadde proprio là dove poi fu eretto il santuario. Il lancio del tizzo, ancora oggi è rievocato nel periodo di Natale, durante la rievocazione del presepe vivente allestito da San Francesco.

Il santuario di Greccio é scavato in parte nella roccia, con piccole cellette di pochi metri quadrati, quasi come nidi d'aquile, lontano da tutto e da tutti. Anche quest'anno, la notte di Natale a Greccio si rievocherà la rappresentazione con comparse del paese e delle zone circostanti. A mezzanotte tutte le campane suonano nella valle e quello é il segnale della nascita del Redentore.

Quindi il nostro Natale deriva da tradizioni borghesi del secolo scorso, con simboli e usanze sia d'origine pagana sia cristiana. Il Natale è anticipato dalla vigilia, che dovrebbe essere una giornata di digiuno e di veglia cui ci si prepara ai festeggiamenti delle feste. Nelle case è allestito un presepe, specialmente nei paesi meridionali, o un albero di tradizione più nordica.
I miei presepi.


Questo è un presepe fatto da Giacomo 4 anni fa e viene regolarmente modificato da Francesco. E' un attacca-stacca sulla porta del frigorifero ed è sempre lì. Tutto l'anno!


Questo è IL PRESEPE mio. con capanna e statuine di quando ero giovane. Qualcuna non ha più i lineamenti originali e qualcuna è stata rinnovata.


E' sempre il mio presepe, le casette sono state create e dipinte da me. Erano scatolette porta-medicinali- Appartenevano all'albero dell'Avvento che vedrete poi.

idem.


Uno dei particolari. E' lava. Ricordo di un viaggio sull'Etna di almeno 30 anni fa!

Un altro particolare. Non è una pietra ma una "fillite" raccolta con gli appositi attrezzi sul greto di un fiume un'estate in Valle Vigezzo. La "fillite" è fango (questa in particolare) ha all'interno tracce di foglie di qualche migliaio di anni fa.

un'intrusa del giorno d'oggi! Anche lei è affascinata dagli eventi!
Anche il muschio è vero: raccolto da Paolo che preparerà il presepe negli ultimi giorni prima di Natale.

Negli anni la mia raccolta di presepini è aumentata. Questa capanna è nuova di zecca: dipinta da me, gli animali li ho piazzati dove c'era posto, ma mi hanno detto che così possono osservare meglio e dare ugualmente calore al Gesù Bambino che arriverà. (Riccardo il fieno (aghi di pino colorati) l'ho sistemati lì perchè "non c'era posto per loro".

Calendario Avvento!
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3 commenti:

  1. E' un bel regalo che ci fai.
    Grazie Lucia.

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  2. Forse è proprio questo mix di "credi" e di sentimenti diversi ma profondi che il Natale è una super festa. Sentita davvero da tutti, dove tutti trovano un senso affine alle proprie inclinazioni.

    Moz-

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  3. Bellissimo Lucia.
    Hai reso bene l'idea del presepe allestito in modo diversi, ma sempre con grande profondità di fede.
    Grazie mi è piaciuto molto.
    Un dolce saluto, ciao.

    P.s. i tuoi presepi sono fantastici!!!

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Però non amo gli insulti volgari o le parolacce
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