Musica nell'anima

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Leggo:

In un campo di concentramento un giorno un prigioniero, prese con coraggio la sua chitarra e si mise a suonarla in mezzo al cortile.

Tutti i suoi compagni si strinsero intorno a lui, perchè la magia della musica comunicava coraggio e speranza.

I soldati lo fermarono.

Il giorno dopo tornò a suonare.

Le guardie, furenti, gli ruppero le dite e i polsi.

Il giorno dopo, non potendo più suonare, si mise a cantare, battendo le mani storpiate, sul retro della chitarra per tenere il ritmo.

Gli altri prigionieri unirono a lui le loro voci e il loro cuore si riempì di energia.

I carcerieri si infuriarono e per dargli una lezione, gli strapparono la lingua.

Sul campo calò il gelo della sconfitta.

Con grande stupore di tutti, il giorno dopo, quel prigioniero, era di nuovo là, livido, mutilato, in mezzo al cortile, e danzava oscillando al ritmo di una musica che soltanto lui poteva udire dentro di sè. Piano piano tutti si presero per mano e si misero a ballare intorno al suo silenzioso dondolare, vuoto di note, ma pieno di sinfonia.

Per danzare non serve "udire" la musica, ma bisogna "sentirla" dentro."




Claudio Chieffo, "La nuova Auschwitz"

http://www.youtube.com/watch?v=FYrSML2Nm4M







Il testo della canzone:

Io suonavo il violino ad Auschwitz mentre morivano gli altri ebrei,

io suonavo il violino ad Auschwitz mentre uccidevano i fratelli miei,

mentre uccidevano i fratelli miei, mentre uccidevano i fratelli miei...

ci dicevano di suonare, suonare forte e non fermarci mai,

per coprire l’urlo della morte, suonare forte e non fermarci mai,

suonare forte e non fermarci mai, suonare forte e non fermarci mai...

Non è possibile essere come loro,

non è possibile essere come loro...

Nel mondo nuovo che ora abbiamo creato

c’è la miseria, c’è l’odio ed il peccato,

c’è l’odio ed il peccato, c’è l’odio ed il peccato...

Ora siamo tornati ad Auschwitz dove c’è stato fatto tanto male,

ma non è morto il male nel mondo e noi tutti lo possiamo fare

e noi tutti lo possiamo fare e noi tutti lo possiamo fare...







Non è difficile essere come loro

non è difficile essere come loro...

Ora suono il violino al mondo mentre muoiono i nuovi ebrei,

ora suono il violino al mondo mentre uccidono i fratelli miei,

mentre uccidono i fratelli miei, mentre uccidono i fratelli miei...











La canzone del bambino nel vento (Auschwitz) by F. Guccini - Performed by Maurizio "Poppy" Parodi MusiSon morto con altri cento, son morto ch'ero bambino, passato per il camino e adesso sono nel vento, e adesso sono nel vento.... Ad Auschwitz c'era la neve, il fumo saliva lento nel freddo giorno d'inverno e adesso sono nel vento, adesso sono nel vento... Ad Auschwitz tante persone, ma un solo grande silenzio. E' strano non riesco ancora a sorridere qui nel vento, a sorridere qui nel vento... Io chiedo come può un uomo uccidere un suo fratello, eppure siamo a milioni in polvere qui nel vento, in polvere qui nel vento... Ancora tuona il cannone, ancora non è contento (il fautore di ciò, ndr) di sangue la belva umana e ancora ci porta il vento, e ancora ci porta il vento... Io chiedo quando sarà che l'uomo potrà imparare a vivere senza ammazzare e il vento si poserà, e il vento si poserà... Io chiedo quando sarà che l'uomo potrà imparare a vivere senza ammazzare e il vento si poserà, e il vento si poserà, e il vento si poserà...










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12 commenti:

  1. Il vero problema è il campo di concentramento.
    La storia addolcisce solo la pillola.
    Ciao.

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  2. Quanto è vero! I "campi di concentramento", le difficoltà ci saranno sempre nella vita e quello che possiamo fare è adeguare noi stessi alle circostanze per superarle e dare sempre il meglio.
    Un saluto.

    RispondiElimina
  3. Gus e Mr. Loto: Buonasera!
    I campi di concentramento dove "il lavoro rende liberi" esistevano in Italia, in Austria, in Germania. E non era una circostanza da superare! A me non basta che una volta all'anno si celebri "la giornata della memoria" Di aneddoti come il mio post ce ne sarebbero tanti e senz'altro veri: Edith Stain, Hetty Hillesum, Anna Frank, Alfonso Maria MazuKet,Massimiliano Maria Kolbe.....
    Gli ebrei sono i nostri fratelli maggiori. Non posso pensare che "il giorno della memoria" venga festeggiato come si festeggia Hallowin o la festa degli innamorati ecc.
    Schinder List. Gran bel film. Un numero tatuato sul braccio significava che non eri più una creatura di Dio, ma un numero che sarebbe uscito nella cenere del fumo uscito da un camino. Certo che davanti a determinate circostanze non si può far altro che accettarle, magari con rabbia per la cattiveria dell'uomo.
    Quando leggo un aneddoto che mi rattrista io non posso tacere. I giovani di oggi e anche quelli di un ieri recente alla prima sofferenza si suicidono o uccidono!
    Mr. Loto le difficoltà sono quelle che viviamo oggi con le pensioni o gli stipendi che non ti aiutano ad arrivare alla fine del mese! I "campi di concentramento" erano stragi! Un mio ex amico, recentemente scomparso, il sen: Caleffi che abitava a Milano, nella mia casa, ha scritto uno dei tanti libri sull'argomento: "Si fa presto a dire fame" Sono esagerata, no! sono molto turbata! Buonanotte!

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    1. Credo che questo link sia la risposta più tragida di quei tempi. Vado a cena e poi torno a leggere il post. Questi articoli che parlano di storia mi appassionano. A più tardi amica mia.

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    2. Non credo proprio che tu sia esagerata, anzi sei convinta come me che non basta più dedicare una giornata alle vittime dell'olocuasto bensì si dovrebbe agire per far in modo che l'orrore di allora non risucceda più. Il problema che l'umanità non ha una memoria storica e dimentica molto facilmente per rifare gli stessi errori,e orrori questa volta in nome di religioni che non hanno mai professato la violenza ma il contrario...
      Baciobacio cara
      PS ti riscrivo il link perchè ho il dubbio che non sia venuto pubblicato
      http://annamaria02092014.wordpress.com/tag/i-bimbi-di-terezin/

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    3. Ciao Annamaria ti ringrazio del consenso. Ieri sera con Enrico, mio figlio, e Paolo, mio marito, ne abbiamo parlato. Paolo, fervente cattolico e appassionato di storia, mi diuceva:
      "Lucia tu ritieni, e fai bene, che gli ebrei sono i nostri fratelli maggiori. Ma guarda che loro non la pensano così. Questo non significa non dobbiamo ricordare ciò che la storia insegna. Anzi. Quelli di Auschwitz erano campi di sterminio. I campi di concentramento esistono ancora: Corea per esempio. Cerca, cerca e vedrai che orrore c'è nel mondo. Purtroppo i giovani di oggi preferiscono giocare col telefonino, quando non rubano per averlo, che conoscere la storia che gli appartiene.
      Grazie per avermi dato l'opportunità di ritornare sull'argomento. Abbraccio. Vengo spesso sui tuoi blog!

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    4. Oh non è necessario andare lontani...leggi qui, in fondo dove parla dei campi di concentramento libici
      http://it.wikipedia.org/wiki/Centro_di_identificazione_ed_espulsione
      Io ti aspetto SEMPRE! Baciobacio

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  4. Perdonami Lucia, non volevo essere indelicato o sminuire la tragedia dei campi di concentramento; ho soltanto voluto vedere la storia che hai raccontato in modo anche metaforico ... proprio perchè al giorno d'oggi ci lamentiamo di continuo e spesso in modo assolutamente ingrato.

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    1. Grazie Mr. Loto. Ero così presa da questo argomento che mi sta tanto a cuore che sono partita in quarta!!! Grazie ancora e buona giornata!

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  5. Il contesto è tragico, molto triste, però è vero che nessuno e niente può rubarci quello che abbiamo dentro di noi. Buona serata cara Lucia ^_^

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    1. Bentornata Saray! Sai cara che è proprio vero ciò che viviamo e abbiamo vissuto fa parte della nostra anima.Un pezzo di cielo azzurro, o grigio o addirittura nero è qui a ricordarci che tutto è vita- Un bacione Oggi è S. Teresa D'Avila. maestra di preghiera.

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Grazie amico/a mia. Grazie se hai letto tutto e ti decidi a scrivere un commento. qualunque sia la tua risposta, scrivi.
Però non amo gli insulti volgari o le parolacce
Arrivederci sarai sempre la benvenuta/o

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